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EDUCAZIONE CULTURA SPORT E TEMPO LIBERO

5.1.4

Docenti

5.1.4.5
A A A

Convenzione sull’organizzazione dell’insegnamento religioso e sullo statuto dell’insegnante di religione

(del 20 aprile 2017)

    • richiamato l’art. 23 cpv. 6 della legge della scuola del 1° febbraio 1990,
    • fra il Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, da una parte, l’Ordinario della Diocesi di Lugano e il Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata nel Ticino (detti in seguito Autorità ecclesiastiche), dall’altra
    • si conviene quanto segue,
    • Campo di applicazione

      Art. 1 La presente convenzione si applica ai seguenti gradi e ordini di scuola:
    • – Scuola elementare,
    • – Scuola media,
    • – Scuole speciali,
    • – Scuole medie superiori,
    • – Scuole professionali a tempo pieno.
    • Designazione dei docenti

      Art. 2 1I docenti di religione cattolica sono designati dall’Ordinario della Diocesi di Lugano (detto in seguito Ordinario); nelle scuole elementari l’insegnamento è attribuito al parroco (o amministratore parrocchiale) oppure a una persona da lui designata.
    • 2I docenti di religione evangelica sono designati dal Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata nel Ticino (detto in seguito Consiglio sinodale).
    • 3La designazione è comunicata al Consiglio di Stato per le scuole cantonali, ai Municipi per le scuole comunali e alle Delegazioni scolastiche consortili per le scuole consortili.
    • Supplenze

      Art. 3 1In caso di assenza di un docente di religione si applica in linea di principio lo speciale regolamento previsto dall’art. 82 della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 (LORD).
    • 2Dovendo far capo a un supplente esterno l’autorità o l’organo scolastico competente lo sceglie in un elenco di supplenti disponibili che le Autorità ecclesiastiche trasmettono a tutte le direzioni e agli ispettorati all’inizio dell’anno scolastico.
    • 3Ai docenti di religione delle scuole cantonali incombono gli obblighi di supplenza che la legge prescrive per tutti gli altri docenti (art. 82 LORD).
    • Assegnazione delle classi

      Art. 4 L’assegnazione delle classi avviene secondo l’art. 35 lett. i) della legge della scuola del 1° febbraio 1990.
    • Programmi d’insegnamento

      Art. 5 I programmi dell’insegnamento religioso definiti dalle Autorità ecclesiastiche sono pubblicati nei piani di studio dei vari gradi e ordini di scuola.
    • Libri di testo e materiale scolastico

      Art. 6 1I libri di testo e il materiale scolastico per le scuole dell’obbligo, stabiliti dalle Autorità ecclesiastiche tenendo conto dei crediti stanziati, sono a carico dell’ente pubblico.
    • 2Sono pure a carico dell’ente pubblico i libri di religione delle biblioteche scolastiche, scelti secondo le competenze e le procedure vigenti nei singoli istituti.
    • 3L’elenco dei libri di testo per le scuole dell’obbligo è presentato al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport entro il mese di marzo per l’anno scolastico successivo; all’interno dei singoli istituti i docenti scelgono i testi in base all’elenco.
    • Formazione delle classi

      Art. 7 1L’insegnamento religioso viene impartito di regola nelle normali classi dell’istituto.
    • 2La direzione dell’istituto può riunire gli allievi di diverse classi in base a criteri concordati fra il Dipartimento e le Autorità ecclesiastiche; nelle scuole cantonali la riunione ha luogo, di regola, fra classi dello stesso corso.
    • 3In caso di contestazione sugli abbinamenti la decisione spetta al Dipartimento in accordo con le Autorità ecclesiastiche.
    • 4Il Dipartimento, l’Ufficio diocesano per l’insegnamento religioso scolastico e il Consiglio sinodale possono concordare altre soluzioni, purché sia assicurata a tutti gli iscritti la possibilità di frequenza.
    • Collocazione delle lezioni di religione

      Art. 8 L’insegnamento religioso viene impartito in ragione di un’ora-lezione la settimana inserita nell’orario scolastico settimanale sulla base dei criteri applicati alle lezioni e ai docenti delle altre materie.
    • Accertamento della frequenza

      Art. 9 1La dichiarazione di frequenza dell’insegnamento religioso avviene annualmente per iscritto, mediante apposito formulario che le direzioni degli istituti provvedono a diramare e a raccogliere.
    • 2Il modello di formulario, valido per tutti i gradi e ordini di scuola, è allegato alla presente convenzione.
    • Modalità di frequenza

      Art. 10 1Chi s’iscrive alle lezioni di religione è tenuto a frequentarle durante tutto l’anno, riservato il cpv. 2.
    • 2In ossequio all’art. 15 della Costituzione federale, la rinuncia può essere dichiarata anche nel corso dell’anno scolastico con comunicazione scritta alla direzione dell’istituto.
    • 3La frequenza dell’ora di religione può essere dichiarata anche nel corso dell’anno scolastico con comunicazione scritta alla direzione dell’istituto.
    • Vigilanza didattica

      Art. 11 1La vigilanza didattica sull’insegnamento della religione cattolica è assicurata dall’Ufficio diocesano per l’insegnamento religioso scolastico coadiuvato da esperti.
    • 2La vigilanza didattica sull’insegnamento della religione evangelica è assicurata dalla Commissione per l’insegnamento religioso scolastico.
    • 3I compiti di questi organi sono analoghi a quelli che le leggi attribuiscono agli organi di vigilanza per l’insegnamento delle altre materie.
    • 4Sono riservate le competenze delle direzioni scolastiche in materia di vigilanza scolastica generale.
    • 5In materia di vigilanza le parti contraenti o i loro organi promuovono all’occorrenza i necessari contatti.
    • Requisiti di assunzione

      Art. 12 1Per l’insegnamento della religione cattolica nei diversi gradi e ordini di scuola sono ritenuti validi i seguenti titoli di studio:
    • a) per le scuole elementari e per le scuole speciali:
    • 1. la licenza o il dottorato in teologia o in filosofia delle Facoltà riconosciute in base alla Costituzione Apostolica «Sapientia Christiana»;
    • 2. il diploma di baccalaureato in teologia secondo la citata Costituzione Apostolica;
    • 3. la licenza in scienze religiose;
    • 4. la licenza accademica con teologia come seconda o terza materia;
    • 5. il diploma di fine studi teologici;
    • 6. il diploma diocesano di catechesi, preceduto preferibilmente da un titolo di studio medio superiore o di grado equipollente;
    • 7. il bachelor o master in teologia, teologia biblica, teologia o master ReTe.
    • b) per le scuole medie:
    • 1. la licenza o il dottorato in teologia o in filosofia delle Facoltà riconosciute in base alla Costituzione Apostolica «Sapientia Christiana»;
    • 2. il diploma di baccalaureato in teologia secondo la citata Costituzione Apostolica;
    • 3. il bachelor o master in teologia, teologia biblica, teologia o master ReTe.
    • c) per le scuole postobbligatorie a tempo pieno:
    • 1. la licenza o il dottorato in teologia o in filosofia delle Facoltà riconosciute in base alla Costituzione Apostolica «Sapientia Christiana»;
    • 2. il master in teologia o scienze religiose.
    • 2Per l’insegnamento della religione evangelica nei diversi gradi e ordini di scuola sono ritenuti validi i seguenti titoli di studio:
    • a) per le scuole elementari e per le scuole speciali:
    • 1. la licenza o il dottorato in teologia;
    • 2. il diploma in teologia;
    • 3. il diploma di catechesi rilasciato da istituti di catechesi svizzeri riconosciuti dalla Federazione delle Chiese evangeliche svizzere;
    • 4. il diploma di catechesi rilasciato dalla Chiesa evangelica riformata nel Ticino, preceduto preferibilmente da un titolo di studio medio superiore o di grado equipollente.
    • b) per le scuole medie e per le scuole postobbligatorie a tempo pieno:
    • 1. la licenza o il dottorato in teologia;
    • 2. l’abilitazione all’insegnamento della religione nelle scuole medie e medie superiori rilasciata da una facoltà universitaria di teologia o di storia delle religioni.
    • 3In difetto di candidati in possesso dei titoli richiesti possono essere assunti candidati in possesso di altri titoli giudicati idonei da rappresentanti del Dipartimento e dalle Autorità ecclesiastiche.
    • Abilitazione all’insegnamento

      Art. 13 I docenti di religione devono essere abilitati secondo le modalità previste dalle Autorità ecclesiastiche in collaborazione con il Dipartimento formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.
    • Procedura di assunzione: concorso

      Art. 14 L’assunzione dei docenti di religione nelle scuole cantonali avviene tramite concorso pubblicato dalle Autorità ecclesiastiche sugli organi ufficiali delle rispettive Chiese e sul Foglio ufficiale.
    • Prova di ammissione

      Art. 15 1I candidati all’insegnamento religioso nelle scuole secondarie cantonali sottostanno ad una prova di ammissione.
    • 2Per ciascuna confessione e per ciascun settore scolastico è designata una commissione che presiede alla prova di ammissione e che è composta di tre membri, precisamente:
    • a. di un rappresentante dello Stato (di regola un direttore d’istituto);
    • b. di due rappresentanti dell’Autorità ecclesiastica.
    • 3Le prove di ammissione sono organizzate nelle scuole dal Dipartimento con la collaborazione delle Autorità ecclesiastiche.
    • Modalità di assunzione

      Art. 16 1Il rapporto d’impiego dei docenti di religione è stabilito unicamente nella forma dell’incarico annuale.
    • 2I rapporti fra i docenti di religione e le rispettive Autorità ecclesiastiche sono regolati in forma separata.
    • Classificazione in organico e stipendio

      Art. 17 1Per i docenti di religione delle scuole cantonali valgono le classificazioni d’organico e le condizioni di stipendio applicate ai docenti dello stesso grado e ordine di scuola.
    • 2Per i docenti di religione delle scuole comunali e consortili e per i loro supplenti la questione è regolata a livello locale.
    • Previdenze sociali

      Art. 18 1Ai docenti di religione delle scuole cantonali si applicano, con i relativi obblighi e diritti, le previdenze sociali previste per i dipendenti dello Stato, tranne nel caso di cessazione del rapporto d’impiego per motivi derivanti dall’esclusiva competenza delle Autorità ecclesiastiche.
    • 2Ai docenti di religione delle scuole comunali e consortili si applicano i combinati cpv. 1 del presente articolo e cpv. 2 dell’articolo precedente.
    • Onere d’insegnamento

      Art. 19 I docenti di religione hanno un onere d’insegnamento uguale a quello dei docenti di materie speciali secondo gli art. 78-81 LORD.
    • Partecipazione agli organi d’istituto

      Art. 20 1In materia di partecipazione agli organi d’istituto i docenti di religione hanno gli stessi obblighi e gli stessi diritti degli altri docenti.
    • 2Al consiglio di classe i docenti di religione partecipano allo stesso titolo dei docenti di materie obbligatorie, se non diversamente previsto nei vari regolamenti.
    • Doveri di servizio

      Art. 21 Il docente di religione ha gli stessi doveri che il cap. VII LORD (art. da 22 a 31a) prescrive per i docenti in genere.
    • Occupazioni accessorie

      Art. 22 1L’autorizzazione all’esercizio di un’occupazione accessoria segue le disposizioni dell’art. 26 LORD.
    • 2L’attività pastorale non è considerata occupazione accessoria.
    • Inchiesta amministrativa

      Art. 23 1L’inchiesta nei confronti di un docente di religione è aperta dal Consiglio di Stato sentite le Autorità ecclesiastiche.
    • 2L’inchiesta è condotta da una commissione mista.
    • Sospensione provvisionale

      Art. 24 Riservata la competenza decisionale delle autorità cantonali e comunali di cui all’art. 38 LORD, la sospensione provvisionale nei confronti dei docenti di religione avviene sentite le Autorità ecclesiastiche.
    • Sanzioni disciplinari

      Art. 25 Fanno stato le disposizioni dell’art. 32 e segg. LORD.
    • Diritti

      Art. 26 Il docente di religione ha gli stessi diritti che il cap. IX LORD (art. da 40 a 53) riconosce ai docenti in genere.
    • Aggiornamento

      Art. 27 Con le precisazioni di cui agli articoli seguenti, ai docenti di religione si applica la legge sulla formazione continua dei docenti del 19 giugno 1990.
    • Funzione delle Autorità ecclesiastiche

      Art. 28 In quanto organizzino corsi di aggiornamento le Autorità ecclesiastiche sono considerate enti di formazione ai sensi dell’art. 8 della legge sulla formazione continua dei docenti.
    • Carattere delle attività d’aggiornamento

      Art. 29 Per i docenti di religione l’obbligatorietà o la facoltatività delle attività è stabilita di comune accordo tra gli uffici competenti e le Autorità ecclesiastiche.
    • Condizioni di partecipazione

      Art. 30 Valgono le disposizioni di cui all’art. 10 della legge sulla formazione continua dei docenti.
    • Congedo d’aggiornamento

      Art. 31 Per l’ottenimento di un congedo di aggiornamento valgono i requisiti dell’art. 15 della legge sulla formazione continua dei docenti.
    • Docenti dei corsi d’aggiornamento

      Art. 32 1In materia di dottrina i docenti dei corsi d’aggiornamento sono designati dalle Autorità ecclesiastiche.
    • 2In materia psicopedagogica i docenti dei corsi di aggiornamento sono designati dall’ufficio competente o dalle Autorità ecclesiastiche o da entrambe le parti per accordo.
    • Rapporti di collaborazione

      Art. 33 Al di là di quanto previsto dalla presente convenzione le parti contraenti e i loro organi si impegnano a promuovere e a mantenere reciproci contatti informativi e funzionali.
    • Diritto suppletorio

      Art. 34 In materia di rapporto d’impiego, per quanto non previsto dalla presente convenzione fanno stato le norme che la LORD prevede per i docenti.
    • Modificazione

      Art. 35 La presente convenzione può essere modificata con il consenso delle parti contraenti.
    • Entrata in vigore e pubblicazione

      Art. 36 1La presente convenzione entra in vigore con l’anno scolastico 2017/2018 e si applica pertanto, laddove è il caso, anche alle attività organizzative che ne costituiscono la preparazione.
    • 2Essa è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra immediatamente in vigore.[1]
  • Per il Consiglio di Stato
    • Il Presidente: Manuele Bertoli Il Cancelliere: Arnoldo Coduri
    • Bellinzona, 12 aprile 2017
  • Per la Diocesi di Lugano
    • L’Ordinario, Valerio Lazzeri
    • Lugano, 20 aprile 2017
  • Per il Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata nel Ticino
    • Il Presidente: Tobias Ulbrich
    • Lugano, 20 aprile 2017
    • ALLEGATO
      (art. 9)


      Scuola ……………………………………… di ………………………………………

      Anno scolastico…..………….

      Insegnamento della religione nella scuola

      Dalla legge della scuola del 1° febbraio 1990:

      Art. 23 1L’insegnamento della religione cattolica e della religione evangelica è impartito in tutte le scuole obbligatorie e postobbligatorie a tempo pieno e nel rispetto delle finalità della scuola stessa e del disposto dell’art. 15 Costituzione federale.
      2La frequenza degli allievi all’insegnamento religioso è accertata all’inizio di ogni anno dall’autorità scolastica mediante esplicita richiesta alle autorità parentali, rispettivamente agli allievi se essi hanno superato i sedici anni d’età.
      (...)

      Decisione dei genitori, rispettivamente degli allievi e delle allieve,
      in merito alla frequenza delle lezioni di religione

      1. Generalità dell’allievo/a
      Cognome ……………………………. Nome ………………………………
      Autorità parentale …………………….. Data di nascita ………………………
      Domicilio……………………………………………………………………………...
      NPA Località Via e no.

      2. Decisione in merito all’insegnamento religioso
      L’allievo/a:
      □ frequenta le lezioni di religione cattolica
      □ frequenta le lezioni di religione evangelica
      □ non frequenta alcuna lezione di religione


      Data: L’autorità parentale o l’allievo/a se ha compiuto i 16 anni:

      …………………………… …………………………………………………..


      Visto della direzione …………………………………………………………………….


      N.B. L’occupazione del tempo corrispondente alle lezioni a cui un allievo non partecipa viene regolata dagli istituti in base alle disposizioni degli uffici dipartimentali competenti.

      Il presente modulo è da consegnare alla direzione dell’istituto al momento dell’iscrizione o al più tardi entro 15 giorni dalla ricezione.


      Pubblicato nel BU 2017, 113.