È in atto la sperimentazione di un nuovo sistema informatico volto ad accorciare in modo sensibile il tempo di aggiornamento della RL

5
EDUCAZIONE CULTURA SPORT E TEMPO LIBERO

5.1.2

Servizi scolastici

5.1.2.1.1
A A A

 

Regolamento della pedagogia speciale

(del 26 giugno 2012)

IL CONSIGLIO DI STATO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

vista la legge sulla pedagogia speciale del 15 dicembre 2011;
ritenuto che le denominazioni concernenti le persone utilizzate nel presente regolamento si intendono al maschile e al femminile;

decreta:

  • Capitolo primo
    Autorità competente
    • Dipartimento

      Art. 1 1Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (in seguito Dipartimento), è l’autorità competente incaricata di applicare la legge sulla pedagogia speciale e il presente regolamento.
    • 2Il Dipartimento in particolare è competente per:
    • a) coordinare a livello strategico le risorse per un’adeguata copertura dei bisogni in collaborazioni con i comuni, i prestatari riconosciuti e i servizi cantonali competenti;
    • b) proporre la composizione della Commissione consultiva per l’attribuzione delle misure supplementari di pedagogia speciale;
    • c) preavvisare la revoca delle autorizzazioni concesse alle scuole speciali private e dei riconoscimenti dei prestatari privati;
    • d) stipulare le convenzioni con i prestatari privati;
    • e) definire i compiti e la composizione della Commissione di vigilanza sulle convenzioni;
    • f) decidere le misure da applicare nel caso in cui non si sia raggiunto un accordo con l’autorità parentale al termine della procedura di monitoraggio;
    • g) emanare direttive in materia di pedagogia speciale.
    • Divisione della scuola

      Art. 2 1La Divisione della scuola è competente per rilevare i bisogni relativi alla pedagogia speciale, per proporre l’ordine di priorità delle misure da sostenere e per allestire ogni quattro anni la pianificazione cantonale.
    • 2La Divisione della scuola è inoltre competente per fornire, in collaborazione con i servizi del Dipartimento della sanità e della socialità, le indicazioni inerenti alla stipulazione dei contratti di prestazione.
    • Ufficio della pedagogia speciale

      Art. 3 1L’Ufficio della pedagogia speciale (in seguito Ufficio) è preposto all’applicazione delle direttive emanate dal Dipartimento o delle decisioni della Divisione della scuola concernenti la pedagogia speciale.
    • 2Esso vigila e sovrintende all’insegnamento e all’organizzazione scolastica sia nel settore pubblico sia in quello privato e all’esecuzione dei provvedimenti di pedagogia speciale; l’Ufficio può avvalersi della collaborazione dei direttori di scuola speciale, dei capiservizio dell’educazione precoce speciale e degli operatori scolastici di ogni ordine e grado.[1]
    • 3Per i beneficiari delle misure di pedagogia speciale che frequentano una scuola postobbligatoria fino al raggiungimento del ventesimo anno di età l’Ufficio opera anche in collaborazione con l’Ufficio cantonale dell’assicurazione invalidità e, per coloro che frequentano le scuole professionali, con la Divisione della formazione professionale.
    • 4In particolare l’Ufficio:
    • a) coordina e pianifica le risorse per un’adeguata copertura dei bisogni in collaborazione con i servizi cantonali competenti;
    • b) studia ed esamina l’evoluzione della pedagogia speciale e promuove iniziative e innovazioni nel rispetto delle disposizioni della legge della scuola del 1° febbraio 1990;
    • c) decide le misure di pedagogia speciale e preavvisa quelle svolte presso istituti riconosciuti di altri cantoni o presso istituti all’estero;
    • d) definisce i compiti dei professionisti qualificati della pedagogia speciale se non già precisati altrove;
    • e) verifica periodicamente le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione per le scuole speciali private e vigila sull’attività dei docenti.
  • Capitolo secondo
    Procedure di applicazione dei provvedimenti
    A. Misure di pedagogia speciale
    • Misure di base

      Art. 4 Sono considerate misure di base:
    • a) Prima della scolarizzazione obbligatoria:
    • – gli interventi logopedici e psicomotori di una durata massima complessiva di due unità d’intervento alla settimana;
    • – gli interventi di educazione precoce speciale di una durata massima di quattro unità d’intervento alla settimana per i primi 6 mesi di intervento, in seguito di due unità;
    • – gli interventi combinati di educazione precoce speciale, logopedia e psicomotricità, per un massimo di due unità alla settimana;
    • – la frequenza di gruppi di socializzazione in strutture diurne fino a un massimo di 6 ore settimanali.
    • b) Durante la scolarizzazione obbligatoria, uno dei seguenti cinque provvedimenti:
    • – gli interventi logopedici e psicomotori per un massimo complessivo di due unità alla settimana e per una durata massima di 4 anni;
    • – gli interventi di educazione precoce speciale di una durata massima di due unità alla settimana per gli allievi che frequentano la scuola dell’infanzia;
    • – gli interventi combinati di educazione precoce speciale, logopedia e psicomotricità, per un massimo di due unità alla settimana;
    • – la scolarizzazione speciale e gli interventi educativi in strutture diurne o in internato, per quei bambini che sin dai primi anni di vita presentano comprovate disabilità psicofisiche;
    • – gli accompagnamenti degli operatori di sostegno specializzato fino a un massimo di quattro unità d’intervento alla settimana per gli allievi con bisogni educativi particolari inseriti nelle classi regolari nei primi quattro anni di scolarizzazione.
    • c) Durante la scolarizzazione postobbligatoria, la continuazione della scolarizzazione speciale.
    • Misure supplementari

      Art. 5 Sono considerate misure supplementari le misure definite dall’art. 7 della legge che eccedono quelle indicate dall’art. 4 del presente regolamento.
    • Durata delle unità di intervento

      Art. 6 La durata delle unità d’intervento è stabilita dal Dipartimento.
  • B. Procedura per l’attribuzione delle misure
    • Misure di base

      Art. 7 1Le misure di base sono decise dall’Ufficio, in seguito alla valutazione dei bisogni.
    • 2La valutazione dei bisogni deve essere in precedenza autorizzata dall’Ufficio per il settore privato e per il tramite dei suoi collaboratori per quello pubblico.
    • 3L’Ufficio assicura la consulenza ai richiedenti, determina le modalità di presentazione della richiesta, la tempistica e la documentazione necessaria.
    • Misure supplementari

      Art. 8 1Per la valutazione delle misure supplementari è istituita la Commissione consultiva.
    • 2La Commissione consultiva dà il suo preavviso in base alla valutazione dei bisogni segnalati per il tramite della procedura di valutazione standard (in seguito PVS), prevista dall’Accordo intercantonale sulla collaborazione nel settore della pedagogia speciale (in seguito Accordo).
    • 3Prima di attuare la PVS è necessaria l’autorizzazione dell’Ufficio, che ne determina anche le modalità di utilizzo.
    • 4Le misure supplementari sono decise dall’Ufficio sentito il preavviso della Commissione consultiva.
    • 5Le decisioni non possono avere carattere retroattivo.
    • 6Le misure supplementari sono rivalutate periodicamente; i tempi di verifica sono indicati nella decisione dell’Ufficio.
    • Compiti della Commissione consultiva

      Art. 9 La Commissione consultiva nel rispetto dei principi definiti dall’Accordo, dalla pianificazione cantonale e dall’economicità delle misure, assume i seguenti compiti:
    • a) preavvisa la validità pedagogica delle misure richieste;
    • b) propone, se del caso, i prestatari riconosciuti per l’attribuzione delle misure.
    • Composizione della Commissione consultiva

      Art. 10 1La Commissione consultiva è composta di un pedopsichiatra, di uno psicologo e di un pedagogista specializzato formati all’uso della PVS. L’Ufficio assicura il coordinamento.
    • 2La Commissione consultiva può avvalersi della collaborazione di consulenti esterni, previo consenso della Divisione della scuola.
    • 3Il funzionamento e le modalità operative sono definiti dal Dipartimento.
    • Provvedimenti particolari

      Art. 11 1Prima di attuare i provvedimenti particolari previsti agli art. 10 e 11 della legge, è necessario inoltrare la richiesta di autorizzazione all’Ufficio.
    • 2In assenza di autorizzazione i costi non sono riconosciuti.
    • 3La partecipazione finanziaria, le modalità e le procedure inerenti all’art. 11 della legge sono regolate dalla Convenzione intercantonale degli istituti sociali.
    • Procedura di monitoraggio

      Art. 12 1In caso di scelta non condivisa e in applicazione dell’art. 5 cpv. 4 della legge, l’autorità scolastica procede durante l’anno scolastico al monitoraggio e alla valutazione della situazione dell’allievo nella scuola regolare, associando l’autorità parentale nelle diverse fasi di attuazione.
    • 2Il docente titolare o di classe, in collaborazione con il Servizio di sostegno pedagogico, redige un rapporto di valutazione intermedio e uno finale riguardanti la situazione dell’allievo e la sua evoluzione.
    • 3Nel caso in cui i problemi segnalati in precedenza persistessero e fossero confermati, il Servizio di sostegno pedagogico avvia nuovamente la PVS e la sottopone per decisione alla Commissione consultiva di cui all’art. 8.
    • 4L’autorità parentale può richiedere che un prestatario riconosciuto di sua scelta sia associato, a spese dello Stato, alla PVS.
    • 5In caso di nuovo disaccordo, il Dipartimento decide in merito.
  • Capitolo terzo
    Prestatari
    • Pianificazione

      Art. 13 Nell’ambito della pianificazione dei bisogni rilevati, il Consiglio di Stato può richiedere ai prestatari riconosciuti di assicurare specifiche risposte a bisogni educativi particolari.
    • Centri di competenza

      Art. 14 1Possono essere considerati centri di competenza i servizi e le strutture che:
    • a) sono luoghi di riferimento negli ambiti d’intervento della pedagogia speciale;
    • b) forniscono interventi specialistici nell’educazione precoce speciale, nei disturbi sensoriali, nelle forme di presa a carico educative per bambini e giovani non scolarizzabili e nei disturbi generalizzati dello sviluppo.
    • 2I Centri di competenza devono:
    • a) disporre di conoscenza ed esperienza negli ambiti specifici di intervento;
    • b) far capo a professionisti qualificati nell’ambito della pedagogia speciale, ai quali è assicurata una supervisione regolare;
    • c) svolgere attività di approfondimento nel proprio ambito di intervento e offrire una formazione continua al personale.
    • Scuole speciali in internato o in esternato

      Art. 15 La scolarizzazione speciale si attua secondo le seguenti modalità:
    • a) gruppi educativi per bambini e giovani non scolarizzabili;
    • b) classi di scuola speciale;
    • c) classi di scuola speciale per la preparazione all’inserimento professionale.
    • Professionisti qualificati

      Art. 16 1Il professionista qualificato che opera nell’ambito dell’educazione precoce speciale, della logopedia, della psicomotricità e della scolarizzazione speciale, deve disporre delle qualifiche professionali previste dai regolamenti di riconoscimento della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione.
    • 2Per le misure previste all’art. 7 lett. c), d) ed e) della legge, l’Ufficio può richiedere l’assunzione di operatori sociali con profili formativi definiti di volta in volta dal Dipartimento.
    • 3Agli operatori sociali di cui al cpv. 2, a dipendenza dell’onere di lavoro e del genere di attività svolta, si applica il rapporto di impiego previsto dall’art. 79b della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995, rispettivamente dal regolamento concernente i corsi di lingua italiana e le attività d’integrazione del 31 maggio 1994.
  • Capitolo quarto
    Organizzazione dei prestatari
    A. Disposizioni comuni per le scuole speciali pubbliche e private
    • Frequenza

      Art. 17 1La frequenza della scuola speciale in età d’obbligo scolastico è, di regola, a tempo pieno.
    • 2Per decisione dell’Ufficio la frequenza può avvenire a tempo parziale tenuto conto dei limiti posti dalla disabilità dell’allievo e dalle finalità dell’insegnamento speciale.
    • Scolarizzazione a domicilio

      Art. 18 La scolarizzazione individuale a domicilio può essere concessa per un massimo di due ore al giorno.
    • Organizzazione delle classi di scuola speciale

      Art. 19 Nell’ambito dell’organizzazione regionale delle classi di scuola speciale possono essere attuate modalità collaborative fra le scuole speciali pubbliche e private.
    • Docente di classe, compiti

      Art. 20 1Il docente di classe definisce gli obiettivi annuali per gli allievi e per la classe. In particolare:
    • a) progetta, realizza e valuta le attività di pedagogia speciale per la classe e quelle individualizzate;
    • b) redige il diario giornaliero delle attività;
    • c) attua progetti d’integrazione con la classe o individualmente con singoli allievi;
    • d) informa regolarmente l’autorità parentale sull’ attività svolta con l’allievo;
    • e) redige per l’autorità parentale la valutazione pedagogica due volte all’anno.
    • 2Nell’onere complessivo del docente rientrano tutte le attività inerenti all’istruzione dell’allievo, all’organizzazione e al funzionamento della classe.
    • 3In situazioni particolari il docente di classe può essere sostituito da un educatore.
    • Corsi e attività complementari

      Art. 21 L’insegnamento e l’attività della classe di scuola speciale possono essere completati da periodi di scuola fuori sede, da attività didattiche particolari e da corsi preprofessionali.
    • Assemblea dei genitori

      Art. 22 I genitori possono riunirsi in assemblea; le modalità di costituzione e i compiti sono quelli indicati dagli articoli 41 e 42 della legge della scuola e dal relativo regolamento di applicazione.
  • B. Disposizioni particolari per le scuole speciali pubbliche
    • Istituti scolastici

      Art. 23 1Sono istituiti gli istituti regionali del Sopraceneri e del Sottoceneri.
    • 2Le classi di scuola speciale fanno parte dell’istituto regionale del Sopraceneri rispettivamente del Sottoceneri.
    • 3I compiti principali degli istituti regionali sono di:
    • a) promuovere l’integrazione, finalizzando e migliorando il funzionamento e l’organizzazione regionale delle classi;
    • b) differenziare le risposte alle esigenze specifiche degli allievi con delle attività particolari;
    • c) incentivare la collaborazione delle classi con l’istituto scolastico che le ospita;
    • d) favorire la partecipazione dell’autorità parentale, la loro collaborazione e il loro coinvolgimento.
    • Forme organizzative

      Art. 24 Le forme organizzative della scolarizzazione speciale sono le seguenti:
    • a) classi o gruppi organizzati in modo autonomo oppure organizzati a tempo parziale in collaborazione con classi di scuola regolare;
    • b) gruppi di insegnamento speciale inclusi in classi di scuola regolare.
    • Direzione degli Istituti[2]

      Art. 25[3] 1Alla direzione dell’istituto sono applicabili gli artt. 27 e segg. della legge della scuola del 1° febbraio 1990.
    • 2Il direttore svolge in particolare i seguenti compiti:
    • a) ammissione e dimissione degli allievi;
    • b) composizione delle classi;
    • c) assegnazione dei docenti alle classi;
    • d) verifica del progetto individualizzato per l’allievo assicurandone l’adeguata applicazione;
    • e) richiesta di ulteriori misure di pedagogia speciale;
    • f) organizzazione dei trasporti e delle refezioni scolastiche;
    • g) vigilanza sull’attività dei docenti;
    • h) promozione e pianificazione, anche in collaborazione con il Consiglio di direzione, della formazione continua all’interno dell’istituto regionale come pure delle attività in favore dei genitori o dell’autorità parentale.
    • Vicedirettore e consiglio di direzione[4]

      Art. 26[5] 1Il direttore è coadiuvato nelle sue attività da un vicedirettore e da due membri designati dal collegio dei docenti.
    • 2Per il resto sono applicabili le norme della legge della scuola del 1° febbraio 1990 e del relativo regolamento di applicazione.
    • 3Per l’incarico di collaboratore di direzione è richiesta un’esperienza di almeno quattro anni quale docente di scuola speciale.
    • 4L’incarico, su proposta dell’Ufficio, è ratificato dal Consiglio di Stato, ha durata biennale e può essere rinnovato.
    • Art. 27 [6]
    • Collegio dei docenti

      Art. 28 1I docenti di un istituto formano il collegio dei docenti.
    • 2I compiti e le norme di funzionamento sono quelli previsti dall’art. 37 della legge della scuola e dal regolamento di applicazione.
    • 3I docenti delle scuole speciali hanno il diritto di partecipare all’attività del collegio docenti dell’istituto ospitante, senza diritto di voto.
    • Inserimento nelle sedi scolastiche

      Art. 29 1Le classi di scuola speciale sono inserite di regola negli istituti di scuola regolare in modo da favorire la collaborazione tra i docenti, il contatto e la socializzazione tra gli allievi.
    • 2Le classi inserite negli istituti cantonali usufruiscono delle strutture logistiche e organizzative della sede scolastica.
    • 3Le autorità scolastiche comunali e le direzioni scolastiche cantonali collaborano con l’Ufficio per la sistemazione logistica delle classi di scuola speciale.
  • C. Disposizioni particolari per le scuole speciali private
    • Ammissione e dimissione degli allievi

      Art. 30 Le ammissioni e le dimissioni degli allievi devono essere preavvisate dall’Ufficio.
    • Direttore e docenti

      Art. 31 1Il direttore della scuola speciale privata deve disporre degli stessi requisiti e assumere gli stessi compiti previsti per il direttore dell’istituto della scuola speciale pubblica.[7]
    • 2I docenti e i professionisti qualificati sono assunti dalla scuola speciale previo esame degli atti di concorso da parte dell’Ufficio.
    • 3Ai docenti e a professionisti qualificati si applicano i requisiti e i compiti previsti per i corrispondenti operatori del settore pubblico.
  • D. Servizio dell’educazione precoce speciale
    • Servizio dell’educazione precoce speciale:
      definizione e scopi

      Art. 32 1È istituito il Servizio dell’educazione precoce speciale (detto in seguito Servizio); esso è organizzato a livello regionale, in forma itinerante e con un approccio multidisciplinare.
    • 2Esso attua le misure necessarie ai bambini con bisogni educativi particolari che presentano problematiche evolutive, quali uno sviluppo a rischio, limitato o compromesso.
    • 3Lo scopo del Servizio è di favorire, collaborando con l’autorità parentale, lo sviluppo del bambino e l’inserimento sociale e scolastico.
    • Definizione delle misure

      Art. 33 Le misure assicurate dal Servizio sono:
    • a) l’educazione precoce speciale, che comprende la consulenza, il sostegno e l’accompagnamento delle famiglie;
    • b) la logopedia;
    • c) la psicomotricità;
    • d) l’ergoterapia;
    • e) gli accompagnamenti e i mezzi necessari per favorire l’integrazione scolastica.
    • Condizione di assunzione e presa a carico

      Art. 34 1L’inizio della presa a carico dei bambini da parte del Servizio può avvenire dalla nascita fino all’inizio dell’obbligo scolastico.
    • 2L’intervento può essere prolungato fino al termine della scuola dell’infanzia. In situazioni eccezionali e nei casi in cui un accompagnamento all’integrazione scolastica fosse necessario, esso può estendersi oltre la fine della scuola dell’infanzia.
    • 3Il Servizio garantisce le terapie necessarie agli allievi di scuola speciale.
    • Composizione del Servizio

      Art. 35 1Il Servizio è composto da un caposervizio e da professionisti qualificati nella presa a carico pedagogica e terapeutica.
    • 2Nella gestione dell’attività il caposervizio può essere coadiuvato, a tempo parziale, dal personale in dotazione del Servizio designato dall’Ufficio. L’onere di lavoro e i compiti sono stabiliti dall’Ufficio.
    • Compiti del caposervizio

      Art. 36 Il caposervizio assicura il coordinamento e la gestione dell’attività del Servizio e in particolare:
    • a) riceve le segnalazioni, raccoglie la documentazione necessaria per decidere l’assunzione e l’assegnazione dei bambini al professionista qualificato e approfondisce la diagnosi direttamente o per il tramite di altri specialisti;
    • b) esegue le valutazioni necessarie per verificare l’evoluzione, orientare i provvedimenti, modificare gli interventi e decidere la dimissione dei bambini seguiti.
    • Compiti degli operatori del Servizio

      Art. 37 Gli operatori:
    • a) collaborano con il caposervizio nella valutazione dei bambini;
    • b) preparano un programma di intervento e applicano i necessari provvedimenti ai bambini loro assegnati;
    • c) mantengono una documentazione aggiornata relativa ai documenti del bambino, agli interventi eseguiti e al programma di attività;
    • d) collaborano con l’autorità parentale quali partner attivi nella definizione del progetto individualizzato, degli obiettivi di intervento, delle risorse e dei bisogni necessari;
    • e) redigono un rapporto con gli obiettivi del progetto pedagogico individualizzato all’inizio e uno di sintesi alla fine dell’anno scolastico e ne discutono regolarmente con l’autorità parentale;
    • f) collaborano tra loro all’interno del Servizio e partecipano agli incontri di rete;
    • g) propongono al caposervizio corsi di aggiornamento e formazioni specifiche.
    • Onere di lavoro degli operatori del Servizio

      Art. 38 L’onere di lavoro degli operatori è quello previsto dall’art. 79b della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
    • Forme di intervento e collaborazione

      Art. 39 1Il Servizio esegue i suoi interventi nelle seguenti forme e modalità:
    • a) interventi individuali al domicilio del bambino, nelle sedi del Servizio, nelle scuole, negli istituti o in forme miste;
    • b) attività in piccoli gruppi;
    • c) inserimento dei bambini con bisogni educativi particolari nella scuola dell’infanzia ed elementare in collaborazione con l’autorità scolastica e il Servizio di sostegno pedagogico;
    • d) promozione della partecipazione attiva dell’autorità parentale.
    • 2Il Servizio collabora con gli altri servizi specialistici e con le scuole e garantisce la consulenza agli operatori e ai docenti che si occupano di bambini con bisogni educativi particolari.
  • E. Professionisti qualificati nell’ambito della pedagogia speciale
    • Riconoscimento

      Art. 40 1I prestatari che intendono esercitare in privato devono disporre delle qualifiche professionali e degli standard di qualità previsti dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione.
    • 2Il riconoscimento avviene a seguito della stipulazione di una convenzione individuale o di categoria nella quale sono indicate le tariffe e la durata delle unità di intervento.
    • 3L’elenco dei prestatari privati riconosciuti è reso pubblico dall’Ufficio.
    • Commissione di vigilanza sulle convenzioni

      Art. 41 1È istituita la Commissione di vigilanza sulle convenzioni (in seguito Commissione).
    • 2La Commissione si compone di rappresentanti del Dipartimento e dei prestatari.
    • 3I compiti della Commissione, la designazione dei membri e la durata del mandato sono definiti dal Dipartimento.
    • Disdetta della convenzione

      Art. 42 1Se un singolo membro o l’associazione di categoria non adempiono le disposizioni della convenzione sottoscritta, il Dipartimento può imporre un periodo di tempo per il necessario adeguamento.
    • 2In casi gravi il Dipartimento può disdire la convenzione sottoscritta.
    • Finanziamento delle misure

      Art. 43 Il finanziamento delle misure di base o supplementari è a carico del Cantone ed è regolamentato tramite la concessione di una garanzia rilasciata preventivamente dall’Ufficio.
    • Finanziamento delle spese d’esercizio,
      l’acquisto di arredamento, attrezzature
      e simili delle scuole speciali private

      Art. 44 1Il finanziamento delle spese d’esercizio, l’acquisto di arredamento, attrezzature e simili, delle scuole speciali private avviene in collaborazione con i servizi del Dipartimento della sanità e della socialità che si occupano della stipulazione formale dei contratti di prestazione.
    • 2Per analogia le modalità e le procedure per la determinazione del contributo globale, sono stabilite dagli art. 13 e 13a della legge sull’integrazione sociale e professionale degli invalidi del 14 marzo 1979 e dal relativo regolamento di applicazione.
    • 3La quota parte dei costi di cui al cpv. 1 viene ripartita annualmente fra i due dipartimenti interessati, sulla base di un calcolo analitico.
    • Finanziamento degli investimenti
      delle scuole speciali private

      Art. 45 1La modalità e le procedure per il finanziamento degli investimenti sono stabilite dagli art. 16 cpv. 1 e 2 e 19 della legge sull’integrazione sociale e professionale degli invalidi e dal relativo regolamento di applicazione.
    • 2I due dipartimenti si accordano sull’attribuzione dei compiti previsti al cpv. 1 come pure sulla ripartizione dei costi di propria competenza.
  • Capitolo quinto
    Disposizioni finali
    • Entrata in vigore

      Art. 46 1Il presente regolamento abroga il regolamento dell’educazione speciale del 21 giugno 2000.
    • 2Esso è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° agosto 2012.

    Pubblicato nel BU 2012, 284.