È in atto la sperimentazione di un nuovo sistema informatico volto ad accorciare in modo sensibile il tempo di aggiornamento della RL

2
ORGANIZZAZIONE DEL CANTONE

2.5.4

Ordinamento del personale

2.5.4.1
A A A

Versione dell'atto normativo
non in vigore

 

Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti

(del 15 marzo 1995)

IL GRAN CONSIGLIO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

visti il messaggio 12 agosto 1994 n. 4279 del Consiglio di Stato e il rapporto 9 febbraio 1995 n. 4279 R della Commissione della gestione e delle finanze;

decreta:

    • Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD)
  • TITOLO I
    Disposizioni generali
  • Capitolo I
    Campo d’applicazione
    • Impiegati e docenti

      Art. 1 1La presente legge regola i rapporti d’impiego con i dipendenti e si applica:
    • a) ai funzionari, agli impiegati, agli agenti del Corpo di polizia e agli operai al servizio dello Stato, delle sue aziende e dei suoi istituti (detti in seguito “impiegati”);
    • b) ai direttori e ai vicedirettori delle scuole cantonali e ai docenti delle scuole cantonali e comunali (detti in seguito “docenti”).
    • 2Le denominazioni professionali utilizzate nella presente legge si intendono al maschile e al femminile.
    • 3Dove i comuni sono consorziati per l’istituzione delle loro scuole, le competenze affidate ai Municipi dalla presente legge sono esercitate dalla Delegazione consortile.
  • Capitolo II[1]
    Funzione dell’Amministrazione cantonale
    • Funzione

      Art. 1a[2] L’Amministrazione cantonale, sulla base della Costituzione e della legge:
    • a) rende esecutive le decisioni del Consiglio di Stato e applica le direttive dei Direttori di Dipartimento;
    • b) fornisce supporto, assistenza e consulenza tecnica al Consiglio di Stato e ai Direttori di Dipartimento per l’adozione delle decisioni politiche;
    • c) fornisce servizi e prestazioni di qualità e in modo efficiente al cittadino, ad enti e associazioni privati e ad altri enti pubblici.
  • Capitolo III[3]
    Politica del personale
    • Obiettivi e strumenti

      Art. 1b[4] Lo Stato promuove la qualità, l’efficacia e l’efficienza dei propri servizi; a tale scopo:
    • a) attua una politica del personale fondata sul conseguimento di obiettivi collettivi e individuali;
    • b) valuta le prestazioni dei propri servizi e controlla periodicamente gli obiettivi, collettivi e individuali, che ha loro posto;
    • c) favorisce lo sviluppo professionale dei titolari delle funzioni pubbliche;
    • d) rende attrattiva la funzione pubblica così da stimolare una collaborazione durevole di personale qualificato;
    • e) concretizza il sistema di indicatori relativo al carico di lavoro degli impiegati;
    • f) realizza indagini periodiche sul clima di lavoro e sulla soddisfazione dell’utenza;
    • g) favorisce, laddove possibile, l’impiego a tempo parziale.
    • Principi

      Art. 1c[5] 1La politica del personale, definita e attuata dal Consiglio di Stato, è subordinata al rispetto dei compiti istituzionali e alle disponibilità finanziarie dello Stato. Lo Stato impiega il suo personale in modo adeguato, economico e socialmente responsabile, e persegue lo scopo di avvicinare l’Amministrazione al cittadino.
    • 2Essa tende in particolare a:
    • a) rendere attrattivo l’impiego presso l’Amministrazione;
    • b) considerare le esigenze dei collaboratori, promovendo nel contempo il loro sviluppo professionale, la motivazione, il coinvolgimento, la mobilità e la polivalenza;
    • c) favorire lo sviluppo delle capacità gestionali dei funzionari dirigenti;
    • d) garantire un trattamento salariale adeguato a tutti i dipendenti;
    • e) assicurare le pari opportunità tra donna e uomo;
    • f) garantire le stesse opportunità ai disabili, il loro impiego e la loro integrazione;
    • g) garantire la protezione della personalità e della salute nonché la sicurezza del personale sul posto di lavoro;
    • h) garantire il promovimento di un atteggiamento rispettoso dell’ambiente sul posto di lavoro;
    • i) creare le premesse per l’istituzione di posti di tirocinio e di formazione;
    • l) assicurare un’informazione adeguata del personale.
    • 3Il datore di lavoro promuove una gestione per obiettivi e applica un sistema di valutazione periodica per il personale.
    • Consultazione delle organizzazioni del personale

      Art. 1d[6] 1Il Consiglio di Stato informa il personale e le sue organizzazioni in merito alla politica del personale.
    • 2Consulta il personale, tramite le sue organizzazioni:
    • a) prima di procedere a modifiche delle leggi e dei regolamenti che definiscono le condizioni di lavoro del personale;
    • b) prima di creare o modificare sistemi per il trattamento di dati che riguardano il personale;
    • c) per questioni legate alla sicurezza sul lavoro e per i provvedimenti sull’igiene del lavoro;
    • d) sulle questioni relative alla formazione del personale.
    • 3Le organizzazioni del personale e singoli dipendenti possono prendere posizione e presentare proposte su questioni professionali o concernenti l’Amministrazione cantonale in generale.
  • Capitolo IV[7]
    Assunzione
    • A. Norme generali
      I. Autorità competente

      Art. 2[8] 1Il conferimento della nomina e dell’incarico è di competenza:
    • a) del Consiglio di Stato per gli impiegati e per i docenti delle scuole cantonali;
    • b) del Municipio o della delegazione scolastica consortile per i docenti delle scuole comunali;
    • c) del Tribunale di appello, del Ministero pubblico e delle altre Magistrature permanenti per i propri dipendenti.
    • 2È di competenza delle autorità di cui alle lett. a), b) e c) l’incarico del personale ausiliario e dei supplenti.
    • II. Nazionalità, domicilio e sede di servizio

      Art. 3 1Le persone nominate devono godere dell’esercizio dei diritti civili.[9]
    • 2A giudizio del Consiglio di Stato la nomina può essere subordinata al domicilio effettivo in Svizzera o nel Cantone.
    • 3Il Consiglio di Stato designa le funzioni legate all’esercizio della pubblica potestà e destinate a tutelare gli interessi generali dello Stato o di altre collettività pubbliche che possono essere occupate soltanto da persone di nazionalità svizzera.[10]
    • 4A ogni dipendente è assegnata una sede di servizio, se prevista dalla funzione.
    • III. Docenti comunali

      Art. 4 Per le scuole comunali l’incarico e la nomina di docenti di nazionalità straniera o di docenti in possesso di titoli di abilitazione rilasciati da altri Cantoni o da istituti esteri sono subordinati all’autorizzazione del Consiglio di Stato.
    • IV. Persone disabili[11]

      Art. 5[12] Il Consiglio di Stato si adopera per garantire ai dipendenti e ai candidati disabili o con problemi sociali pari opportunità.
    • Art. 5a[13] 1Il Consiglio di Stato promuove l’assunzione di persone disabili o con problemi sociali, favorendone la reintegrazione, compatibilmente con le esigenze di servizio.
    • 2Esso prende i necessari provvedimenti per adeguare l’ambiente professionale alle esigenze dei suoi dipendenti disabili o con problemi sociali, segnatamente per quanto concerne la sistemazione dei locali di lavoro, l’equipaggiamento, l’orario di lavoro e le possibilità di perfezionamento professionale.
    • Art. 5b[14] Se ha ragioni fondate di sospettare che la sua candidatura è stata respinta a causa della sua disabilità il candidato disabile o con problemi sociali può esigere che l’autorità di nomina gli esponga per iscritto le ragioni di tale decisione.
    • V. Mobilità interna

      Art. 6[15] 1Il Consiglio di Stato promuove la mobilità interna tenendo conto delle esigenze del personale e di quelle di servizio.
    • 2I Servizi centrali del personale organizzano e coordinano la mobilità interna e l’attività professionale esterna, prevista dall’art. 55 della presente legge, sentiti i funzionari dirigenti o le istanze competenti.
    • 3Per i dipendenti, gli scambi possono essere autorizzati dall’autorità di nomina quando vi sia l’accordo tra i dipendenti ed i rispettivi funzionari dirigenti. Per i docenti comunali, gli scambi sono possibili per accordo tra i docenti e le rispettive autorità di nomina.
    • 4
    • 5
    • B. Nomina
      I. In generale
      1. definizione

      Art. 7 La nomina è l’atto amministrativo con cui il dipendente viene assunto a tempo indeterminato e assegnato ad una funzione.
    • 2. presupposti

      Art. 8[16] 1La nomina è subordinata ai titoli di studio e ai requisiti di età, di idoneità e di preparazione contemplati nella descrizione della funzione individuale e pubblicati nel bando di concorso.
    • 2In presenza di candidati con requisiti di idoneità equivalenti, la conoscenza delle lingue nazionali, del territorio, della cultura e delle istituzioni del Cantone e della Confederazione è valutata quale titolo preferenziale per la nomina, in particolare dei docenti.
    • 3Il servizio svolto alle dipendenze dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche o private può supplire, a giudizio dell’autorità di nomina, alla carenza di un titolo di studio o di altri requisiti.
    • 4La nomina può essere subordinata all’esito di una visita preventiva da parte di un medico di fiducia dell’autorità di nomina che attesti l’idoneità psicofisica del candidato allo svolgimento della funzione per la quale egli concorre.
    • 3. somme di riscatto[17]

      Art. 9[18] Lo Stato può contribuire al pagamento di eventuali somme di riscatto nella misura massima del 50%, se la nomina è nell’evidente suo interesse. Il pagamento a favore dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino avviene mediante versamento unico al momento dell’assunzione.
    • 4. grado d’occupazione

      Art. 10[19] 1La nomina avviene a orario completo o parziale, ritenuto che il grado di occupazione non può essere inferiore alla metà dell’orario completo.
    • 2Il Cantone favorisce l’impiego a tempo parziale, con pari diritti tra chi lavora con questa formula e chi lavora a tempo pieno (classe di stipendio, indennità, gratifiche, riconoscimento delle ore straordinarie, promozioni, aggiornamenti). La nomina a orario parziale, se richiesta, deve essere concessa quando le esigenze di servizio lo permettono; alle stesse condizioni l’autorità di nomina può concedere riduzioni d’orario ai dipendenti già in servizio.
    • 3Il grado di occupazione minimo per occupare una funzione dirigente è dell’80%; gradi di occupazione inferiori possono essere autorizzati in casi giustificati.
    • 4Il lavoro ripartito (job sharing) quale speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono l’adempimento di un’unica ed identica obbligazione lavorativa può essere ammesso.
    • 5Al docente cantonale già nominato può essere concesso di ridurre il grado di occupazione a meno della metà dell’orario completo, conservando lo statuto di nomina nella corrispondente misura ridotta, ritenuto che può essergli chiesto per ogni nuovo anno scolastico di optare tra riprendere a metà tempo oppure perdere la nomina.
    • 6In caso di pensionamento parziale il dipendente mantiene la nomina per il grado d’occupazione residuo.
    • 5. scuole

      Art. 11 1Nelle scuole cantonali la nomina è data per grado e ordine scolastico.
    • 2Un docente può essere nominato anche quando le condizioni siano adempiute cumulando gradi d’occupazione, assicurati in modo duraturo, in diversi gradi e ordini scolastici.
    • 3Per il passaggio dall’incarico alla nomina dei docenti cantonali viene allestita una graduatoria in base ai criteri stabiliti dal regolamento.
    • 4D’intesa tra i Municipi, può essere nominato il docente che raggiunge la metà dell’orario completo solo sommando gli incarichi a tempo indeterminato alle dipendenze di più comuni.
    • II. Concorso
      1. in generale

      Art. 12[20] 1La nomina ha luogo in base ad un concorso pubblicato nel Foglio ufficiale cantonale per la durata minima di 15 giorni.
    • 2In caso di urgenza, la durata del concorso può essere ridotta ad un minimo di 8 giorni dalla pubblicazione.
    • 3Per giustificati motivi e per favorire la mobilità interna l’autorità di nomina può prescindere dalla pubblicazione del concorso; in questo caso deve indire un concorso interno aperto unicamente ai propri dipendenti.
    • 4In casi eccezionali l’autorità di nomina può prescindere dalla pubblicazione del concorso e procedere direttamente all’assunzione, ma ne deve dare una volta all’anno informazione alla Commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio; nel caso di assunzione diretta di docenti comunali, l’autorità di nomina deve informare i rispettivi Legislativi consortili e comunali.
    • 2. documentazione

      Art. 13 1I concorrenti devono produrre i titoli di studio, eventuali certificati di lavoro, un certificato medico di sanità, il certificato individuale di stato civile o l’atto di famiglia, l’estratto del casellario giudiziale ed eventuali altri documenti richiesti dal bando di concorso.
    • 2Sono esonerati dalla presentazione dei documenti i dipendenti già nominati o incaricati.
    • 3I requisiti di idoneità, di attitudine psicofisica o di preparazione possono essere accertati, a giudizio dell’autorità di nomina, mediante esame.
    • 4I concorsi per i docenti comunali sono coordinati dall’autorità cantonale.
    • 3. preavviso di assunzione

      Art. 14 1Il preavviso di assunzione all’intenzione dell’autorità di nomina è formulato:
    • a) per i docenti delle scuole comunali dalla Commissione scolastica sulla base di una graduatoria allestita dall’ispettore scolastico;
    • b) per i docenti delle scuole cantonali dai direttori o dagli ispettori per le scuole speciali, sulla base di una graduatoria allestita dal Dipartimento competente.[21]
    • c) per gli impiegati dai Direttori dei Dipartimenti interessati, sentiti i rispettivi funzionari dirigenti e i servizi centrali del personale.[22]
    • 2[23]
    • C. Incarico
      I. Definizione

      Art. 15[24] 1L’incarico è l’atto amministrativo con cui il dipendente viene assunto per un periodo determinato.
    • 2L’incarico è conferito secondo i presupposti e la procedura previsti per la nomina. Il bando di concorso indica la durata dello stesso.
    • 3L’incarico può essere rinnovato.
    • 4La durata complessiva dell’incarico non può superare 3 anni; rimangono riservati i casi di cui all’art. 16.
    • II. Casi di applicazione

      Art. 16 L’incarico è conferito in luogo della nomina:
    • a) quando il grado di occupazione è inferiore al 50%;
    • b) quando il titolare ha ottenuto un congedo o è occupato con altri incarichi;
    • c) quando, in difetto di concorrenti idonei, si debba ricorrere a candidati sprovvisti dei requisiti di nomina;
    • d) quando il posto nelle scuole comunali è istituito a titolo provvisorio e non è occupato da un docente nominato;
    • e) quando un posto si rende vacante nel corso dell’anno scolastico;
    • f) …[25]
    • g) per il personale in formazione compreso quello in apprendistato.
    • h) quando l’assunzione è vincolata alla durata effettiva di un progetto.[26]
    • III. Procedura

      Art. 17[27] 1
    • 2Nei casi dell’art. 16 lett. a), b) e d), segnatamente per i docenti incaricati annualmente, si può prescindere dalla procedura di concorso per rinnovare l’incarico ai dipendenti che hanno dato buona prova e che confermano la loro disponibilità entro un termine assegnato.
  • Capitolo V[28]
    Regime del rapporto d’impiego
    • A. In generale
      Periodo di prova

      Art. 18 1I primi sei mesi di servizio sono considerati di prova. Per i docenti il periodo di prova è di un anno scolastico.[29]
    • 2Se la prova non è soddisfacente, l’autorità di nomina può dare in ogni tempo la disdetta all’interessato con preavviso di un mese; la disdetta deve essere motivata.
    • 3Analogo diritto di disdetta spetta all’interessato.
    • 4Nei casi dubbi, l’autorità di nomina ha la facoltà di prolungare il periodo di prova sino a un massimo di un anno.[30]
    • Trasferimento e assegnazione ad altra funzione

      Art. 18a[31] 1Se le esigenze di servizio lo richiedono, l’autorità di nomina può trasferire i dipendenti da una sede di servizio ad un’altra, nell’ambito della stessa funzione, o da una funzione ad un’altra funzione adeguata nella medesima sede di servizio o in altra sede.
    • 2Se il dipendente viene trasferito nel settore di un’altra autorità di nomina, l’autorità fino a quel momento competente decide il trasferimento d’intesa con la nuova autorità di nomina, sentiti, laddove esistono, i servizi del personale.
    • 3Il dipendente dev’essere sentito.
    • 4La decisione di trasferimento dev’essere motivata e comunicata tempestivamente all’interessato.
    • 5Le esigenze del dipendente trasferito, nella misura del possibile, devono essere tenute in considerazione.
    • B. Rapporti speciali
      I. Collaboratori personali[32]

      Art. 19[33] Il rapporto d’impiego dei collaboratori personali dei Consiglieri di Stato è legato al mandato elettorale degli stessi ed è disciplinato da uno specifico regolamento.
    • II. Personale ausiliario

      Art. 20 1È assunto quale ausiliario il personale in formazione, supplente, avventizio e consimile il cui fabbisogno viene annualmente stabilito dal Consiglio di Stato.
    • 2Il rapporto d’impiego del personale ausiliario è retto dal diritto privato (art. 319 segg. CO) ed è disciplinato da un apposito regolamento.
  • Capitolo VI[34]
    Valutazione periodica
    • Valutazione periodica

      Art. 21 1L’operato e il potenziale di sviluppo del dipendente devono essere valutati periodicamente.
    • 2Il Consiglio di Stato ne disciplina i particolari con apposito regolamento.
  • Capitolo VII[35]
    Doveri del dipendente
    • A. Doveri di servizio
      I. In generale

      Art. 22 1I dipendenti agiscono in conformità alle leggi e agli interessi dello Stato, svolgendo personalmente il proprio servizio e dedicandovi la loro intera attività lavorativa; durante il tempo di lavoro non possono occuparsi di attività estranee alla funzione.[36]
    • 2Essi svolgono coscienziosamente i compiti loro affidati, contribuendo con spirito di iniziativa e di collaborazione al miglioramento della qualità e dell’efficienza del servizio alla collettività.
    • 3Essi sono tenuti a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento definiti obbligatori dal Consiglio di Stato e sono disponibili al perfezionamento e alla riqualificazione professionale.
    • 4I dipendenti si aiutano e si sostituiscono vicendevolmente nel loro servizio.
    • II. Comportamento

      Art. 23 1Il dipendente deve mostrarsi degno della stima e della fiducia richieste dalla sua funzione pubblica e tenere un contegno corretto e dignitoso sia nello svolgimento della funzione stessa sia nella vita privata.
    • 2Egli si comporta con tatto e cortesia nelle relazioni con il pubblico e verso i superiori ed i colleghi.
    • III. Funzionari dirigenti

      Art. 24 1I funzionari dirigenti organizzano, dirigono, coordinano e verificano il lavoro dei loro collaboratori.
    • 2Essi contribuiscono a promuovere ed attuare tutti i provvedimenti atti a migliorare l’efficienza e la qualità delle prestazioni del loro servizio, assicurandone il corretto funzionamento.
    • IV. Docenti

      Art. 25 Al docente è vietato ricorrere a mezzi di correzione lesivi della salute e della dignità dell’allievo; sono in ogni caso vietate le percosse.
    • B. Occupazioni accessorie

      Art. 26[37] 1Per l’esercizio di un’occupazione accessoria rimunerata, anche se temporanea, occorre l’autorizzazione preventiva dell’autorità di nomina.
    • 2Il dipendente non può esercitare un’occupazione accessoria rimunerata o non rimunerata che sia incompatibile con la funzione o che vi arrechi pregiudizio, che comprometta l’adempimento dei doveri di servizio o che costituisca concorrenza nel campo professionale.
    • 3L’autorità di nomina può subordinare il rilascio dell’autorizzazione alla riduzione temporanea del grado di occupazione.
    • C. Cariche pubbliche

      Art. 27[38] 1Per esercitare una carica pubblica il dipendente deve ottenere il permesso dall’autorità di nomina.
    • 2Il permesso deve essere negato quando dalla carica pubblica derivano limitazioni importanti nell’esercizio della funzione; l’autorità di nomina può far dipendere il permesso dal trasferimento ad altra funzione o dalla riduzione temporanea del grado di occupazione.
    • 3
    • 4Rimangono riservati i casi di incompatibilità stabiliti dalla legge.
    • D. Divieto di accettare doni

      Art. 28 1È vietato ai dipendenti di chiedere, accettare o farsi promettere, per sé o per altri, doni o altri profitti, per atti inerenti ai loro doveri e competenze d’ufficio.
    • 2Vi è violazione dei doveri di servizio anche quando un terzo, complice il dipendente, chiede, accetta o si fa promettere doni o profitti.
    • E. Segreto d’ufficio

      Art. 29 1È vietato al dipendente divulgare gli affari di servizio che devono rimanere segreti per il loro carattere, per le circostanze o in virtù d’istruzioni speciali.
    • 2Tale obbligo sussiste anche dopo la cessazione del rapporto d’impiego.
    • F. Attività private dopo la cessazione
      del rapporto d’impiego

      Art. 29a[39] 1Dopo la cessazione del rapporto d’impiego, le persone che intraprendono un’attività privata dipendente o indipendente non possono assumere mandati di rappresentanza nell’ambito di pratiche che hanno già trattato in precedenza come dipendenti dello Stato.
    • 2In questi casi, l’autorità competente invita gli interessati a designare un altro rappresentante.
    • G. Deposizione in giudizio

      Art. 30 1Senza il permesso dell’autorità di nomina non è lecito al dipendente asportare documenti d’ufficio né deporre in giudizio come parte, teste o perito giudiziario su contestazioni che egli conosce in virtù della sua carica o delle sue funzioni.
    • 2Il permesso è necessario anche dopo la cessazione del rapporto d’impiego.
    • 3L’autorizzazione può essere rifiutata soltanto se lo esige un preminente interesse pubblico.
    • H. Diritti sulle opere, sulle invenzioni e
      su altri beni immateriali

      Art. 31 1Tutti i diritti sulle opere, sulle invenzioni e su altri beni immateriali, ai sensi della legislazione federale in materia di proprietà intellettuale, costituiti nell’esercizio della funzione o in relazione con quest’ultima, appartengono allo Stato:
    • a) quando essi siano il prodotto dell’attività o degli obblighi di servizio del dipendente;
    • b) quando essi costituiscano il risultato di esperimenti ufficiali;
    • c) quando, in caso di mandati o di attività accessorie, l’autorità se ne sia riservata la proprietà.
    • 2Nel caso in cui il bene immateriale ha notevole importanza economica o appartiene allo Stato secondo il cpv. 1 lett. c), il dipendente ha diritto ad una equa indennità.
    • 3Nello stabilire l’indennità si deve tener conto se abbiano cooperato altre persone al servizio dello Stato e se siano stati impiegati impianti o materiali d’esercizio dello Stato.
    • I. Obbligo di denuncia

      Art. 31a[40] Il dipendente che, nell’esercizio delle sue funzioni, ha notizia di un reato di azione pubblica è tenuto a farne immediato rapporto al Consiglio di Stato o al Ministero pubblico, trasmettendogli i verbali e gli atti relativi; qualora ne informi il Consiglio di Stato, esso è tenuto a trasmettere immediatamente la segnalazione al Ministero pubblico.
  • Capitolo VIII[41]
    Violazione dei doveri di servizio
    • A. Sanzioni disciplinari
      I. In generale

      Art. 32[42] 1Le trasgressioni ai doveri di servizio sono punite con le seguenti sanzioni disciplinari:
    • a) l’ammonimento;
    • b) la multa sino a fr. 3’000.--;
    • c) la riduzione dello stipendio fino ad un massimo del 10%, durante un anno al massimo;
    • d) la sospensione dall’impiego con privazione totale o parziale dello stipendio fino a 8 mesi.
    • 2
    • 3I reati di azione pubblica devono essere denunciati alle competenti autorità giudiziarie a cura dell’autorità di nomina; sono riservati i provvedimenti disciplinari qualunque sia l’esito della procedura giudiziaria.
    • 4Sono riservate le disposizioni contenute nella legge organica giudiziaria, in altre leggi e nei regolamenti speciali.
    • II. Commisurazione

      Art. 33 Nello stabilire i provvedimenti disciplinari si tiene conto della colpa, dei motivi, della condotta precedente, del grado e della responsabilità del dipendente come pure dell’estensione e dell’importanza degli interessi di servizio lesi o compromessi.
    • III. Autorità competenti

      Art. 34[43] 1L’autorità di nomina è competente a infliggere sanzioni disciplinari agli impiegati e ai docenti cantonali.
    • 2Essa può delegare tale competenza alle istanze subordinate limitatamente alle sanzioni di cui alle lettere a) e b) dell’art. 32 cpv. 1.
    • 3La competenza a infliggere le sanzioni disciplinari ai docenti comunali spetta al Municipio, escluse le sanzioni per motivi pedagogici.
    • 4Il Consiglio di Stato ha comunque la competenza esclusiva nei casi di procedimenti disciplinari da lui stesso aperti.
    • B. Inchiesta disciplinare
      I. In generale

      Art. 36 1Nessuna sanzione disciplinare può essere inflitta senza preventiva inchiesta.
    • 2Al dipendente deve essere data conoscenza dell’accusa mossagli e dei risultati dell’inchiesta; egli può farsi assistere da un procuratore.
    • 3Tutte le sanzioni devono essergli comunicate per iscritto e motivate, con l’indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso.
    • 4L’inchiesta disciplinare può essere congiunta con l’accertamento ai fini dell’azione contro il dipendente ai sensi degli art. 13-28 della legge sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici del 24 ottobre 1988.
    • II. Competenza

      Art. 37 1L’inchiesta disciplinare è condotta dall’autorità competente per infliggere le sanzioni.
    • 2Tale competenza può essere delegata ad istanze subordinate o a specialisti esterni.
    • C. Sospensione in caso d’inchiesta

      Art. 38 1Se l’interesse dell’Amministrazione o dell’inchiesta lo esigono l’autorità di nomina ha la facoltà di sospendere anche immediatamente dalla carica e privare totalmente o parzialmente dallo stipendio, oppure trasferire provvisoriamente ad altra funzione, il dipendente nei confronti del quale è stata aperta un’inchiesta disciplinare.[45]
    • 2La decisione di sospensione provvisionale, debitamente motivata e con l’indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso, è notificata immediatamente all’interessato. Il ricorso non ha effetto sospensivo.
    • 3I Municipi possono proporre tale misura al Consiglio di Stato per i docenti comunali e, sentito l’ispettore scolastico, deciderla provvisoriamente per la durata massima di sette giorni.
    • D. Prescrizione, termini e abbandono

      Art. 39 1La facoltà di punire disciplinarmente si prescrive in cinque anni a decorrere dalla trasgressione; in presenza di un procedimento penale riguardante gli stessi fatti, questo termine è automaticamente prorogato fino ad un anno dalla crescita in giudicato della decisione penale.
    • 2La decisione disciplinare deve essere presa e comunicata all’interessato entro un mese dalla chiusura dell’inchiesta.
    • 3Se i presupposti per una sanzione disciplinare non sono dati, il procedimento formalmente aperto dev’essere chiuso con una decisione di abbandono.
    • E. Obbligo di notifica dell’autorità giudiziaria

      Art. 40[46] Il procuratore pubblico notifica all’autorità di nomina, al più presto ma al massimo entro tre mesi dall’apertura dell’istruzione, l’esistenza di un procedimento penale a carico di un dipendente, ad eccezione dei casi senza rilevanza per la funzione.
  • Capitolo IX[47]
    Diritti del dipendente
    • A. Stipendio

      Art. 40a[48] I dipendenti percepiscono, per l’attività prestata, lo stipendio, i supplementi e le indennità previsti dalla legge sugli stipendi e dai regolamenti.
    • B. Vacanze
      I. Impiegati
      1. In generale[49]

      Art. 41 1Gli impiegati hanno diritto alle seguenti vacanze annue:
    • a) 4 settimane da 20 anni compiuti e sino a 49 anni compiuti;
    • b) 5 settimane sino a 20 anni compiuti e a contare dall’anno in cui compiono 50 anni di età;
    • c) 6 settimane a contare dall’anno in cui compiono 60 anni di età.
    • 2In deroga a quanto stabilito al cpv. 1, il Consiglio di Stato ha la facoltà di determinare con apposito regolamento le vacanze di quegli impiegati che svolgono attività di tipo particolare.
    • 2. casi particolari

      Art. 42 1Quando i giorni festivi ufficiali e i pomeriggi liberi designati dall’art. 73 cpv. 1 cadono in un periodo di vacanza, all’impiegato è concesso di compensarli con giorni di vacanza, sempreché non coincidono con sabati o domeniche liberi.
    • 2Chi entra in servizio nel corso dell’anno civile o chi lo interrompe temporaneamente a seguito dell’ottenimento di un congedo non pagato o per altra analoga circostanza, ha diritto alle vacanze proporzionalmente alla durata del servizio prestato.
    • 3Il diritto alle vacanze si estingue il 31 agosto dell’anno successivo.
    • 4[50]
    • 3. in caso di assenze

      Art. 43 1Quando le assenze per servizio militare obbligatorio, protezione civile svizzera obbligatoria, servizio civile sostitutivo svizzero, malattia o infortunio senza colpa dell’impiegato superano i due mesi nel corso dell’anno civile, il periodo delle vacanze è ridotto proporzionalmente a tale eccedenza, fermo restando il diritto alla metà dei giorni di vacanza previsti, se ha lavorato almeno tre mesi.[51]
    • 2Il diritto alle vacanze non viene ridotto per assenze dovute a congedo pagato di maternità.
    • II. Docenti

      Art. 44 1Le vacanze dei docenti sono effettuate durante il periodo di chiusura degli istituti scolastici secondo il calendario scolastico.
    • 2Durante la chiusura degli istituti, ai docenti può essere richiesta la presenza in sede o altrove, due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico e due settimane dopo la fine per riunioni, organizzazione del lavoro, esami, altre necessità dell’istituto, aggiornamento e attività professionali.
    • 3...[52]
    • C. Protezione delle donne
      in gravidanza[53]

      Art. 45[54] Le donne in gravidanza possono essere occupate solo nell’orario normale e possono assentarsi mediante semplice avviso.
    • D. Congedi pagati[55]

      Art. 46[56] 1I dipendenti possono beneficiare dei seguenti congedi pagati:
    • a) per affari sindacali come pure per la formazione sindacale, al massimo 12 giorni lavorativi all’anno; nei limiti definiti dal regolamento è concesso il cumulo dei giorni di congedo su un numero determinato di membri dei comitati;
    • b) per affari pubblici al massimo 12 giorni lavorativi all’anno;
    • c) per il volontariato sociale, per il volontariato svolto nelle colonie e per il congedo gioventù di cui all’art 329e CO, al massimo 8 giorni lavorativi all’anno;
    • d) per l’attività di sportivo d’élite, come pure per la frequenza dei corsi di Gioventù e Sport 8 giorni lavorativi all’anno;
    • e) per matrimonio e unione domestica registrata 8 giorni consecutivi;
    • f) per malattia grave del coniuge, del partner registrato, dei figli, della madre e del padre, previa presentazione di un certificato medico, massimo 10 giorni lavorativi all’anno;
    • g) per decesso del coniuge o del partner registrato o di figli 5 giorni lavorativi;
    • h) per decesso dei genitori, di fratelli o sorelle 3 giorni lavorativi;
    • i) per malattia dei figli in età inferiore ai 10 anni, previa presentazione di un certificato medico, al massimo 3 giorni lavorativi all’anno;
    • l) per nascite di figli 5 giorni lavorativi;
    • m) per decesso di nonni, suoceri, genero, nuora, cognati, nipoti e zii e per analoghi gradi di parentela del partner registrato, per matrimonio di figli, fratelli, sorelle e genitori, 1 giorno lavorativo;[57]
    • n) per trasloco 1 giorno lavorativo.
    • 2I congedi di cui al cpv. 1 lett. a), b), c), d) sono concessi compatibilmente con le esigenze di servizio e non possono superare, se cumulati, un limite massimo di 12 giorni all’anno.
    • 3Se per ragioni di servizio il dipendente non gode di una o più feste infrasettimanali, egli ha diritto entro il medesimo mese al loro ricupero con altrettanti giorni di congedo.
    • 4Ai docenti può essere accordato fino ad un massimo di 3 giorni di congedo per affari personali a condizione che le ore d’insegnamento perse siano ricuperate nel corso dell’anno scolastico.
    • E. Congedo maternità, parentale
      e allattamento[58]

      Art. 47[59] 1In caso di maternità, la dipendente ha diritto a un congedo pagato di 16 settimane. Le 16 settimane possono comprendere, dopo la 14esima settimana, anche un periodo di lavoro a tempo parziale, almeno del 50%, per un massimo di 4 settimane.
    • 2Il congedo di maternità inizia al più tardi al momento del parto; nell’ambito di questo congedo, 2 settimane al massimo possono essere effettuate prima del parto.
    • 3La dipendente può beneficiare in caso di parto di un congedo non pagato, totale o parziale, per un massimo di 9 mesi, estensibile per le docenti fino al termine dell’anno scolastico.
    • 4Nei limiti stabiliti dal cpv. 3, il congedo può essere concesso interamente o parzialmente al padre.
    • 5Le madri allattanti possono usufruire del tempo necessario per allattare, in base alla legislazione federale sul lavoro.
    • F. Congedo per adozione[60]

      Art. 48[61] 1In caso di adozione di minorenni estranei alla famiglia, il dipendente, per giustificati motivi, ha diritto a un congedo pagato fino a un massimo di 16 settimane. Le 16 settimane possono comprendere, dopo la 14esima settimana, anche un periodo di lavoro a tempo parziale, almeno del 50%, per un massimo di 4 settimane.
    • 2In caso di adozione, il dipendente può beneficiare di un congedo, totale o parziale, non pagato per un massimo di 9 mesi, estensibile per i docenti fino al termine dell’anno scolastico.
    • 3I congedi pagati e non pagati non sono cumulabili se entrambi i genitori sono dipendenti dello Stato. In questo caso essi possono comunque ripartirsi liberamente il periodo di congedo.
    • G. Congedo per aggiornamento
      e perfezionamento[62]

      Art. 49[63] Ai dipendenti possono essere concessi congedi pagati o non pagati per l’aggiornamento e il perfezionamento professionale secondo le modalità definite dal regolamento.
    • H. Congedi non pagati[64]

      Art. 50[65] 1L’autorità di nomina può concedere al dipendente nel corso della carriera un congedo totale o parziale con deduzione di stipendio e relativi supplementi e indennità, conservando per un periodo massimo di 3 anni la validità del rapporto d’impiego.
    • 2In casi eccezionali, l’autorità di nomina può prolungare la durata complessiva di un congedo parziale sino a 6 anni.
    • I. Attestato di servizio[66]

      Art. 51 1A ogni dipendente che lascia il servizio viene rilasciato un attestato che indica la natura e la durata del rapporto d’impiego e si pronuncia sulle sue prestazioni e sulla sua condotta.
    • 2A richiesta esplicita del dipendente, l’attestato deve essere limitato alla natura e alla durata del rapporto d’impiego.
    • L. Diritti sindacali[67]

      Art. 52 1I dipendenti hanno il diritto di affiliarsi ad organizzazioni sindacali.
    • 2È ammessa l’esplicazione di attività sindacali sul posto di lavoro compatibilmente con i doveri relativi alla funzione e con le esigenze del servizio.
    • M. Protezione della sfera personale

      Art. 52a[68] 1I dipendenti hanno diritto al rispetto della loro dignità e della loro integrità fisica e psichica.
    • 2A tutela della loro personalità, segnatamente in materia di molestie psicologiche e sessuali, il Consiglio di Stato adotta le necessarie misure di informazione e di prevenzione.
    • N. Conciliazione[69]

      Art. 53[70] 1Ogni dipendente al quale viene prospettata la disdetta del rapporto d’impiego al di fuori del periodo di prova può sottoporre il suo caso, entro un termine di 15 giorni, alla Commissione conciliativa per il personale dello Stato; il regolamento ne stabilisce composizione e funzionamento.
    • 2La Commissione è tenuta ad indire, entro un termine di 15 giorni, un’udienza di conciliazione ed a comunicare al più presto all’autorità di nomina se le parti hanno raggiunto un accordo.
    • 3Le controversie relative a discriminazioni ai sensi della legge federale sulla parità dei sessi del 24 marzo 1995 sottostanno all’esperimento di conciliazione conformemente alla legge di applicazione della legge federale sulla parità dei sessi nei rapporti di lavoro di diritto pubblico del 24 giugno 2010.[71]
    • 4L’avvio di una procedura di conciliazione esclude l’altra.
    • 5Durante la fase di conciliazione, la procedura di disdetta rimane sospesa; sono in ogni caso riservati i disposti dell’art. 60a cpv. 3.
  • Capitolo X[72]
    Formazione professionale
    • A. Perfezionamento professionale

      Art. 54[73] 1Il Consiglio di Stato promuove lo sviluppo delle risorse umane; esso organizza, a tale scopo, la formazione, il perfezionamento e l’aggiornamento professionale dei dipendenti, tenuto conto delle esigenze della pubblica amministrazione e dei dipendenti stessi.
    • 2Il Consiglio di Stato può subordinare la frequenza di corsi di perfezionamento professionale alla continuazione del rapporto d’impiego per un determinato periodo.
    • 3Il regolamento definisce le modalità di recupero dei costi in caso di scioglimento del rapporto d’impiego prima della scadenza del periodo, a richiesta o per colpa del dipendente.
    • 4Le funzioni che richiedono particolare preparazione possono essere messe a concorso preliminare interno; i prescelti conservano durante la formazione lo statuto precedente e non hanno diritto alla nomina nella nuova funzione.
    • B. Attività professionale esterna

      Art. 55 1Il Consiglio di Stato favorisce e può prescrivere, sentito il dipendente, attività lavorative presso altri enti, allo scopo di completare o di aggiornare le sue competenze professionali.
    • 2Il Consiglio di Stato decide quali prestazioni debbano essere versate dallo Stato nei singoli casi, in modo tale da integrare lo stipendio e/o la previdenza professionale.
    • 3Il dipendente ha diritto di restare affiliato all'istituto di previdenza del Cantone Ticino e mantiene il suo statuto.
  • Capitolo XI[74]
    Previdenza e assicurazioni
    • A. Previdenza professionale[75]

      Art. 56[76] 1I dipendenti dello Stato sono affiliati all’Istituto di previdenza del Cantone Ticino secondo le disposizioni del relativo regolamento di previdenza.
    • 2Per le categorie che non sottostanno alla presente legge, nella misura in cui i requisiti minimi previsti dalla legge federale sulla previdenza professionale sono dati, valgono le disposizioni del relativo regolamento di previdenza.
    • B. Assicurazione contro gli infortuni

      Art. 57 Lo Stato assicura tutti i dipendenti contro i rischi dell’infortunio professionale e non professionale e delle malattie professionali, secondo la legislazione federale.
  • Capitolo XII[77]
    Cessazione del rapporto d’impiego
    • A. Cessazione del rapporto d’impiego

      Art. 58[78] La cessazione del rapporto d’impiego avviene per:
    • a) scadenza dell’incarico;
    • b) dimissioni;
    • c) disdetta;
    • d) disdetta durante il periodo di prova;
    • e) invalidità;
    • f) pensionamento.
    • B. Dimissioni

      Art. 59 1Il dipendente può dimettersi in ogni tempo dalla sua carica, per la fine di un mese, con il preavviso di tre mesi.
    • 2Per i funzionari dirigenti il preavviso è di sei mesi.
    • 3Su richiesta dell’interessato, l’autorità di nomina può ridurre questi termini.
    • 4Il rapporto d’impiego dei docenti cessa di regola il 31 agosto; le eccezioni sono stabilite dal regolamento.[79]
    • C. Disdetta
      I. Presupposti

      Art. 60[80] 1L’autorità di nomina può sciogliere il rapporto d’impiego per la fine di un mese con il preavviso di tre mesi, prevalendosi di giustificati motivi.
    • 2Il termine di preavviso nei confronti dei dipendenti con almeno 15 anni di servizio o 45 anni di età è di 6 mesi.
    • 3Sono considerati giustificati motivi:
    • a) la soppressione del posto o della funzione senza possibilità di trasferimento o di pensionamento per limiti d’età;
    • b) l’assenza per malattia o infortunio che si protrae per almeno 18 mesi senza interruzione o le assenze ripetute di equivalente rilevanza per la loro frequenza;
    • c) le ripetute o continue inadempienze nel comportamento o nelle prestazioni, riferite in particolare al mancato raggiungimento degli obiettivi previsti;
    • d) l’incapacità, l’inattitudine o la mancanza di disponibilità nello svolgimento del proprio servizio;
    • e) la mancanza di disponibilità ad eseguire un altro lavoro ragionevolmente esigibile;
    • f) il rifiuto ingiustificato di un trasferimento con assegnazione ad altra funzione ai sensi dell’art. 18a;
    • g) il venir meno del rapporto di fiducia da parte del Direttore di un Dipartimento nei confronti di un Capo Divisione.
    • 4La disdetta per soppressione del posto o della funzione, nel caso di necessità di scelta tra più dipendenti, viene pronunciata nei confronti di quelli che hanno i requisiti e le qualifiche individuali inferiori o il minor numero di anni di servizio. Restano riservate eccezioni a dipendenza degli oneri di famiglia o di altre fondate ragioni, a definitivo giudizio dell’autorità di nomina.
    • 5È considerato motivo grave per recedere immediatamente dal rapporto d’impiego qualsiasi circostanza oggettiva o soggettiva, data la quale non si può pretendere in buona fede che l’autorità di nomina possa continuarlo nella stessa funzione o in altra funzione adeguata e disponibile nell’ambito dei posti vacanti.
    • 6Le decisioni concernenti i docenti comunali devono essere ratificate dal Dipartimento competente.
    • II. Procedura

      Art. 60a[81] 1La procedura di disdetta è condotta dall’autorità di nomina, che può delegare tale competenza ai servizi centrali del personale o ad altri funzionari espressamente designati.
    • 2Il dipendente dev’essere sentito e può farsi assistere da un patrocinatore.
    • 3Durante la procedura di disdetta, il dipendente può essere sospeso provvisoriamente dalla carica se l’interesse dell’Amministrazione o della procedura lo esigono; è applicabile l’art. 38.
    • III. Prestazioni dello Stato[82]

      Art. 61 1Le prestazioni a cui il dipendente ha diritto in caso di disdetta sono stabilite dalla legge sugli stipendi.
    • 2Sono inoltre applicabili le disposizioni del regolamento di previdenza dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino.[83]
    • IV. Piano sociale[84]

      Art. 62 1In caso di disdette per soppressione di posti o funzioni, quando le conseguenze legalmente previste in materia di pensionamento e liquidazione risultino inadeguate alle circostanze, l’autorità di nomina elabora, d’intesa con le organizzazioni dei dipendenti, un piano sociale.
    • 2Sono riservate le competenze finanziarie del Gran Consiglio.
    • 3I dipendenti ai quali è stata data disdetta per soppressione del posto, senza altri motivi loro imputabili, hanno diritto di priorità, a parità di requisiti, nei concorsi per nuovi posti indetti entro quattro anni dalla medesima autorità di nomina; la riassunzione comporta la decadenza della rendita di cui all’art. 18 cpv. 3 LStip, e può essere fatta dipendere da un ristorno delle prestazioni di cui all’art. 18 cpv. 2, quando equità lo esiga.
    • D. Limite di età

      Art. 64[86] 1Il rapporto di impiego cessa per limite d’età fra i 60 e i 65 anni.
    • 2Il dipendente che ha compiuto i 58 anni di età ha diritto di chiedere il collocamento a riposo anticipato secondo il regolamento di previdenza dell'Istituto di previdenza del Cantone Ticino.[87]
    • 3Il rapporto d'impiego cessa in ogni caso nell'anno di compimento dei 65 anni:
    • a) per gli impiegati alla fine del mese in cui raggiungono questo limite di età;
    • b) per i docenti il 31 agosto.
    • 4Per sciogliere il rapporto d’impiego prima del compimento dei 65 anni di età devono essere osservati i termini di preavviso prescritti dall’art. 59.
    • 5Il rapporto d’impiego può sussistere oltre i 65 anni solo a titolo eccezionale, nella forma dell’incarico, ritenuto un limite massimo di 70 anni di età.
  • Capitolo XIII[88]
    Contestazioni relative al rapporto d’impiego
    • A. Ricorso al Consiglio di Stato[89]

      Art. 65[90] Contro le decisioni delle istanze subordinate e dei Municipi è dato ricorso al Consiglio di Stato.
    • B. Ricorsi[91]

      Art. 66[92] 1Contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo.
    • 2Contro le decisioni del Tribunale di appello, del Ministero pubblico e delle altre Magistrature permanenti è dato ricorso alla Commissione di ricorso sulla magistratura; sono applicabili le norme sul ricorso al Tribunale cantonale amministrativo secondo la legge di procedura per le cause amministrative.
    • 3Il ricorso contro la decisione di disdetta non ha effetto sospensivo.
    • 4Rimane riservata l’applicazione dell’art. 69 della legge di procedura per le cause amministrative in caso di disdetta ingiustificata.
  • TITOLO II
    Disposizioni speciali per gli impiegati
    • A. Onere di lavoro

      Art. 69 1L’orario normale di lavoro è di 42 ore settimanali; sono riservate le disposizioni dei regolamenti speciali e di azienda per determinate categorie, le disposizioni d’urgenza e quelle decise dal Consiglio di Stato per circostanze straordinarie.
    • 2Il lavoro notturno a turni è compensato nella misura del 10% in tempo libero o in denaro secondo le modalità stabilite dal regolamento.
    • B. Lavoro straordinario
      I. Definizione

      Art. 70 È considerato lavoro straordinario quello che, ad esclusione dei casi di supplenza, adempie le seguenti condizioni cumulative:
    • a) supera il normale orario settimanale,
    • b) è svolto al di fuori della normale fascia oraria,
    • c) è ordinato o giustificato dal proprio superiore.
    • II. Obbligo

      Art. 71[95] 1Il lavoro straordinario deve rivestire carattere eccezionale e deve essere ricuperato, in linea di principio, nella forma del congedo.
    • 2Quando le circostanze esigono un tempo di lavoro maggiore di quello previsto dalla legge, l’impiegato è tenuto a prestare ore supplementari nella misura in cui sia in grado di farlo e lo si possa ragionevolmente pretendere da lui secondo le regole della buona fede.
    • 3Le ore di lavoro straordinario effettuate dagli impiegati iscritti nelle classi di stipendio superiori alla 24.a sono compensate unicamente nella forma del congedo.
    • 4Il lavoro straordinario non può in ogni caso superare le 150 ore annuali.
    • C. Mansioni integrative

      Art. 72 Se ragioni di servizio lo esigono, all’impiegato possono essere assegnate, nel limite dell’orario normale di lavoro, oltre alle mansioni derivanti dall’atto di nomina, altre mansioni o incarichi senza che gli sia dovuto compenso alcuno.
    • D. Chiusura degli uffici

      Art. 73 1Gli uffici governativi sono chiusi il sabato, la domenica e i giorni festivi riconosciuti; lo sono pure il pomeriggio delle vigilie di Natale e di Capodanno, al mattino del mercoledì delle Ceneri e in circostanze particolari per disposizione del Consiglio di Stato.
    • 2Il pomeriggio delle vigilie dei giorni festivi riconosciuti, l’onere lavorativo giornaliero è ridotto di un’ora.[96]
    • E. Alloggio di servizio e uso dei posteggi

      Art. 74 1Per determinate funzioni può essere imposto al dipendente l’obbligo di risiedere nell’abitazione di servizio.
    • 2[97]
    • 3Le norme per l’assegnazione ai dipendenti degli alloggi di servizio e per il calcolo dei compensi, da dedurre dallo stipendio, come pure le indennità sostitutive in caso di mancata assegnazione degli appartamenti di servizio, sono stabilite dal Consiglio di Stato mediante regolamento.[98]
    • 4[99]
    • F. Uniformi ed equipaggiamento

      Art. 75 1Lo Stato fornisce gratuitamente ai propri dipendenti le uniformi e l’equipaggiamento personale obbligatori.[100]
    • 2In caso di equipaggiamento utile ma non obbligatorio, lo Stato può partecipare alla spesa d’acquisto fatta dal dipendente.
    • G. Commissioni del personale
      I. In generale

      Art. 76 1Per agevolare la cooperazione tra gli organi dirigenti e il personale e interessare il personale all’organizzazione razionale del servizio, per decisione dei dipendenti interessati possono essere istituite delle Commissioni del personale nei diversi settori dello Stato, nelle sue aziende e nei suoi istituti.
    • 2Il Consiglio di Stato, sentite le organizzazioni del personale, emana le norme particolari per l’istituzione delle Commissioni.
    • 3Le Commissioni rappresentano i dipendenti di fronte agli organi dirigenti del rispettivo servizio.
    • 4I dipendenti delle unità lavorative interessate eleggono al loro interno i membri delle Commissioni ed i loro supplenti.
    • II. Attività

      Art. 77 L’attività delle Commissioni del personale è di carattere consultivo; esse danno il loro parere in particolare per quanto concerne:
    • a) i suggerimenti e le proposte che si riferiscono alla semplificazione e al miglioramento del servizio e alla definizione degli obiettivi;[101]
    • b) i suggerimenti circa le istituzioni per il benessere del personale, l’istruzione professionale e gli esami;
    • c) le questioni di carattere generale concernenti il personale del servizio rispettivo;
    • d) gli aspetti relativi all’applicazione della presente legge.[102]
  • TITOLO III
    Disposizioni speciali per i docenti
    • A. Onere di servizio

      Art. 78 L’onere di servizio del docente comprende tutte le attività attinenti all’insegnamento, all’aggiornamento, alla conduzione delle classi e dell’istituto, nonché alle relazioni con le diverse componenti della scuola.
    • B. Onere d’insegnamento
      I. Orario settimanale

      Art. 79 1Nelle scuole dell’infanzia, elementari e speciali, l’orario settimanale d’insegnamento dei docenti a tempo pieno corrisponde all’intero orario settimanale di lezione per gli allievi, conformemente ai parametri stabiliti da leggi e regolamenti scolastici.
    • 2Nelle scuole medie e postobbligatorie, l’orario settimanale d’insegnamento a tempo pieno di ciascuna categoria di docenti è fissato dal Consiglio di Stato da un minimo di 24 a un massimo di 28 ore; esso può venire esteso fino a 42 ore per i docenti di lavoro e di laboratorio, o per quelle attività dove la presenza in sede prevale sulla preparazione e lo svolgimento di lezioni.[103]
    • Onere di lavoro degli operatori specializzati

      Art. 79b[105] 1L’onere di lavoro degli operatori specializzati è stabilito come segue:
    • a) 42 ore settimanali;
    • b) vacanze durante l’anno scolastico secondo il calendario emanato dal Dipartimento;
    • c) vacanze estive dal 1° luglio al 15 agosto.
    • 2Il Consiglio di Stato può attribuire questo onere di lavoro ad altri operatori che svolgono la loro attività nella scuola nell’ambito della pedagogia speciale e del disadattamento.
    • II. Durata dell’ora-lezione

      Art. 80 1La durata di un’ora-lezione, per ogni ordine e grado di scuola, è di 50 minuti.
    • 2Il Consiglio di Stato può concedere deroghe in casi di forza maggiore.
    • III. Modalità di definizione dell’orario

      Art. 81 1Il Consiglio di Stato attribuisce le unità-docente ad ogni istituto scolastico cantonale, sulla base del numero di allievi, dei programmi d’insegnamento e delle necessità di gestione dell’istituto, conformemente ai parametri stabiliti da leggi e regolamenti scolastici.
    • 2L’istituto provvede all’equa ripartizione delle ore-lezione e degli altri compiti tra i docenti ad esso attribuiti; l’onere d’insegnamento deve essere distribuito sull’arco della settimana.
    • 3Il Consiglio di Stato può inoltre riservare una dotazione di risorse per compiti generali che interessano più istituti.
    • C. Supplenze

      Art. 82 1I docenti delle scuole cantonali sono tenuti a supplire gratuitamente i loro colleghi assenti per un massimo di 3 ore di lezione settimanali.
    • 2Le norme che regolano le supplenze nelle scuole sono stabilite da regolamento.
    • D. Direttori e vicedirettori

      Art. 83 1Ai direttori e ai vicedirettori delle scuole cantonali si applicano le disposizioni valide per i funzionari dirigenti.
    • 2Essi adeguano il proprio orario di lavoro e le vacanze alle esigenze dell’istituto scolastico da loro diretto.
  • TITOLO IV
    Commissione paritetica
  • TITOLO V
    Disposizioni transitorie, abrogative e finali
    • A. Disposizioni transitorie

      Art. 85 1Con l’entrata in vigore della presente legge gli attuali rapporti di nomina con scadenza quadriennale o sesennale divengono automaticamente rapporti di nomina a tempo indeterminato (art. 7).
    • 2I rapporti d’incarico dei dipendenti dello Stato soggetti alla presente legge saranno adeguati alla medesima al più tardi entro un anno dall’entrata in vigore.
    • 3Ai dipendenti che usufruiscono di un alloggio di servizio sono garantiti i diritti acquisiti fino all’entrata in vigore della presente legge.
    • B. Disposizioni abrogative

      Art. 86 La presente legge abroga la legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 24 novembre 1987. Sono inoltre abrogati gli art. 32, 80bis, 81, 84, 123 e 157 della legge della scuola del 29 maggio 1958, l’art. 7 della legge sugli onorari dei magistrati del 14 maggio 1973, l’art. 8 della legge generale sul registro fondiario del 2 febbraio 1933 e gli art. 8 e 9 della legge cantonale di attuazione della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento dell’8 marzo 1911.
    • C. Diritto suppletorio

      Art. 87 Per quanto non previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni del Codice delle obbligazioni quale diritto pubblico suppletorio.
  • IL CONSIGLIO DI STATO
  • ordina[108]
    • La legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 e le modifiche 15 marzo 1995 della legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti del 5 novembre 1954 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entrano in vigore:
    • a) per i dipendenti di cui all’art. 1 lett. a) della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD), al 1° gennaio 1996;
    • b) per i dipendenti di cui all’art. 1 lett. b) della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD), al 1° settembre 1995;
    • Norme transitorie
    • Le modifiche della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD) si applicano alle procedure avviate dopo l’entrata in vigore della presente legge.

    Pubblicata nel BU 1995, 237 e 297.