È in atto la sperimentazione di un nuovo sistema informatico volto ad accorciare in modo sensibile il tempo di aggiornamento della RL

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ORGANIZZAZIONE DEL CANTONE

2.1.3

Municipalizzazione dei servizi pubblici

2.1.3.1.1
A A A

Regolamento per un modello unico di tariffa

(del 23 dicembre 2003)

IL CONSIGLIO DI STATO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

visto l’art. 18 della legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici, del 12 dicembre 1907,

decreta:

    • Scopo

      Art. 1 Il presente regolamento definisce i criteri formali a cui devono attenersi, nella loro struttura, le tariffe per la fornitura di energia elettrica all’utente.
    • Principi

      Art. 2 1Le tariffe per la fornitura di energia elettrica all’utente devono essere trasparenti, semplici e formulate in modo comprensibile.
    • 2Gli elementi che fanno stato per la fatturazione devono essere facilmente controllabili da parte dell’utente.
    • Categorie

      Art. 3 1Le aziende di distribuzione hanno la facoltà di suddividere l’utenza in categorie e sottocategorie di potenza e/o secondo le finalità del prelievo: economia domestica, industria, commercio, agricoltura, ecc.
    • 2I prezzi devono essere uniformi per tutti gli utenti della medesima categoria.
    • Contratti speciali

      Art. 4 1Le aziende di distribuzione hanno la facoltà di concludere contratti speciali, riservato l’art. 35 lettera e), cifra 3 della legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici (LMSP).
    • 2Su richiesta scritta i Comuni interessati possono ottenere la lista degli utenti del proprio territorio con cui sono stati conclusi dei contratti speciali.
    • Unità di misura

      Art. 5 1Nei tariffari, fatta riserva di eventuali casi speciali, vengono utilizzate le seguenti unità di misura:
    • a) tensione V (volt)
    • b) intensità di corrente A (ampère)
    • c) potenza elettrica kW (chilowatt)
    • d) energia elettrica kWh (chilowattora)
    • e) energia reattiva kVarh (chilovarora)
    • f) fattore di potenza cosphi (coseno phi)
    • Elementi tariffali di base

      Art. 6 Ogni tariffario è costituito da quattro elementi di base:
    • a) tassa base, abbonamenti, noleggi
    • Sotto questa voce s’intendono i costi legati al contatore, ai servizi (di rete o altri) e quelli indipendenti dal consumo (acconti, fatture, consulenza, informazione servizio di picchetto, ecc.) di natura fissa e facilmente attribuibili ad ogni categoria di utenti in modo equo (ad es. in fr./mese, fr./trimestre, fr./semestre, fr./prestazione).
    • b) prezzo dell’energia
    • Questa voce tariffale indica il prezzo dell’energia elettrica in cts/kWh per l’energia attiva, risp. cts/kVarh per l’energia reattiva, nelle rispettive fasce orarie e stagionali scelte ed offerte al distributore (ad es. non differenziata, giorno e notte, estate-inverno, ecc.).
    • c) prezzo della potenza
    • A seconda della categoria di utenti vi saranno nelle varie aziende strumenti fisici e metodi diversi per esprimere questo elemento del tariffario (ad es. potenza abbonata, potenza misurata, energia consumata durante determinate fasce orarie, ecc.).
    • d) contributi legali
    • Questo elemento tariffale è costituto dai vari contributi legali (ad es. privativa ai Comuni per la distribuzione di energia elettrica) che devono figurare sulla fattura.
    • Prezzo della potenza

      Art. 7 1Il prezzo della potenza dev’essere in relazione alla potenza concessa (abbonata) e/o misurata (prelevata).
    • 2Nel caso di potenze limitate (ad es. economia domestica) il prezzo della potenza può essere determinato da altri parametri purché di facile comprensione per l’utente (p.e. energia consumata o taratura delle valvole d’entrata).
    • 3Il prezzo della potenza tiene conto anche della caratteristica di consumo (prelievo) dell’utente.
    • Differenziazioni temporali

      Art. 8 Le aziende di distribuzione hanno la facoltà di introdurre differenziazioni di prezzo sia della potenza sia dell’energia, in funzione del periodo di utilizzazione dell’energia: differenziazioni stagionali (come estate e inverno) e differenziazioni giornaliere (come tariffa alta e tariffa bassa).
    • Forniture particolari

      Art. 9 1Le aziende di distribuzione hanno la facoltà di praticare tariffe particolari per forniture:
    • a) che sono limitate nel tempo (alimentazione di cantieri, ecc.);
    • b) che non giustificano una misurazione mediante contatore (cabine telefoniche, ecc.)
    • c) relative ad impegni convenzionali (illuminazione pubblica, ecc.).
    • 2Nella convenzione di privativa devono essere specificati i principi che fanno stato per queste tariffe, ed in particolare il tipo e la portata delle prestazioni in natura concesse dalle aziende al Comune.
    • Fatture

      Art. 10 La fattura per la fornitura di energia elettrica deve soddisfare i seguenti requisiti:
    • a) indicare esplicitamente a quale periodo di fornitura è riferita;
    • b) indicare lo stato iniziale e finale dei numeratori dell’apparecchio di misura;
    • c) indicare le quantità fatturate, i prezzi unitari e i prezzi globali;
    • d) indicare i contributi legali.
    • Informazione dell’utenza

      Art. 11 L’utente deve essere informato circa i tariffari tramite pubblicazione sul foglio ufficiale oppure tramite invio degli stessi al momento della loro adozione e in occasione di ogni successiva modifica.
    • Entrata in vigore e termine di uniformazione

      Art. 12 1Il presente regolamento è pubblicato sul Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra immediatamente in vigore.[1]
    • 2Le aziende di distribuzione sono tenute ad uniformare alle presenti disposizioni i propri tariffari entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento.

    Pubblicato nel BU 2003, 507.