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5
EDUCAZIONE CULTURA SPORT E TEMPO LIBERO

5.1.5

Scuole comunali

5.1.5.1
A A A

Legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare

(del 7 febbraio 1996)

IL GRAN CONSIGLIO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

visti il messaggio 25 ottobre 1994 n. 4321 del Consiglio di Stato e il rapporto 8 gennaio 1996 n. 4321 R della Commissione speciale scolastica,

decreta:

  • TITOLO I
    Disposizioni generali
  • Capitolo I
    Finalità e principi generali[1]
    • Scopo

      Art. 1 1Nell’ambito delle finalità stabilite dalla legge della scuola, la scuola dell’infanzia e la scuola elementare favoriscono il processo di socializzazione del bambino, sviluppando le sue facoltà motorie, affettive e cognitive.
    • 2La scuola dell’infanzia e la scuola elementare agiscono nel rispetto delle particolarità individuali degli allievi.
    • 3La scuola elementare prosegue l’opera educativa svolta dalla scuola dell’infanzia; essa si propone inoltre di far acquisire agli allievi gli elementi di base del sapere.
    • 4Scuola e famiglia collaborano al raggiungimento degli obiettivi sopra indicati, adottando modalità specifiche al proprio ruolo.
    • Scuola e contesto locale

      Art. 2 La scuola dell’infanzia e la scuola elementare instaurano legami con il contesto locale e sviluppano la sensibilità degli allievi verso i problemi della comunità e delle istituzioni comunali e regionali.
    • Art. 3-6[2]
  • Capitolo II
    Assunzione del personale scolastico
    • Organo competente

      Art. 7[3] 1Ai Municipi e alle Delegazioni scolastiche (di seguito Municipi) compete la nomina e l’incarico dei docenti, dei direttori e dei vicedirettori degli istituti.
    • 2La nomina e l’incarico dei docenti sono conferiti in conformità con quanto stabilito dalla legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
    • 3La nomina e l’incarico dei docenti hanno luogo su rapporto dell’ispettorato e preavviso del direttore, quella dei direttori e dei vicedirettori su rapporto dell’ispettorato.
    • Norme per l’assunzione

      Art. 8[4] 1Le norme per l’assunzione dei docenti delle scuole dell’infanzia ed elementari sono contenute nella legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
    • 2Oltre a quanto stabilito dalla presente legge, per la nomina e l’incarico dei direttori e dei vicedirettori degli istituti comunali o consortili valgono le disposizioni della legge organica comunale del 10 marzo 1987.
    • Concorso

      Art. 9[5] 1Il concorso ha luogo in base alle norme della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
    • 2Il bando di concorso può contemplare compiti particolari per i docenti, limitatamente agli ambiti previsti dalla presente legge.
    • 3Il testo del bando di concorso deve essere sottoposto per approvazione all’ispettorato, che provvede alla sua pubblicazione.
    • 4In caso di mancata approvazione, il bando è rinviato all’autorità di nomina per le modifiche richieste.
    • 5Contro la decisione dell’ispettorato il Municipio può ricorrere entro il termine di 15 giorni al Consiglio di Stato.
    • 6Le disposizioni riguardanti la procedura e i tempi di trasmissione degli atti di concorso sono stabilite dal Regolamento.
    • Nomina

      Art. 10[6] 1La nomina può aver luogo:
    • a) per i docenti titolari: a tempo pieno;
    • b) per i docenti contitolari: a metà tempo;
    • c) per i docenti di materie speciali: a tempo pieno o a tempo parziale, non inferiore a metà tempo;
    • d) per i direttori e i vicedirettori: a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore a metà tempo.
    • 2L’atto di nomina del docente, del direttore e del vicedirettore è redatto dal Municipio ed è ratificato dall’ispettorato.
    • 3
    • 4Le disposizioni concernenti il rapporto d’impiego dei docenti si applicano anche ai direttori e ai vicedirettori ai quali sono attribuiti compiti di insegnamento.
    • 5La sede di servizio dei docenti nominati operanti in più comuni convenzionati è stabilita nella convenzione.
    • Incarico

      Art. 11[7] 1L’incarico ha luogo secondo quanto stabilito dalla legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
    • 2L’incarico durante l’anno scolastico è attribuito quando il posto si rende vacante prima del 31 gennaio; dopo tale data si procede alla designazione di un supplente.
    • Art. 12 ...[8]
    • Supplenze

      Art. 13[9] 1Per le assenze dei docenti si ricorre, in linea di principio, a un supplente, la cui designazione spetta al Municipio.
    • 2Il Municipio ha la facoltà di delegare la designazione dei supplenti al direttore.
  • TITOLO II
    La scuola dell’infanzia
  • Capitolo I
    Organizzazione
    • Età e obbligo di frequenza[10]

      Art. 14[11] La scuola dell’infanzia accoglie i bambini dai tre ai sei anni di età. Le norme inerenti all’obbligo di frequenza sono indicate nella legge della scuola del 1° febbraio 1990.
    • Formazione delle sezioni

      Art. 15 Le sezioni di scuola dell’infanzia comprendono allievi di diversi livelli di età.
    • Numero di allievi per sezione

      Art. 16 1Le sezioni di scuola dell’infanzia non possono contare meno di 13 né più di 25 allievi.
    • 2In casi particolari, su istanza del Municipio, il Dipartimento può consentire deroghe al criterio del cpv. 1.[12]
    • 3I criteri per la definizione del numero delle sezioni per ogni sede sono stabiliti dal Regolamento, tenendo particolarmente conto delle caratteristiche socioculturali degli allievi.
    • Art. 16a[13] 1Nelle sezioni con più di 22 allievi, o in altri casi particolari autorizzati dal Dipartimento, il Municipio ha la facoltà di assumere per tutto o parte dell’anno scolastico un docente di appoggio a orario parziale che coadiuvi il docente titolare.
    • 2
  • Capitolo II
    Frequenza della scuola
    • Ammissione e frequenza

      Art. 18[15] 1Sono ammessi alla scuola dell’infanzia i bambini residenti nel comune o nel consorzio che, all’apertura della scuola, hanno compiuto entro il 31 luglio il terzo anno di età; in deroga a questo termine possono essere iscritte - su richiesta motivata dell’autorità parentale - anche le persone che compiono entro il 30 settembre il loro terzo anno d’età.[16]
    • 2L’iscrizione avviene prima dell’inizio dell’anno scolastico.
    • 3Eccezioni all’ammissione dei bambini di tre anni sono possibili per giustificati motivi e con il preavviso favorevole del Dipartimento.
    • 4...
    • 5...
    • Iscrizioni e ammissioni durante l’anno scolastico

      Art. 19 1L’iscrizione durante l’anno scolastico è riservata ai bambini provenienti da altri comuni, cantoni e nazioni.
    • 2...[17]
    • 3I bambini di 3 anni sono ammessi solo se hanno già iniziato la frequenza in altre sedi.
    • 4L’ammissione dei bambini di tre anni è subordinata alla disponibilità di posti nelle sezioni già istituite.[18]
    • Frequenza in altri comuni

      Art. 20[19] 1I comuni che non dispongono di una scuola dell’infanzia o di posti sufficienti nelle loro strutture devono favorire la frequenza dei propri bambini presso sedi di altri comuni e assumersi le relative spese di frequenza e di trasporto.
    • 2
    • 3I criteri indicati all’art. 18 cpv. 1 valgono anche per le scuole dell’infanzia che ospitano bambini provenienti da altri comuni.
    • Recupero di uno o più anni

      Art. 20a[20] Gli allievi che, per motivi non dipendenti dal profitto scolastico, hanno perso uno o più anni nel periodo di frequenza della scuola dell’infanzia obbligatoria, possono recuperare gli anni di scuola persi previo esame e autorizzazione dell’ispettorato.
  • Capitolo III
    Orari e programmi d’insegnamento
    • Orario scolastico degli allievi

      Art. 21[21] 1
    • 2L’orario settimanale è di 32 ore nelle sedi con refezione e di 25 ore e 15 minuti nelle sedi senza refezione.
    • 3L’orario giornaliero di apertura e di chiusura della scuola è stabilito dai Municipi ed è approvato dall’ispettorato.
    • Piano di studio[22]

      Art. 22[23] Il piano di studio per la scuola dell’infanzia stabilisce segnatamente i principi generali dell’impostazione pedagogica, i criteri organizzativi generali, le aree educative e i relativi obiettivi.
  • TITOLO III
    La scuola elementare
  • Capitolo I
    Organizzazione
    • Durata e cicli di studio

      Art. 23 La scuola elementare comprende cinque classi di un anno ciascuna e si suddivide in:
    • a) un primo ciclo, per le prime due classi;
    • b) un secondo ciclo, per le tre classi successive.
    • Numero di allievi per sezione

      Art. 24 1Le sezioni di scuola elementare non possono contare meno di 13 né più di 25 allievi.
    • 2In casi particolari, su istanza del Municipio, il Dipartimento può consentire deroghe al criterio del cpv. 1.[24]
    • 3I criteri per la definizione del numero delle sezioni per ogni sede sono stabiliti dal Regolamento, tenendo particolarmente conto delle caratteristiche socioculturali degli allievi.
    • 4Il Regolamento stabilisce effettivi differenziati per le monoclassi e le pluriclassi.
    • Art. 25[25] 1Nelle sezioni monoclasse e biclassi con più di 22 allievi e nelle sezioni con tre o più classi, o in altri casi particolari autorizzati dal Dipartimento, il Municipio ha la facoltà di assumere per tutto o per parte dell’anno scolastico un docente di appoggio a orario parziale che coadiuvi il docente titolare tenendo eventualmente anche le lezioni di materie speciali.
    • 2
  • Capitolo II
    Frequenza della scuola
    • Obbligo di frequenza

      Art. 26[26] Le norme inerenti all’obbligo di frequenza della scuola elementare sono indicate nella legge della scuola del 1° febbraio 1990.
    • Promozioni

      Art. 27 Il Regolamento stabilisce le condizioni e le modalità del passaggio degli allievi alla classe successiva e le condizioni richieste per accedere alla scuola media.
    • Recupero di uno o più anni

      Art. 28[27] Gli allievi che, per motivi non dipendenti dal profitto scolastico, hanno perso uno o più anni nel periodo di frequenza della scuola elementare, possono recuperare gli anni di scuola persi previo esame e autorizzazione dell’ispettorato.
    • Assegnazione della classe

      Art. 29[28] Gli allievi provenienti da scuole private non parificate ticinesi, da altri cantoni o da altre nazioni, sono inseriti, previo accertamento delle capacità scolastiche, nella classe designata dal direttore.
  • Capitolo III
    Orari e piano di studio[29]
    • Orario scolastico degli allievi

      Art. 30[30] 1
    • 2L’orario settimanale è di 26 ore e 10 minuti, comprese le ricreazioni.
    • 3L’orario giornaliero di apertura e di chiusura della scuola è stabilito dai Municipi ed è approvato dall’ispettorato.
    • Piano di studio[31]

      Art. 31[32] Il piano di studio della scuola elementare stabilisce segnatamente i principi generali dell’impostazione pedagogica, i criteri organizzativi generali, gli obiettivi delle discipline di insegnamento e i loro tempi di attuazione.
    • Materie speciali

      Art. 32[33] 1Le attività creative, l’educazione fisica e l’educazione musicale fanno parte dei compiti professionali del docente titolare.
    • 2L’insegnamento delle attività creative è impartito dal docente titolare e da un docente, con preparazione specifica, che lo coadiuva.[34]
    • 3I Municipi hanno la facoltà di assumere docenti con preparazione specifica per l’insegnamento dell’educazione fisica e dell’educazione musicale.
  • TITOLO IV
    Servizi scolastici
  • Capitolo I
    Servizi educativi
    • Servizio di sostegno pedagogico

      Art. 33[35] 1Il servizio di sostegno pedagogico della scuola dell’infanzia e della scuola elementare è organizzato in gruppi ed è costituito da:
    • a) capigruppo operanti regionalmente e responsabili del suo funzionamento;
    • b) docenti di sostegno pedagogico;
    • c) logopedisti;
    • d) psicomotricisti;
    • e) altre figure professionali, secondo necessità.
    • a) assunzione del personale

      2Il personale è assunto dal Consiglio di Stato; per i docenti di sostegno pedagogico i comuni assicurano la sistemazione logistica e il materiale d’uso.
    • b) organizzazione

      3Il Consiglio di Stato stabilisce il fabbisogno di personale del gruppo e i comprensori di attività.
    • Doposcuola

      Art. 34 1Il doposcuola è un servizio educativo parascolastico aperto agli allievi delle scuole elementari al di fuori delle ore di lezione o del calendario scolastico.
    • 2Per rispondere a particolari esigenze degli allievi o delle famiglie, il Municipio istituisce il doposcuola.
    • 3Le spese sono a carico del comune. Può essere richiesta la partecipazione delle famiglie.
    • Scuola dell’infanzia a orario prolungato

      Art. 35 1La scuola dell’infanzia a orario prolungato è un servizio socio-educativo al di fuori delle ore di lezione o del calendario scolastico.
    • 2Per rispondere a particolari esigenze dei bambini o delle famiglie, il Municipio istituisce sezioni di scuola dell’infanzia a orario prolungato.
    • 3Le spese sono a carico del comune. Può essere richiesta la partecipazione delle famiglie.
  • Capitolo II
    Servizi organizzativi
    • Trasporti scolastici

      Art. 36 1I Municipi organizzano i trasporti scolastici necessari quando il tragitto casa-scuola è causa di notevole disagio per gli allievi.
    • 2In casi particolari il Dipartimento può renderne obbligatoria l’organizzazione.
    • Refezioni scolastiche

      Art. 37 1I Municipi istituiscono di regola refezioni scolastiche per gli allievi delle scuole dell’infanzia e possono istituirle per gli allievi delle scuole elementari.
    • 2Per gli allievi impossibilitati a rincasare a mezzogiorno deve essere comunque garantita un’adeguata possibilità di refezione.
    • 3Nelle scuole dell’infanzia la refezione è parte integrante dell’attività educativa e, quindi, il docente titolare ne è responsabile. Il Municipio può assumere un’altra persona con adeguati requisiti di idoneità che affianchi il docente titolare.
    • 4Nelle scuole elementari il Municipio può affidare la sorveglianza della refezione sia a docenti sia ad altre persone con adeguati requisiti di idoneità.
    • Periodi di scuola fuori sede

      Art. 38 I Municipi possono organizzare periodi di scuola fuori sede.
    • Oneri finanziari

      Art. 39 1Le spese per le refezioni, i trasporti scolastici e la scuola fuori sede sono a carico dei comuni e dei consorzi.
    • 2Può essere richiesta la partecipazione delle famiglie.
  • TITOLO V
    Competenze dei comuni e dei consorzi
  • Capitolo I
    Costituzione degli istituti ed edilizia scolastica
    • Istituti scolastici[36]

      Art. 40[37] 1I Municipi costituiscono gli istituti scolastici comunali, comprendenti scuola dell’infanzia e scuola elementare, sulla base delle disposizioni legali ed esecutive.
    • 2L’istituzione e/o la soppressione di istituti scolastici comunali deve essere ratificata dal Consiglio di Stato.
    • Edifici scolastici e mezzi per l’insegnamento

      Art. 41 I comuni e i consorzi mettono a disposizione delle scuole dell’infanzia e delle scuole elementari gli edifici, i locali, le strutture esterne, l’arredamento e i materiali didattici necessari.
    • Scuola speciale e servizi specialistici

      Art. 42 I Municipi collaborano con il Dipartimento nella sistemazione logistica delle classi di scuola speciale e dei servizi specialistici.
    • Consulenza in materia di edilizia scolastica

      Art. 43a[39] In materia di edilizia scolastica i servizi cantonali assicurano la loro consulenza ai comuni che ne fanno richiesta.
    • Obbligo di costruzione, di riattazione, di miglioria

      Art. 44 In caso di necessità, il Consiglio di Stato può ordinare ai comuni e ai consorzi la costruzione, la riattazione o l’ampliamento di edifici scolastici come pure interventi di miglioria.
  • Capitolo II
    Garanzia e luogo di frequenza[40]
    • Garanzia di frequenza[41]

      Art. 45 I Municipi garantiscono a tutti i bambini domiciliati o residenti nel comune la possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia, riservate le particolarità ad essa specifiche, e la scuola elementare.
    • Allievi residenti in comuni sprovvisti di sede scolastica

      Art. 46 1Quando gli allievi di un comune sono poco numerosi e non consentono l’istituzione di una scuola dell’infanzia o elementare, devono essere ammessi nella corrispondente scuola di un comune o di un consorzio vicino: in tal caso fra i due enti è stipulata una convenzione.
    • 2Nei casi controversi la decisione spetta al Dipartimento.
    • Luogo di frequenza[42]

      Art. 47[43] 1Gli allievi delle scuole dell’infanzia e elementari pubbliche sono tenuti a frequentare la scuola del comune di residenza.
    • 2I comuni e i consorzi hanno tuttavia la facoltà, per giustificati motivi, di accogliere nelle proprie scuole allievi residenti in altri comuni.
    • 3Il trasferimento deve essere autorizzato dal comune o consorzio di residenza, dagli ispettorati interessati e dal comune o consorzio di accoglienza.
    • 4Il comune di residenza è tenuto a rimborsare l’importo stabilito dal Dipartimento.
    • Allievi residenti in comuni diversi da quello di domicilio

      Art. 48 1I bambini che, per giustificati motivi, risiedono in comuni diversi da quello in cui sono domiciliati hanno il diritto di frequentare gratuitamente la scuola dell’infanzia e la scuola elementare del comune di residenza.
    • 2In tal caso il comune di domicilio è tenuto a rimborsare l’importo stabilito dal Dipartimento.
    • 3I comuni nel cui territorio ha sede un istituto assistenziale riconosciuto dal Cantone che ospita bambini domiciliati altrove in grado di seguire la scuola pubblica devono garantire loro la possibilità di frequentare le proprie scuole dell’infanzia ed elementari.[44]
  • Capitolo III[45]
    Collaborazione nella formazione dei docenti
    • Pratica professionale[46]

      Art. 48a[47] 1I comuni e i consorzi collaborano nella formazione dei docenti e nella ricerca pedagogica, mettendo a disposizione del Dipartimento formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (di seguito SUPSI) sezioni comunali o consortili di scuola dell’infanzia e di scuola elementare, in particolare per lo svolgimento della pratica professionale e per le ricerche.
    • 2La SUPSI può sottoscrivere convenzioni con le autorità interessate.
  • Capitolo IV[48]
    Ordinamento
    • Formazione delle sezioni

      Art. 48b[49] 1I Municipi, dopo aver consultato gli ispettorati, decidono in vista del nuovo anno scolastico il numero di sezioni di scuola dell’infanzia e di scuola elementare dei loro istituti (ordinamento) nei limiti delle disposizioni inerenti al numero di allievi per sezione. Essi decidono pure se affidare le sezioni ad un docente o a due docenti contitolari.
    • 2Le decisioni di cui al cpv. 1 devono essere comunicate al Dipartimento; il regolamento definisce la procedura.
    • 3Il Consiglio di Stato, se le disposizioni vigenti non sono rispettate, può imporre delle modifiche all’ordinamento su richiesta del Dipartimento; se necessario esso può pure limitare il numero di sezioni con docenti contitolari.
    • Sezioni soggette a contributo

      Art. 48c[50] Il Consiglio di Stato, sentiti i Municipi, decide per ogni anno scolastico il numero di sezioni di scuola dell’infanzia e di scuola elementare di ciascun istituto soggette a contributo cantonale sulla base delle disposizioni sul numero di allievi per sezione.
  • TITOLO VI
    Promovimento, coordinamento, vigilanza
  • Capitolo I
    Operatori e organi scolastici cantonali
    • Denominazione

      Art. 49[51] 1Sono operatori e organi scolastici cantonali di promovimento, coordinamento e vigilanza:
    • a) gli ispettorati e il collegio degli ispettori;[52]
    • b) i direttori degli istituti comunali e la rispettiva conferenza;
    • c) i capigruppo del servizio di sostegno pedagogico e il rispettivo collegio.
    • 2Le competenze sono definite dal Regolamento.
  • Capitolo II
    Organi scolastici comunali
    • Denominazione

      Art. 50 Sono organi scolastici comunali e consortili di promovimento, coordinamento e vigilanza:
    • a) il Municipio;
    • b) …;[53]
    • c) la direzione dell’istituto.
    • Compiti dei Municipi

      Art. 51 1I Municipi, oltre a svolgere i compiti stabiliti dalla presente legge, collaborano con gli organi scolastici cantonali nella vigilanza sulle scuole dell’infanzia ed elementari e nella promozione di iniziative intese al loro miglioramento.
    • 2I Municipi vigilano in particolare:
    • a) sulla frequenza degli allievi;
    • b) sul rispetto degli orari scolastici;
    • c) sulla buona conservazione degli immobili, degli arredi, dei materiali e degli spazi a disposizione della scuola;
    • d) sulle refezioni e sui trasporti;
    • e) sull’igiene e sulla pulizia dei locali;
    • f) sulle condizioni di accesso alle sedi scolastiche.
    • Commissione scolastica
      a) istituzione

      Art. 52[54] 1Per lo svolgimento dei compiti stabiliti dall’art. 51, i Municipi possono avvalersi di una Commissione scolastica.
    • b) composizione

      2La Commissione scolastica si compone di persone qualificate, scelte anche al di fuori del comune o del consorzio.
    • 3I membri della direzione e i docenti dell’istituto e le persone ad essi legate da vincoli di parentela indicati dalla legge organica comunale del 10 marzo 1987 non possono far parte della Commissione scolastica. La partecipazione dei membri della direzione e dei docenti alle riunioni può aver luogo, su invito o richiesta, a titolo consultivo.
    • c) compiti

      4Oltre a quanto stabilito dall’art. 51, la Commissione scolastica, dove esiste, esamina preliminarmente eventuali regolamenti scolastici e, tenuto conto del rapporto dell’ispettorato e del preavviso della direzione della scuola, può essere chiamata a formulare al Municipio il preavviso per l’assunzione dei docenti e del personale di direzione.
    • Visita alle scuole

      Art. 53 1I membri dei Municipi e delle Commissioni scolastiche possono visitare le sezioni di scuola dell’infanzia e di scuola elementare.
    • 2Essi non hanno competenza sull’insegnamento.
    • Direzione degli istituti

      Art. 54[55] 1I requisiti e i compiti del direttore e del vicedirettore sono stabiliti dalla legge della scuola del 1° febbraio 1990 e dal relativo regolamento.[56]
    • 2Il Municipio ha la facoltà di assegnare altri compiti purché non pregiudichino quelli di cui al cpv. 1.
    • 3I direttori si riuniscono regolarmente in collegio (conferenza cantonale dei direttori degli istituti comunali) per l’esame di problemi di ordine pedagogico e organizzativo.
  • TITOLO VII
    Norme finali e abrogative
    • Denominazioni

      Art. 55 Le denominazioni utilizzate nella presente legge che si riferiscono a persone si intendono al maschile e al femminile, indipendentemente dalla formulazione adottata.
    • Dati personali

      Art. 56 Nell’ambito delle loro funzioni e per finalità di ordine scolastico, gli organi scolastici cantonali, comunali e consortili possono raccogliere dati personali concernenti allievi, docenti e genitori e trasmetterli alle autorità interessate.
    • Entrata in vigore

      Art. 58 Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, la presente legge è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi. Il Consiglio di Stato ne fissa l’entrata in vigore.[58]
    • Norma transitoria:
    • BU 2011, 580 (19 ottobre 2011)
    • Il maggior onere finanziario a carico del Cantone derivante dalla modifica dell’art. 33 e dal potenziamento del Servizio di sostegno pedagogico - quota parte comunale - è compensato con una corrispondente riduzione del contributo annuo forfetario previsto dall’art. 34 della legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti per il 2012 e per gli anni seguenti, per il 2013 e per gli anni seguenti, per il 2014 e per gli anni seguenti, per il 2015 e per gli anni seguenti, per il 2016 e per gli anni seguenti.
    • Norma transitoria:
    • BU 2011, 653 (7 novembre 2011)
    • In deroga all’art. 18 cpv. 1 l’ammissione dei bambini che compiono i 3 anni dopo il 31 luglio è così disciplinata:
    • a) nell’anno scolastico 2012/13 sono ammissibili anche i bambini nati entro fine novembre;
    • b) nell’anno scolastico 2013/14 sono ammissibili anche i bambini nati entro fine ottobre.
    • Norma transitoria:
    • BU 2013, 357 (20 giugno 2013)
    • Fino al 31 agosto 2015, per i comuni e i consorzi che non si sono ancora dotati di una direzione in base alle modalità definite dalla legge della scuola, rimangono in vigore l’art. 7 cpv. 1 lett. b) e cpv. 3 e l’art. 54 cpv. 1 della vigente legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare.
    • Norma transitoria:
    • BU 2014, 159 (29 gennaio 2014)
    • I disposti dell’art. 43 restano in vigore per le istanze già accolte e per i progetti inoltrati al Dipartimento entro il 31 dicembre 2013.

    Pubblicata nel BU 1996, 123.