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LAVORO E FINANZE

10.2.1

Legge tributaria

10.2.1.1
A A A

Legge tributaria

(del 21 giugno 1994)

IL GRAN CONSIGLIO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

visti il messaggio 13 ottobre 1993 n. 4169 del Consiglio di Stato e il rapporto 26 aprile 1994 n. 4169 R1 della Commissione speciale in materia tributaria,

decreta:

  • PARTE PRIMA
  • INTRODUZIONE
    • Oggetto della legge

      Art. 1 1Il Cantone preleva secondo questa legge:
    • a) un’imposta sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche;
    • b) un’imposta sull’utile, sul capitale e sugli immobili delle persone giuridiche;
    • c) un’imposta alla fonte sul reddito di determinate persone fisiche e giuridiche;
    • d) un’imposta sugli utili immobiliari;
    • e) un’imposta sulle successioni e sulle donazioni.
    • 2Rimangono riservate le disposizioni del diritto federale e delle convenzioni internazionali di doppia imposizione.
    • Imposta cantonale base e coefficiente
      di imposta cantonale

      Art. 1a[1] 1Le imposte sul reddito e sulla sostanza, quelle sull’utile e sul capitale come pure quelle alla fonte sono determinate applicando le aliquote della presente legge. Esse costituiscono l’imposta cantonale base che fa stato ai fini dell’applicazione del coefficiente cantonale di imposta e del calcolo delle relative imposte comunali (art. 276 LT).
    • 2L’imposta effettiva richiesta corrisponde all’imposta base cantonale moltiplicata con il coefficiente di imposta cantonale.
    • 3Il coefficiente di imposta è identico per tutte le imposte di cui al cpv. 1.
    • Determinazione del coefficiente di imposta

      Art. 1b[2] 1Il coefficiente di imposta cantonale è pari al 100%.
    • 2Esso può essere modificato annualmente dal Gran Consiglio nell’ambito dell’adozione del preventivo tenuto conto del risultato di esercizio previsto e in particolare delle esigenze imposte dagli articoli 31a cpv. 3, 31b cpv. 5 e 31f della Legge sulla gestione e sul controllo finanziario dello Stato (LGF).
    • 3La modifica del coefficiente è soggetta a referendum facoltativo.
  • PARTE SECONDA
  • IMPOSIZIONE DELLE PERSONE FISICHE
  • TITOLO I
    Assoggettamento
  • Capitolo I
    Appartenenza fiscale
    • Appartenenza personale

      Art. 2 1Le persone fisiche sono assoggettate all’imposta in virtù della loro appartenenza personale quando hanno domicilio o dimora fiscali nel Cantone.
    • 2Una persona ha domicilio fiscale nel Cantone quando vi risiede con l’intenzione di stabilirsi durevolmente o quando il diritto federale ivi le conferisce uno speciale domicilio legale.
    • 3La dimora fiscale nel Cantone è data quando una persona vi soggiorna senza interruzioni apprezzabili:
    • a) almeno 30 giorni esercitandovi un’attività lucrativa;
    • b) almeno 90 giorni senza esercitare un’attività lucrativa.
    • 4Non ha domicilio o dimora fiscali chi, domiciliato fuori Cantone, soggiorna nel Cantone unicamente per frequentare una scuola o per farsi curare in un istituto.
    • 5...[3]
    • Appartenenza economica
      1 Imprese, stabilimenti d’impresa,
      fondi e operazioni immobiliari[4]

      Art. 3 1Le persone fisiche senza domicilio o dimora fiscali nel Cantone sono assoggettate all’imposta in virtu della loro appartenenza economica se:
    • a) sono titolari, associate o usufruttuarie di imprese nel Cantone;
    • b) tengono stabilimenti d’impresa nel Cantone;
    • c) sono proprietarie di fondi nel Cantone o hanno su di essi diritti di godimento reali o diritti di godimento personali a questi economicamente assimilabili;
    • d) fanno commercio di immobili siti nel Cantone.[5]
    • 2Per stabilimento d’impresa si intende una sede fissa di affari o di lavoro dove si svolge, in tutto o in parte, l’attività di un’impresa o di una libera professione. Sono considerati tali, in particolare, le succursali, le officine, i laboratori, gli uffici di vendita, le rappresentanze permanenti, le miniere e ogni luogo di estrazione di risorse naturali come anche i cantieri di costruzione o di montaggio la cui durata è di almeno dodici mesi.
    • 2 Altri elementi imponibili

      Art. 4 1Le persone fisiche senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera sono assoggettate all’imposta in virtù della loro appartenenza economica se:
    • a) esercitano un’attività lucrativa nel Cantone;
    • b) in quanto membri dell’amministrazione o della direzione di persone giuridiche con sede o stabilimento d’impresa nel Cantone, ricevono tantièmes, gettoni di presenza, indennità fisse, partecipazioni di collaboratore o analoghe rimunerazioni;[6]
    • c) sono titolari o usufruttuarie di crediti garantiti da pegno immobiliare o manuale su fondi siti nel Cantone;
    • d) ricevono pensioni, assegni di quiescenza o altre prestazioni da un datore di lavoro o da un istituto di previdenza con sede nel Cantone in virtu di un precedente rapporto di lavoro di diritto pubblico;
    • e) ricevono prestazioni da istituzioni di diritto privato svizzere di previdenza professionale o da forme riconosciute di previdenza individuale vincolata;
    • f) ricevono un salario o altre rimunerazioni da un datore di lavoro con sede o stabilimento d’impresa nel Cantone a motivo della loro attività nel traffico internazionale a bordo di navi o battelli, di un aeromobile o di un veicolo da trasporto stradale.
    • g) fungono da intermediari in operazioni riguardanti immobili siti nel Cantone.[7]
    • 2Se le prestazioni non vengono corrisposte alle persone summenzionate, ma a terzi, questi sono imponibili.
    • Estensione dell’assoggettamento

      Art. 5 1L’assoggettamento in virtu dell’appartenenza personale è illimitato; esso non si estende tuttavia alle imprese, agli stabilimenti d’impresa e ai fondi siti fuori Cantone.
    • 2L’assoggettamento in virtu dell’appartenenza economica è limitato alla parte del reddito e della sostanza per i quali sussiste un obbligo fiscale nel Cantone secondo gli articoli 3 e 4.
    • 3Nelle relazioni intercantonali e internazionali sono applicabili i principi del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale. Se un’impresa svizzera compensa sulla base del diritto interno le perdite subite da uno stabilimento d’impresa situato all’estero con degli utili realizzati in Svizzera e lo stabilimento d’impresa registra degli utili nel corso dei sette anni seguenti, si deve procedere a una revisione della tassazione iniziale, fino a concorrenza dell’ammontare degli utili compensati nello Stato dello stabilimento d’impresa; in questo caso la perdita subita dallo stabilimento d’impresa all’estero è presa in considerazione a posteriori in Svizzera solo per determinare l’aliquota d’imposta. In tutti gli altri casi, le perdite subite all’estero sono prese in considerazione esclusivamente per determinare l’aliquota d’imposta. Sono riservate le disposizioni previste nelle convenzioni intese ad evitare la doppia imposizione.[8]
    • 4Nelle relazioni internazionali devono tuttavia essere imposti almeno il reddito conseguito nel Cantone e la sostanza ivi posta.
    • 5...[9]
    • Calcolo dell’imposta in caso di
      assoggettamento parziale

      Art. 6 1Le persone fisiche parzialmente assoggettate all’imposta sul reddito e sulla sostanza nel Cantone devono l’imposta sugli elementi imponibili nel Cantone all’aliquota corrispondente alla totalità dei loro redditi e della sostanza.
    • 2Nelle relazioni internazionali è tuttavia applicata almeno l’aliquota corrispondente al reddito conseguito nel Cantone e alla sostanza ivi posta.
  • Capitolo II
    Inizio e fine dell’assoggettamento
    • Principio

      Art. 7 1L’assoggettamento comincia il giorno in cui è dato il domicilio o la dimora fiscali nel Cantone o vi sono acquisiti elementi imponibili.
    • 2L’assoggettamento cessa con la morte o la partenza del contribuente dal Cantone o con l’estinzione degli elementi imponibili nel Cantone.
    • 3Nelle relazioni intercantonali resta riservato l’articolo 54.[10]
  • Capitolo III
    Norme speciali concernenti l’imposta sul reddito e sulla sostanza
    • Coniugi; partner registrati;
      figli sotto l’autorità parentale[11]

      Art. 8 1Il reddito e la sostanza di coniugi non separati legalmente o di fatto sono cumulati, qualunque sia il regime dei beni.
    • 1bisIl reddito e la sostanza di partner registrati non separati legalmente o di fatto è cumulato. Nella presente legge, i partner registrati hanno il medesimo statuto dei coniugi. Questo vale anche per i contributi di mantenimento durante l’unione domestica registrata e per i contributi di mantenimento e la liquidazione dei rapporti patrimoniali in caso di sospensione della vita comune o di scioglimento dell’unione domestica registrata.[12]
    • 2Il reddito e la sostanza dei figli soggetti all’autorità parentale, ad eccezione dei proventi da attività lucrativa, sono cumulati con quelli di chi detiene l’autorità parentale.
    • 3Sul reddito d’attività lucrativa dipendente, il figlio è tassato tuttavia unicamente a partire dall’anno in cui compie il 18.mo anno di età.
    • Comunioni ereditarie, società e investimenti
      collettivi di capitale[13]

      Art. 9[14] 1Le società in nome collettivo, le società in accomandita e le società semplici, come pure le comunioni ereditarie non soggiacciono all’imposizione come tali. Il loro reddito e la loro sostanza sono aggiunti agli elementi imponibili dei singoli soci o eredi.
    • 2Il reddito e la sostanza degli investimenti collettivi di capitale ai sensi della legge del 23 giugno 2006 sugli investimenti collettivi (LICol) è attribuito agli investitori in funzione delle loro quote; ne sono eccettuati gli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto.
    • 3[15]
    • Società commerciali estere e altre comunità di
      persone estere senza personalità giuridica

      Art. 10 Le società commerciali estere e le altre comunità di persone estere senza personalità giuridica assoggettate all’imposta in virtu dell’appartenenza economica sono imponibili conformemente alle disposizioni applicabili alle persone giuridiche.
    • Successione fiscale

      Art. 11 1Alla morte del contribuente, gli eredi subentrano nei suoi diritti ed obblighi fiscali. Essi rispondono solidalmente delle imposte dovute dal defunto fino a concorrenza delle loro quote ereditarie, compresi gli anticipi ereditari.
    • 2Il coniuge superstite risponde fino a concorrenza della quota ereditaria e della parte di aumento o di beni comuni che, in virtu del regime dei beni, riceve in più della sua quotaparte legale secondo il diritto svizzero.
    • 2bisIl partner registrato superstite risponde fino a concorrenza della quota ereditaria e dell’importo che riceve in virtù di una convenzione patrimoniale ai sensi dell’art. 25 cpv. 1 della legge del 18 giugno 2004 sull’unione domestica registrata.[16]
    • 3Su richiesta dell’autorità fiscale, gli eredi sono tenuti a designare un rappresentante comune residente in Svizzera. In caso contrario l’autorità fiscale procede alla designazione d’ufficio.
    • Responsabilità dei coniugi e
      responsabilità solidale

      Art. 12 1I coniugi non separati legalmente o di fatto rispondono solidalmente dell’imposta complessiva. Tuttavia, ciascun coniuge risponde della sua quota nell’imposta complessiva quando uno di essi è insolvibile oppure ne fa richiesta scritta, all’autorità fiscale, entro trenta giorni dall’intimazione della tassazione. Inoltre, i due coniugi rispondono solidalmente per la parte di imposta complessiva inerente al reddito e alla sostanza dei figli.
    • 2La responsabilità solidale dei coniugi separati legalmente o di fatto decade anche per tutti gli ammontari di imposta ancora dovuti.
    • 3Con il contribuente rispondono solidalmente:
    • a) i figli soggetti all’autorità parentale, fino a concorrenza della loro quota nell’imposta complessiva;
    • b) i soci, domiciliati in Svizzera, di società semplici, in nome collettivo o in accomandita fino a concorrenza della loro quota sociale, per le imposte dovute da soci domiciliati all’estero;
    • c) i compratori e i venditori di immobili siti nel Cantone fino a concorrenza del 3 per cento del prezzo di acquisto, per le imposte dovute da:
    • - un commerciante di immobili senza domicilio fiscale in Svizzera per l’attività di commercio di immobili siti nel Cantone (art. 3 cpv. 1 lett. d);
    • - un mediatore senza domicilio fiscale in Svizzera che funge da intermediario in operazioni immobiliari riguardanti immobili siti nel Cantone (art. 4 cpv. 1 lett. g);[17]
    • d) le persone incaricate della liquidazione d’imprese o stabilimenti d’impresa siti nel Cantone, dell’alienazione o della realizzazione di fondi siti nel Cantone, nonché di crediti garantiti con tali fondi, fino a concorrenza del ricavo netto ove il contribuente non abbia domicilio fiscale in Svizzera.
    • 4L’amministratore dell’eredità e l’esecutore testamentario rispondono solidalmente con i successori fiscali per le imposte dovute dal defunto fino a concorrenza della somma destinata al pagamento dell’imposta secondo lo stato della successione nel giorno del decesso. Non si dà responsabilità quando il responsabile prova di aver usato la diligenza imposta dalle circostanze.
    • 5In caso di decadenza della responsabilità solidale dei coniugi le singole quote d’imposta sono determinate secondo le norme procedurali relative alla tassazione ed al riparto intercomunale. Sono pure dati i rimedi giuridici degli articoli da 206 a 208 e da 227 a 231.
    • Imposizione globale secondo il dispendio

      Art. 13[18] 1Le persone fisiche hanno il diritto di pagare, invece dell’imposta sul reddito, un’imposta calcolata sul dispendio se:
    • a) non hanno la cittadinanza svizzera;
    • b) per la prima volta o dopo un’interruzione di almeno dieci anni sono assoggettate illimitatamente alle imposte (art. 2); e
    • c) non esercitano un’attività lucrativa in Svizzera.
    • 2I coniugi che vivono in comunione domestica devono entrambi soddisfare le condizioni di cui al capoverso 1.
    • 3L’imposta che sostituisce l’imposta sul reddito è calcolata sulla base delle spese annuali corrispondenti al tenore di vita del contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede, sostenute durante il periodo di calcolo in Svizzera e all’estero, ma almeno in base al più elevato degli importi seguenti:
    • a) 400’000.– franchi;
    • b) per i contribuenti che hanno un’economia domestica propria: un importo corrispondente al settuplo della pigione annua o del valore locativo fissato dall’autorità fiscale;
    • c) per gli altri contribuenti: un importo corrispondente al triplo del prezzo di pensione annua per il vitto e l’alloggio al luogo di dimora ai sensi dell’articolo 2.
    • 4L’imposta è calcolata secondo la tariffa fiscale ordinaria.
    • 5Oltre all’imposta sul reddito, è percepita un’imposta che sostituisce l’imposta sulla sostanza. La sostanza imponibile ammonta a 5 volte l’importo stabilito al capoverso 3 e, in ogni caso, deve corrispondere ad almeno la sostanza determinata in base al capoverso 6.
    • 6L’imposta secondo il dispendio deve essere almeno equivalente alla somma delle imposte sul reddito e sulla sostanza calcolate secondo le tariffe ordinarie sull’insieme degli elementi lordi seguenti:
    • a) sostanza immobiliare situata in Ticino e relativi proventi;
    • b) beni mobili che si trovano in Svizzera e relativi proventi;
    • c) capitale mobiliare di fonte svizzera, inclusi i crediti garantiti da pegno immobiliare, e relativi proventi;
    • d) diritti d’autore, brevetti e diritti analoghi esercitati in Svizzera e relativi proventi;
    • e) assegni di quiescenza, rendite e pensioni di fonte svizzera;
    • f) proventi per i quali il contribuente pretende uno sgravio totale o parziale da imposte estere in virtù di una convenzione conclusa dalla Svizzera per evitare la doppia imposizione.
    • 7In caso di proventi sgravati dalle imposte nello Stato dal quale essi provengono e imponibili in Svizzera, singolarmente o congiuntamente ad altri proventi, all’aliquota applicabile al reddito complessivo, l’imposta è calcolata non soltanto sui proventi di cui al capoverso 6, ma anche su tutti gli elementi del reddito proveniente dall’altro Stato, attribuiti alla Svizzera conformemente alla corrispondente convenzione in materia di doppia imposizione.
    • 8Il Consiglio di Stato adegua l’importo di cui al capoverso 3 lettera a) all’indice nazionale dei prezzi al consumo.
  • Capitolo IV
    Esenzioni
    • Esenzioni

      Art. 14 1Le persone beneficiarie di esenzioni fiscali di cui all’articolo 2 capoverso 2 della legge del 22 giugno 2007 sullo Stato ospite sono esentate dall’imposta nella misura prevista dal diritto federale.[19]
    • 2In caso di assoggettamento parziale si applica l’articolo 6.
  • TITOLO II
    Imposta sul reddito
  • Capitolo I
    Redditi imponibili
    • In generale

      Art. 15 1Sottostà all’imposta sul reddito la totalità dei proventi periodici e unici.
    • 2Sono pure considerati reddito i proventi in natura di qualsiasi specie, segnatamente il vitto e l’alloggio, come anche i prodotti e le merci prelevati dal contribuente nella propria azienda e destinati al consumo personale; essi sono valutati al valore di mercato.
    • 3Gli utili in capitale conseguiti nella realizzazione di sostanza privata sono esenti da imposta. Sono riservate le disposizioni concernenti l’imposizione degli utili immobiliari (art. 123-139).[20]
    • Reddito da attività dipendente
      1. Principio[21]

      Art. 16 1Sono imponibili tutti i proventi di un’attività dipendente, retta dal diritto privato o pubblico, compresi i proventi accessori, quali indennità per prestazioni straordinarie, provvigioni, assegni, premi di anzianità, gratificazioni, mance, tantièmes, vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di collaboratore e altri vantaggi valutabili in denaro.[22]
    • 2Le liquidazioni in capitale provenienti da istituzioni previdenziali in rapporto con l’attività dipendente come anche analoghi versamenti in capitale del datore di lavoro sono imponibili secondo le disposizioni dell’articolo 38.
    • 3Le spese di formazione e di perfezionamento professionali sostenute dal datore di lavoro, comprese le spese di riqualificazione, non costituiscono in nessun caso vantaggi valutabili in denaro ai sensi del capoverso 1.[23]
    • 2. Partecipazioni di collaboratore
      a) In generale

      Art. 16a[24] 1Sono considerate partecipazioni vere e proprie di collaboratore:
    • a) le azioni, i buoni di godimento, i buoni di partecipazione, le quote di società cooperative o partecipazioni di altro genere che il datore di lavoro, la sua società madre o un’altra società del gruppo distribuisce ai collaboratori;
    • b) le opzioni per l’acquisto di partecipazioni di cui alla lettera a.
    • 2Sono considerate partecipazioni improprie dei collaboratori le aspettative di meri indennizzi in contanti.
    • b) Proventi di partecipazioni vere e
      proprie di collaboratore

      Art. 16b[25] 1I vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni vere e proprie di collaboratore, ad eccezione di quelli risultanti da opzioni bloccate o non quotate in borsa, sono imponibili al momento dell’acquisto come reddito da attività lucrativa dipendente. La prestazione imponibile corrisponde al valore venale della partecipazione diminuito di un eventuale prezzo d’acquisto.
    • 2Per il calcolo della prestazione imponibile relativa alle azioni di collaboratore si tiene conto dei termini di attesa accordando uno sconto del 6 per cento per anno di attesa sul valore venale delle azioni. Lo sconto si applica per dieci anni al massimo.
    • 3I vantaggi valutabili in denaro risultanti da opzioni di collaboratore bloccate o non quotate in borsa sono imponibili al momento dell’esercizio delle opzioni medesime. La prestazione imponibile corrisponde al valore venale dell’azione al momento dell’esercizio, diminuito del prezzo di esercizio.
    • c) Proventi di partecipazioni improprie
      di collaboratore

      Art. 16c[26] I vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni improprie di collaboratore sono imponibili al momento in cui si realizzano.
    • d) Imposizione proporzionale

      Art. 16d[27] Se il contribuente non aveva domicilio o dimora fiscale in Svizzera durante l’intero periodo tra l’acquisto e la nascita del diritto d’esercizio delle opzioni di collaboratore bloccate (art. 16b cpv. 3), i vantaggi valutabili in denaro risultanti da tali opzioni sono imponibili proporzionalmente al rapporto tra l’intero periodo e il periodo effettivamente trascorso in Svizzera.
    • Reddito da attività indipendente
      1 Principio

      Art. 17 1Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.
    • 2Fanno parte dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività lucrativa indipendente; lo stesso dicasi delle partecipazioni di almeno il 20 per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di capitali o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come sostanza commerciale al momento del loro acquisto. Rimane salvo l’articolo 17b.[28]
    • 3Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle spese d’investimento.
    • 4L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono una contabilità in buona e debita forma.
    • 2. Fattispecie che giustificano un differimento

      Art. 17a[29] 1L’affitto di un’azienda commerciale è considerato trasferimento nella sostanza privata solo su domanda del contribuente.
    • 2Se in caso di divisione ereditaria l’azienda commerciale non è proseguita da tutti gli eredi, su domanda degli eredi che riprendono l’azienda l’imposizione delle riserve occulte è differita sino al momento della loro realizzazione, purché la ripresa avvenga ai valori fino a quel momento determinanti ai fini dell’imposta sul reddito.
    • 3. Imposizione parziale dei proventi da
      partecipazioni della sostanza commerciale

      Art. 17b[30] 1I dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione, nonché gli utili conseguiti con l’alienazione di tali diritti di partecipazione sono imponibili in ragione del 50 per cento, dopo deduzione degli oneri imputabili, se questi diritti di partecipazione rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa.
    • 2L’imposizione parziale degli utili conseguiti con l’alienazione è concessa soltanto se i diritti di partecipazione alienati erano, per almeno un anno, di proprietà del contribuente o dell’impresa di persone.
    • 4. Ristrutturazioni[31]

      Art. 18[32] 1Le riserve occulte di un’impresa di persone (ditta individuale, società di persone) non sono imponibili nell’ambito di ristrutturazioni, in particolare in caso di fusione, di scissione o di trasformazione, se l’impresa rimane assoggettata all’imposta in Svizzera e gli elementi fino ad allora determinanti per l’imposta sul reddito vengono ripresi:
    • a) in caso di trasferimento di beni a un’altra impresa di persone;
    • b) in caso di trasferimento di un esercizio o di un ramo di attività a una persona giuridica;
    • c) in caso di scambio di diritti di partecipazione o societari a seguito di ristrutturazioni ai sensi dell’articolo 70 capoverso 1 o di concentrazioni aventi carattere di fusione.
    • 2Nell’ambito di una ristrutturazione ai sensi del capoverso 1 lettera b), le riserve occulte trasferite sono imposte a posteriori secondo la procedura di cui agli articoli 236-238 se nei cinque anni seguenti la ristrutturazione diritti di partecipazione o societari sono alienati a un prezzo superiore al valore fiscalmente determinante del capitale proprio trasferito; la persona giuridica può in tal caso far valere corrispondenti riserve occulte già tassate come utili.
    • 3I capoversi 1 e 2 si applicano per analogia alle imprese in mano comune.
    • Reddito da sostanza mobiliare
      1. Principio[33]

      Art. 19[34] 1Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente:
    • a) gli interessi su averi, compresi quelli versati da assicurazioni riscattabili di capitali con premio unico in caso di sopravvivenza o di riscatto, a meno che queste assicurazioni di capitali servano alla previdenza. Si considera che serva alla previdenza il pagamento della prestazione assicurativa a partire dal momento in cui l’assicurato ha compiuto i 60 anni sulla base di un rapporto contrattuale che è durato almeno cinque anni ed è stato istituito prima del compimento dei 66 anni. In questo caso la prestazione è esente da imposte;[35]
    • b) il reddito proveniente dall’alienazione o dal rimborso di obbligazioni preponderantemente a interesse unico (obbligazioni a interesse globale, obbligazioni a cedola zero) versato al portatore;
    • c) i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure i vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale ecc.).[36] In caso di vendita di diritti di partecipazione alla società di capitali o alla società cooperativa che li ha emessi, conformemente all’articolo 4a della legge federale del 13 ottobre 1965 sull’imposta preventiva (LIP), l’eccedenza di liquidazione è considerata realizzata nell’anno in cui sorge il credito fiscale dell’imposta preventiva (art. 12 cpv. 1 e 1bis LIP); rimane salvo il capoverso 1bis;
    • d) i proventi dalla locazione, dall’affitto, dall’usufrutto o da altro godimento di beni mobili o diritti;
    • e) i proventi da quote di partecipazione a investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto (art. 59 cpv. 2), nella misura in cui la totalità dei proventi supera i proventi del possesso fondiario diretto;
    • f) i proventi da beni immateriali.
    • 1bisI dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e simili) sono imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa.
    • 2Il ricavo dall’alienazione di diritti di opzione non rientra nel reddito della sostanza, a condizione che i diritti patrimoniali appartengano alla sostanza privata del contribuente.
    • 3Il rimborso degli apporti, dell’aggio e dei pagamenti suppletivi forniti dai titolari dei diritti di partecipazione dopo il 31 dicembre 1996 è trattato in modo identico al rimborso del capitale azionario o sociale.[37]
    • 2. Casi speciali

      Art. 19a[38] 1È considerato reddito da sostanza mobiliare ai sensi dell’articolo 19 capoverso 1 lettera c) anche:
    • a) il ricavo della vendita di una partecipazione del 20 per cento almeno al capitale azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa, con trasferimento dal patrimonio privato al patrimonio commerciale di un’altra persona fisica o di una persona giuridica, sempre che nei cinque anni dopo la vendita venga distribuita, con la collaborazione del venditore, sostanza non necessaria all’esercizio aziendale che esisteva già al momento della vendita e che già allora avrebbe potuto essere distribuita secondo il diritto commerciale; ciò vale per analogia anche quando, nell’arco di cinque anni, più partecipanti vendono in comune una tale partecipazione o vengono vendute partecipazioni per un totale di almeno il 20 per cento; la sostanza distribuita è se del caso tassata presso il venditore in procedura di recupero d’imposta secondo gli articoli 236 capoverso 1, 237 e 238;
    • b) il ricavo del trasferimento di una partecipazione del 5 per cento almeno al capitale azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa, dal patrimonio privato a quello commerciale di un’impresa di persone o di una persona giuridica in cui, dopo il trasferimento, il venditore o il conferente partecipa in ragione almeno del 50 per cento al capitale, per quanto il totale della controprestazione ricevuta superi il valore nominale della partecipazione trasferita; questa regola si applica per analogia anche nel caso in cui diversi partecipanti attuino il trasferimento in comune.
    • 2Vi è collaborazione ai sensi del capoverso 1 lettera a) quando il venditore sa o è tenuto a sapere che per finanziare il prezzo d’acquisto dalla società vengono prelevati mezzi a fondo perso.
    • Reddito da sostanza immobiliare

      Art. 20 1E’ imponibile il reddito da sostanza immobiliare, segnatamente:
    • a) i proventi dalla locazione, dall’affitto, dall’usufrutto o da altro godimento;
    • b) il valore locativo di immobili o di parti di essi, che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito;
    • c) i proventi da contratti di superficie;
    • d) i proventi dall’estrazione di ghiaia, sabbia o altri elementi costitutivi del suolo.
    • 2Il valore locativo, tenuto conto della promozione dell’accesso alla proprietà e della previdenza personale, è stabilito al 60 - 70 per cento del valore di mercato delle pigioni. Per il suo calcolo è possibile considerare in modo adeguato il valore della stima ufficiale.[39]
    • 3La riduzione di cui al capoverso 2 non è ammessa per gli immobili utilizzati prevalentemente a scopo di vacanza.[40]
    • Redditi da fonti previdenziali

      Art. 21 1Sono imponibili tutti i proventi dall’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché da istituzioni di previdenza professionale o da forme riconosciute di previdenza individuale vincolata, comprese le liquidazioni in capitale e il rimborso dei versamenti, premi e contributi.
    • 2I proventi dalla previdenza professionale comprendono segnatamente le prestazioni delle casse previdenziali, delle assicurazioni di risparmio e di gruppo, come anche le polizze di libero passaggio.
    • 3Le rendite vitalizie e i proventi da vitalizi sono imponibili nella misura del 40 per cento.[41]
    • 4E’ riservato l’articolo 23 lettera b).
    • Altri redditi

      Art. 22 Sono parimenti imponibili:
    • a) qualsiasi provento sostitutivo di provento da attività lucrativa;
    • b) le somme uniche o periodiche versate in seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio durevole della salute;
    • c) gli indennizzi per la cessazione o il mancato esercizio di un’attività;
    • d) gli indennizzi per il mancato esercizio di un diritto;
    • e) le singole vincite da lotterie e da manifestazioni analoghe che superano i 1’000 franchi;[42]
    • f) gli alimenti percepiti dal contribuente in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, nonché gli alimenti percepiti da un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale.
  • Capitolo II
    Redditi esenti
    • Redditi esenti

      Art. 23 Sono esenti da imposta:
    • a) l’incremento patrimoniale derivante da eredità, legato, donazione o liquidazione del regime matrimoniale;
    • b) l’incremento patrimoniale derivante da assicurazioni private di capitali, soggette a riscatto, eccettuate quelle da polizze di libero passaggio; è riservato l’articolo 19 capoverso 1 lettera a);
    • c) i pagamenti in capitale versati dal datore di lavoro o da un’istituzione di previdenza professionale in occasione di un cambiamento di impiego, a condizione che il beneficiario li trasferisca nel termine di un anno ad un’altra istituzione di previdenza professionale;[43]
    • d) i sussidi d’assistenza provenienti da fondi pubblici o privati, compresi gli assegni integrativi e di prima infanzia, le allocazioni per grandi invalidi e le somme percepite per conseguire un titolo di studio o professionale;[44]
    • e) le prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia, eccettuati gli alimenti di cui all’articolo 22 lettera f);
    • f) il soldo del servizio militare e civile, nonché l’importo giornaliero per le piccole spese versato nel servizio civile;[45]
    • fbis) il soldo dei pompieri di milizia sino a concorrenza di un importo di 5000.-- franchi all’anno per prestazioni in relazione all’adempimento dei compiti fondamentali dei pompieri (esercitazioni, servizi di picchetto, corsi, ispezioni e interventi effettivi per salvataggi, lotta contro gli incendi, lotta contro i sinistri in generale e contro i sinistri causati da elementi naturali e simili); sono eccettuati gli importi forfettari per i quadri, le indennità di funzione, le indennità per i lavori amministrativi e le indennità per prestazioni volontarie fornite dai pompieri;[46]
    • g) i versamenti a titolo di riparazione morale;
    • h) i proventi ricevuti in virtu della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
    • i) i guadagni dei giochi d’azzardo nelle case da gioco ai sensi della legge federale del 18 dicembre 1998 sulle case da gioco;[47]
    • j) le singole vincite da lotterie e da manifestazioni analoghe che non superano i 1’000 franchi.[48]
  • Capitolo III
    Determinazione del reddito netto
    • Norma generale

      Art. 24[49] Il reddito netto corrisponde ai proventi lordi imponibili meno le spese di acquisizione e le deduzioni generali di cui agli articoli 25-32a.
    • Attività lucrativa dipendente

      Art. 25 1Le spese professionali deducibili sono:
    • a) le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;
    • b) le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;
    • c) le altre spese necessarie per l’esercizio della professione; è fatto salvo l’articolo 32, capoverso 1, lettera n);[50]
    • d) …[51]
    • 2Per le spese professionali secondo il capoverso 1 lettere a) - c) sono stabilite deduzioni complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato.
    • Attività lucrativa indipendente
      1. In generale

      Art. 26 1In caso di attività lucrativa indipendente sono deducibili le spese aziendali e professionali giustificate.
    • 2Sono tali segnatamente:
    • a) gli ammortamenti e gli accantonamenti secondo gli articoli 27 e 28;
    • b) le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono state allibrate;
    • c) i versamenti a istituzioni previdenziali in favore del personale, a condizione che sia esclusa qualsiasi utilizzazione contraria allo scopo;
    • d) gli interessi su debiti commerciali come pure gli interessi versati sulle partecipazioni ai sensi dell’articolo 17 capoverso 2;[52]
    • e) le spese di formazione e perfezionamento professionali del personale, comprese le spese di riqualificazione.[53]
    • 3Non sono deducibili i versamenti di retribuzioni corruttive ai sensi del diritto penale svizzero fatti a pubblici ufficiali svizzeri o stranieri.[54]
    • 2. Ammortamenti

      Art. 27 1Gli ammortamenti sugli attivi, giustificati dall’uso commerciale, sono ammessi nella misura in cui sono stati contabilizzati o, in mancanza di contabilità commerciale, figurano in speciali tabelle di ammortamento.
    • 2In generale gli ammortamenti sono calcolati in funzione del valore effettivo dei singoli elementi patrimoniali oppure sono ripartiti in funzione della durata probabile dell’utilizzazione dei singoli elementi.[55]
    • 3Gli ammortamenti su attivi rivalutati per compensare perdite sono ammessi unicamente se le rivalutazioni erano autorizzate dal diritto commerciale e le perdite potevano essere dedotte al momento dell’ammortamento giusta l’articolo 30, capoverso 1.
    • 3. Accantonamenti

      Art. 28 1Sono ammessi, a carico del conto profitti e perdite, accantonamenti per:
    • a) gli impegni sussistenti nel corso dell’esercizio e il cui ammontare è ancora indeterminato;
    • b) i rischi di perdite su attivi del patrimonio circolante, segnatamente sulle merci e sui debitori;
    • c) gli altri rischi di perdite imminenti dell’esercizio.
    • 2Gli accantonamenti ammessi negli anni precedenti sono aggiunti al reddito aziendale imponibile nella misura in cui non sono più giustificati.
    • 4. Sostituzione di beni[56]

      Art. 29 1In caso di sostituzione di immobilizzi necessari all’azienda, le riserve occulte possono essere trasferite su beni sostitutivi se questi beni sono parimenti necessari all’azienda e sono situati in Svizzera. Rimane salva l’imposizione in caso di sostituzione di immobili con beni mobili.[57]
    • 2Se la sostituzione non avviene nel corso dello stesso esercizio, è ammessa la costituzione di un accantonamento pari all’ammontare delle riserve occulte. Tale accantonamento deve essere utilizzato entro un termine ragionevole per l’ammortamento del nuovo immobilizzo oppure sciolto mediante accreditamento nel conto profitti e perdite.
    • 3Sono considerati necessari all’azienda gli immobilizzi che servono direttamente all’esercizio; sono in particolare esclusi gli elementi patrimoniali utilizzati unicamente per il loro valore di collocamento o il loro reddito.
    • 5. Deduzione delle perdite

      Art. 30[58] 1Le perdite dei sette esercizi commerciali che precedono il periodo fiscale (art. 50) sono dedotte, a condizione che non se ne sia potuto tenere conto al momento del calcolo del reddito imponibile di tali anni.
    • 2Le perdite di esercizi precedenti che non hanno ancora potuto essere dedotte dal reddito possono essere imputate sulle prestazioni di terzi destinate ad equilibrare un bilancio deficitario nell’ambito di un risanamento.
    • 3I capoversi 1 e 2 si applicano anche in caso di trasferimento del domicilio fiscale o di uno stabilimento d’impresa all’interno della Svizzera.
    • Deduzioni sui proventi della sostanza

      Art. 31 1Il contribuente che possiede beni mobili privati può dedurre i costi di amministrazione da parte di terzi e le imposte alla fonte estere che non possono essere né rimborsate né computate.
    • 2Il contribuente che possiede immobili privati può dedurre le spese di manutenzione, i premi di assicurazione e le spese di amministrazione da parte di terzi. Gli investimenti destinati al risparmio di energia e alla protezione dell’ambiente sono assimilati alle spese di manutenzione nella misura stabilita per l’imposta federale diretta.
    • 3Sono inoltre deducibili le spese per lavori di cura dei beni culturali protetti che il contribuente ha intrapreso in virtù di disposizioni legali, d'intesa con le autorità o su loro ordine, a condizione che tali lavori siano sussidiabili e nella misura in cui la spesa non è coperta da sussidi[59] .
    • 4Invece della somma effettiva delle spese e dei premi concernenti i beni immobili privati, il contribuente può avvalersi di una deduzione complessiva nei limiti fissati dal Consiglio di Stato.
    • Deduzioni generali[60]

      Art. 32 1Sono dedotti dai proventi:
    • a) gli interessi maturati su debiti privati, fino a concorrenza dei redditi da sostanza imponibili in virtù degli articoli 19, 19a e 20 e di ulteriori 50’000.-- franchi. Non sono deducibili gli interessi sui mutui che una società di capitali concede a una persona fisica che detiene una partecipazione determinante al suo capitale o ad altre persone fisiche che le sono altrimenti prossime a condizioni che si scostano notevolmente da quelle usuali nelle relazioni d’affari con terzi;[61]
    • b) il 40 per cento delle rendite vitalizie e dei vitalizi versati, nonché gli oneri permanenti;[62]
    • c) gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale, escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia;
    • d) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari all’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché a istituzioni di previdenza professionale;[63]
    • e) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata ai sensi e nei limiti dell’articolo 82 della Legge federale sulla previdenza professionale e della relativa ordinanza di applicazione;
    • f) i premi e i contributi versati per le indennità per la perdita di guadagno, per l’assicurazione contro la disoccupazione e per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni;
    • g) i versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro le malattie e, in quanto non compresi sotto la lettera f), contro gli infortuni, nonché gli interessi dei capitali a risparmio del contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede, fino a concorrenza di una somma globale di 10’500.– franchi per i coniugi che vivono in comunione domestica e di 5’200.– franchi per gli altri contribuenti; per i contribuenti che non versano contributi alle istituzioni di previdenza professionale e a forme riconosciute della previdenza individuale vincolata queste somme sono aumentate di 4’300.– franchi per i coniugi che vivono in comunione domestica e di 2’200.– franchi per gli altri contribuenti;[64]
    • h) …;[65]
    • i) …;[66]
    • l) le spese per disabilità del contribuente o delle persone disabili ai sensi della legge del 13 dicembre 2002 sui disabili al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo;[67]
    • m) fino a concorrenza di un importo di 10'100.-- franchi, i contributi dei membri e i versamenti ai partiti:
    • – iscritti nel registro dei partiti conformemente all’articolo 76a della legge federale del 17 dicembre 1976 sui diritti politici,
    • – rappresentati in un parlamento cantonale, o
    • – che hanno ottenuto almeno il 3 per cento dei voti nell’ultima elezione di un parlamento cantonale;[68]
    • n) le spese di formazione e perfezionamento professionali, comprese le spese di riqualificazione, fino a concorrenza di una somma globale di 10’000.- CHF, purché il contribuente:
    • – abbia conseguito un diploma del livello secondario II conformemente al sistema educativo svizzero riconosciuto, oppure
    • – abbia compiuto i 20 anni e non si tratti di costi di formazione sostenuti fino al conseguimento di un primo diploma del livello secondario II.[69]
    • 2Se i coniugi vivono in comunione domestica, sono dedotti 7’700.-- franchi dal reddito lavorativo che uno dei coniugi consegue indipendentemente dalla professione, dal commercio o dall’impresa dell’altro; una deduzione analoga è concessa quando uno dei coniugi collabora in modo determinante alla professione, al commercio o all’impresa dell’altro.[70]
    • 3[71]
    • Cura dei figli da terzi[72]

      Art. 32a[73] Dal reddito sono deducibili le spese comprovate per la cura prestata da terzi a ogni figlio che non ha ancora compiuto i 14 anni e vive in comunione domestica con il contribuente che provvede al suo sostentamento, sempre che queste spese abbiano un nesso causale diretto con l’attività lucrativa, la formazione o l’incapacità d’esercitare attività lucrativa del contribuente fino ad un importo massimo di:
    • a) 10’000 franchi se il provento imponibile, dopo le deduzioni di cui agli art. da 25 a 32, è inferiore o uguale a 80’000 franchi;
    • b) 5’500 franchi se il provento imponibile, prima delle deduzioni di cui agli art. da 25 a 32, è superiore a 80’000 franchi.
    • Spese di malattia e infortunio

      Art. 32b[74] Sono dedotti dai proventi le spese per malattia e infortunio del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli art. da 25 a 32b.
    • Prestazioni volontarie

      Art. 32c[75] 1Sono dedotti dai proventi le prestazioni volontarie in contanti e in altri beni a persone giuridiche con sede in Svizzera che sono esentate dalle imposte in virtù del loro scopo pubblico o di utilità pubblica (art. 65 lett. f), sempre che tali prestazioni, durante l’anno fiscale, siano di almeno 100 franchi e non superino complessivamente il 20 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli articoli da 25 a 32b. Le prestazioni volontarie in contanti e in altri beni alla Confederazione, ai cantoni, ai comuni e ai loro stabilimenti (art. 65 lett. a - c) sono deducibili nella medesima misura.
    • 2Nel caso di prestazioni volontarie in contanti o in altri beni al Cantone, ai Comuni e ai loro stabilimenti nonché a persone giuridiche controllate dal Cantone o dai Comuni ed esentate dalle imposte in virtù del loro scopo pubblico o di pubblica utilità (art. 65 lett. f), il Consiglio di Stato, sentiti i Comuni interessati, può, in presenza di un interesse pubblico rilevante, accordare una deduzione superiore al 20 per cento che non oltrepassi complessivamente il 50 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli articoli da 25 a 32b.
    • Costi e spese non deducibili

      Art. 33 Gli altri costi e spese non possono essere dedotti, in particolare:
    • a) le spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia, nonché le spese private causate dalla posizione professionale del contribuente;
    • b) …;[76]
    • c) le spese per l’estinzione di debiti;
    • d) le spese di acquisto, di fabbricazione o di miglioria di beni patrimoniali;
    • e) le imposte federali, cantonali e comunali sul reddito, sugli utili immobiliari e sulla sostanza, come anche le imposte estere analoghe.
  • Capitolo IV
    Deduzioni sociali
    • Deduzioni sociali

      Art. 34[77] 1Sono dedotti dal reddito netto:
    • a) per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 11’100.-- franchi; se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettera c, anche la deduzione per i figli è ripartita per metà;[78]
    • b) per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.– franchi, una deduzione per sostentamento da 5’700.– a 11’100.– franchi al massimo; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a);
    • c) per ogni figlio fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, che frequenta una scuola o corsi di formazione, oltre al periodo dell’obbligo, un massimo di fr. 13’400.–, secondo le modalità e nei limiti fissati dal Consiglio di Stato tenuto conto dei costi supplementari sopportati.[79] [80]
    • 2Dal reddito, al netto delle deduzioni di cui al capoverso 1 e tenuto conto dei redditi che sottostanno ad altre sovranità fiscali, dei contribuenti tassati per rendite AVS/AI (art. 21 cpv. 1) sono inoltre deducibili:
    • a) per i contribuenti assoggettati con l’aliquota dell’articolo 35 capoverso 1: fr. 8000.-- fino ad un reddito di 21'000.-- franchi; oltre tale reddito la deduzione si riduce di 1000.-- franchi per ogni 3000.-- franchi di reddito supplementare;
    • b) per i contribuenti assoggettati con l’aliquota dell’articolo 35 capoverso 2: fr. 8000.-- fino ad un reddito di 27'000.-- franchi; oltre tale reddito la deduzione si riduce di 1000.-- franchi per ogni 3000.-- franchi di reddito supplementare.
    • In caso di rendita parziale la deduzione non può superare la rendita stessa.
    • 3Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50) o dell’assoggettamento.
    • 4In deroga al capoverso 3, per i figli nati entro il 31 dicembre 2002 la deduzione prevista dal capoverso 1 lettera a) è ammessa anche nell’anno in cui raggiungono i 18, rispettivamente, se a tirocinio o agli studi, i 25 anni di età.
    • 5In caso di assoggettamento parziale, le deduzioni sociali sono accordate proporzionalmente. Per la determinazione delle aliquote esse sono prese interamente in considerazione.
  • Capitolo V
    Calcolo dell’imposta
    • Aliquote

      Art. 35[81] 1L’imposta annua sul reddito è calcolata per categorie in base alle seguenti aliquote:
    • CategorieAliquotedi ogni categoria %Imposta dovuta per il reddito massimo di ogni categoria Fr.Aliquota effettiva del massimo di categoria %
      fino  a fr. 12’000 0.163 19.60 0.163
      da fr. 12’100a fr. 16’700 5.321 269.70 1.614
      da fr. 16’800a fr. 20’000 6.050 469.35 2.346
      da fr. 20’100a fr. 25’000 3.990 668.85 2.675
      da fr. 25’100a fr. 28’900 7.626 966.25 3.343
      da fr. 29’000a fr. 38’200 9.621 1’861.00 4.871
      da fr. 38’300a fr. 50’50010.553 3’159.00 6.255
      da fr. 50’600a fr. 55’80011.174 3’751.20 6.722
      da fr. 55’900a fr. 70’00012.000 5’455.20 7.793
      da fr. 70’100a fr. 87’70011.794 7’542.75 8.600
      da fr. 87’800a fr.109’30012.68110’281.85 9.406
      da fr.109’400a fr.218’60013.30224’820.9511.354
      da fr.218’700a fr.365’30014.27845’766.8012.528
      da fr.365’400in avanti15.076  
             
    • 2Per i coniugi viventi in comunione domestica, nonché per i contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che vivono in comunione domestica con figli minorenni o con figli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale, l’imposta annua sul reddito è calcolata per categorie in base alle seguenti aliquote:
    • CategorieAliquote di ogni categoria %Imposta dovuta per il reddito massimo di ogni categoria Fr.Aliquota effettiva del massimo di categoria %
      fino  a fr. 19’600 0.147 28.95 0.147
      da fr. 19’700a fr. 23’800 3.990 196.55 0.825
      da fr. 23’900a fr. 27’000 4.434 338.45 1.253
      da fr. 27’100a fr. 31’800 2.660 466.15 1.465
      da fr. 31’900a fr. 40’600 3.990 817.25 2.012
      da fr. 40’700a fr. 45’900 6.651 1’169.75 2.548
      da fr. 46’000a fr. 58’100 7.981 2’143.45 3.689
      da fr. 58’200a fr. 76’60010.287 4’046.55 5.282
      da fr. 76’700a fr. 86’70011.262 5’184.00 5.979
      da fr. 86’800a fr.117’70012.859 9’170.30 7.791
      da fr.117’800a fr.135’30012.23811’324.20 8.369
      da fr.135’400a fr.175’80013.12516’639.85 9.465
      da fr.175’900a fr.218’60014.01122’636.5510.355
      da fr.218’700a fr.291’60014.54433’253.6511.403
      da fr.291’700a fr.730’70014.89898’670.7513.503
      da fr.730’800in avanti15.076  
             
    • 3I redditi inferiori a 12’000.– franchi, per i contribuenti di cui alle categorie del capoverso 1, e a 19’600.– franchi, per i contribuenti di cui alle categorie del capoverso 2, sono esenti da imposta.
    • Le frazioni di reddito inferiori a 100.– franchi non sono computate.
    • 4Per l’applicazione delle aliquote dei capoversi 1 e 2 fa stato la situazione personale alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento (art. 50).
    • 5In deroga al capoverso 4, per i contribuenti vedovi, divorziati o separati legalmente o di fatto è applicata l’aliquota del capoverso 2 limitatamente al periodo fiscale durante il quale sono rimasti vedovi o è avvenuto il divorzio o la separazione.
    • Casi speciali
      1 Vincite da lotterie e da manifestazioni analoghe[83]

      Art. 36[84] 1Le vincite da lotterie e da manifestazioni analoghe, imponibili secondo gli art. 22 lett. e) e 58 cpv. 1, sono tassate separatamente con un’imposta annua intera.
    • 1aL’imposta annua intera è calcolata sul totale della somma delle vincite imponibili (ai sensi del cpv. 1), al netto di una deduzione forfettaria, per costi delle poste giocate, del 5 per cento, calcolata sul lordo di ogni singola vincita e considerato un massimo di 5’000 franchi per vincita.
    • 2Sono applicabili le aliquote dell’art. 35 cpv. 2, al minimo l’aliquota del 5 per cento.
    • 3
    • 2 Liquidazioni in capitale per prestazioni ricorrenti

      Art. 37 Se i proventi comprendono liquidazioni in capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti, l’imposta è calcolata, tenuto conto degli altri proventi e delle deduzioni autorizzate, con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica fosse versata una prestazione annua corrispondente.
    • Procedura di conteggio semplificata

      Art. 37a[85] 1Per le piccole rimunerazioni ottenute da un’attività lucrativa dipendente, l’imposta è riscossa a un’aliquota del 4,5 per cento, senza tener conto degli altri introiti, né di eventuali spese professionali e deduzioni sociali; il presupposto è che il datore di lavoro paghi l’imposta nell’ambito della procedura di conteggio semplificata secondo gli art. 2 e 3 della legge del 17 giugno 2005 contro il lavoro nero. L’imposta sul reddito risulta così saldata.
    • 2L’art. 121 cpv. 1 lett. a si applica per analogia.
    • 3Il debitore della prestazione imponibile è tenuto a consegnare periodicamente le imposte alla competente cassa di compensazione AVS.
    • 4La cassa di compensazione AVS rilascia al contribuente una distinta o un attestato relativo all’importo della deduzione d’imposta. Essa trasferisce all’autorità fiscale competente le imposte incassate.
    • 5Il diritto a una provvigione di riscossione secondo l’art. 121 cpv. 4 è trasferito alla competente cassa di compensazione AVS.
    • Utili di liquidazione

      Art. 37b[86] 1In caso di cessazione definitiva dell’attività lucrativa indipendente dopo il compimento dei 55 anni o per incapacità di esercitare tale attività in seguito a invalidità, le riserve occulte realizzate nel corso degli ultimi due esercizi sono sommate e imposte congiuntamente, ma separatamente dagli altri redditi. I contributi di riscatto conformemente all’articolo 32 capoverso 1 lettera d) sono deducibili. Se non vengono effettuati simili riscatti, l’imposta sull’importo delle riserve occulte realizzate per il quale il contribuente giustifica l’ammissibilità di un riscatto secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettera d) è calcolata applicando l’aliquota dell’articolo 38. Per la determinazione dell’aliquota applicabile all’importo restante delle riserve occulte realizzate sono determinanti le aliquote dell’articolo 35.
    • 2Il capoverso 1 si applica parimenti al coniuge superstite, agli altri eredi e ai legatari purché non continuino l’impresa esercitata dal defunto; il conteggio fiscale avviene il più tardi cinque anni civili dopo la fine dell’anno in cui è deceduto l’ereditando.
    • 3 Prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza

      Art. 38 1Le prestazioni in capitale secondo l’articolo 21 e i versamenti analoghi di cui all’articolo 16 capoverso 2, come anche le somme versate in seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio durevole della salute secondo l’articolo 22 lettera b) sono imposte separatamente con un’imposta annua intera.
    • 2L’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica fosse versata una prestazione annua corrispondente. L’aliquota minima è del 2 per cento.[87]
    • 3Le deduzioni sociali di cui all’articolo 34 non sono ammesse.
    • 4[88]
  • Capitolo sesto
    Compensazione degli effetti della progressione a freddo
    • Compensazione degli effetti della
      progressione a freddo

      Art. 39[89] 1Gli effetti della progressione a freddo sull’imposta gravante il reddito delle persone fisiche sono compensati integralmente mediante pari adeguamento delle aliquote e delle deduzioni in franchi attuate sul reddito. Le somme devono essere arrotondate ai 100.-- franchi superiori o inferiori. È esclusa dall’indicizzazione la deduzione di cui all’articolo 34 capoverso 2.
    • 2Il Consiglio di Stato decide l’adeguamento quando l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dell’1 per cento dall’entrata in vigore della presente legge o dall’ultimo adeguamento. È determinante lo stato dell’indice al 31 dicembre di un anno prima dell’inizio del periodo fiscale.
    • 3La prima volta l’adeguamento è eseguito a partire dal 1° gennaio 2003 sulla base dello stato dell’indice nazionale dei prezzi al consumo al 31 dicembre 2001.
  • TITOLO III
    Imposta sulla sostanza
  • Capitolo I
    Oggetto dell’imposta
    • Oggetto dell’imposta

      Art. 40 1L’imposta sulla sostanza ha per oggetto la sostanza netta totale.
    • 2La sostanza gravata da usufrutto è computata all’usufruttuario.
  • Capitolo II
    Attivi
    • In generale

      Art. 41 1Sono imponibili tutti gli attivi mobiliari e immobiliari.
    • 2La sostanza è valutata al suo valore venale, riservate le disposizioni che seguono.
    • Immobili[90]

      Art. 42 1Gli immobili e i loro accessori sono imposti per il valore di stima ufficiale. Se la decisione di stima è impugnata, il valore di stima che sarà contenuto nella decisione di stima cresciuta in giudicato ha valenza a partire dalla data di entrata in vigore della stima decretata dal Consiglio di Stato. Sono applicabili per analogia le procedure di revisione (art. 232-234) e di ricupero d’imposta (art. 236-238a).[91]
    • 2Il concetto di immobile è quello del Codice civile svizzero (art. 655).
    • 3Le cose ed i diritti di godimento strettamente connessi ad un immobile (diritti reali di ogni genere, compresi i diritti acquisiti e concessionati delle acque e delle forze idriche) ne sono considerati parte integrante.
    • Beni mobili

      Art. 44 1I beni immateriali e la sostanza mobiliare facenti parte della sostanza commerciale sono imposti al valore determinante ai fini dell’imposta sul reddito.[93]
    • 2Le suppellettili domestiche e gli oggetti personali di uso corrente non sono imponibili.
    • Titoli, crediti e partecipazioni a investimenti
      collettivi di capitale[94]

      Art. 45 1I titoli che sono regolarmente oggetto di transazione sono valutati alla quotazione del giorno determinante per l’imposta sulla sostanza (art. 52).[95]
    • 2Le azioni, partecipazioni a società cooperative ed altri diritti di partecipazione non regolarmente oggetto di transazione, sono valutati tenendo conto del loro valore di reddito e del loro valore intrinseco.
    • 3Le quote di partecipazione a investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto sono imponibili in funzione della differenza di valore tra il totale degli attivi dell’investimento collettivo di capitale e il suo possesso fondiario diretto.[96]
    • 4Nella valutazione dei diritti e crediti litigiosi o di dubbia esigibilità si tiene conto della perdita probabile.
    • Stima delle partecipazioni di collaboratore

      Art. 45a[97] 1Le partecipazioni di collaboratore di cui all’articolo 16b capoverso 1 sono stimate al valore venale. Eventuali termini di attesa devono essere adeguatamente considerati.
    • 2Alla loro assegnazione, le partecipazioni di collaboratore di cui agli articoli 16b capoverso 3 e 16c devono essere dichiarate senza indicazione del valore imponibile.
    • Pretese nei confronti di assicurazioni
      e di istituzioni di previdenza

      Art. 46 1Le assicurazioni sulla vita (assicurazioni in capitali e assicurazioni in rendita) sono imposte al valore di riscatto.
    • 2Le pretese non ancora esigibili verso istituti di previdenza professionale e altre forme riconosciute di previdenza individuale vincolata non soggiacciono all’imposta sulla sostanza.
  • Capitolo III
    Passivi
    • Debiti

      Art. 47 1Dalla sostanza sono deducibili i debiti comprovati.
    • 2I debiti derivanti da solidarietà o fideiussione sono deducibili solo nella misura in cui il contribuente risponde effettivamente.
  • Capitolo IV
    Calcolo dell’imposta
    • Deduzioni sociali

      Art. 48[98] Sono dedotti dalla sostanza netta:
    • a) per i coniugi viventi in comunione domestica 60'000.-- franchi;
    • b) per ogni figlio minorenne al cui sostentamento il contribuente provvede, 30'000.-- franchi.
    • Aliquote

      Art. 49[99] 1L’imposta sulla sostanza è prelevata per categorie in base alle seguenti aliquote:
    • CategorieAliquote di ogni categoria ‰Imposta dovuta per la sostanza massima di ogni categoria Fr.Aliquota effettiva del massimo di categoria ‰
      fino a fr. 200'0001.000 200.001.000
      da fr. 201'000a fr. 280'0002.000 360.001.285
      da fr. 281'000a fr. 700'0002.5001'410.002.014
      da fr. 701'000a fr.1'400'0003.0003'510.002.507
      da fr.1'401'000a fr.2'800'0003.2508'060.002.878
      da fr.2'801'000in avanti3.500 
    • 2La sostanza inferiore a 200'000.-- franchi è esente dall’imposta.
    • 3Le frazioni di sostanza inferiori a 1000.-- franchi non sono computate.
  • TITOLO IV
    Basi temporali
  • Capitolo I
    Periodo fiscale
    • Periodo fiscale, anno fiscale[100]

      Art. 50[101] 1Le imposte sul reddito e sulla sostanza sono fissate e riscosse per ogni periodo fiscale.[102]
    • 2Il periodo fiscale corrisponde all’anno civile.
    • 3Se le condizioni d’assoggettamento sono realizzate unicamente per una parte del periodo fiscale, l’imposta è riscossa sui proventi conseguiti durante questa parte. Per i proventi periodici l’aliquota di imposta si determina in funzione del reddito calcolato su 12 mesi. I proventi non periodici non sono convertiti in un reddito annuo per la fissazione dell’aliquota. Restano riservati gli articoli 36 e 38.
    • 4Il capoverso 3 si applica per analogia anche alle deduzioni.
    • Determinazione del reddito[103]

      Art. 51[104] 1Il reddito imponibile è determinato in base ai proventi conseguiti durante il periodo fiscale.
    • 2Il reddito da attività lucrativa indipendente è determinato in base al risultato dell’esercizio commerciale chiuso durante il periodo fiscale.
    • 3I contribuenti che esercitano un’attività lucrativa indipendente devono procedere alla chiusura dei conti ogni periodo fiscale e alla fine dell’assoggettamento. La chiusura dei conti può non essere eseguita se l’attività indipendente ha avuto inizio nell’ultimo trimestre del periodo fiscale.
    • Determinazione della sostanza[105]

      Art. 52[106] 1La sostanza imponibile è determinata in base al suo stato alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento.
    • 2Con l’accordo del contribuente i titoli non quotati possono essere determinati sulla base del loro valore all’inizio del periodo fiscale o dell’assoggettamento.
    • 3Per i contribuenti che esercitano un’attività lucrativa indipendente i cui esercizi commerciali non coincidono con l’anno civile, la sostanza commerciale imponibile è determinata in base al capitale proprio esistente alla fine dell’esercizio commerciale chiuso durante il periodo fiscale.
    • 4Se le condizioni di assoggettamento sono realizzate soltanto durante una parte del periodo fiscale, è prelevata solo l’imposta corrispondente a questa parte. È riservato l’articolo 54.
    • 5Se il contribuente eredita sostanza nel corso del periodo fiscale fa stato per analogia il capoverso 4.
    • Tassazione in caso di matrimonio
      o di suo scioglimento[107]

      Art. 53[108] 1In caso di matrimonio i coniugi sono tassati congiuntamente per tutto il periodo fiscale.
    • 2In caso di divorzio o di separazione legale o di fatto ogni coniuge è tassato individualmente per tutto il periodo fiscale.
    • 3Se uno dei coniugi muore nel corso del periodo fiscale, i due coniugi sono tassati congiuntamente fino al giorno del decesso. Il decesso fa stato quale conclusione dell’assoggettamento di entrambi i coniugi e quale inizio dell’assoggettamento del coniuge superstite.
    • Modifica dell’assoggettamento[109]

      Art. 54[110] 1In caso di cambiamento del domicilio fiscale all’interno della Svizzera, l’assoggettamento in virtù dell’appartenenza personale si realizza per l’intero periodo fiscale nel Cantone di domicilio del contribuente alla fine di tale periodo. Le prestazioni in capitale conformemente all’articolo 38 sono tuttavia imponibili nel Cantone di domicilio del contribuente al momento della loro scadenza. È riservato l’articolo 122 capoverso 4.
    • 2L’assoggettamento in un Cantone diverso da quello del domicilio fiscale in virtù dell’appartenenza economica vale per l’intero periodo fiscale anche se è cominciato, è stato modificato o è stato soppresso nel corso dell’anno. In tal caso, il valore degli elementi della sostanza è ridotto proporzionatamente alla durata dell’appartenenza. Per il rimanente, il reddito e la sostanza sono ripartiti fra i Cantoni interessati sulla base delle regole del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale, applicabili per analogia.
    • Periodo fiscale per redditi imposti separatamente

      Art. 58[112] 1L’imposta annua intera per vincite da lotterie e da manifestazioni analoghe (art. 36) o per prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza (art. 38) è dovuta per l’anno fiscale nel corso del quale il reddito straordinario è stato conseguito. Se sono stati conseguiti diversi redditi straordinari nello stesso anno fiscale, l’imposta è commisurata alla totalità dei redditi straordinari imponibili. Per la commisurazione dell’imposta, le vincite secondo l’art. 36 sono considerate separatamente dai proventi secondo l’art. 38.[113]
    • 2L’imposta annua intera per i terreni agricoli (art. 308a cpv. 2) è dovuta per l’anno fiscale nel corso del quale ne sono dati i rispettivi presupposti.[114]
    • 3L’imposta annua intera per gli utili di liquidazione (art. 37b) è dovuta per l’anno fiscale nel corso del quale è avvenuta la cessazione definitiva dell’attività indipendente.[115]
  • PARTE TERZA
  • IMPOSIZIONE DELLE PERSONE GIURIDICHE
  • TITOLO I
    Assoggettamento
  • Capitolo I
    Definizione di persona giuridica
    • Definizione di persona giuridica

      Art. 59 1Sono imponibili come persone giuridiche:
    • a) le società di capitali (società anonime, società in accomandita per azioni e società a garanzia limitata) come pure le società cooperative;
    • b) le associazioni, le fondazioni e le altre persone giuridiche.
    • 2Gli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto ai sensi dell’articolo 58 LICol sono assimilati alle altre persone giuridiche. Le società di investimento a capitale fisso ai sensi dell’articolo 110 LICol sono tassate come le società di capitali.[116]
    • 3Le persone giuridiche straniere, nonché le società commerciali e le altre comunità di persone straniere senza personalità giuridica imponibili giusta l’articolo 10, sono assimilate alle persone giuridiche svizzere con le quali esse, per la loro natura giuridica o la loro forma effettiva, hanno maggior affinità.
  • Capitolo II
    Appartenenza fiscale
    • Appartenenza personale

      Art. 60 Le persone giuridiche sono assoggettate all’imposta in virtù della loro appartenenza personale quando hanno sede o amministrazione effettiva nel Cantone.
    • Appartenenza economica

      Art. 61 1Le persone giuridiche con sede e amministrazione effettiva fuori Cantone sono assoggettate all’imposta se:
    • a) sono associate a un’impresa commerciale nel Cantone;
    • b) tengono uno stabilimento d’impresa nel Cantone;
    • c) sono proprietarie di fondi situati nel Cantone o sono titolari su di essi di diritti di godimento reali o di diritti di godimento personali a questi economicamente assimilabili.
    • 2Le persone giuridiche con sede e amministrazione effettiva all’estero sono inoltre assoggettate all’imposta se:
    • a) sono titolari o usufruttuarie di crediti garantiti da pegni immobiliari o manuali su fondi situati nel Cantone;
    • b) fanno commercio di immobili siti nel Cantone o fungono da intermediari in queste operazioni immobiliari.
    • 3Per stabilimento d’impresa si intende una sede fissa di affari o di lavoro dove si svolge, in tutto o in parte, l’attività di un’impresa. Sono considerate tali, in particolare, le succursali, le officine, i laboratori, gli uffici di vendita, le rappresentanze permanenti, le miniere e ogni altro luogo di estrazione di risorse naturali, come anche i cantieri di costruzione o di montaggio la cui durata è di almeno dodici mesi.
    • Estensione dell’assoggettamento

      Art. 62 1L’assoggettamento in virtù dell’appartenenza personale è illimitato; esso non si estende tuttavia alle imprese, agli stabilimenti d’impresa e ai fondi siti fuori Cantone.
    • 2L’assoggettamento in virtù dell’appartenenza economica è limitato alla parte dell’utile e del capitale per cui sussiste l’obbligo fiscale nel Cantone secondo l’articolo 61.
    • 3Nelle relazioni intercantonali e internazionali sono applicabili i principi del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale. Un’impresa svizzera può compensare le perdite subite da uno stabilimento d’impresa situato all’estero con utili realizzati in Svizzera se lo Stato dello stabilimento d’impresa non ne ha già tenuto conto. Se detto stabilimento d’impresa realizza utili nel corso dei sette anni successivi, un’ulteriore imposizione verrà effettuata in questi esercizi nella misura in cui i riporti di perdite sono compensati nello Stato dello stabilimento d’impresa. Le perdite su immobili all’estero sono prese in considerazione soltanto se nello Stato interessato esiste uno stabilimento d’impresa. Sono riservate le disposizioni previste dalle convenzioni di doppia imposizione.[117]
    • 4I contribuenti aventi sede e amministrazione effettiva all’estero devono pagare l’imposta almeno sull’utile realizzato nel Cantone e sul capitale ivi collocato.[118]
  • Capitolo III
    Inizio e fine dell’assoggettamento
    • Inizio e fine dell’assoggettamento

      Art. 63 1L’assoggettamento comincia il giorno della costituzione della persona giuridica, del trasferimento della sede o dell’amministrazione effettiva nel Cantone o dell’acquisizione di un elemento imponibile nel Cantone.
    • 2L’assoggettamento cessa il giorno della chiusura della liquidazione della persona giuridica, del trasferimento della sede o dell’amministrazione effettiva fuori Cantone oppure con l’estinzione dell’elemento imponibile nel Cantone.
    • 3Nel caso di trasferimento di attivi e passivi da una persona giuridica ad un’altra, le imposte dovute dalla prima devono essere pagate dalla seconda.
    • Inizio, fine e modifica dell’assoggettamento
      nelle relazioni intercantonali

      Art. 63a[119] 1La persona giuridica che trasferisce la sede o l’amministrazione effettiva da un Cantone a un altro nel corso di un periodo fiscale è assoggettata all’imposta in entrambi i Cantoni per l’intero periodo fiscale. L’autorità di tassazione competente ai sensi dell’articolo 184 capoverso 2 è quella del Cantone della sede o dell’amministrazione effettiva alla fine del periodo fiscale.
    • 2L’assoggettamento in un Cantone diverso da quello della sede o dell’amministrazione effettiva in virtù dell’appartenenza economica, giusta l’articolo 61, vale per l’intero periodo fiscale, anche se è cominciato, è stato modificato o è stato soppresso nel corso del periodo stesso.
    • 3L’utile e il capitale sono ripartiti fra i Cantoni interessati sulla base delle regole del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale, applicabili per analogia.
  • Capitolo IV
    Responsabilità solidale
    • Responsabilità solidale

      Art. 64 1In caso di cessazione dell’assoggettamento di una persona giuridica, le persone incaricate della sua amministrazione e liquidazione rispondono solidalmente per le imposte dovute da detta persona giuridica fino a concorrenza del ricavo della liquidazione oppure, nel caso in cui la persona giuridica trasferisce all’estero la sede o l’amministrazione effettiva, fino a concorrenza della sostanza netta della persona giuridica. Tale responsabilità decade se dette persone provano di aver usato la diligenza richiesta dalle circostanze.
    • 2Se una persona giuridica è assoggettata all’imposta in virtù dell’appartenenza economica, le persone incaricate:
    • a) dello scioglimento di un’impresa o di uno stabilimento d’impresa nel Cantone;
    • b) dell’alienazione o della realizzazione di un fondo nel Cantone o dei crediti garantiti con tale fondo
    • rispondono solidalmente delle imposte dovute dalla persona giuridica di cui si tratta fino a concorrenza del ricavo netto.
    • 3Se una persona giuridica che non ha né sede né amministrazione effettiva in Svizzera serve da mediatore in un’operazione immobiliare riguardante un immobile sito nel Cantone, il compratore o il venditore dell’immobile è solidalmente responsabile, fino a concorrenza del 3 per cento del prezzo di acquisto, per le imposte dovute dalla persona giuridica di cui si tratta per la sua attività mediatrice (art. 61 cpv. 2 lett. b).
    • 4Gli associati di società commerciali e altre comunità di persone estere senza personalità giuridica rispondono solidalmente per le imposte dovute da dette società e comunità.
  • Capitolo V
    Esenzioni
    • Esenzioni

      Art. 65 Sono esenti dall’imposta:
    • a) la Confederazione e i suoi stabilimenti, giusta il diritto federale;
    • b) il Cantone e i suoi stabilimenti;
    • c) i Comuni, le Parrocchie e i Patriziati del Cantone, nonché le altre collettività territoriali di diritto pubblico del Cantone. I loro stabilimenti e le loro aziende ad eccezione di quelli che svolgono attività economiche in concorrenza con i privati. Questi ultimi sono tuttavia esonerati dall’imposta sul capitale;
    • d) le istituzioni di previdenza professionale di imprese con domicilio, sede o stabilimento d’impresa in Svizzera o di imprese loro vicine, a condizione che le risorse di tali istituzioni siano durevolmente ed esclusivamente devolute alla previdenza del personale;
    • e) le casse svizzere di assicurazioni sociali e di compensazione, segnatamente le casse di assicurazione contro la disoccupazione, le casse malattia, quelle di vecchiaia, invalidità e superstiti, eccettuate le società di assicurazione concessionarie;
    • f) le persone giuridiche che perseguono uno scopo pubblico o di pubblica utilità, per quanto concerne l’utile e il capitale esclusivamente e irrevocabilmente destinati a tali fini. Scopi imprenditoriali non sono di norma considerati di interesse pubblico.
    • L’acquisizione e l’amministrazione di partecipazioni in capitale importanti a imprese sono di utilità pubblica quando l’interesse al mantenimento dell’impresa occupa una posizione subalterna rispetto allo scopo di utilità pubblica e quando non sono esercitate attività dirigenziali;
    • g) le persone giuridiche che perseguono, sul piano cantonale o nazionale, fini di culto, per quanto riguarda l’utile e il capitale esclusivamente e irrevocabilmente destinati a tali fini;
    • h) le imprese di trasporto e d’infrastruttura, titolari di una concessione federale, che ricevono un’indennità per la loro attività o, in base alla concessione, devono mantenere un’impresa annuale di importanza nazionale; sono altresì esenti gli utili liberamente disponibili provenienti dall’attività concessionaria; sono tuttavia eccettuati dall’esenzione dall’imposta le aziende accessorie e gli immobili che non hanno una relazione necessaria con l’attività concessionaria;[120]
    • i) gli Stati esteri per quanto concerne i loro immobili situati in Svizzera e destinati esclusivamente all’uso diretto da parte delle loro rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché i beneficiari istituzionali di esenzioni fiscali di cui all’articolo 2 capoverso 1 della legge del 22 giugno 2007 sullo Stato ospite per gli immobili di cui sono proprietari e che sono occupati dai loro servizi;[121]
    • l) gli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto sempreché i loro investitori siano esclusivamente istituzioni di previdenza professionale esentate dall’imposta conformemente alla lettera d) o casse svizzere d’assicurazioni sociali e di compensazione esentate dall’imposta conformemente alla lettera e).[122]
    • Agevolazioni fiscali

      Art. 65a[123] Restano riservate le agevolazioni fiscali previste dalla Legge cantonale sull’innovazione economica e dal relativo Regolamento di applicazione.
  • TITOLO II
    Imposta sull’utile
  • Capitolo I
    Oggetto dell’imposta
    • Principio

      Art. 66 L’imposta sull’utile ha per oggetto l’utile netto.
    • Determinazione dell’utile netto imponibile.
      1. In generale[124]

      Art. 67 1Costituiscono utile netto imponibile:
    • a) il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente;
    • b) tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese giustificate e riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:
    • - le spese di fabbricazione, di acquisizione e di miglioramento di immobilizzi;
    • - gli ammortamenti e gli accantonamenti non giustificati dall’uso commerciale;
    • - i versamenti sul capitale proprio mediante risorse della persona giuridica, sempre che non provengano da riserve imposte come utile;
    • - le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale;
    • c) i ricavi non accreditati al conto profitti e perdite, compresi gli utili in capitale, di liquidazione e di rivalutazione, riservato l’articolo 73. Il trasferimento della sede, del centro della direzione effettiva o di uno stabilimento d’impresa all’estero, come pure il passaggio da un regime di tassazione ordinaria a un regime di tassazione speciale, sono parificati alla liquidazione;[125]
    • d) gli interessi sul capitale proprio occulto e sugli altri debiti non comprovati.[126]
    • 2Gli utili conseguiti mediante alienazione o rivalutazione di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle spese di investimento.
    • 3L’utile netto imponibile delle persone giuridiche che non tengono un conto profitti e perdite è determinato applicando per analogia il capoverso 1.
    • 4Le prestazioni che imprese miste di interesse pubblico procurano in modo preponderante a persone a loro vicine devono essere stimate al valore di mercato, al loro prezzo di costo aumentato di un margine adeguato o al loro prezzo di vendita finale diminuito di un margine di utile adeguato; il risultato di ciascuna impresa è adattato di conseguenza.
    • 2. Oneri giustificati dall’uso commerciale

      Art. 68[127] 1Gli oneri giustificati dall’uso commerciale comprendono anche:
    • a) le imposte federali, cantonali e comunali, ma non le multe fiscali;
    • b) i versamenti a istituzioni di previdenza in favore del personale, in quanto sia esclusa ogni utilizzazione contraria allo scopo;
    • c) le prestazioni volontarie in contanti e in altri beni, fino a concorrenza del 20 per cento dell’utile netto, a persone giuridiche con sede in Svizzera che sono esentate dalle imposte in virtù del loro scopo pubblico o di utilità pubblica (art. 65 lett. f) nonché alla Confederazione, ai cantoni, ai comuni e ai loro stabilimenti (art. 65 lett. a - c);[128]
    • cbis) nel caso di prestazioni volontarie in contanti o in altri beni al Cantone, ai Comuni e ai loro stabilimenti nonché a persone giuridiche controllate dal Cantone o dai Comuni ed esentate dalle imposte in virtù del loro scopo pubblico o di pubblica utilità (art. 65 lett. f), il Consiglio di Stato, sentiti i Comuni interessati, può, in presenza di un interesse pubblico rilevante, accordare una deduzione superiore al 20 per cento che non oltrepassi complessivamente il 50 per cento dell’utile netto;[129]
    • d) i ribassi, gli sconti, gli abbuoni e i rimborsi sulla rimunerazione di forniture e prestazioni, nonché le eccedenze che le società d’assicurazione destinano alla distribuzione agli assicurati;
    • e) le spese di formazione e perfezionamento professionali del personale, comprese le spese di riqualificazione.[130]
    • 2Gli oneri giustificati dall’uso commerciale non comprendono i versamenti di retribuzioni corruttive ai sensi del diritto penale svizzero fatti a pubblici ufficiali svizzeri o stranieri.
    • 3. Operazioni senza influenza sul risultato

      Art. 69[131] Non costituiscono utile imponibile:
    • a) gli apporti di soci di società di capitali e di società cooperative, compresi l’aggio e le prestazioni a fondo perso;
    • b) il trasferimento della sede, del centro della direzione effettiva o di uno stabilimento d’impresa in un altro Cantone, a condizione che non intervenga né alienazione né rivalutazione contabile;
    • c) l’aumento di fondi propri derivante da eredità, legato o donazione.
    • 4. Ristrutturazioni[132]

      Art. 70[133] 1Le riserve occulte di una persona giuridica non sono imponibili nell’ambito di ristrutturazioni, in particolare in caso di fusione, di scissione o di trasformazione, in quanto la persona giuridica rimanga assoggettata all’imposta in Svizzera e gli elementi fino ad allora determinanti per l’imposta sull’utile vengano ripresi:
    • a) in caso di trasformazione in un’impresa di persone o in un'altra persona giuridica;
    • b) in caso di divisione o di separazione di una persona giuridica, in quanto vengano trasferiti uno o più esercizi o rami d'attività e nella misura in cui le persone giuridiche che sussistono dopo la scissione continuino un esercizio o un ramo d'attività;
    • c) in caso di scambio di diritti di partecipazione o societari a seguito di ristrutturazioni o di concentrazioni aventi carattere di fusione;
    • d) in caso di trasferimento di esercizi o rami d'attività, nonché di immobilizzi aziendali, a una filiale svizzera. È considerata filiale una società di capitali o cooperativa al cui capitale azionario o sociale la società di capitali o cooperativa che procede al trasferimento partecipa nella misura di almeno il 20 per cento.
    • 2In caso di trasferimento a una filiale secondo il capoverso 1 lettera d, le riserve occulte trasferite vengono tassate a posteriori secondo la procedura di cui agli articoli 236-238, nella misura in cui, nei cinque anni dopo la ristrutturazione, i beni trasferiti o i diritti di partecipazione o societari nella filiale vengano alienati; in tal caso la filiale può far valere corrispondenti riserve occulte già tassate come utili.
    • 3Partecipazioni dirette o indirette di almeno il 20 per cento al capitale azionario o sociale di un’altra società di capitali o società cooperativa, esercizi o rami di attività e immobilizzi aziendali possono essere trasferiti, al valore fino ad allora determinante per l’imposta sull’utile, tra società di capitali o cooperative svizzere che, nel contesto delle circostanze concrete, grazie alla detenzione della maggioranza dei voti o in altro modo sono riunite sotto la direzione unica di una società di capitali o cooperativa. Rimangono salvi il trasferimento a una filiale secondo l’articolo 70 capoverso 1 lettera d) e il trasferimento di immobilizzi aziendali a una società tassata secondo gli articoli 91-93.
    • 4Se nei cinque anni seguenti un trasferimento ai sensi del capoverso 3 i beni trasferiti sono alienati o la direzione unica è abbandonata, le riserve occulte trasferite sono tassate a posteriori secondo la procedura di cui agli articoli 236-238. La persona giuridica beneficiaria può in tal caso far valere corrispondenti riserve occulte già tassate come utili. Le società di capitali o cooperative svizzere riunite sotto direzione unica al momento della violazione del termine di blocco rispondono solidalmente del pagamento dell’imposta riscossa a posteriori.
    • 5La società di capitali o società cooperativa che subisce una perdita contabile sulla partecipazione a un’altra società di capitali o cooperativa a seguito della ripresa degli attivi e dei passivi di quest’ultima non può dedurre fiscalmente tale perdita; un eventuale utile contabile sulla partecipazione è imponibile.
    • 5. Ammortamenti

      Art. 71 1Gli ammortamenti sugli attivi giustificati dall’uso commerciale sono ammessi nella misura in cui sono stati contabilizzati o, in mancanza di contabilità commerciale, figurano in speciali tabelle di ammortamento.
    • 2In generale gli ammortamenti sono calcolati in funzione del valore effettivo dei singoli elementi patrimoniali oppure sono ripartiti in funzione della durata probabile dell’utilizzazione dei singoli elementi.[134]
    • 3Gli ammortamenti su attivi rivalutati per compensare perdite sono ammessi unicamente se le rivalutazioni erano autorizzate dal diritto commerciale e le perdite potevano essere dedotte al momento dell’ammortamento giusta l’articolo 75 capoverso 1.
    • 4Le rettifiche di valore e gli ammortamenti sul costo d’investimento relativo alle partecipazioni che adempiono le condizioni dell’articolo 77 capoverso 5 lettera b) sono aggiunti agli utili imponibili, per quanto non siano più giustificati.[135]
    • 6. Accantonamenti

      Art. 72 1Sono ammessi, a carico del conto profitti e perdite, accantonamenti per:
    • a) gli impegni sussistenti nel corso dell’esercizio il cui ammontare è ancora indeterminato;
    • b) i rischi di perdite su attivi del patrimonio circolante, segnatamente sulle merci e sui debitori;
    • c) gli altri rischi di perdite imminenti dell’esercizio.
    • d) futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi, fino al 10 per cento dell’utile imponibile, ma complessivamente non oltre 1 milione di franchi.[136]
    • 2Gli accantonamenti ammessi negli anni precedenti sono aggiunti all’utile imponibile nella misura in cui non sono più giustificati.
    • 7. Sostituzione di beni[137]

      Art. 73 1In caso di sostituzione di immobilizzi necessari all’azienda, le riserve occulte possono essere trasferite su beni sostitutivi se questi beni sono parimenti necessari all’azienda e sono situati in Svizzera. Rimane salva l’imposizione in caso di sostituzione di immobili con beni mobili.[138]
    • 1bisIn caso di sostituzione di partecipazioni, le riserve occulte possono essere trasferite su una nuova partecipazione se la partecipazione alienata è pari almeno al 10 per cento del capitale azionario o sociale o almeno al 10 per cento dell’utile e delle riserve dell’altra società e la società di capitali o la società cooperativa l’ha detenuta come tale per almeno un anno.[139]
    • 2Se la sostituzione non avviene nel corso dello stesso esercizio, è ammessa la costituzione di un accantonamento pari all’ammontare delle riserve occulte. Tale accantonamento deve essere utilizzato entro un termine ragionevole per l’ammortamento del nuovo immobilizzo oppure sciolto mediante accreditamento nel conto profitti e perdite.
    • 3Sono considerati necessari all’azienda gli immobilizzi che servono direttamente all’esercizio; sono in particolare esclusi gli elementi patrimoniali utilizzati unicamente per il loro valore di collocamento o il loro reddito.
    • 8. Utili di associazioni, fondazioni e
      investimenti collettivi di capitale[140]

      Art. 74 1I contributi alle associazioni versati dai membri e gli apporti al patrimonio delle fondazioni non costituiscono utile imponibile.
    • 2Dai proventi imponibili delle associazioni possono essere dedotte integralmente tutte le spese necessarie per conseguirli; le altre spese possono essere dedotte solo nella misura in cui superano i contributi dei membri.
    • 3Gli investimenti collettivi di capitale (art. 59 cpv. 2) soggiacciono all’imposta sull’utile per il reddito da possesso fondiario diretto.[141]
    • 9. Deduzione delle perdite

      Art. 75[142] 1Dall’utile netto del periodo fiscale sono dedotte le perdite dei sette esercizi precedenti il periodo fiscale (art. 100), in quanto non se ne sia potuto tener conto per il calcolo dell’utile netto imponibile di quegli anni.
    • 2Le perdite degli esercizi anteriori che non abbiano ancora potuto essere dedotte dagli utili possono essere compensate con le prestazioni destinate a equilibrare un bilancio deficitario nell’ambito di un risanamento e che non costituiscono apporti ai sensi dell’articolo 69 lettera a).
    • 3I capoversi 1 e 2 si applicano anche in caso di trasferimento della sede o dell’amministrazione effettiva all’interno della Svizzera.
  • Capitolo II
    Calcolo dell’imposta
    • Società di capitali e società cooperative
      1. In generale

      Art. 76[143] L’imposta sull’utile delle società di capitali e delle società cooperative è del 9 per cento dell’utile netto.
    • 2. Riduzione per partecipazioni

      Art. 77[144] 1L’imposta sull’utile di una società di capitali o di una società cooperativa è ridotta nella proporzione esistente fra il ricavo netto dei diritti di partecipazione e l’utile netto complessivo se la società:
    • a) partecipa in ragione almeno del 10 per cento al capitale azionario o sociale di un’altra società;
    • b) partecipa in ragione almeno del 10 per cento agli utili e alle riserve di un’altra società; o
    • c) detiene diritti di partecipazione pari a un valore venale di almeno un milione di franchi.[145]
    • 2Il ricavo netto da partecipazioni secondo il capoverso 1 corrisponde al reddito delle medesime dedotti i costi di finanziamento e un contributo del 5 per cento per la copertura delle spese amministrative; è riservata la prova delle spese amministrative effettive.
    • Sono considerati costi di finanziamento gli interessi passivi nonché gli altri costi economicamente equiparabili agli interessi passivi. Il ricavo da partecipazioni comprende inoltre gli utili in capitale delle partecipazioni, come pure il ricavo dalla vendita dei relativi diritti di opzione. È riservato l’articolo 314a.
    • 3Non sono ricavo da partecipazioni:
    • a) i proventi che rappresentano spese giustificate dall’uso commerciale presso la società di capitali o la società cooperativa che li versa;
    • b) gli utili derivanti dalla rivalutazione di partecipazioni.
    • 4Il ricavo da una partecipazione è considerato nel calcolo della riduzione soltanto nella misura in cui nessun ammortamento, connesso a tale ricavo, sia effettuato su questa partecipazione a carico dell’utile netto imponibile (art. 66 e segg.).
    • 5Gli utili in capitale sono considerati nel calcolo della riduzione soltanto:
    • a) nella misura in cui il provento dell’alienazione è superiore al costo d’investimento;
    • b) se la partecipazione alienata ammontava almeno al 10 per cento del capitale azionario o sociale di un’altra società o dava diritto ad almeno il 10 per cento degli utili e delle riserve di un’altra società ed era per almeno un anno detenuta dalla società di capitali o dalla società cooperativa alienante; se in seguito ad alienazione parziale della partecipazione la percentuale scende al di sotto del 10 per cento, la riduzione per ciascun utile ulteriore da alienazione può essere chiesta soltanto a condizione che i diritti di partecipazione alla fine dell’anno fiscale precedente l’alienazione corrispondevano a un valore venale di almeno un milione di franchi.[146]
    • 6Le operazioni che portano a un risparmio fiscale ingiustificato in seno al gruppo implicano una rettifica degli utili imponibili o una diminuzione della riduzione. Vi è risparmio fiscale ingiustificato se c’è un nesso causale tra utili e perdite o ammortamenti su partecipazioni ai sensi dell’articolo 71 e dei capoversi 1 e 4 del presente articolo.
    • Associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche

      Art. 78 1L’imposta sull’utile delle associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche, comprese le aziende di corporazioni di diritto pubblico non esonerate ai sensi dell’articolo 65 lettera c), è del 4 per cento dell’utile netto.[147]
    • 2L’utile inferiore a 5000.– franchi non è imponibile.
    • Investimenti collettivi di capitale[148]

      Art. 79[149] L’imposta sull’utile degli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto è del 9 per cento dell’utile netto.
  • TITOLO III
    Imposta sul capitale
  • Capitolo I
    Oggetto dell’imposta
    • Principio

      Art. 80[150] L’imposta sul capitale ha per oggetto il capitale proprio.
    • Società di capitali e società cooperative
      1. In generale

      Art. 81[151] 1Il capitale proprio imponibile delle società di capitali e delle società cooperative comprende il capitale azionario o sociale liberato, gli apporti, l’aggio e i pagamenti suppletivi ai sensi dell’articolo 19 capoverso 3, esposti nel bilancio commerciale, le riserve palesi e le riserve latenti costituite per il tramite di utili imposti.
    • 2Il capitale proprio imponibile delle società holding (art. 91), di amministrazione (art. 92) e ausiliarie (art. 93) comprende il capitale azionario o sociale liberato, gli apporti, l’aggio e i pagamenti suppletivi ai sensi dell’articolo 19 capoverso 3, esposti nel bilancio commerciale, le riserve palesi e le riserve latenti costituite per il tramite di utili imposti.
    • 3È imponibile almeno il capitale azionario o sociale liberato, compreso il capitale di partecipazione liberato.
    • 2. Capitale proprio occulto

      Art. 82[152] Il capitale proprio imponibile delle società di capitali e delle società cooperative è aumentato della parte di capitale di terzi che, economicamente, svolge la funzione di capitale proprio.
    • Associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche

      Art. 85[154] Il capitale imponibile di associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche corrisponde alla loro sostanza netta determinata in base alle disposizioni applicabili alle persone fisiche.
    • Investimenti collettivi di capitale[155]

      Art. 86 1Il capitale imponibile degli investimenti collettivi di capitale corrisponde alla loro sostanza immobiliare netta. Gli immobili e i loro accessori sono valutati per il valore di stima ufficiale.[156]
    • 2I debiti in capitale ed interessi, escluse le quote dei soci, sono ammessi nella proporzione esistente fra la sostanza lorda imponibile e la sostanza lorda complessiva.
  • Capitolo II
    Calcolo dell’imposta
    • Calcolo dell’imposta

      Art. 87 1L’imposta sul capitale è del 1,5 per mille del capitale imponibile.[157]
    • 2Il capitale di associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche non è imponibile se è inferiore a 50’000.-- franchi.
    • Principio

      Art. 88 Le società di capitali e le società cooperative devono pagare un’imposta minima sugli immobili situati nel Cantone, quando quest’imposta è superiore all’imposta sull’utile e sul capitale imponibile.
    • Eccezioni

      Art. 89 Sono esonerati dal pagamento dell’imposta minima le società di capitali di nuova costituzione per l’anno di fondazione e i due anni fiscali seguenti se non risultano da una trasformazione.
  • Capitolo II
    Calcolo dell’imposta
    • Calcolo dell’imposta

      Art. 90 1L’imposta minima è dell’1 per mille del valore di stima ufficiale alla fine dell’esercizio commerciale, esclusa ogni deduzione di debiti.[158]
    • 2Essa è dovuta in sostituzione delle imposte sull’utile e sul capitale.
  • TITOLO V
    Tassazioni speciali
    • Società holding

      Art. 91 1Le società di capitali e le società cooperative il cui scopo statutario consiste essenzialmente nell’amministrazione durevole di partecipazioni e che non esercitano alcuna attività commerciale in Svizzera, non pagano l’imposta sull’utile netto, se a lunga scadenza le partecipazioni o il reddito delle stesse rappresentano almeno due terzi degli attivi o ricavi complessivi.
    • 2Esse pagano un’imposta sul capitale pari allo 0.15 per mille del capitale proprio imponibile determinato secondo l’articolo 81 capoverso 2, ritenuto un minimo di 500.-- franchi indipendentemente dalla durata dell’assoggettamento.[159]
    • 3...[160]
    • 4Le società holding che sono proprietarie di beni immobili nel Cantone pagano inoltre le imposte immobiliari (art. 98 e 293) nonché l’imposta cantonale e comunale secondo l’aliquota ordinaria delle persone giuridiche (art. 76 e 87):
    • a) sull’utile netto che si otterrà deducendo dal reddito lordo dei beni immobili le spese causate dagli immobili e le deduzioni corrispondenti all’onere ipotecario usuale;
    • b) sulla sostanza netta che si otterrà deducendo dal valore di bilancio (che non potrà essere inferiore al valore di stima) dei beni immobili, i debiti ipotecari considerati usuali.
    • 5Da queste società non è riscossa alcuna altra contribuzione cantonale o comunale, riservata la tassazione degli utili immobiliari.[161]
    • Società di amministrazione[162]

      Art. 92[163] 1Le società di capitali, le società cooperative e le fondazioni che esercitano un’attività amministrativa nel Cantone, senza esercitare un’attività commerciale in Svizzera, pagano l’imposta sull’utile come segue:
    • a) i ricavi da partecipazioni ai sensi dell’articolo 77, nonché gli utili in capitale e di rivalutazione su queste partecipazioni sono esenti da imposta;
    • b) gli altri proventi da fonti svizzere sono imposti secondo la tariffa ordinaria (art. 76);
    • c) gli altri proventi da fonti estere sono imposti secondo la tariffa ordinaria (art. 76) in funzione dell’importanza dell’attività amministrativa esercitata nel Cantone;
    • d) gli oneri giustificati dall’uso commerciale, in relazione economica con determinati redditi e proventi sono previamente dedotti dai medesimi. Le perdite subite su partecipazioni ai sensi della lettera a) possono essere compensate soltanto con i ricavi ivi menzionati.
    • 2Esse pagano un’imposta sul capitale dello 0.15 per mille del capitale proprio imponibile determinato secondo l’articolo 81 capoverso 2.
    • 3L’imposta sull’utile e sul capitale è almeno di 500.-- franchi indipendentemente dalla durata dell’assoggettamento.
    • Società ausiliarie

      Art. 93[164] 1Le società di capitali e le cooperative che esercitano un’attività commerciale principalmente rivolta all’estero e solo marginalmente in Svizzera pagano l’imposta sull’utile secondo l’articolo 92. Gli altri proventi da fonti estere secondo l’articolo 92 capoverso 1 lettera c) sono imposti in funzione dell’importanza dell’attività commerciale svolta in Svizzera.
    • 2Esse pagano un’imposta sul capitale dello 0.15 per mille del capitale proprio imponibile determinato secondo l’articolo 81 capoverso 2.
    • 3L’imposta sull’utile e sul capitale è almeno di 500.-- franchi indipendentemente dalla durata dell’assoggettamento.
    • Convenzioni internazionali

      Art. 94 Sono esclusi dall’esenzione e dalla riduzione dell’imposta sull’utile giusta gli articoli 91, 92 e 93 i proventi e i ricavi per i quali viene richiesto uno sgravio dalle imposte estere alla fonte, sempre che la Convenzione internazionale ne disponga l’imposizione ordinaria in Svizzera.
  • TITOLO VI
    Imposta immobiliare
  • Capitolo I
    Oggetto dell’imposta
    • Principio

      Art. 95[165] Le persone giuridiche devono pagare un’imposta immobiliare sugli immobili di loro proprietà alla fine dell’anno civile. L’imposta immobiliare non è commisurata alla durata dell’assoggettamento.
    • Esenzioni

      Art. 96 1Non sono soggetti all’imposta immobiliare gli immobili di contribuenti dichiarati esenti dalla presente legge, ad eccezione di quelli appartenenti alle istituzioni di previdenza professionale di cui all’articolo 65 lettera d), alle casse malattia di cui all’articolo 65 lettera e), alle imprese di trasporto concessionarie di cui all’articolo 65 lettera h) e agli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto di cui all’articolo 65 lettera l).[166]
    • 2Sono pure esenti gli immobili di stabilimenti e di aziende delle persone giuridiche dell’articolo 65 lettera c) che svolgono attività economiche in concorrenza con i privati.[167]
  • Capitolo II
    Calcolo dell’imposta
    • Principio

      Art. 97[168] L’imposta immobiliare è calcolata sul valore di stima ufficiale alla fine dell’anno civile, esclusa ogni deduzione di debiti.
    • Aliquote

      Art. 98[169] L’imposta immobiliare è calcolata con le seguenti aliquote:
    • a) 1 per mille per immobili appartenenti a associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche;
    • b) 2 per mille per immobili appartenenti a società di capitali, società cooperative e a investimenti collettivi di capitale;
    • c) …
  • Capitolo III
    Riversamento ai comuni
    • Riversamento ai comuni dell’imposta
      immobiliare cantonale delle aziende idroelettriche

      Art. 99[170] Lo Stato corrisponde il 40 per cento dell’importo dell’imposta immobiliare delle aziende idroelettriche ai comuni partecipanti a qualsiasi titolo al riparto, in base alla legge speciale, proporzionalmente all’imposta base loro assegnata.
  • TITOLO VII
    Basi temporali
    • Periodo fiscale

      Art. 100 1Le imposte sull’utile e sul capitale sono fissate per ogni periodo fiscale.
    • 2Il periodo fiscale corrisponde all’esercizio commerciale.
    • 3Ogni anno civile, eccettuato l’anno di fondazione, i conti devono essere chiusi con un bilancio e un conto profitti e perdite. I conti devono pure essere chiusi in caso di trasferimento all’estero della sede, del centro della direzione effettiva o di uno stabilimento d’impresa come anche alla fine della liquidazione.[171]
    • Calcolo dell’utile netto

      Art. 101 1L’utile netto imponibile è calcolato in funzione del risultato realizzato durante il periodo fiscale.
    • 2In caso di scioglimento di una persona giuridica o di trasferimento all’estero della sede, del centro della direzione effettiva o di uno stabilimento d’impresa, le riserve occulte costituite mediante utili non assoggettati all’imposta sono imposte unitamente all’utile netto dell’ultimo esercizio.[172]
    • 3La regola prevista dal capoverso 2 si applica anche in caso di passaggio da un regime di tassazione ordinaria a un regime di tassazione speciale.
    • Determinazione del capitale imponibile

      Art. 102 1Il capitale imponibile è calcolato in base al suo stato alla fine del periodo fiscale.
    • 2Quando l’esercizio commerciale dura meno o più di un anno l’imposta sul capitale è commisurata alla durata dell’esercizio.
    • Aliquota d’imposta

      Art. 103 Sono applicabili le aliquote d’imposta vigenti alla fine del periodo fiscale.
  • PARTE QUARTA
  • IMPOSIZIONE ALLA FONTE DELLE PERSONE FISICHE E GIURIDICHE
  • TITOLO I
    Persone fisiche con domicilio o dimora fiscali nel Cantone
  • Capitolo I
    Assoggettamento all’imposta
    Persone assoggettate all’imposta alla fonte
    • Art. 104 1I lavoratori stranieri che, senza permesso di domicilio della polizia degli stranieri, hanno domicilio o dimora fiscali nel Cantone, sono assoggettati ad una trattenuta d’imposta alla fonte per il loro reddito da attività lucrativa dipendente. Ne sono eccettuati gli introiti assoggettati all’imposizione secondo l’art. 37a. L’imposta alla fonte sostituisce le imposte riscosse secondo la procedura ordinaria. È riservata la tassazione ordinaria giusta gli art. 112 e 113.[173]
    • 2I coniugi che vivono in comunione domestica sono tuttavia tassati secondo la procedura ordinaria se uno di essi ha la cittadinanza svizzera o possiede il permesso di domicilio.
    • Prestazioni imponibili

      Art. 105 1L’imposta alla fonte è calcolata sui proventi lordi.
    • 2Sono imponibili:
    • a) tutti i redditi da attività dipendente, compresi i redditi accessori come indennità per prestazioni speciali, provvigioni, assegni, premi per anzianità di servizio, gratificazioni, mance, tantièmes, vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di collaboratore e altri vantaggi valutabili in denaro;[174]
    • b) tutti i proventi compensativi sostitutivi del reddito da attività dipendente come pure i proventi da assicurazioni contro le malattie, da assicurazioni contro gli infortuni o dall’assicurazione contro la disoccupazione. Fanno in particolare parte di questi proventi le indennità giornaliere, le rendite parziali e i versamenti in capitale sostitutivi di queste ultime.
    • 3Le prestazioni in natura sono, di regola, valutate secondo le norme dell’assicurazione federale per la vecchiaia e i superstiti.
  • Capitolo II
    Calcolo della trattenuta d’imposta
    • Principio

      Art. 106 1Il Consiglio di Stato stabilisce le aliquote per le imposte alla fonte conformemente alle aliquote per l’imposta sul reddito delle persone fisiche.
    • 2Le aliquote d’imposta alla fonte di cui agli articoli da 104 a 111 sostituiscono le imposte cantonali e comunali prelevate con la procedura ordinaria. L’imposta comunale è calcolata secondo l’onere fiscale medio del Cantone. Resta riservato l’articolo 114 capoverso 2.[175]
    • 3Esse sono, ai fini del calcolo della trattenuta d’imposta alla fonte, aumentate delle corrispondenti aliquote dell’imposta federale diretta.
    • Struttura delle aliquote

      Art. 107 1Le aliquote d’imposta alla fonte tengono conto, in forma forfettaria delle spese professionali (art. 25) e per premi di assicurazione (art. 32 cpv. 1 lett. d, f e g), nonché della deduzione per figli (art. 34 lett. a).
    • 2La trattenuta d’imposta alla fonte per i coniugi, che vivono in comunione domestica ed esercitano entrambi un’attività lucrativa, sono calcolate secondo le aliquote che tengono conto del cumulo dei redditi (art. 8 cpv. 1), degli importi forfettari e delle deduzioni previste dal capoverso 1 e della deduzione concessa in caso di attività lucrativa dei due coniugi (art. 32 cpv. 2).
    • Tipi di aliquote

      Art. 108 1La trattenuta dell’imposta alla fonte è stabilita sulla base di un’aliquota per:
    • a) persone sole;
    • b) coniugati con un solo reddito viventi in comunione domestica, nonché per i contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che vivono in comunione domestica con figli minorenni o con figli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale;[176]
    • c) coniugati con doppio reddito che vivono in comunione domestica;
    • d) redditi accessori. L’aliquota è del 10 per cento.[177]
    • 2[178]
    • 3Per la trattenuta d’imposta alla fonte è determinante la situazione al momento del pagamento, del versamento, del bonifico o della compensazione. Le modificazioni dello stato civile o del numero dei figli, come pure l’inizio o la cessazione dell’attività lucrativa del coniuge sono considerati a partire dalla successiva trattenuta d’imposta.
    • 4Il Consiglio di Stato stabilisce le condizioni e le modalità di applicazione dell’aliquota per i redditi accessori (cpv. 1 lett. d).[179]
    • Aliquote per proventi compensativi
      1 Versamenti in capitale per prestazioni ricorrenti

      Art. 109 I versamenti in capitale per prestazioni ricorrenti sono tassati, tenuto conto dei redditi da attività lucrativa dipendente, con l’aliquota che sarebbe applicabile se, invece del versamento in capitale, fosse corrisposta una prestazione ricorrente.
    • 2 Altri proventi compensativi
      a) Versamento tramite il datore di lavoro

      Art. 110 Le indennità giornaliere e gli altri proventi compensativi versati dal datore di lavoro sono tassati, congiuntamente al reddito da attività lucrativa dipendente, conformemente alle corrispondenti aliquote d’imposta alla fonte.
    • b) Versamento tramite gli istituti di assicurazione

      Art. 111 1Le indennità versate dagli istituti di assicurazione, direttamente al contribuente assicurato, a integrale compensazione del reddito da attività lucrativa dipendente sono tassate conformemente alle corrispondenti aliquote d’imposta alla fonte.
    • 2Per le prestazioni che gli istituti di assicurazione versano direttamente al contribuente assicurato e che non tengono conto del guadagno assicurato o che sono aggiuntive ad un eventuale reddito da attività lucrativa dipendente, l’aliquota d’imposta alla fonte (federale, cantonale e comunale) è del 10 per cento.[180]
  • Capitolo III
    Riserva della tassazione ordinaria
    • Tassazione ordinaria complementare

      Art. 112 1Le persone assoggettate all’imposta alla fonte sono imponibili secondo la procedura ordinaria per la sostanza e per i redditi non assoggettati all’imposta alla fonte. Al calcolo delle aliquote si applica per analogia l’articolo 6.
    • 2Il contribuente è in questi casi tenuto a presentare una dichiarazione d’imposta.
    • Tassazione ordinaria sostitutiva

      Art. 113 1Quando i proventi lordi assoggettati all’imposta alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica con lui superano, nel corso di un anno civile, l’importo stabilito dal Consiglio di Stato, è eseguita una tassazione ordinaria sostitutiva. Tale tassazione è mantenuta negli anni successivi anche quando il reddito non raggiunge più, temporaneamente o durevolmente, l’importo stabilito dal Consiglio di Stato.
    • 2Nel caso di tassazione ordinaria sostitutiva l’imposta continua ad essere prelevata alla fonte; essa è computata, senza interessi, sull’imposta ordinaria sostitutiva. L’autorità fiscale può autorizzare il debitore della prestazione imponibile a rinunciare alla trattenuta d’imposta a condizione che questi presti una sufficiente garanzia.
  • TITOLO II
    Persone senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera
  • Capitolo I
    Assoggettamento e calcolo dell’imposta
    • Lavoratori

      Art. 114 1I lavoratori che, senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera, esercitano un’attività lucrativa dipendente nel Cantone per brevi periodi, durante la settimana o come frontalieri, sono assoggettati all’imposta alla fonte sul reddito della loro attività conformemente agli articoli 104-111.
    • 2Per i frontalieri, l’imposta comunale corrisponde all’ammontare dell’imposta cantonale.[181]
    • Artisti, sportivi e conferenzieri

      Art. 115 1I professionisti dello spettacolo come gli artisti di teatro, di varietà, di cinema, della radio o della televisione come pure i musicisti, gli altri artisti, gli sportivi e i conferenzieri, domiciliati all’estero devono pagare l’imposta sui proventi della loro attività personale nel Cantone, comprese le rispettive indennità. La stessa cosa vale per i proventi e le indennità che non sono pagati all’artista, allo sportivo o al conferenziere medesimo, ma ad un terzo che ha organizzato la loro attività.
    • 2L’aliquota della trattenuta per l’imposta cantonale e comunale è del:
    • - 14,2 per cento per introiti giornalieri fino a 200.- franchi;
    • - 17,6 per cento per introiti giornalieri di 201.- franchi fino a 1000.- franchi;
    • - 20 per cento per introiti giornalieri di 1001.- franchi e fino a 3000.- franchi;
    • - 23 per cento per introiti giornalieri superiori a 3000.- franchi.
    • 3Gli introiti giornalieri comprendono le entrate lorde, comprensive di tutti i redditi accessori e le indennità, fatta deduzione dei costi di conseguimento.
    • 4L’organizzatore della manifestazione è solidalmente responsabile del pagamento dell’imposta.
    • 5Il Consiglio di Stato disciplina le modalità di calcolo degli introiti giornalieri e dei costi di conseguimento e stabilisce l’ammontare dei proventi esenti dall’imposta.
    • Amministratori

      Art. 116[182] 1Le persone, domiciliate all’estero, membri dell’amministrazione o della direzione di persone giuridiche aventi sede o amministrazione effettiva nel Cantone, devono l’imposta sui tantièmes, gettoni di presenza, indennità fisse, partecipazioni di collaboratore e altre rimunerazioni loro versate.
    • 2Le persone, domiciliate all’estero, membri dell’amministrazione o della direzione di imprese estere aventi uno stabilimento d’impresa nel Cantone, devono l’imposta sui tantièmes, gettoni di presenza, indennità fisse, partecipazioni di collaboratore e altre rimunerazioni loro versate e addebitate allo stabilimento d’impresa.
    • 3L’aliquota della trattenuta per l’imposta cantonale e comunale è stabilita al 25 per cento dei proventi lordi.
    • Creditori ipotecari

      Art. 117 1Le persone, domiciliate all’estero, titolari o usufruttuarie di crediti garantiti mediante pegno immobiliare o manuale su fondi situati nel Cantone, devono l’imposta sugli interessi loro versati.
    • 2L’aliquota della trattenuta per l’imposta cantonale e comunale è stabilita al 30 per cento dei proventi lordi.
    • Beneficiari di prestazioni
      previdenziali dell’impiego pubblico[183]

      Art. 118[184] 1I beneficiari domiciliati all’estero che, in seguito a precedenti attività dipendenti di diritto pubblico, ricevono pensioni, assegni di quiescenza o altre prestazioni da un datore di lavoro o da un’istituzione di previdenza avente sede nel Cantone, devono l’imposta su tali prestazioni.
    • 2L’aliquota della trattenuta per l’imposta cantonale e comunale è stabilita al 9 per cento dei proventi lordi. Per le prestazioni in capitale l’aliquota è calcolata conformemente all’articolo 38.[185]
    • Beneficiari di prestazioni previdenziali
      di diritto privato

      Art. 119 1Le persone, domiciliate all’estero, che, in seguito a precedenti attività dipendenti di diritto privato, ricevono prestazioni da istituzioni di diritto privato di previdenza professionale o da forme riconosciute di previdenza individuale vincolata con sede o stabilimento d’impresa nel Cantone, devono l’imposta su queste prestazioni.
    • 2L’aliquota della trattenuta per l’imposta cantonale e comunale è stabilità al 9 per cento dei proventi lordi. Per le prestazioni in capitale l’aliquota è calcolata conformemente all’articolo 38.3)
    • Lavoratori di un’impresa di trasporto internazionale

      Art. 120 Le persone, domiciliate all’estero, che lavorano nel traffico internazionale a bordo di una nave o di un battello, di un aeromobile o di un veicolo di trasporto stradale e che ricevono un salario o altre rimunerazioni da un datore di lavoro avente sede o stabilimento d’impresa nel Cantone, devono l’imposta su tali prestazioni conformemente agli articoli 104 - 111.
    • Beneficiari delle partecipazioni di collaboratore

      Art. 120a[186] 1Le persone domiciliate all’estero al momento in cui realizzano vantaggi valutabili in denaro risultanti da opzioni bloccate di collaboratore (art. 16b cpv. 3) devono, conformemente all’art. 16d, una quota proporzionale dell’imposta per il vantaggio valutabile in denaro.
    • 2L’aliquota della trattenuta per l’imposta cantonale e comunale è stabilita al 25 per cento del vantaggio valutabile in denaro.
    • Definizione

      Art. 120b[187] Sono contribuenti domiciliati all’estero ai sensi degli articoli 115-120a le persone fisiche senza domicilio o dimora fiscale in Svizzera e le persone giuridiche che non hanno né la sede né l’amministrazione effettiva in Svizzera.
  • TITOLO III
    Obblighi del debitore della prestazione imponibile
    • Obbligo del debitore della prestazione imponibile[188]

      Art. 121 1Il debitore della prestazione imponibile ha l’obbligo di:
    • a) trattenere l’imposta dovuta alla scadenza delle prestazioni pecuniarie e di riscuotere, presso il contribuente o il lavoratore, l’imposta dovuta sulle altre prestazioni (segnatamente le prestazioni in natura e le mance);
    • b) fornire al contribuente una distinta o un’attestazione relativa alla trattenuta d’imposta;
    • c) versare periodicamente le imposte all’autorità fiscale competente, allestire, all’intenzione di quest’ultima, i conteggi corrispondenti e consentire alla medesima la consultazione di tutti i documenti utili al controllo della riscossione dell’imposta.
    • d) versare la quota proporzionale dell’imposta sulle opzioni di collaboratore esercitate all’estero; il datore di lavoro deve la quota proporzionale dell’imposta anche se il vantaggio valutabile in denaro è versato da una società estera del gruppo.[189]
    • 1bisIl debitore della prestazione imponibile che omette di inviare i conteggi d’imposta o che presenta i conteggi incompleti, è diffidato a rimediarvi entro un congruo termine. Per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato.[190]
    • 1terContro la diffida è data facoltà di reclamo all’autorità fiscale e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.[191]
    • 2Per i contribuenti di cui all’articolo 104 l’imposta deve essere parimenti trattenuta se il contribuente ha domicilio o dimora fiscali in un altro Cantone.
    • 3Il debitore della prestazione imponibile è solidalmente responsabile con il contribuente o il lavoratore per il prelevamento delle imposte alla fonte. Egli è inoltre l’unico responsabile del successivo riversamento degli importi ricevuti all’autorità fiscale.
    • 4Il debitore della prestazione imponibile riceve, nel caso di utilizzo dell’applicativo Ifonte, una provvigione di riscossione del 2 per cento sulle imposte trattenute e riversate e dell’1 per cento negli altri casi. La provvigione è direttamente dedotta dall’importo del riversamento e può essere ridotta dall’autorità fiscale se il debitore della prestazione imponibile contravviene ai suoi obblighi procedurali. Essa decade completamente nel caso in cui l’autorità fiscale deve procedere ad una tassazione d’ufficio per la mancata presentazione del conteggio di cui al capoverso 1 lettera c).[192]
  • TITOLO IV
    Relazioni intercantonali
    • Relazioni intercantonali

      Art. 122 1I cantoni si prestano gratuitamente assistenza amministrativa e giudiziaria per la riscossione dell’imposta alla fonte. L’imposta alla fonte riscossa conformemente all’articolo 121 capoverso 2 è versata al Cantone che ha il diritto di tassare.
    • 2L’obbligo del debitore della prestazione imponibile di trattenere l’imposta è retto dal diritto del Cantone nel quale egli ha la propria sede o stabilimento d’impresa.
    • 3Il contribuente è tassato conformemente al diritto del Cantone che ha il diritto di tassare. Le imposte trattenute, versate da un debitore fuori Cantone, sono computate, senza interessi, sull’imposta dovuta. In caso di differenze rilevanti le imposte riscosse in più sono restituite al contribuente e dell’imposta non ancora versata gli è chiesto il pagamento.
    • 4Se una persona fisica assoggettata all’imposta secondo gli articoli 104 e 113 trasferisce il proprio domicilio o la propria dimora all’interno della Svizzera, il Cantone di domicilio o di dimora interessato ha diritto di tassarla proporzionatamente alla durata dell’assoggettamento.[193]
  • PARTE QUINTA
  • IMPOSIZIONE DEGLI UTILI IMMOBILIARI
  • Capitolo I
    Oggetto dell’imposta
    • Oggetto dell’imposta

      Art. 123 L’imposta sugli utili immobiliari ha per oggetto i guadagni realizzati con il trasferimento della proprietà di immobili o di parti di essi, che appartengono alla sostanza privata o aziendale del contribuente.
  • Capitolo II
    Trasferimenti
    • Trasferimenti imponibili

      Art. 124 1E’ imponibile il trasferimento di proprietà immobiliari e qualsiasi negozio giuridico i cui effetti, riguardo al potere di disporre del fondo, sono parificabili, economicamente, a quelli di un trasferimento di proprietà.
    • 2Sono in particolare imponibili:
    • a) le compravendite immobiliari;
    • b) le permute;
    • c) lo scioglimento delle proprietà collettive;
    • d) le costituzioni a favore di terzi e le alienazioni di diritti di superficie che abbiano il carattere del diritto per sé stante e permanente i cui effetti siano economicamente parificabili a un’alienazione della proprietà;
    • e) le costituzioni di servitù di diritto privato se limitano lo sfruttamento incondizionato o diminuiscono il valore venale di un fondo in modo duraturo e importante e si fanno dietro versamento di un’indennità;
    • f) le cessioni successive di diritti, in particolare le cessioni di diritti di compera;
    • g) gli apporti a una società;
    • h) le alienazioni di azioni o di quote di società immobiliari o di altre società, se nel patrimonio hanno un valore preponderante i fondi e le partecipazioni a società immobiliari;
    • i) le espropriazioni formali e materiali.
    • Differimento dell’imposizione

      Art. 125 L’imposizione degli utili immobiliari è differita nei seguenti casi di:
    • a) trasferimento per successione, legato, donazione o altro contratto soggetto all’imposta di successione o donazione;[194]
    • b) trasferimento fra coniugi per pretese riferite al regime matrimoniale, o a indennità per contributi straordinari di un coniuge al mantenimento della famiglia (art. 165 CC), oppure a pretese fondate sul diritto del divorzio. Il differimento è ammesso unicamente se ambedue i coniugi lo richiedono;[195]
    • c) scioglimento delle comunioni ereditarie come pure delle altre proprietà collettive, per queste ultime solo quando la divisione avviene in natura e senza conguaglio in denaro;
    • d) ricomposizione particellare ai fini di un raggruppamento di terreni, di un piano di quartiere, di rettificazione dei limiti di proprietà, di un arrotondamento dei poderi agricoli, nonché in caso di ricomposizione particellare nell’ambito di una procedura di espropriazione o di un’espropriazione imminente;
    • e) ristrutturazioni, in particolare in caso di fusione, di scissione o di trasformazione secondo gli articoli 18 e 70. Al verificarsi delle condizioni di cui agli articoli 18 capoverso 2, rispettivamente 70 capoversi 2 e 4 l’imposta sugli utili immobiliari è prelevata a posteriori secondo la procedura di cui agli articoli 236-238;[196]
    • f) reinvestimento secondo gli articoli 29 e 73;
    • g) alienazione di un’abitazione primaria (casa monofamiliare o appartamento) che ha servito durevolmente e esclusivamente all’uso personale del contribuente, a condizione che il ricavo sia destinato entro un termine di due anni all’acquisto o alla costruzione, in Svizzera, di un’abitazione sostitutiva adibita al medesimo scopo.[197]
    • Esenzioni

      Art. 126 Sono esentati dall’imposta sugli utili immobiliari:
    • a) la Confederazione e i suoi stabilimenti, giusta il diritto federale;
    • b) il Cantone e i suoi stabilimenti;
    • c) i Comuni, le Parrocchie e i Patriziati del Cantone, nonché le altre collettività territoriali di diritto pubblico del Cantone come pure i loro stabilimenti e le loro aziende. Sono per contro imponibili i trasferimenti di immobili destinati ad attività economiche svolte in concorrenza con i privati;
    • d) le imprese di trasporto e d’infrastruttura, titolari di una concessione federale di cui all’art. 65 lettera h). Sono per contro imponibili i trasferimenti di immobili che non hanno una relazione necessaria con l’attività concessionaria;[198]
    • e) gli Stati esteri per quanto concerne i loro immobili situati in Svizzera e destinati esclusivamente all’uso diretto da parte delle loro rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché i beneficiari istituzionali di esenzioni fiscali di cui all’articolo 2 capoverso 1 della legge del 22 giugno 2007 sullo Stato ospite per gli immobili di cui sono proprietari e che sono occupati dai loro servizi.[199]
  • Capitolo III
    Debitore dell’imposta e garanzia
    • Debitore dell’imposta e ipoteca legale

      Art. 127 1Debitore dell’imposta è l’alienante.
    • 2Il coniuge e i figli sono imposti separatamente per gli utili immobiliari da loro conseguiti.
    • 3A garanzia del pagamento dell’imposta è data un’ipoteca legale conformemente agli articoli 252-254.
  • Capitolo IV
    Oggetto dell’imposizione
    • Utile immobiliare

      Art. 128 1L’utile imponibile corrisponde alla differenza tra il valore di alienazione e il valore di investimento (valore di acquisto e costi di investimento).
    • 2Per il calcolo dell’utile e la durata della proprietà è determinante il precedente trasferimento.
    • 3Nel caso di alienazione di immobili il cui precedente trasferimento è stato oggetto di tassazione differita secondo l’articolo 125 lettere a), b), c), e) per il valore di acquisto e la durata della proprietà fa stato la situazione dell’ultimo trasferimento imponibile.
    • 4Nel caso di alienazione di immobili il cui precedente trasferimento è stato oggetto di tassazione differita secondo l’articolo 125 lettera d) per il valore di acquisto e la durata della proprietà fa stato l’acquisto dell’immobile la cui tassazione è stata differita.
    • 5Nel caso di alienazione di immobili il cui precedente trasferimento è stato oggetto di tassazione differita secondo l’articolo 125 lettere f) e g) il calcolo dell’utile tiene conto anche dell’utile conseguito con il trasferimento dell’immobile oggetto di tassazione differita. L’acquisto di quest’ultimo immobile fa stato per la durata della proprietà.
    • Valore di investimento

      Art. 129 1Il valore di investimento è il valore di acquisto aumentato dei costi di investimento.
    • 2In caso di proprietà di durata superiore a venti anni l’alienante può chiedere che il valore di stima vigente venti anni prima del trasferimento di proprietà valga quale valore di investimento fino a tale data.
    • Valore di acquisto

      Art. 130 Il valore di acquisto è quello accertato dalla precedente tassazione o, in assenza di questa, il prezzo risultante dai pubblici registri.
    • Valore di alienazione

      Art. 131 1Il valore di alienazione è quello risultante dall’atto notarile o dalla contrattazione.
    • 2Eventuali prestazioni valutabili in denaro o apporti risultanti da trasferimenti tra società e azionisti o persone vicine sono considerati nella determinazione del valore di alienazione.
    • Momento determinante

      Art. 132 Quale data di trasferimento della proprietà, rispettivamente di acquisto fa stato l’iscrizione a Registro fondiario; per le contrattazioni non soggette a iscrizione la data della stipulazione.
    • Indennità di inconvenienza

      Art. 133 Le indennità di inconvenienza in caso di espropriazione non sono computabili ai fini dell’imposta sugli utili immobiliari.
    • Costi di investimento e perdite

      Art. 134 1Sono considerati costi d’investimento:
    • – i costi di acquisto e di vendita, quali le spese notarili, di iscrizione, di bollo e le provvigioni usuali debitamente comprovate versate a un mediatore;
    • – i costi che hanno aumentato il valore del fondo alienato quali i costi di costruzione e di miglioria, i contributi di miglioria, le tasse di allacciamento e il contributo di plusvalore di cui agli art. 93 e seguenti della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 (LST);
    • – le indennità versate per la costituzione di servitù o di oneri fondiari a favore del fondo alienato, rispettivamente quelle versate per liberarlo da servitù e oneri fondiari che lo gravavano al momento del precedente acquisto.[200]
    • 2Non possono essere fatte valere le spese che sono state dedotte nella determinazione del reddito o dell’utile imponibili e il valore del lavoro effettuato dal proprietario sul suo proprio immobile quando non è stato assoggettato all’imposta sul reddito o sull’utile.
    • 3Dal valore di investimento sono dedotti i sussidi versati a fondo perso da enti pubblici, nonché gli indennizzi assicurativi e le prestazioni di terzi che l’alienante non reinveste o non rimborsa.
    • 4Le perdite e gli utili derivanti da alienazioni di quote di comproprietà o di proprietà per piani di un unico immobile oppure di case a schiera facenti parte di un unico complesso immobiliare possono essere compensati a condizione che si riferiscano alle alienazioni avvenute entro l’anno dal rilascio del primo permesso di abitabilità anche parziale. Per la determinazione delle perdite compensabili l’autorità fiscale stabilisce d’ufficio il valore di alienazione quando il prezzo indicato dalle parti è manifestamente inferiore al valore reale.
    • Le perdite compensate non possono essere fatte valere nell’imposta ordinaria sul reddito e sull’utile.
    • 5Sulle vendite effettuate entro due anni dall’abitabilità anche parziale dell’immobile l’alienante può chiedere in deduzione le perdite subite nella gestione dell’immobile durante il primo anno di abitabilità anche parziale.
    • In tal caso le perdite non possono essere fatte valere nell’imposta ordinaria sul reddito e sull’utile.
    • Computo delle perdite aziendali

      Art. 134a[201] 1In mancanza di altri redditi o utili, le perdite d’esercizio di un periodo fiscale sono computate con gli utili immobiliari realizzati dal contribuente, nel medesimo periodo fiscale, tramite trasferimento della proprietà di immobili appartenenti alla sostanza aziendale. Se dopo questo primo computo resta un’eccedenza, sono computate le perdite ai sensi degli articoli 30 e 75.
    • 2Le perdite ai sensi degli articoli 30 e 75, sono anzitutto computate sugli utili d’esercizio o altri redditi imponibili ordinariamente e, in secondo luogo, sugli utili immobiliari realizzati dal contribuente, nel medesimo periodo fiscale, tramite trasferimento della proprietà di immobili appartenenti alla sostanza aziendale.
    • 3Le perdite ai sensi dei capoversi 1 e 2, computabili sugli utili immobiliari della sostanza aziendale, sono ripartite in proporzione agli utili conseguiti su ciascun immobile venduto nel corso del periodo fiscale.
    • 4Le perdite risultanti dopo le compensazioni secondo i capoversi 1 e 2 sono riportate conformemente agli articoli 30 e 75.
    • 5Nelle relazioni intercantonali ed internazionali, per la determinazione degli utili e delle perdite d’esercizio ai sensi dei capoversi 1 e 2, sono applicabili i principi del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale.
    • Alienazione parziale

      Art. 135 Nel caso di alienazione parziale con versamento di un’indennità di svalutazione per la parte residua, il relativo valore di investimento è, ai fini dell’imposizione, calcolato proporzionalmente.
    • Immobili acquistati in epoche diverse

      Art. 136 1Se immobili acquistati in epoche diverse sono ceduti per un valore globale, il valore di alienazione è ripartito proporzionalmente al valore commerciale dei singoli immobili.
    • 2La durata della proprietà è stabilita per ogni singolo immobile.
    • Immobili acquistati per un valore globale

      Art. 137[202] Se un immobile acquistato assieme ad altri per un valore globale è alienato separatamente, il valore di acquisto è ripartito proporzionalmente al valore commerciale dei singoli immobili.
    • Acquisto in procedure esecutive

      Art. 138 1Se l’alienante ha acquistato il fondo in una procedura esecutiva in cui era interessato come creditore ipotecario, nel calcolo del valore di investimento si considera l’importo del suo credito rimasto scoperto, oltre agli interessi garantiti dal pegno, a condizione che lo abbia abbandonato nei confronti del debitore.
    • 2Il capoverso 1 non è applicabile quando la perdita è già stata considerata ai fini dell’imposta sull’utile o sul reddito.
  • Capitolo V
    Calcolo dell’imposta
    • Aliquote

      Art. 139[203] L’aliquota d’imposta corrisponde, se l’alienante è proprietario del fondo:
    • fino a 1anno  al31per cento
      da oltre 1anno e fino a 2anni al30per cento
      da oltre 2anni e fino a 3anni al29per cento
      da oltre 3anni e fino a 4anni al28per cento
      da oltre 4anni e fino a 5anni al27per cento
      da oltre 5anni e fino a 6anni al26per cento
      da oltre 6anni e fino a 7anni al23per cento
      da oltre 7anni e fino a 8anni al20per cento
      da oltre 8anni e fino a 9anni al17per cento
      da oltre 9anni e fino a10anni al14per cento
      da oltre10anni e fino a11anni al11per cento
      da oltre11anni e fino a12anni al10per cento
      da oltre12anni e fino a13anni al 9per cento
      da oltre13anni e fino a14anni al 8per cento
      da oltre14anni e fino a15anni al 7per cento
      da oltre15anni e fino a20anni al 6per cento
      da oltre20anni e fino a30anni al 5per cento
      da oltre30anni  al 4per cento
  • PARTE SESTA
  • IMPOSIZIONE DELLE SUCCESSIONI E DONAZIONI
  • TITOLO I
    Obbligazione tributaria
  • Capitolo I
    Oggetti
    • Imposta sulle successioni

      Art. 141 Sono sottoposti all’imposta sulle successioni:
    • a) le trasmissioni di beni e di diritti per successione legittima;
    • b) le trasmissioni di beni e di diritti e le liberalità per disposizione a causa di morte, segnatamente mediante istituzione di erede o legato (per testamento o contratto successorio), sostituzione volgare, sostituzione fedecommissaria, fondazione o donazione;
    • c) le immissioni in possesso anche provvisorie nei beni di una persona scomparsa (art. 546 CCS), riservata la restituzione dell’imposta in caso di ricomparsa (art. 547 CCS);
    • d) le prestazioni derivanti da assicurazioni private di capitali soggette a riscatto acquisite al decesso dell’assicurato, quando il beneficiario non è identico allo stipulante.
    • Imposta sulle donazioni
      1 In genere

      Art. 142 1All’imposta sulle donazioni sono soggette tutte le liberalità e assegnazioni tra vivi, devolute senza una controprestazione corrispondente.
    • 2Sono in particolare donazioni:
    • a) le assicurazioni a favore di terze persone (art. 78 LF sul contratto di assicurazione), per l’ammontare della somma percepita dal beneficiario quando l’assicurato è ancora in vita;
    • b) le assegnazioni di beni a una fondazione costituita per atto tra vivi;
    • c) gli anticipi ereditari, anche se soggetti a collazione;
    • d) le assegnazioni di beni a dipendenza di contratti di rinuncia o di fine ereditaria (art. 495 CCS);
    • e) le liberalità contenute in un contratto misto o simulato;
    • f) la costituzione e la cessione di diritti a favore di terze persone e la rinuncia ad essi.
    • 3Non è imponibile la rinuncia al diritto di usufrutto se il nudo proprietario è già stato imposto per questo diritto.
    • 2 Contratti di vitalizio o di rendita vitalizia

      Art. 143 1I contratti di vitalizio (art. 521 ss. CO) e di rendita vitalizia (art. 516 ss. CO) sono soggetti all’imposta sulle donazioni nella misura in cui rappresentano una liberalità.
    • 2Se il contratto comprende beni immobili, la loro valutazione, ai fini dell’accertamento di una eventuale liberalità, avviene sulla base del valore commerciale.
    • Imposizione degli oneri gravanti
      la sostanza devoluta
      1 Usufrutti

      Art. 144 1Se i beni trasmessi per successione, legato o liberalità sono gravati da usufrutto a titolo gratuito in favore di terze persone, l’usufruttuario deve l’imposta di successione o di donazione, avuto riguardo alla sua parentela col defunto o donante:
    • a) sulla metà del valore dei beni gravati, se egli ha meno di 50 anni o se si tratta di una persona giuridica;
    • b) sul quarto del valore dei beni gravati, se egli è in età dai 50 ai 69 anni compiuti;
    • c) sull’ottavo del valore dei beni gravati, se egli ha più di 69 anni.
    • 2In caso di usufrutto temporaneo, l’usufruttuario deve l’imposta sul valore capitalizzato del diritto, calcolato in base all’articolo 145 capoverso 1 lettera b).
    • 3Il nudo proprietario deve l’imposta sulla parte non tassata a carico dell’usufruttuario.
    • 2 Pensioni, rendite e altre prestazioni annue

      Art. 145 1Qualora i beni trasmessi per successione, legato o liberalità siano gravati da una prestazione annua gratuita in favore di terze persone, il beneficiario della prestazione deve l’imposta, avuto riguardo alla sua parentela col defunto o donante, sul valore capitalizzato determinato come segue:
    • a) nel caso di prestazione vitalizia, moltiplicando la stessa:
    • per 17 fino all’età di39 anni,
      per 14 da 40 a 49 anni,
      per 11 da 50 a 59 anni,
      per 7 da 60 a 69 anni,
      per 4,5 da 70 a 79 anni,
      per 2,5 da 80 a 89 anni,
      per 1,5 a partire dai 90 anni;
    • b) nel caso di prestazioni per un periodo limitato, moltiplicando la stessa per il numero delle annualità per le quali fu istituita, ritenuta tuttavia l’imposizione del capitale così ottenuto nella misura del:
    • 90 per cento se la prestazione ha una durata da 1 a 5 anni,
      85 per cento se la prestazione ha una durata da 6 a 10 anni,
      80 per cento se la prestazione ha una durata da 11 a 15 anni,
      75 per cento se la prestazione ha una durata da 16 a 20 anni.
    • Se la durata supera i 20 anni, la percentuale d’imposizione diminuisce del 5 per cento per ogni periodo di 5 anni.
    • 2Il debitore della prestazione deve l’imposta sulla parte non tassata a carico del beneficiario della prestazione.[205]
    • 3 Oneri gravanti trasmissioni esenti

      Art. 146 L’usufruttuario e il beneficiario di prestazioni annue, menzionati negli articoli 144 e 145, devono l’imposta anche se l’erede, il legatario o il donatario cui furono trasmessi i beni gravati è esente dall’imposta di successione o di donazione.
  • Capitolo II
    Premesse di luogo e di tempo
    • Imposta sulle successioni

      Art. 147 L’obbligazione tributaria nasce quando:
    • a) il defunto aveva domicilio o dimora fiscali nel Cantone al momento del decesso;
    • b) la successione si è aperta nel Cantone;
    • c) alla successione appartengono immobili e relativi accessori nel Cantone oppure crediti garantiti da pegno immobiliare o manuale su immobili nel Cantone.
    • d) alla successione appartengono stabilimenti d’impresa nel Cantone.[206]
    • Imposta sulle donazioni

      Art. 148 L’obbligazione tributaria sorge quando:
    • a) il donante ha il domicilio o la dimora fiscali nel Cantone al momento del trasferimento patrimoniale;
    • b) vengono donati immobili situati nel Cantone;
    • c) il donatario con domicilio o dimora fiscali nel Cantone riceve beni mobili da un donante all’estero.
    • d) vengono donati stabilimenti d’impresa nel Cantone.[207]
  • Capitolo III
    Rapporti con altre sovranità fiscali
    • Successioni aperte nel Cantone

      Art. 149 Per le successioni aperte nel Cantone, l’imposta è dovuta su tutti i beni mobili di qualsiasi natura e ovunque posti, e sui beni immobili nel Cantone, facenti parte dell’asse ereditario.
    • Successioni aperte fuori Cantone

      Art. 150[208] 1Per le successioni aperte in un altro Cantone l’imposta è dovuta sui beni immobili nel Cantone e relativi accessori (art. 644 CCS).
    • 2Per le successioni aperte all’estero l’imposta è dovuta sui beni descritti al capoverso 1 e sui crediti garantiti da pegno immobiliare o manuale su immobili nel Cantone e sui beni di uno stabilimento d’impresa nel Cantone.
  • Capitolo IV
    Debitori d’imposta e responsabilità
    • Debitori d’imposta

      Art. 151 L’imposta è dovuta dagli eredi legittimi, istituiti o sostituiti, dai legatari, dagli usufruttuari, dai beneficiari di prestazioni periodiche, assicurazioni o liberalità.
    • Responsabilità

      Art. 152 1Gli eredi sono tenuti solidalmente, sino a concorrenza della loro quota ereditaria, al pagamento dell’imposta sulle quote ereditarie, sui legati, sulle rendite e sugli usufrutti.
    • 2L’esecutore testamentario e l’amministratore della successione rispondono solidalmente con gli eredi e i legatari per le imposte di successione sino a concorrenza dell’attivo netto al giorno del decesso.
    • 3Per il pagamento dell’imposta sulle donazioni sono responsabili solidalmente il donante e, in caso di donazione concomitante a più persone, sino a concorrenza delle quote ricevute, i donatari.
    • 4Il debitore di crediti garantiti nel Cantone è responsabile solidalmente nei confronti dello Stato del pagamento dell’imposta dovuta sui suddetti crediti.
    • 5Non si dà responsabilità quando il responsabile prova di aver usato la diligenza imposta dalle circostanze.
    • Contestazione fra eredi, legatari o donatari

      Art. 153 1Lo Stato ha il diritto di percepire l’imposta anche in caso di contestazione fra gli eredi, legatari o donatari, in base al patrimonio accertato, alla legge e, ove vi siano disposizioni a causa di morte o liberalità, in base alle stesse.
    • 2In caso di successiva modificazione della posizione dell’erede, legatario o donatario, decretata dal giudice, è data la facoltà di rettifica della tassazione entro 10 anni dalla fine dell’anno in cui ebbe luogo l’apertura della successione o l’esecuzione delle liberalità.
  • Capitolo V
    Esenzioni
    • Di soggetti

      Art. 154 1Sono esenti dall’imposta di successione e donazione:
    • a) la Confederazione e i suoi stabilimenti, giusta il diritto federale;
    • b) il Cantone e i suoi stabilimenti;
    • c) i Comuni, le Parrocchie e i Patriziati nonché le altre collettività territoriali di diritto pubblico del Cantone;
    • d) le persone giuridiche con sede nel Cantone, che perseguono uno scopo pubblico o di esclusiva pubblica utilità oppure scopi ideali nel Cantone o di interesse della comunità svizzera, per le devoluzioni e le liberalità esclusivamente e irrevocabilmente destinate a tali fini;
    • e) le istituzioni di previdenza professionale di imprese che hanno domicilio, sede o stabilimento d’impresa in Svizzera, e di imprese che sono loro vicine, a condizione che le risorse di tali istituzioni siano durevolmente ed esclusivamente devolute alla previdenza professionale;
    • f) il coniuge, i discendenti e ascendenti in linea diretta, compresi gli adottivi.[209]
    • 2Gli enti di cui al capoverso 1 lettera d) soggiacciono all’imposta di successione e donazione per le devoluzioni e le liberalità che, entro un lasso ragionevole di tempo, non vengono impiegate direttamente alla realizzazione degli scopi specifici.
    • 3L’autorità fiscale può esonerare, in tutto o in parte:
    • a) le istituzioni di pubblica utilità con sede nel Cantone, se la loro attività riveste carattere internazionale;
    • b) le istituzioni di pubblica utilità con sede in altro Cantone, se la loro attività riveste carattere nazionale o internazionale.
    • Di quote

      Art. 155 1Sono esenti dall’imposta di donazione:
    • a) i doni usuali e di beneficenza e regali occasionali fino a 10’000.- franchi all’anno per donatario;
    • b) ...[210]
    • c) ...[211]
    • d) il condono di debiti nella misura in cui il debitore è insolvibile;
    • e) i premi d’onore conferiti da enti con sede nel Cantone che beneficiano dell’esenzione a norma dell’articolo 154. Il Consiglio di Stato può esentare i premi d’onore conferiti da enti di chiara fama con sede all’estero.
    • 2Per le successioni apertesi a partire dal 1° gennaio 1987 sono esenti da imposta i primi 50’000.- franchi di capitali depositati su libretti o conti di risparmio o di deposito o di stipendio.
    • 3Allo scopo di rendere fruibile al pubblico beni mobili protetti, il Consiglio di Stato può esentare dall'imposta di successione questi beni, a condizione che i medesimi siano affidati gratuitamente e irrevocabilmente, per un periodo di almeno 20 anni, al Cantone o ad un'istituzione culturale riconosciuta con sede nel Cantone, esonerata dall'imposta di successione ai sensi dell'art. 154, che si impegna ad esporli al pubblico[212] .
    • Accordi di reciprocità

      Art. 156 Il Consiglio di Stato è autorizzato a stipulare con gli altri cantoni accordi di reciprocità estendenti l’esenzione a tali cantoni, ai loro comuni e alle opere ed istituzioni di pubblica utilità ivi site.
  • TITOLO II
    Determinazione della sostanza imponibile
  • Capitolo I
    Momento determinante
    • Momento determinante

      Art. 157 Per la determinazione della sostanza imponibile fa stato il valore al momento dell’apertura della successione o dell’esecuzione della liberalità.
  • Capitolo II
    Attivi
    • Immobili

      Art. 158 1Gli immobili e i loro accessori sono imposti al valore di stima ufficiale.
    • 2In caso di modifica essenziale e permanente del valore del fondo derivante da un mutamento oggettivo della natura fisica o giuridica dello stesso, l’autorità, gli eredi o il donatario possono chiedere una diversa valutazione che tenga conto della nuova situazione al momento dell’apertura della successione o del trasferimento di proprietà per atto tra vivi.
    • Beni mobili

      Art. 159 1I beni mobili sono di regola valutati al loro valore commerciale.
    • 2Le merci sono valutate al prezzo di acquisto o di costo, oppure al prezzo di mercato se questo è inferiore.
    • 3I semoventi sono valutati alla media tra valore venale e valore di reddito.
    • 4I titoli sono valutati al valore di borsa o di mercato oppure, in difetto di questo, al valore commerciale.
    • 5I diritti e i crediti sono computati al valore nominale; per quelli contestati o di dubbia esigibilità si tiene conto della perdita probabile.
    • 6Le prestazioni da contratti di assicurazione sono imposte per la somma corrisposta, rispettivamente per il valore di riscatto.
  • Capitolo III
    Debiti
    • Della successione

      Art. 160 1Dall’attivo lordo della successione sono deducibili:
    • a) i debiti comprovati del defunto, per i quali gli eredi rispondono personalmente;
    • b) le spese funerarie usuali, le spese di esecuzione testamentaria, di pubblicazione del testamento e di amministrazione giudiziaria;
    • c) i diritti d’usufrutto preesistenti.
    • 2I debiti garantiti da immobili all’estero sono ammessi sino a concorrenza del valore degli immobili stessi.
    • 3Le prestazioni a titolo di assistenza sono riconosciute come passività della successione se fatte in virtu di un obbligo legale (art. 328 e 329, cpv. 2 CCS).
    • 4Nel caso di assoggettamento limitato all’imposta di successione, i debiti riconosciuti sono deducibili nella proporzione esistente fra attivo lordo complessivo e attivo lordo nel Cantone.
    • Della donazione

      Art. 161 1Dal valore dei beni ceduti sono deducibili:
    • a) i debiti comprovati del donante posti a carico del donatario con l’atto di donazione, se effettivamente assunti;
    • b) i diritti d’usufrutto preesistenti.
    • 2Non è per contro deducibile il diritto di usufrutto riservato al donante e, congiuntamente, al suo coniuge.
  • TITOLO III
    Calcolo dell’imposta
  • Capitolo I
    Principio
    • Principio

      Art. 162 L’imposta è commisurata sul valore della quota spettante ad ogni erede o dei beni devoluti ad ogni legatario o donatario.
  • Capitolo II
    Aliquote
    • Aliquote[214]

      Art. 164[215] 1L’imposta sulle successioni e sulle donazioni per i gradi di parentela di cui alla lettera b) è prelevata in base alle aliquote e ai coefficienti che seguono:
    • a) aliquota d’imposta base in percento del valore imponibile
    • Categorie Aliquote di ogni categoria % Imposta dovuta per il massimo di ogni categoria Fr. Aliquota effettiva del massimo di categoria %
      fino  a fr. 10 000.-- 5,95 595.-- 5,950
      da fr. 10 100.-- a fr. 30 000.-- 6,80 1 955.-- 6,516
      da fr. 30 100.-- a fr. 50 000.-- 7,65 3 485.-- 6,970
      da fr. 50 100.-- a fr. 75 000.-- 8,50 5 610.-- 7,480
      da fr. 75 100.-- a fr. 100 000.-- 9,35 7 947.50 7,947
      da fr. 100 100.-- a fr. 150 000.-- 10,20 13 047.50 8,698
      da fr. 150 100.-- a fr. 225 000.-- 11,05 21 335.-- 9,482
      da fr. 225 100.-- a fr. 300 000.-- 12,33 30 582.50 10,194
      da fr. 300 100.-- a fr. 425 000.-- 14,03 48 120.-- 11,322
      da fr. 425 100.-- a fr. 675 000.-- 15,73 87 445.-- 12,954
      da fr. 675 100.-- in avanti  17,85  
    • b) coefficienti e aliquote massime per i singoli gradi di parentela
    • GradoCoefficienteAliquota massima
      1. Fratelli, figliastri1.015.5%
      2. Nipoti (figli di fratelli o sorelle), figli di figliastri, zii, patrigno, matrigna 
      1.3
       
      18.5%
      3. Pronipoti (figli dei figli di fratelli o sorelle) prozii, primi cugini, cognati, genero, nuora, suoceri, fratellastri 
       
      1.8
       
       
      27.0%
      4. Parenti di ogni altro grado e non parenti3.041.0%
    • 2Le frazioni di sostanza inferiori a 100.-- franchi non sono computate.
    • 3La parentela va intesa per consanguineità e non per affinità. Gli affini, salvo quelli sopra specificati, devono l’imposta prevista per i parenti di ogni altro grado e i non parenti.
    • 4...[216]
  • Capitolo III
    Devoluzioni successive
    • Devoluzioni successive

      Art. 165 1Nel caso in cui lo stesso beneficiario riceva dalla medesima persona ripetute devoluzioni, l’imposta è commisurata all’importo complessivo delle devoluzioni.
    • 2Dall’imposta così determinata viene tuttavia dedotta l’imposta relativa alle precedenti devoluzioni, ricalcolata con le aliquote applicabili alla devoluzione attuale.
    • 3Le devoluzioni non imponibili nel Cantone sono considerate unicamente per la determinazione dell’aliquota.
    • 4I trapassi risalenti ad oltre 10 anni dall’apertura della successione o dell’esecuzione della liberalità oggetto di tassazione non sono computati.
  • Capitolo IV
    Universalità delle sostanze
    • Universalità delle sostanze

      Art. 166 Per la determinazione dell’aliquota fa stato l’intera sostanza devoluta ovunque posta.
  • Capitolo V
    Sostituzioni fedecommissarie
    • Sostituzioni fedecommissarie

      Art. 167 1Nelle sostituzioni fedecommissarie, l’imposta dovuta dall’erede istituito è ridotta a un terzo. Qualora si estingua la sostituzione, è dovuta anche la differenza dei due terzi.
    • 2Se il disponente ha autorizzato l’erede istituito a disporre di tutti i beni soggetti al fedecommesso, è dovuta l’intera imposta.
    • 3Il sostituito deve al momento della trasmissione l’intera imposta sul valore della sostanza trasmessagli, avuto riguardo alla sua parentela con il disponente.
  • Capitolo VI
    Partecipazione dei comuni all’imposta di successione
  • TITOLO IV
    Inventario
  • Capitolo I
    Misure cautelative
    • In genere

      Art. 169 1Il Municipio del luogo di decesso, il Municipio di ultimo domicilio o dimora fiscali del defunto e dei comuni dove il defunto teneva casa, appartamento o ufficio, provvedono immediatamente alle misure opportune ad evitare la distrazione di beni della successione.
    • 2I municipi nominano a tale scopo, ogni quadriennio, nel loro seno o fuori, un delegato speciale e uno o più supplenti.
    • 3Il delegato ed i supplenti prestano giuramento per il fedele e coscienzioso adempimento del loro mandato davanti al Municipio.
    • 4Dell’avvenuta nomina e dell’avvenuta prestazione di giuramento va data notifica all’autorità fiscale.
    • 5Il delegato ed i supplenti sono tenuti al segreto d’ufficio e devono ricusarsi o possono essere ricusati conformemente all’articolo 182.
    • Apposizione di sigilli

      Art. 170 1In ogni caso di decesso i delegati comunali procedono immediatamente all’apposizione dei sigilli ai locali e ai mobili dove si presume possano trovarsi o dove vengono deposti, a cura del delegato, oggetti di valore, registri, carte di famiglia, titoli, documenti, nonché alle casseforti e alle cassette di sicurezza presso istituti di credito o presso terzi che ne abbiano custodia.
    • 2Le chiavi delle casseforti e delle cassette di sicurezza sono prese in consegna dal delegato.
    • 3Gli istituti di credito e i depositari di qualunque natura sono tenuti a permettere l’apposizione dei sigilli alle casseforti e alle cassette di sicurezza anche in mancanza d’autorizzazione degli eredi o dei mandatari.
    • 4L’apposizione dei sigilli può essere omessa per le successioni di persone manifestamente sprovviste di sostanza.
    • 5Dell’avvenuta apposizione dei sigilli viene redatto verbale, firmato dal delegato comunale e dagli eredi o loro rappresentanti che hanno assistito alle operazioni. Il verbale menziona le formalità osservate, il luogo ove sono depositati gli oggetti messi sotto sigillo e viene trasmesso immediatamente all’autorità fiscale.
  • Capitolo II
    Inventario
    • Allestimento

      Art. 171 1L’inventario è allestito al decesso di ogni persona domiciliata, dimorante, residente o comunque imponibile nel Cantone.
    • 2In caso di assoggettamento all’imposta in virtù dell’appartenenza economica, l’autorità fiscale può limitare l’inventario ai beni imponibili nel Cantone.
    • 3La eventuale contestazione della sovranità fiscale del Cantone non sospende l’allestimento dell’inventario.
    • Autorità delegata all’inventario

      Art. 172 1L’inventario è allestito a cura dell’autorità fiscale.
    • 2Le operazioni di inventario possono essere affidate in tutto o in parte al delegato comunale che dispone delle facoltà concesse all’autorità fiscale cantonale.
    • 3L’allestimento dell’inventario può essere affidato dall’autorità fiscale agli eredi assegnando loro un congruo termine.
    • Apertura dell’inventario

      Art. 173 Le operazioni d’inventario hanno inizio:
    • a) quando l’autorità ne fissa la data di apertura convocando almeno uno degli eredi maggiorenni raggiungibile e i rappresentanti degli eredi minorenni o interdetti; la non comparsa non pregiudica la validità degli inventari;
    • b) quando l’autorità intima agli eredi, o ai loro rappresentanti, l’atto ufficiale per la notifica dell’inventario; l’intimazione è ritenuta valida se fatta ad almeno uno degli eredi.
    • Levata dei sigilli

      Art. 174 1All’inizio delle operazioni di inventario l’autorità provvede alla levata dei sigilli con l’assistenza del delegato comunale che li ha apposti. Se constata una manomissione, ne fa immediato rapporto.
    • 2I sigilli possono essere riapposti in caso di interruzione delle operazioni di inventario.
    • Inventario giudiziario

      Art. 175 1Qualora l’apposizione dei sigilli e l’inventario siano stati ordinati dall’autorità giudiziaria, l’autorità fiscale è preventivamente avvertita e può assistere ad ogni operazione con tutti i diritti che la legge concede agli interessati.
    • 2Copia dell’inventario giudiziario è intimata a cura del notaio incaricato all’autorità fiscale entro sessanta giorni dalla sua chiusura.
    • Contenuto dell’inventario

      Art. 176 1L’inventario comprende la sostanza del defunto, del coniuge e dei figli minorenni.
    • 2Nell’inventario saranno pure annotate circostanze importanti per la tassazione.
    • 3L’inventario è redatto secondo le norme definite dal regolamento.
    • Chiusura delle operazioni di inventario

      Art. 177 1Alla chiusura delle operazioni di inventario gli eredi e gli interessati intervenuti ne certificano, con la loro firma, la completezza, affermando di non conoscere l’esistenza di altri beni della successione, di non averne asportati né visti asportare, di non sapere che ne siano stati asportati o nascosti.
    • 2In caso di rifiuto ne è fatta menzione motivata nel verbale; all’autorità fiscale è riservata la facoltà di procedere alla determinazione d’ufficio dell’inventario.
    • Controllo dell’inventario

      Art. 178 Se l’autorità competente constata che non furono inventariati beni figuranti nell’ultima dichiarazione, rispettivamente nell’ultima tassazione definitiva del defunto, li aggiunge all’inventario. In tal caso spetta agli eredi rendere verosimile la loro scomparsa.
  • PARTE SETTIMA
  • PROCEDURA
  • TITOLO I
    Autorità fiscali
  • Capitolo I
    Organizzazione tributaria
    • Autorità di vigilanza

      Art. 179 Il Consiglio di Stato esercita la vigilanza sull’applicazione della presente legge per il tramite del Dipartimento competente.
    • Autorità di applicazione

      Art. 180 1L’applicazione della presente legge è affidata alla Divisione delle contribuzioni che elabora le direttive di applicazione della legge, dei regolamenti e delle ordinanze ed è responsabile della tassazione corretta ed uniforme nel Cantone.
    • 2La Divisione delle contribuzioni ha tutte le facoltà conferite dalla presente legge all’autorità fiscale e di tassazione. Essa assicura in particolare un’adeguata informazione ai contribuenti e può emanare delle disposizioni che regolano la trasmissione di dati fiscali in forma cartacea ed elettronica tra autorità fiscali e contribuenti, rispettivamente terzi legittimati, nonché la conservazione e la distruzione di tali dati.[218]
    • 3Il Consiglio di Stato disciplina l’organizzazione della Divisione delle contribuzioni e stabilisce le competenze della stessa e dei suoi Uffici.
  • Capitolo II
    Delegazione tributaria comunale
    • Delegazione tributaria comunale

      Art. 181 1In ogni Comune è costituita una delegazione tributaria composta di un minimo di tre membri, nominati dal Municipio. Un funzionario comunale funge da segretario della delegazione.
    • 2La delegazione tributaria ha il compito di fornire all’autorità di tassazione tutte le informazioni atte ad un giusto apprezzamento dell’imponibile nel Comune; essa può essere chiamata a coadiuvare l’autorità di tassazione nell’esame delle dichiarazioni dei contribuenti soggetti a imposizione nel Comune.
    • 3I membri della delegazione tributaria e il segretario sono tenuti all’obbligo del segreto conformemente all’articolo 183.
    • 4La nomina della delegazione tributaria e il periodo di carica sono disciplinati dalla legge organica comunale.
  • TITOLO II
    Principi generali di procedura
  • Capitolo I
    Doveri delle autorità
    • Ricusazione

      Art. 182 1Chiunque, nell’esecuzione della presente legge, deve prendere una decisione o partecipare in modo determinante alla sua elaborazione, è tenuto ad astenersi se:
    • a) ha un interesse personale nella causa;
    • b) è il coniuge o il partner registrato di una parte o convive di fatto con lei;[219]
    • bbis) è parente o affine in linea retta, o in linea collaterale fino al terzo grado, con una parte;[220]
    • c) è rappresentante di una parte o ha agito per essa nella medesima causa;
    • d) può avere per altri motivi una prevenzione nella causa.
    • 2Il motivo della ricusazione può essere invocato da ogni persona partecipante alla procedura con istanza motivata al Dipartimento competente.
    • 3Contro la decisione del Dipartimento è dato ricorso entro trenta giorni dalla notifica alla Camera di diritto tributario del Tribunale di Appello.
    • Segreto fiscale

      Art. 183 1Chiunque è incaricato dell’esecuzione della presente legge o è chiamato a collaborarvi è tenuto al segreto sui fatti di cui viene a conoscenza nell’esercizio della sua funzione e sulle deliberazioni dell’autorità e a negare a terzi l’esame degli atti ufficiali.
    • 2L’informazione è ammessa nella misura in cui esista un fondamento legale nel diritto federale o cantonale.
    • 3L’obbligo del segreto non si estingue con la cessazione della funzione.
    • Assistenza tra autorità fiscali

      Art. 184 1Le autorità incaricate dell’esecuzione della presente legge si assistono vicendevolmente nell’adempimento del loro compito; possono comunicare gratuitamente le informazioni necessarie alle autorità fiscali della Confederazione, dei cantoni e dei comuni e possono permettere loro, a domanda, di consultare gli atti ufficiali. I fatti annunciati o accertati in applicazione della presente prescrizione soggiacciono all’obbligo del segreto secondo l’articolo 183.
    • 2Se risulta dalla dichiarazione di imposta di una persona con domicilio o sede nel Cantone che è parimenti contribuente in un altro Cantone, l’autorità di tassazione comunica alle autorità fiscali dell’altro Cantone la dichiarazione di imposta e la tassazione.[221]
    • Assistenza di altre autorità

      Art. 185 1Le autorità amministrative e giudiziarie della Confederazione, dei cantoni e dei comuni, anche se vincolate dal segreto d’ufficio, comunicano gratuitamente, su richiesta, tutte le informazioni necessarie per l’applicazione della presente legge alle autorità incaricate della sua esecuzione. Esse segnalano spontaneamente all’autorità fiscale tutti i casi, constatati nella loro attività, che possono configurare un’infrazione ai doveri fiscali.
    • 2Gli organi di corporazioni e stabilimenti ai quali sono delegati compiti che incombono all’amministrazione pubblica, come pure gli enti sussidiati sottostanno, per quanto riguarda il dovere di collaborare, agli stessi obblighi delle autorità menzionate al capoverso 1.
    • 3Sono esonerati dall’obbligo di informare e di comunicare gli organi della Posta svizzera e degli istituti pubblici di credito, per fatti vincolati a un segreto speciale imposto dalla legge.[222]
    • Trattamento dei dati

      Art. 185a[223] 1La Divisione delle contribuzioni gestisce, per l’adempimento dei compiti in virtù della presente legge, un sistema d’informazione. Quest’ultimo può contenere dati personali degni di particolare protezione riguardanti sanzioni amministrative e penali rilevanti in materia fiscale.
    • 2Per adempiere i loro compiti legali, la Divisione delle contribuzioni e le autorità di cui all’articolo 184 sono autorizzate a utilizzare sistematicamente il numero d’assicurato dell’assicurazione vecchiaia e superstiti conformemente alle disposizioni della legge federale del 20 dicembre 1946 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti.
    • 3Alfine di garantire l’assistenza amministrativa di cui agli art. 184 e 185, i dati sono trasmessi singolarmente, mediante liste o su supporti elettronici di dati. Possono essere resi accessibili anche mediante una procedura di richiamo. L’assistenza amministrativa è gratuita.
    • 4Devono essere trasmessi tutti i dati dei contribuenti che possono servire alla tassazione e alla riscossione delle imposte, segnatamente:
    • a) l’identità;
    • b) lo stato civile, il luogo di domicilio e di dimora, il permesso di dimora e l’attività lucrativa;
    • c) gli atti giuridici;
    • d) le prestazioni di un ente pubblico.
  • Capitolo II
    Situazione procedurale dei coniugi
    • Situazione procedurale dei coniugi

      Art. 186 1I coniugi non separati legalmente o di fatto esercitano ed assumono in comune i diritti e gli obblighi che la legge conferisce al contribuente.
    • 2La dichiarazione d’imposta deve essere firmata da entrambi. Quando la dichiarazione è firmata da uno solo dei coniugi è presunta la rappresentanza contrattuale tra coniugi.
    • 3I rimedi giuridici e le altre notificazioni sono considerati tempestivi se uno dei coniugi ha agito in tempo utile.
    • 4Ogni comunicazione delle autorità fiscali a contribuenti coniugati che vivono in comunione domestica è indirizzata congiuntamente ai due coniugi.
  • Capitolo III
    Diritti procedurali del contribuente
    • Esame degli atti

      Art. 187 1Il contribuente ha facoltà di esaminare gli atti da lui prodotti o firmati. I coniugi tassati congiuntamente hanno un diritto reciproco di esaminare gli atti.
    • 2Egli può esaminare gli altri atti dopo l’accertamento dei fatti, sempreché un interesse pubblico o privato non vi si opponga.
    • 3L’atto il cui esame è stato negato al contribuente può essere adoperato contro di lui soltanto qualora l’autorità gliene abbia comunicato oralmente o per scritto il contenuto essenziale e, inoltre, gli abbia dato la possibilità di pronunciarsi e di indicare prove contrarie.
    • 4A domanda del contribuente, l’autorità che nega il diritto d’esame gli conferma il diniego mediante decisione impugnabile con ricorso alla Camera di diritto tributario.
    • Ammissione delle prove

      Art. 188 Le prove offerte dal contribuente devono essere ammesse nella misura in cui siano idonee ad accertare fatti rilevanti per la tassazione.
    • Notifica

      Art. 189 1Le decisioni sono notificate al contribuente per scritto e devono indicare i rimedi giuridici.
    • 2Se il contribuente è d’ignota dimora o se egli dimora all’estero e non ha un rappresentante in Svizzera, la decisione può essergli notificata validamente mediante pubblicazione nel Foglio ufficiale del Cantone. Le relative spese sono a carico del contribuente.
    • Rappresentanza contrattuale

      Art. 190 1Il contribuente può farsi rappresentare contrattualmente davanti alle autorità incaricate dell’esecuzione della presente legge, nella misura in cui la sua collaborazione personale non sia necessaria.
    • 2E’ ammesso come rappresentante chiunque ha l’esercizio dei diritti civili e gode dei diritti civici. L’autorità può chiedere al rappresentate di legittimarsi mediante procura scritta.
    • 3Se coniugi non separati né legalmente né di fatto non hanno designato un rappresentante o una persona autorizzata a ricevere le notificazioni, tutte le notificazioni vanno indirizzate ai due coniugi congiuntamente.
    • Rappresentanza obbligatoria

      Art. 191 Le autorità fiscali possono esigere che il contribuente con domicilio o sede all’estero designi un rappresentante in Svizzera.
  • Capitolo IIIa[224]
    Attestazioni fiscali e copie di documenti[225]
    • Tasse[226]

      Art. 191a[227] Per ogni attestazione fiscale o per ogni copia di documento è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato a dipendenza dell’aggravio amministrativo.
  • Capitolo IV
    Termini
    • Termini

      Art. 192 1I termini stabiliti dalla legge sono perentori. Quelli fissati dall’autorità possono essere prorogati per motivi fondati.
    • 2Il termine decorre dal giorno successivo a quello della notifica. Se l’ultimo giorno cade in sabato, in domenica o in giorno ufficialmente riconosciuto come festivo, la scadenza del termine è protratta al prossimo giorno feriale.
    • 3Quando l’invio di un atto avviene per posta, il termine è reputato osservato se la consegna alla posta svizzera è fatta prima della mezzanotte del giorno della scadenza.
    • 4Un atto presentato a un ufficio incompetente deve essere trasmesso senza indugio all’autorità fiscale competente. Il termine di presentazione dell’atto è reputato osservato se quest’ultimo è giunto all’ufficio incompetente o è consegnato a un ufficio postale svizzero il giorno della scadenza.
    • 5La restituzione dei termini è data se è provato che l’inosservanza degli stessi è da attribuire a servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza dal Cantone o ad altri motivi gravi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante.[228]
  • Capitolo V
    Prescrizione
    • Prescrizione del diritto di tassare

      Art. 193[229] 1Il diritto di tassare si prescrive in cinque anni dalla fine del periodo fiscale.
    • 2Per l’imposizione delle successioni e donazioni il diritto di tassare si prescrive in dieci anni dalla fine dell’anno in cui ebbe luogo l’apertura della successione o l’esecuzione della liberalità.
    • 3La prescrizione non inizia a decorrere o è sospesa:
    • a) durante la procedura di reclamo, di ricorso o di revisione;
    • b) fino a quando il credito fiscale è assicurato da garanzie o fruisce di una dilazione di pagamento;
    • c) fino a quando né il contribuente, né il corresponsabile dell’imposta hanno domicilio o dimora fiscali in Svizzera.
    • 4Un nuovo termine di prescrizione decorre con:
    • a) ogni atto ufficiale inteso all’accertamento o alla riscossione del credito fiscale, comunicato al contribuente o al corresponsabile dell’imposta;
    • b) ogni riconoscimento esplicito del debito fiscale da parte del contribuente o del corresponsabile dell’imposta;
    • c) la presentazione di una domanda di condono;
    • d) il promovimento di un’azione penale per sottrazione consumata d’imposta o per delitto fiscale.
    • 5Il diritto di tassare si prescrive, in ogni caso, in quindici anni dalla fine del periodo fiscale. Per le imposte di successione e donazione il diritto di tassare si prescrive in quindici anni dalla fine dell’anno in cui ebbe luogo l’apertura della successione o l’esecuzione della liberalità.
    • Prescrizione del diritto di riscossione

      Art. 194 1I crediti fiscali si prescrivono in cinque anni dalla crescita in giudicato della tassazione.
    • 2La sospensione e l’interruzione della prescrizione sono disciplinate dall’articolo 193 capoversi 3 e 4.
    • 3Il diritto di riscossione si prescrive, in ogni caso, in dieci anni dalla fine dell’anno in cui la tassazione è cresciuta in giudicato.
  • TITOLO III
    Procedura ordinaria di tassazione
  • Capitolo I
    Obblighi di procedura
    • Registro dei contribuenti

      Art. 195 1I municipi allestiscono e tengono a giorno il registro dei contribuenti secondo le modalità stabilite dalla Divisione delle contribuzioni.
    • 2Essi comunicano all’autorità fiscale ogni modificazione del registro dei contribuenti.
  • Capitolo II
    Compiti delle autorità di tassazione
    • Principio

      Art. 196 Le autorità di tassazione determinano, con il contribuente, le condizioni di fatto e di diritto per una imposizione completa ed esatta.
    • Ispezioni e perizie

      Art. 197 1L’autorità fiscale, senza obbligo di preavviso, ha facoltà di eseguire o di far eseguire ispezioni dei libri contabili, accertamenti sugli elementi imponibili del contribuente e sui suoi rapporti d’affari con terzi. Le indagini possono estendersi a tutte le tassazioni non ancora cresciute in giudicato.
    • 2Il contribuente è tenuto a fornire gratuitamente i documenti e le informazioni; a richiesta deve esibire una copia firmata dei documenti originali.
    • 3Le spese che ne risultano possono essere addossate in tutto o in parte al contribuente o ad un’altra persona obbligata a fornire informazioni, se essi le hanno rese necessarie violando colpevolmente i loro obblighi procedurali.
  • Capitolo III
    Obblighi del contribuente
    • Dichiarazione d’imposta

      Art. 198 1I contribuenti sono invitati, mediante notificazione pubblica o invio del modulo, a presentare la dichiarazione d’imposta. Coloro che non hanno ricevuto il modulo devono chiederlo all’autorità competente.
    • 2Il contribuente deve compilare il modulo in modo completo e veritiero, firmarlo personalmente e inviarlo, con gli allegati prescritti, all’autorità competente entro il termine stabilito.
    • 3Il contribuente, che omette di inviare la dichiarazione d’imposta o che presenta un modulo incompleto, è diffidato a rimediarvi entro un congruo termine.
    • 4Per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato.
    • 5Contro la diffida è data facoltà di reclamo all’autorità fiscale e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.
    • Allegati
      Art. 199 1Le persone fisiche devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare:
      a) i certificati di salario concernenti tutti i proventi da attività lucrativa dipendente;
      b) le attestazioni sui compensi ricevuti come membri dell’amministrazione o di un altro organo di una persona giuridica;
      c) gli elenchi completi dei titoli, crediti e debiti;
      d) l’elenco completo delle pigioni con indicazione dei locatari e degli affittuari;
      e) un’attestazione circa i contributi versati ad istituzioni di previdenza professionale e a forme previdenziali riconosciute, sempreché non già indicati nel certificato di salario.
      2Le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche, devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare:
      a) i conti annuali firmati (conto economico, bilancio e, per le società anonime, l’allegato) per il periodo fiscale in questione; in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e delle uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati;
      b) gli elenchi completi dei titoli, crediti e debiti;
      c) per le persone giuridiche le attestazioni sui compensi ai membri dell’amministrazione o di un altro organo di una persona giuridica;
      d) copia della dichiarazione dei salari AVS.[230]

      Altra collaborazione
      Art. 200 1Il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta.
      2Deve segnatamente fornire, a domanda dell’autorità di tassazione, informazioni orali e scritte e presentare libri contabili, giustificativi e altri attestati, come anche documenti concernenti le relazioni d’affari.
      3Le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono conservare per dieci anni i libri di commercio e le distinte di cui all’articolo 199 capoverso 2 nonché gli altri giustificativi relativi alla loro attività. Le modalità secondo cui devono essere tenuti e conservati tali documenti sono disciplinate dalle disposizioni applicabili del Codice delle obbligazioni relative alla contabilità commerciale e alla presentazione dei conti.[231]

      Capitolo IV
      Obblighi dei terzi

      Obbligo di rilasciare attestazioni
      Art. 201 1Devono rilasciare attestazioni scritte al contribuente:
      a) il datore di lavoro, sulle prestazioni al lavoratore;
      b) i creditori e i debitori, sull’esistenza, l’ammontare, gli interessi e le garanzie di crediti;
      c) gli assicuratori, sul valore di riscatto di assicurazioni e le prestazioni pagate o dovute in virtu di rapporti assicurativi;
      d) i fiduciari, gli amministratori di patrimoni, i creditori su pegno, i mandatari e le altre persone che hanno o hanno avuto il possesso o l’amministrazione di beni del contribuente, su questi beni e il loro reddito;
      e) le persone che sono o che sono state in rapporto d’affari con il contribuente, sulle reciproche pretese e prestazioni.
      2Se, nonostante diffida, il contribuente non produce l’attestazione, l’autorità fiscale può richiederla dal terzo. È riservato l’obbligo al segreto tutelato dalla legge.

      Obbligo di informare
      Art. 202 I soci, i comproprietari e i proprietari in comune devono, a richiesta, fornire alle autorità fiscali informazioni sui loro rapporti di diritto, in particolare sulle quote, sui redditi e sulla sostanza.

      Obbligo di comunicare
      Art. 203 1Devono presentare un’attestazione all’autorità di tassazione, per ogni periodo fiscale:
      a) le persone giuridiche, sulle prestazioni pagate ai membri dell’amministrazione o di altri organi; le fondazioni, inoltre, sulle prestazioni fornite ai loro beneficiari;
      b) le istituzioni di previdenza professionale e di previdenza individuale vincolata, sulle prestazioni fornite ai loro stipulanti di previdenza o beneficiari (art. 21 cpv. 2), fatta riserva del capoverso 2;
      c) le società semplici e le società di persone, su tutti i rapporti importanti per la tassazione dei loro soci, segnatamente sulla loro quota al reddito e al patrimonio della società.
      d) i datori di lavoro che accordano partecipazioni di collaboratore ai loro dipendenti, sui dati necessari per la relativa tassazione; i particolari sono disciplinati per ordinanza dal Consiglio federale.[232]
      2Le attestazioni di cui al capoverso 1 lettera b) riguardanti prestazioni in capitale fornite a beneficiari che, senza permesso di domicilio della polizia degli stranieri, hanno domicilio o dimora fiscali nel Cantone (art. 104) devono essere presentate all’autorità di tassazione al più tardi 30 giorni prima del versamento.
      3Un doppio dell’attestato deve essere inviato al contribuente.
      4Gli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto (art. 59 cpv. 2) devono presentare all’autorità fiscale, per ogni periodo fiscale, un’attestazione concernente tutti i rapporti determinanti per la tassazione del possesso fondiario diretto e dei suoi redditi.[233]

      Capitolo V
      Tassazione

      Esecuzione
      Art. 204 1L’autorità di tassazione controlla la dichiarazione d’imposta e procede alle indagini necessarie.
      2Esegue la tassazione d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.

      Notifica
      Art. 205 1L’autorità di tassazione fissa, nella decisione di tassazione, gli elementi imponibili, l’aliquota e l’ammontare dell’imposta.
      2Le modifiche rispetto alla dichiarazione d’imposta sono comunicate con breve motivazione al contribuente al momento della notifica della decisione di tassazione.
      3Una copia della decisione di tassazione va al Comune cui spetta il prelevamento dell’imposta comunale.

      Capitolo VI
      Reclamo

      Presupposti
      Art. 206[234] 1Contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione.
      2Il reclamo presentato contro una decisione di tassazione già esaustivamente motivata può essere trasmesso come ricorso, con il consenso del reclamante e degli altri proponenti, alla Camera di diritto tributario.
      3Il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova.

      Procedura
      Art. 207 1L’autorità di tassazione nell’esame del reclamo ha le medesime facoltà che le spettano in sede di tassazione.
      2Non è concesso di ritirare il reclamo quando emerge dalle circostanze che la tassazione impugnata era insufficiente.

      Decisione
      Art. 208 1L’autorità di tassazione prende la sua decisione fondandosi sui risultati dell’inchiesta. Può determinare nuovamente tutti gli elementi imponibili e, sentito il contribuente, modificare la tassazione anche a svantaggio del medesimo.
      2La decisione deve essere motivata e notificata al contribuente e inviata in copia al Comune cui spetta il prelevamento dell’imposta comunale.
      3La procedura di reclamo è gratuita. L’articolo 197 capoverso 3 è applicabile per analogia.

      TITOLO IV
      Procedura di riscossione dell’imposta alla fonte




      Obblighi procedurali
      Art. 209 Il contribuente e il debitore della prestazione imponibile devono fornire a richiesta alle autorità di tassazione ogni informazione orale e scritta sugli elementi determinanti ai fini della riscossione dell’imposta alla fonte. Gli articoli 196–203 sono applicabili per analogia.

      Decisione
      Art. 210 1In caso di contestazione sulla ritenuta d’imposta, il contribuente o il debitore della prestazione imponibile può esigere dall’autorità di tassazione, sino alla fine del mese di marzo dell’anno che segue la scadenza della prestazione, una decisione in merito all’esistenza e all’estensione dell’assoggettamento.
      2Il debitore della prestazione imponibile è tenuto ad operare la trattenuta sino a quando la decisione è cresciuta in giudicato.

      Pagamento degli arretrati e restituzione
      Art. 211 1Se il debitore della prestazione imponibile non ha operato oppure ha operato solo in parte la ritenuta d’imposta, l’autorità di tassazione lo obbliga a versare l’imposta non trattenuta. Rimane riservato il regresso del debitore nei confronti del contribuente.
      2Se ha operato una trattenuta troppo elevata, il debitore della prestazione imponibile deve restituire la differenza al contribuente.

      Rimedi giuridici
      Art. 212 Contro una decisione in materia di imposte alla fonte, l’interessato può presentare reclamo secondo gli articoli 206–208 e ricorso secondo gli articoli 227–231.

      TITOLO V
      Procedura di tassazione e rimedi giuridici in materia di imposizione
      degli utili immobiliari

      In generale
      Art. 213 In mancanza di norme particolari sono applicabili per analogia le disposizioni della procedura ordinaria di tassazione (art. 195–208).

      Dichiarazione di imposta
      Art. 214 1L’alienante è tenuto a presentare una dichiarazione di imposta completa e veritiera per la tassazione degli utili immobiliari. Essa indica in particolare il valore dell’alienazione, quello del precedente acquisto e i costi di investimento.
      2Il formulario per la dichiarazione di imposta deve essere richiesto all’autorità di tassazione. È riservato l’articolo 215, capoverso 4.
      3La dichiarazione di imposta deve essere presentata all’autorità di tassazione entro trenta giorni dall’iscrizione a registro fondiario, rispettivamente dalla conclusione del negozio giuridico assoggettato all’imposta sugli utili immobiliari. In via eccezionale e per fondati motivi il termine di trenta giorni può essere prorogato dall’autorità di tassazione.
      4I contribuenti che non hanno domicilio o dimora fiscali, sede o amministrazione effettiva in Svizzera sono tenuti ad eleggere un rappresentante in Svizzera.[235]
      5I membri di una comunione ereditaria, al momento della stipulazione del contratto di trasferimento della proprietà immobiliare, sono tenuti a designare un rappresentante in Svizzera.[236]

      Doveri del notaio
      Art. 215 1Il notaio è tenuto a richiamare alle parti l’obbligo di indicare nell’atto pubblico il prezzo effettivo informandole sulle conseguenze di indicazioni inveritiere.
      2Esso le informa pure dell’esistenza di un’ipoteca legale a garanzia del pagamento dell’imposta. L’informazione deve essere data conformemente all’articolo 254.
      3Il notaio deve inoltre informare il contribuente domiciliato all’estero sul suo obbligo di eleggere un rappresentante in Svizzera.[237]
      4Al momento della firma dell’atto pubblico il notaio è tenuto a consegnare all’alienante il formulario per la dichiarazione di imposta.
      5Se l’alienante è una comunione ereditaria il notaio deve indicare nell’atto pubblico le generalità del rappresentante designato dagli eredi giusta l’art. 214 cpv. 5.[238]

      Notifica; reclamo e ricorso
      Art. 216 1L’autorità notifica la tassazione all’alienante.
      2Contro la notifica di tassazione è dato reclamo secondo gli articoli 206-208 e ricorso secondo gli articoli 227-231.

      Calcolo provvisorio
      Art. 216a[239] L’autorità può emettere un calcolo provvisorio d’ufficio o su richiesta dell’alienante.

      TITOLO VI
      Procedura di tassazione rimedi giuridici in materia di imposizione
      delle successioni e donazioni

      In generale
      Art. 217 In mancanza di norme particolari sono applicabili per analogia le disposizioni della procedura ordinaria di tassazione (art. 195-208).

      Obbligo di notifica
      1 Decessi
      Art. 218 1Il Municipio del Comune di ultimo domicilio e del Comune dove il decesso si è verificato devono immediatamente comunicare ogni decesso all’autorità di tassazione.
      2Il decesso di persone domiciliate fuori Cantone, che possiedono elementi imponibili nel Cantone, deve essere immediatamente comunicato all’autorità di tassazione, ma al più tardi al momento della presentazione della successiva dichiarazione in materia di imposta ordinaria. Obbligati alla comunicazione sono gli eredi, l’esecutore testamentario o l’amministratore giudiziario della successione.

      2 Donazioni
      Art. 219 1Le donazioni imponibili devono essere notificate all’autorità di tassazione dal donatario e, se questi fosse domiciliato fuori Cantone, anche dal donante al più tardi al momento della presentazione della successiva dichiarazione in materia di imposta ordinaria.
      2Alla notifica va allegata una distinta dei beni donati con l’indicazione del loro valore. Deve inoltre essere precisato il grado di parentela fra donante e donatario.

      Intimazioni, comunicazioni e convocazioni
      1 Successioni
      Art. 220 1Le intimazioni, comunicazioni, convocazioni sono, in ogni stadio della procedura d’inventario e di determinazione dell’imposta e delle penalità, validamente compiute nei confronti di tutti gli eredi e legatari se dirette all’esecutore testamentario o all’amministratore giudiziario della successione. In mancanza di esecutore testamentario o di amministratore giudiziario della successione devono essere fatte ad ogni singolo erede o legatario.
      2L’autorità di tassazione può richiedere, specie in presenza di numerosi eredi nel Cantone o all’estero, la nomina di un rappresentante comune.
      3Se le circostanze lo esigono, l’autorità di tassazione può richiedere alle competenti autorità la nomina di un curatore agli assenti o di un amministratore giudiziario della successione.

      2 Donazioni
      Art. 221 Le intimazioni, comunicazioni e convocazioni sono, in ogni stadio della procedura di determinazione dell’imposta sulle donazioni, validamente compiute nei confronti dei donatari domiciliati all’estero o di ignota dimora se dirette al donante.

      Obblighi procedurali
      Obbligo di collaborazione
      Art. 222 1Gli eredi e le altre persone obbligate a notificare la loro sostanza nell’inventario, i loro rappresentanti legali, l’esecutore testamentario nonché l’amministratore giudiziario sono tenuti:
      a) a fornire ogni ragguaglio su tutte le circostanze utili all’accertamento degli elementi imponibili del defunto e delle altre persone obbligate alla notifica;
      b) a produrre tutti i libri, atti, documenti giustificativi e annotazioni che possono fornire indicazioni sulla consistenza della sostanza del defunto e delle altre persone obbligate alla notifica;
      c) ad aprire i locali e mobili a disposizione del defunto e delle persone obbligate alla notifica.
      2Gli eredi e le altre persone obbligate alla notifica e i loro rappresentanti legali, se convivevano con il defunto, se custodivano o amministravano beni del defunto, sono inoltre tenuti a lasciare ispezionare anche i loro locali e mobili.
      3Se, dopo la chiusura dell’inventario, un erede, l’esecutore testamentario, il rappresentante legale degli eredi, l’amministratore giudiziario, vengono a conoscenza di beni della successione che non figurano nell’inventario ne devono informare la competente autorità nei dieci giorni successivi al loro ritrovamento.

      Informazioni dei notai
      Art. 223 I notai sono tenuti a trasmettere all’autorità fiscale:
      a) una copia delle disposizioni di ultima volontà, entro 8 giorni dalla loro pubblicazione;
      b) copia degli atti di donazione da loro rogati, entro 60 giorni;
      c) copia degli inventari compilati ai sensi degli articoli 553 CCS (inventario assicurativo) e 580 e ss. CCS (beneficio d’inventario), entro 60 giorni dalla loro chiusura.

      Informazioni di terzi
      Art. 224 1I terzi che avevano in custodia o amministravano beni del defunto o delle persone obbligate a notificare la loro sostanza nell’inventario conformemente all’articolo 176, come pure coloro contro i quali il defunto e le altre persone obbligate alla notifica vantavano diritti o pretese valutabili in denaro, sono tenuti a dare agli eredi e alle altre persone menzionate nell’articolo 176 che ne fanno richiesta, ad uso dell’autorità incaricata dell’inventario, informazioni scritte su questi beni, diritti o pretese e sulle disposizioni prese a tale riguardo.
      2Se motivi gravi si oppongono alla rivelazione agli eredi delle disposizioni prese dal defunto, il terzo deve soddisfare al suo obbligo di fornire le informazioni chieste, dandole direttamente all’autorità incaricata dell’inventario.

      Notifica
      Art. 225 1Terminata la procedura di accertamento, l’autorità di tassazione effettua la tassazione e l’intimazione agli interessati, conformemente agli articoli 220 e 221.
      2Se la procedura di accertamento non può essere conclusa entro sei mesi dall’apertura della successione o dalla esecuzione della liberalità, l’autorità di tassazione ha la facoltà di procedere ad una tassazione provvisoria parziale con forza esecutiva.

      Rimedi giuridici
      Art. 226 Contro la notifica di tassazione è dato reclamo secondo gli articoli 206–208 e ricorso secondo gli articoli 227–231.

      TITOLO VIa[240]
      Procedura di esenzione

      Tassa e rimedi giuridici
      Art. 226a[241] 1Per ogni decisione o preavviso di esenzione è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato.
      2Contro la decisione di esenzione è data facoltà di reclamo secondo gli articoli 206-208 e ricorso secondo gli articoli 227-231.

      TITOLO VII
      Procedura di ricorso

      Presupposti
      Art. 227 1Il contribuente può impugnare con ricorso scritto la decisione su reclamo dell’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notifica, davanti alla Camera di diritto tributario. È riservato l’articolo 206 capoverso 2.[242]
      2Il ricorrente deve indicare, nell’atto di ricorso, le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova; i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente. Se il ricorso non soddisfa questi requisiti, al ricorrente è assegnato un congruo termine per rimediarvi, con la comminatoria dell’irricevibilità.
      3Con il ricorso possono essere fatti valere tutti i vizi della decisione impugnata e della procedura anteriore.

      Procedura
      Art. 228 1Nell’esame del ricorso, la Camera di diritto tributario ha le medesime attribuzioni dell’autorità di tassazione nella procedura di tassazione.
      2I ricorsi sono trasmessi all’autorità fiscale che invia gli atti; essa ha la facoltà di chiedere, entro il termine di trenta giorni, di poter presentare delle osservazioni scritte. Resta riservata la facoltà della Camera di diritto tributario di chiedere all’autorità fiscale un supplemento di inchiesta.
      3Il ricorrente ha il diritto di essere sentito. Egli ha la facoltà di ritirare il ricorso in ogni momento.[243]

      Deliberazioni
      Art. 229 Le sedute e le deliberazioni non sono pubbliche.

      Decisioni
      Art. 230 1La Camera di diritto tributario decide le questioni di ordine e di merito in base alle risultanze dell’istruttoria senza essere vincolata alle proposte delle parti ed alla tassazione impugnata.
      2Essa prende la sua decisione fondandosi sui risultati dell’inchiesta. Sentito il ricorrente, può modificare la tassazione anche a svantaggio del medesimo.
      3La decisione è motivata e notificata al contribuente e inviata in copia al Comune cui spetta il prelevamento dell’imposta comunale; con essa vanno restituiti i documenti prodotti. È riservato il ricorso al Tribunale federale ai sensi dell’articolo 73 della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni.[244]

      Tassa di giustizia e spese
      Art. 231[245] 1La Camera di diritto tributario può esigere dal ricorrente non dimorante in Ticino o in mora con il pagamento di pubblici tributi cantonali il versamento di un adeguato importo a titolo di garanzia per le tasse di giustizia e le spese di procedura e gli assegna un congruo termine per il pagamento con la comminatoria dell’irricevibilità del ricorso.[246]
      2La tassa di giustizia e le spese di procedura davanti alla Camera di diritto tributario sono poste a carico della parte soccombente; se il ricorso è ammesso parzialmente, le spese sono ripartite proporzionalmente.
      3Esse sono poste totalmente o parzialmente a carico del ricorrente vincente se questi, conformandosi agli obblighi che gli incombevano, avrebbe potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di tassazione o di reclamo oppure ha ostacolato con raggiri l’inchiesta della Camera di diritto tributario.
      4A garanzia per speciali spese di indagine richieste dal contribuente, può essere chiesto un congruo anticipo. Il mancato versamento dell’anticipo ha per effetto la rinuncia alla richiesta prova.
      5In caso di accoglimento totale o parziale del ricorso, alla parte ricorrente è riconosciuta un’indennità a titolo di ripetibili.
      6Le decisioni della Camera di diritto tributario sono soggette ad una tassa di giustizia da un minimo di 100.-- franchi a un massimo di 10'000.-- franchi.

      TITOLO VIII
      Modificazione delle decisioni cresciute in giudicato
      Capitolo I
      Revisione

      Motivi
      Art. 232 1Una decisione o sentenza cresciuta in giudicato può essere riveduta a vantaggio del contribuente, a sua domanda o d’ufficio:
      a) se vengono scoperti fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi;
      b) se l’autorità giudicante non ha tenuto conto di fatti rilevanti o di mezzi di prova decisivi, che conosceva o doveva conoscere, oppure ha altrimenti violato principi essenziali della procedura;
      c) se un crimine o un delitto ha influito sulla decisione o sulla sentenza.
      d) se, in caso di conflitti in materia di doppia imposizione intercantonale o internazionale l’autorità che ha deciso giunge alla conclusione che, secondo le norme applicabili per evitare la doppia imposizione, il Cantone deve limitare il proprio diritto di imporre.[247]
      2La revisione è esclusa se l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della procedura ordinaria il motivo di revisione invocato.

      Termine
      Art. 233[248] La domanda di revisione deve essere presentata entro novanta giorni dalla scoperta del motivo di revisione per i casi previsti dalle lettere a), b) e c) del capoverso 1 dell’articolo 232 e entro trenta giorni per il caso della lettera d) del medesimo articolo, ma al più tardi entro dieci anni dalla notifica della decisione o della sentenza

      Procedura e decisione
      Art. 234 1La revisione compete all’autorità che ha emanato la decisione o sentenza.
      2Se esiste un motivo di revisione, l’autorità annulla la decisione o la sentenza precedente e decide di nuovo.
      3La reiezione della domanda di revisione e la nuova decisione o sentenza possono essere impugnate con gli stessi rimedi giuridici ammessi contro la decisione o sentenza anteriori.
      4Per il resto, sono applicabili le prescrizioni della procedura vigenti per la decisione o sentenza anteriore.

      Capitolo II
      Rettificazione degli errori di calcolo e di scrittura

      Rettificazione degli errori di calcolo e di scrittura
      Art. 235 1Gli errori di calcolo e di scrittura contenuti in decisioni e sentenze cresciute in giudicato possono essere rettificati, su richiesta o d’ufficio, dall’autorità a cui sono sfuggiti, entro cinque anni dalla notifica.
      2La rettificazione di errori o la sua reiezione possono essere impugnate con gli stessi rimedi giuridici ammessi contro la decisione o sentenza.

      Capitolo III
      Ricupero d’imposta

      Recupero ordinario d’imposta[249]
      Art. 236 1L’autorità fiscale procede al ricupero dell’imposta non incassata, compresi gli interessi, quando fatti o mezzi di prova sconosciuti in precedenza permettono di stabilire che la tassazione è stata indebitamente omessa o che la tassazione cresciuta in giudicato è incompleta, oppure che una tassazione omessa o incompleta è dovuta a un crimine o a un delitto contro l’autorità fiscale.
      2Il ricupero d’imposta non può essere operato, nemmeno nel caso di valutazione insufficiente, se il contribuente ha presentato una dichiarazione completa e precisa degli elementi imponibili.
      3...[250]

      Perenzione
      Art. 237 1Il diritto di avviare la procedura di ricupero d’imposta decade dopo 10 anni dalla fine del periodo fiscale o dalla fine dell’anno in cui ebbe luogo l’apertura della successione o l’esecuzione della liberalità. Per gli utili immobiliari, dalla fine dell’anno in cui è avvenuta l’iscrizione a registro fondiario, rispettivamente la conclusione del negozio giuridico.
      2L’apertura del procedimento penale per sottrazione d’imposta o per delitto fiscale vale contemporaneamente come avvio della procedura di ricupero d’imposta.
      3Il diritto di procedere al ricupero d’imposta decade dopo 15 anni dalla fine del periodo fiscale al quale si riferisce o dalla fine dell’anno in cui ebbe luogo l’apertura della successione o l’esecuzione della liberalità. Per gli utili immobiliari, dalla fine dell’anno in cui è avvenuta l’iscrizione a registro fondiario, rispettivamente la conclusione del negozio giuridico.

      Procedura
      Art. 238 1L’avvio della procedura di ricupero è comunicato per scritto al contribuente.
      1bisSe nessun procedimento penale per sottrazione d’imposta è avviato o pendente o escluso a priori al momento dell’avvio della procedura, il contribuente è informato che un siffatto procedimento nei suoi confronti può essere avviato ulteriormente.[251]
      2La procedura non ancora avviata o non ancora conclusa alla morte del contribuente è avviata o proseguita contro gli eredi.
      3Per il resto, sono applicabili per analogia le disposizioni sui principi procedurali, la procedura di tassazione e quella di ricorso.

      Procedura semplificata di ricupero
      d’imposta per gli eredi
      Art. 238a[252] 1Ogni erede ha diritto, indipendentemente dagli altri eredi, al ricupero semplificato d’imposta sugli elementi della sostanza e del reddito sottratti dal defunto, a condizione che:
      a) la sottrazione d’imposta non sia nota ad alcuna autorità fiscale;
      b) egli aiuti senza riserve l’amministrazione a determinare gli elementi della sostanza e del reddito sottratti; e
      c) si adoperi seriamente per pagare l’imposta dovuta.
      2Il ricupero d’imposta è calcolato sui tre periodi fiscali che precedono l’anno del decesso secondo le prescrizioni della tassazione ordinaria e l’imposta è riscossa unitamente agli interessi di mora.
      3Il ricupero semplificato d’imposta è escluso in caso di liquidazione della successione in via fallimentare o d’ufficio.
      4Anche l’esecutore testamentario o l’amministratore della successione può domandare il ricupero semplificato d’imposta.

      TITOLO IX
      Riscossione e garanzia dell’imposta
      Capitolo I
      Autorità di riscossione

      Autorità di riscossione
      Art. 239 1Il Consiglio di Stato stabilisce, in via di regolamento, l’autorità competente in materia di riscossione dell’imposta.
      2Per tutto quanto non disposto nel presente titolo le norme del Codice delle obbligazioni sono applicabili per analogia.

      Capitolo II
      Scadenza

      Scadenza
      Art. 240 1L’imposta ordinaria scade, di regola, al termine fissato dal Consiglio di Stato e pubblicato nel Foglio ufficiale. Il Consiglio di Stato può prevedere la scadenza di singole rate di acconto.
      2L’autorità fiscale può stabilire termini particolari di scadenza dell’imposta di contribuenti per i quali l’anno fiscale non coincide con l’anno civile (art. 100 cpv. 2).
      3Con la notifica della decisione di tassazione scadono:
      a) l’imposta annua intera sulle vincite da lotterie e da manifestazioni analoghe (art. 36);[253]
      b) l’imposta sulle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza (art. 38);
      c) il ricupero dell’imposta sulla sostanza per i terreni agricoli (art. 308a);[254]
      d) …;[255]
      e) l’imposta sugli utili immobiliari;
      f) l’imposta sulle successioni e sulle donazioni;
      g) il ricupero d’imposta (art. 236), come pure le multe (art. da 257 a 265) e le spese (art. 197).
      4La trattenuta dell’imposta alla fonte scade al momento del pagamento, del versamento, del bonifico o della compensazione della prestazione imponibile.
      5L’imposta scade in ogni caso:
      a) il giorno in cui il contribuente che vuol lasciare durevolmente la Svizzera prende i provvedimenti necessari alla partenza;
      b) nel momento in cui è chiesta la cancellazione dal registro di commercio di una persona giuridica assoggettata all’imposta;
      c) nel momento in cui il contribuente straniero cessa di avere un’impresa commerciale o una partecipazione a un’impresa commerciale svizzera, uno stabilimento d’impresa in Svizzera, un possesso fondiario in Svizzera oppure crediti garantiti da fondi in Svizzera (art. 3, 4 e 61);
      d) alla data dell’apertura del fallimento a carico del contribuente;
      e) alla morte del contribuente.
      6Il termine non muta anche se il contribuente ha ricevuto a tale data solamente un calcolo provvisorio dell’imposta oppure se ha presentato un reclamo o un ricorso contro la tassazione.

      Capitolo III
      Riscossione dell’imposta

      Riscossione provvisoria e riscossione definitiva
      Art. 241 1L’imposta è riscossa conformemente alla tassazione.
      2L’imposta ordinaria è riscossa in rate sulla base della dichiarazione d’imposta, dell’ultima tassazione o dell’importo presumibilmente dovuto.
      3Le imposte riscosse in rate sono conteggiate in quelle dovute conformemente alla tassazione definitiva.
      4Se l’importo riscosso è insufficiente, è chiesta la differenza; l’eccedenza è rimborsata d’ufficio con un interesse rimunerativo fissato dal Consiglio di Stato. L’autorità di riscossione emette i relativi conteggi definitivi.[256]
      5Contro i conteggi definitivi è data facoltà di reclamo all’autorità di riscossione e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.[257]

      Pagamento
      Art. 242 1Le imposte e gli interessi devono essere pagati nei trenta giorni successivi alla loro scadenza.
      2Sui pagamenti eseguiti dal contribuente prima della scadenza è dovuto un interesse rimunerativo secondo le modalità e i tassi stabiliti dal Consiglio di Stato.[258]
      3In caso di inosservanza dei termini di pagamento, per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato.
      4Contro la diffida è data facoltà di reclamo all’autorità di riscossione e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.

      Interessi di ritardo
      Art. 243 1Il debitore dell’imposta deve pagare, per gli importi che non ha versato entro il termine stabilito, un interesse di ritardo fissato dal Consiglio di Stato.
      2L’interesse è dovuto anche in caso di tassazione provvisoria parziale, di reclamo o di ricorso.

      Importi minimi, rinuncia alla riscossione
      Art. 243a[259] Per motivi di economicità amministrativa le imposte e gli interessi rimunerativi e di ritardo di modesta entità non sono riscosse, rispettivamente conteggiati. Il Consiglio di Stato stabilisce i relativi importi minimi.

      Esecuzione forzata
      Art. 244 1Se l’ammontare dell’imposta non è stato pagato nonostante diffida, si procede in via esecutiva.
      2Se l’obbligato non ha domicilio in Svizzera o se è stato ordinato il sequestro di beni che gli appartengono, l’esecuzione può essere promossa senza precedente diffida.
      3Nella procedura di esecuzione, le decisioni di tassazione cresciute in giudicato delle autorità incaricate dell’applicazione della presente legge esplicano gli stessi effetti di una sentenza giudiziaria esecutiva.

      Facilitazioni di pagamento
      Art. 245 1Qualora il pagamento dell’imposta, degli interessi, delle spese o delle multe per contravvenzioni, entro il termine stabilito, costituisse un grave rigore per il debitore l’autorità di riscossione può prorogare la scadenza o concedere pagamenti rateali. Essa può rinunciare, per tale differimento, al calcolo degli interessi.
      2La concessione di facilitazioni può essere subordinata ad un’adeguata costituzione di garanzie.
      3Le facilitazioni di pagamento sono revocate se vengono a mancare i loro presupposti o se non sono adempiute le condizioni cui sono vincolate.

      Capitolo IV
      Condono dell’imposta

      Condono dell’imposta
      Art. 246 1Al contribuente caduto nel bisogno, per il quale il pagamento dell’imposta, dell’interesse o della multa per contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi dovuti possono essere interamente o parzialmente condonati.
      2La domanda di condono, motivata per scritto e corredata dei mezzi di prova necessari, va presentata all’autorità competente, che decide sentito l’avviso del Municipio del Comune di domicilio o sede del contribuente. L’autorità fiscale può rinunciare al preavviso del Municipio quando il condono ha per oggetto imposte, interessi o multe di esclusiva competenza cantonale e, per le imposte ordinarie, nei casi di poco conto.
      3Per un medesimo periodo fiscale può essere presentata una sola domanda di condono. Contro la decisione di condono è data facoltà di reclamo all’autorità di condono e contro la decisione su reclamo è data facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.[260]
      4La domanda di condono o di facilitazioni di pagamento non sospende l’obbligo del pagamento, salvo decisione contraria dell’autorità competente.

      Capitolo V
      Restituzione dell’imposta

      Restituzione dell’imposta
      Art. 247 1Il contribuente può chiedere la restituzione di un’imposta non dovuta o dovuta solo in parte, che egli ha pagato per errore.
      1aPer motivi di economicità amministrativa, nella procedura di restituzione dell’imposta alla fonte, l’autorità fiscale non restituisce l’imposta versata in eccedenza di lieve entità. Il Consiglio di Stato stabilisce i relativi importi minimi.[261]
      2Gli importi restituiti più di trenta giorni dopo il loro versamento fruttano, dalla data di versamento, un interesse al tasso stabilito dal Consiglio di Stato.
      3La domanda di restituzione deve essere presentata all’autorità competente entro cinque anni dalla fine dell’anno civile in cui è stato eseguito il versamento. Se la domanda è respinta, l’interessato può avvalersi dei rimedi giuridici ammessi contro una decisione di tassazione (art. 206). Il diritto alla restituzione si estingue dieci anni dopo la fine dell’anno del versamento.
      4Imposte non dovute, ma già riscosse, sono in ogni caso restituite d’ufficio.

      Capitolo VI
      Garanzie

      Costituzione della garanzia
      Art. 248 1Se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il sequestro. La richiesta di garanzia deve essere succintamente motivata e indicare l’ammontare da garantire ed è immediatamente esecutiva. Essa è parificata ad una sentenza esecutiva ai sensi dell’articolo 80 della Legge federale sull’esecuzione e il fallimento.
      2Le garanzie vanno prestate in denaro oppure mediante deposito di titoli sicuri e facilmente negoziabili o fideiussione solidale o bancaria.
      3La richiesta di garanzia è notificata al debitore d’imposta e può essere impugnata, entro il termine di trenta giorni, mediante ricorso alla Camera di diritto tributario.
      4Il ricorso non sospende l’esecuzione della richiesta di garanzia.

      Conseguenze
      Art. 249 1La decisione di richiesta di garanzia è parificata al decreto di sequestro giusta l’articolo 274 della Legge federale sull’esecuzione e il fallimento. Il sequestro è eseguito dal competente ufficio di esecuzione.
      2Non è ammessa l’opposizione al decreto di sequestro prevista nell’articolo 278 della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento.[262]

      Divieto di disporre dei beni
      Art. 250 L’autorità fiscale può emanare un divieto di disporre dei beni del defunto fino al momento in cui i debitori dell’imposta hanno fornito sufficienti garanzie per il pagamento delle imposte di successione e donazione.

      Collaborazione
      Art. 251 1L’autorità cantonale e l’autorità comunale si prestano, in caso di sequestro o garanzia, reciproco aiuto e informazione.
      2Il sequestro o la garanzia possono essere estesi anche all’imposta comunale.

      Ipoteca legale
      1. In generale
      Art. 252 1Per il pagamento di tutte le imposte cantonali e comunali, che hanno una relazione particolare con l’immobile conformemente all’articolo 836 CC, è riconosciuta al Cantone e ai Comuni un’ipoteca legale secondo gli articoli 183 e seguenti LAC.
      Questa disposizione si applica in particolare alle seguenti imposte:
      a) imposta sugli utili immobiliari;
      b) imposta immobiliare cantonale e comunale e ai relativi supplementi;
      c) imposta sul reddito e sulla sostanza e ai relativi supplementi;
      d) imposta sull’utile e ai relativi supplementi;
      e) imposta di successione e donazione.
      Per le lettere c)-e) l’ipoteca legale è data unicamente per la parte d’imposta che ha una relazione particolare con l’immobile.[263]
      2Essa è di rango prevalente agli altri pegni immobiliari e, per la sua validità, non necessita di iscrizione a registro fondiario.
      3L’ipoteca legale decade se, entro cinque anni dalla crescita in giudicato della tassazione a cui si riferisce, non è notificato il conteggio conformemente all’articolo 253.
      4L’autorità fiscale rilascia, a richiesta del notaio o di terze persone autorizzate dal debitore dell’imposta, come pure di terze persone portatrici del pegno immobiliare sul fondo oggetto della domanda, attestazioni vincolanti sull’importo del credito garantito da ipoteca legale anche quando la relativa imposta non è ancora scaduta.
      5Le attestazioni vincolanti comprendono tutte le ipoteche legali costituite entro il 31 dicembre 2011.[264]
      6È riservato l’articolo 253a.[265]

      2. Calcolo provvisorio
      Art. 252a[266] Dopo l’emissione del calcolo provvisorio l’autorità fiscale può procedere con l’iscrizione dell’ipoteca legale nel registro fondiario.

      3. Procedura[267]
      Art. 253 1La pretesa di imposta garantita da ipoteca legale è stabilita dall’autorità fiscale mediante conteggio. Esso indica il calcolo dell’imposta garantita dal pegno e l’importo della stessa, come pure l’oggetto del pegno.
      2La pretesa è notificata al debitore dell’imposta e al terzo proprietario del pegno. Questi ultimi hanno facoltà di reclamo all’autorità fiscale e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.
      3Con il reclamo e il ricorso possono essere contestati il principio dell’ipoteca legale, l’ammontare della stessa e l’oggetto del pegno.
      4L’autorità fiscale può rinunciare all’ipoteca legale quando l’importo dell’imposta è di poco conto.

      4. Obbligo di deposito
      Art. 253a[268] 1Nei casi di trasferimento di proprietà immobiliare o di negozi giuridici parificabili economicamente a un trasferimento di proprietà ai sensi dell’art. 124, l’alienante deve versare allo Stato:
      a) il 4 per cento del valore di alienazione se l’alienante è proprietario del fondo da oltre 10 anni;
      b) il 5 per cento del valore di alienazione se l’alienante è proprietario del fondo da oltre 5 anni e non oltre 10 anni;
      c) il 6.5 per cento del valore di alienazione se l’alienante è proprietario del fondo da non oltre 5 anni.
      In alternativa l’alienante può prestare una garanzia bancaria irrevocabile a prima richiesta di pari valore emessa da un istituto sottomesso alla legge federale dell’8 novembre 1934 sulle banche e le casse di risparmio, almeno della durata del deposito.
      2Il versamento del deposito o la prestazione della garanzia devono essere effettuati entro 30 giorni dal trasferimento della proprietà, ritenuto che per i trapassi immobiliari fa stato la comunicazione dell’avvenuta iscrizione del trapasso di proprietà nel libro mastro del Registro fondiario.
      2bisL’alienante che omette di versare il deposito o di prestare una garanzia bancaria irrevocabile è diffidato a rimediarvi entro un congruo termine. Per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato.[269]
      2terContro la diffida è data facoltà di reclamo all’autorità di riscossione e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227.[270]
      3L’alienante è esonerato dal pagamento del deposito:
      a) quando è un soggetto esente dall’imposta sugli utili immobiliari ai sensi dell’articolo 126;
      b) nei casi in cui l’imposizione degli utili immobiliari è differita ai sensi dell’articolo 125 lettere a-e;
      c) in caso di vendite effettuate in applicazione dei disposti di cui alla legge federale dell’11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul fallimento.
      4Il pagamento del deposito o la prestazione di una garanzia sono liberatori per il terzo proprietario del pegno, ma non per il debitore d’imposta, per tutte le ipoteche legali costituite dopo il 1° gennaio 2012 fino alla data del trasferimento, che non erano iscritte nel registro fondiario, comprese quelle che non richiedono l’iscrizione nel registro fondiario.
      5Le imposte scadute garantite da ipoteche legali che risultano dal relativo conteggio, nella misura in cui sono scoperte, saranno compensate con il deposito versato.
      6Sul deposito versato è dovuto un interesse rimunerativo secondo le modalità e i tassi stabiliti dal Consiglio di Stato.
      7La durata del deposito è legata alla prescrizione dei relativi crediti d’imposta garantiti da ipoteca legale.

      5. Doveri del notaio[271]
      Art. 254[272] 1Il notaio rogante informa esplicitamente le parti sull’esistenza, la portata e le conseguenze dell’istituto dell’ipoteca legale prevista dagli articoli 127 e 252-253a della legge, nonché dagli articoli 183 e seguenti LAC a garanzia del pagamento dei crediti d’imposta del Cantone e dei Comuni.
      2Egli rende attente le parti che, fino al 31 dicembre 2021, le ipoteche legali costituite entro il 31 dicembre 2011 sono opponibili senza iscrizione a registro fondiario e comprendono anche le imposte non ancora scadute che hanno una relazione particolare con l’immobile.
      2bisIl notaio rogante informa le parti sull’obbligo di effettuare il versamento di un deposito su un conto bancario del Cantone o di prestare una garanzia bancaria irrevocabile (art. 253a), a garanzia delle ipoteche legali costituite dopo il 1° gennaio 2012 e sugli effetti in caso d’inosservanza.[273]
      3Dell’avvenuta informazione nei termini stabiliti dal presente articolo deve essere data conferma nell’atto pubblico.

      Cancellazione dal registro di commercio
      Art. 255 Una persona giuridica può essere cancellata dal registro di commercio soltanto quando l’autorità fiscale abbia comunicato all’ufficio del registro di commercio che l’imposta dovuta è stata pagata o coperta da garanzie.

      Costituzione di garanzie per l’imposta
      dovuta in caso di mediazione di fondi
      Art. 256 Se una persona fisica o giuridica che non ha domicilio né sede, né amministrazione effettiva in Svizzera, fa da mediatrice nell’acquisto o nell’alienazione di un fondo situato nel Cantone, l’autorità fiscale competente può esigere dal compratore o dal venditore il deposito del 3 per cento del prezzo d’acquisto a titolo di garanzia dell’imposta dovuta per l’attività di mediazione.

      PARTE OTTAVA
      DISPOSIZIONI PENALI
      TITOLO I
      Violazione di obblighi procedurali e sottrazione d’imposta
      Capitolo I
      Obblighi procedurali

      Obblighi procedurali
      Art. 257 1Chiunque, nonostante diffida, viola intenzionalmente o per negligenza un obbligo che gli incombe giusta la presente legge oppure una disposizione presa in applicazione di quest’ultima, in particolare:
      a) non consegna la dichiarazione d’imposta o gli allegati;
      b) non adempie all’obbligo di fornire attestazioni, informazioni o comunicazioni;
      c) viola gli obblighi che gli incombono come erede o terzo nella procedura d’inventario;
      d) non versa il deposito o non presta la garanzia bancaria irrevocabile previsti dall’articolo 253a;[274]
      è punito con la multa.
      2La multa è di 1000.- franchi al massimo e, in casi gravi o di recidiva, 10’000.- franchi al massimo.

      Capitolo II
      Sottrazione d’imposta

      Sottrazione consumata
      Art. 258 1Il contribuente che, intenzionalmente o per negligenza, fa in modo che una tassazione sia indebitamente omessa o che una tassazione cresciuta in giudicato sia incompleta,
      chiunque, se obbligato a trattenere un’imposta alla fonte, intenzionalmente o per negligenza non la trattiene o la trattiene in misura insufficiente,
      chiunque, intenzionalmente o per negligenza, ottiene una restituzione illecita d’imposta o un condono ingiustificato,
      è punito con la multa.
      2La multa equivale di regola all’importo dell’imposta sottratta. In caso di colpa lieve, può essere ridotta fino a un terzo e, in caso di colpa grave, aumentata fino al triplo dell’imposta sottratta.
      3Se il contribuente denuncia spontaneamente per la prima volta una sottrazione d’imposta, si prescinde dall’aprire un procedimento penale (autodenuncia esente da pena), a condizione che:
      a) la sottrazione d’imposta non sia nota ad alcuna autorità fiscale;
      b) egli aiuti senza riserve l’amministrazione a determinare l’ammontare dell’imposta sottratta; e
      c) si adoperi seriamente per pagare l’imposta dovuta.[275]
      4Ad ogni ulteriore autodenuncia la multa è ridotta a un quinto dell’imposta sottratta, sempre che siano adempiute le condizioni di cui al capoverso 3.[276]

      Tentativo di sottrazione
      Art. 259 1Chiunque tenta di sottrarre un’imposta è punito con la multa.
      2La multa è pari a due terzi della multa inflitta nel caso di sottrazione intenzionale e consumata d’imposta.

      Istigazione, complicità, concorso
      Art. 260 1Chiunque, intenzionalmente, istiga a una sottrazione d’imposta, vi presta aiuto, oppure, come rappresentante del contribuente, la attua o vi partecipa, è punito con la multa indipendentemente dalla punibilità del contribuente e può essere tenuto solidalmente responsabile per il pagamento dell’imposta sottratta.
      2La multa è di 10’000.- franchi al massimo e, in casi gravi o di recidiva, di 50’000.- franchi al massimo.
      3Se una persona di cui al capoverso 1 si denuncia spontaneamente per la prima volta e se sono adempiute le condizioni di cui all’articolo 258 capoverso 3 lettere a e b, si prescinde dall’aprire un procedimento penale e la responsabilità solidale decade.[277]

      Dissimulazione o distrazione di
      valori nella procedura di inventario
      Art. 261 1Chiunque dissimula o distrae beni successori di cui è tenuto ad annunciare l’esistenza nella procedura d’inventario, nell’intento di sottrarli all’inventario, chiunque istiga a un tale atto o vi presta aiuto, è punito con la multa.[278]
      2La multa è di 10’000.- franchi al massimo e, in casi gravi o di recidiva, di 50’000.- franchi al massimo.
      3È parimenti punibile il tentativo di dissimulazione o di distrazione di beni. La pena può essere più mite che in caso di infrazione consumata.
      4Se una persona di cui al capoverso 1 si denuncia spontaneamente per la prima volta, si prescinde dall’aprire un procedimento penale per dissimulazione o distrazione di beni successori nella procedura d’inventario o per eventuali altri reati commessi in questo ambito (autodenuncia esente da pena), a condizione che:
      a) l’infrazione non sia nota ad alcuna autorità fiscale; e
      b) la persona aiuti senza riserve l’amministrazione a correggere l’inventario.[279]

      Art. 262[280]

      Responsabilità in caso di rappresentanza legale
      Art. 263 Se l’infrazione è stata commessa da un rappresentante legale del contribuente, il contribuente è tenuto a pagare soltanto l’importo sottratto e l’interesse di ritardo previsto dall’articolo 236. Il rappresentante legale è colpito personalmente con le multe previste dal presente titolo.

      Responsabilità dei coniugi in caso di sottrazione
      Art. 264[281] Il contribuente che vive in comunione domestica con il proprio coniuge è multato soltanto per la sottrazione dei suoi elementi imponibili. È fatto salvo l’articolo 260. Il solo fatto di controfirmare la dichiarazione d’imposta non costituisce infrazione ai sensi dell’articolo 260.

      Capitolo III
      Persone giuridiche


      In generale[282]
      Art. 265 1Se la violazione degli obblighi procedurali, la sottrazione o il tentativo di sottrazione d’imposta sono stati commessi a favore di una persona giuridica, è punita quest’ultima.
      2L’articolo 260 è applicabile per analogia alla persona giuridica che, nell’esercizio della sua attività, ha istigato, prestato aiuto o partecipato alla sottrazione commessa da un terzo.
      3Restano riservate le pene inflitte agli organi o ai rappresentanti della persona giuridica secondo l’articolo 260.
      4I capoversi da 1 a 3 si applicano per analogia alle corporazioni e agli stabilimenti di diritto estero, come anche alle comunità di persone straniere senza personalità giuridica.

      Autodenuncia
      Art. 265a[283] 1Se una persona giuridica assoggettata all’imposta denuncia spontaneamente per la prima volta una sottrazione d’imposta commessa nell’esercizio della sua attività, si prescinde dall’aprire un procedimento penale (autodenuncia esente da pena), a condizione che:
      a) la sottrazione d’imposta non sia nota ad alcuna autorità fiscale;
      b) la persona giuridica aiuti senza riserve l’amministrazione a determinare l’ammontare dell’imposta sottratta; e
      c) si adoperi seriamente per pagare l’imposta dovuta.
      2L’autodenuncia esente da pena può essere presentata anche:
      a) dopo una modifica della ditta o un trasferimento della sede all’interno della Svizzera;
      b) dopo una trasformazione ai sensi degli articoli 53-68 della legge del 3 ottobre 2003 sulla fusione (LFus), dalla nuova persona giuridica per le sottrazioni d’imposta commesse prima della trasformazione;
      c) dalla persona giuridica che sussiste dopo un’incorporazione (art. 3 cpv. 1 lett. a LFus) o una separazione (art. 29 lett. b LFus), per le sottrazioni d’imposta commesse prima dell’incorporazione o della separazione.
      3L’autodenuncia esente da pena deve essere presentata dagli organi o dai rappresentanti della persona giuridica. Nei loro confronti non si procede penalmente e la loro responsabilità solidale decade.
      4Se un ex membro di un organo della persona giuridica o un ex rappresentante della persona giuridica denuncia per la prima volta una sottrazione d’imposta che è stata commessa da quest’ultima e non è nota ad alcuna autorità fiscale, nei confronti della persona giuridica, di tutti i membri ed ex membri dei suoi organi e di tutti i suoi rappresentanti ed ex rappresentanti non si procede penalmente. La loro responsabilità solidale decade.
      5Ad ogni ulteriore autodenuncia la multa è ridotta a un quinto dell’imposta sottratta, sempre che siano adempiute le condizioni di cui al capoverso 1.
      6Alla fine dell’assoggettamento fiscale in Svizzera di una persona giuridica, non è più possibile presentare autodenuncia.

      Capitolo IV
      Procedura

      Procedura
      Art. 266[284] 1Le multe per violazione di obblighi di procedura di cui all’articolo 257 sono pronunciate dall’autorità fiscale competente.
      2Le procedure penali per sottrazione d’imposta sono di competenza dell’autorità fiscale che vi dà avvio mediante comunicazione scritta all’interessato. A quest’ultimo è offerta la possibilità di esprimersi riguardo alle imputazioni; egli è informato del suo diritto di non rispondere e di non collaborare al procedimento.
      2bisI mezzi di prova raccolti per una procedura di ricupero d’imposta possono essere impiegati nell’ambito di un procedimento penale per sottrazione d’imposta soltanto se non sono stati ottenuti sotto comminatoria di una tassazione d’ufficio (art. 204 cpv. 2) con inversione dell’onere della prova ai sensi dell’articolo 206 capoverso 3, né sotto comminatoria di una multa per violazione degli obblighi procedurali.
      3Se la procedura per sottrazione d’imposta non è ancora stata iniziata o conclusa al momento del decesso del contribuente, sarà iniziata o conclusa nei confronti degli eredi.
      4L’autorità competente ai sensi dei cpv. 1 e 2 del presente articolo, terminata l’istruttoria, emana una decisione che è notificata per scritto all’interessato. Alle procedure per violazione degli obblighi procedurali e a quelle per sottrazione d’imposta sono applicabili le norme della procedura di tassazione e di ricorso.[285]


      Capitolo V
      Prescrizione dell’azione penale

      Prescrizione dell’azione penale
      Art. 267[286] 1L’azione penale si prescrive:
      a) nel caso di violazione di obblighi procedurali, in tre anni, e nel caso di tentativo di sottrazione d’imposta, in sei anni dopo la chiusura definitiva del procedimento durante il quale sono stati violati gli obblighi procedurali oppure è stato commesso il tentativo di sottrazione;
      b) nel caso di sottrazione consumata d’imposta:
      - in dieci anni dalla fine del periodo fiscale per il quale il contribuente non è stato tassato o è stato tassato insufficientemente oppure per il quale la ritenuta d’imposta alla fonte non è stata effettuata conformemente alla legge, oppure
      - in dieci anni dalla fine dell’anno civile nel corso del quale sono stati ottenuti una restituzione indebita d’imposta o un condono ingiustificato d’imposta o sono stati dissimulati o distratti beni successori nella procedura d’inventario;
      c) nel caso di sottrazione consumata d’imposta sulle successioni e sulle donazioni, in dieci anni dalla fine dell’anno in cui ebbero luogo l’apertura della successione o l’esecuzione della liberalità.
      2La prescrizione non interviene se prima della scadenza del termine di prescrizione è pronunciata una decisione dall’autorità competente di prima istanza (art. 266 cpv. 4).

      Capitolo VI
      Riscossione e prescrizione delle multe e delle spese

      Riscossione e prescrizione
      delle multe e delle spese
      Art. 268 1Le multe e le spese stabilite nella procedura fiscale penale sono riscosse secondo gli articoli 239, 242-255.
      2La prescrizione è retta dall’articolo 194.

      TITOLO II
      Delitti fiscali

      Frode fiscale
      Art. 269 1Chiunque per commettere una sottrazione d’imposta ai sensi degli articoli 258-260, fa uso, a scopo di inganno, di documenti falsi, alterati o contenutisticamente inesatti, quali libri contabili, bilanci, conti economici o certificati di salario e altre attestazioni di terzi, è punito con la pena detentiva fino a tre anni o con la pena pecuniaria. Oltre alla pena condizionalmente sospesa il giudice può infliggere una multa sino a 10 000 franchi.[287]
      2E’ riservata la pena per sottrazione d’imposta.
      3In caso di autodenuncia ai sensi degli articoli 258 capoverso 3 o 265a capoverso 1, si prescinde dall’aprire un procedimento penale per tutti gli altri reati commessi allo scopo della sottrazione d’imposta di cui si tratta. La presente disposizione è applicabile anche ai casi di cui agli articoli 260 capoverso 3 e 265a capoversi 3 e 4.[288]

      Appropriazione indebita di imposte alla fonte
      Art. 270 1Chiunque, tenuto a trattenere un’imposta alla fonte, impiega a profitto proprio o di un terzo la ritenuta d’imposta, è punito con la pena detentiva fino a tre anni o con la pena pecuniaria. Oltre alla pena condizionalmente sospesa il giudice può infliggere una multa sino a 10 000 franchi.[289]
      2Se viene commessa un’appropriazione indebita di imposte alla fonte nella sfera di affari di una persona giuridica, di una società di persone, di una corporazione o di un’istituzione di diritto pubblico è applicabile il capoverso 1 alle persone che hanno agito o che avrebbero dovuto agire.[290]
      3In caso di autodenuncia ai sensi degli articoli 258 capoverso 3 o 265a capoverso 1, si prescinde dall’aprire un procedimento penale per appropriazione indebita d’imposte alla fonte e per altri reati commessi a tale scopo. La presente disposizione è applicabile anche ai casi di cui agli articoli 260 capoverso 3 e 265a capoversi 3 e 4.[291]

      Procedura
      Art. 271 1I delitti fiscali sono perseguiti secondo le disposizioni del codice di procedura penale del 5 ottobre 2007.[292]
      2La procedura penale sarà aperta su richiesta della Divisione delle contribuzioni trasmettendo gli atti al Ministero pubblico.
      3La Divisione delle contribuzioni deve trasmettere gli atti al Ministero pubblico se ha fondati motivi per ritenere realizzato un delitto fiscale.

      Prescrizione dell’azione penale
      Art. 272[293] 1L’azione penale per delitti fiscali si prescrive in 15 anni dall’ultima attività delittuosa.
      2La prescrizione non interviene se prima della scadenza del termine di prescrizione è pronunciata una decisione dall’autorità competente di prima istanza.

      Rapporti con il Codice penale svizzero
      Art. 273 1Le disposizioni generali del Codice penale svizzero sono applicabili, riservate le prescrizioni contrarie della presente legge.
      2L’articolo 49 del codice penale si applica unicamente alle pene privative di libertà.[294]

      PARTE NONA
      IMPOSTE COMUNALI
      TITOLO I
      Oggetto

      Tipi d’imposta
      Art. 274 1I comuni prelevano:
      a) un’imposta sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche;
      b) un’imposta sull’utile e sul capitale delle persone giuridiche;
      c) un’imposta immobiliare;
      d) un’imposta personale.
      2Essi partecipano all’imposta alla fonte prelevata dal Cantone conformemente agli articoli 104-122 sul reddito di determinate persone fisiche e giuridiche.

      Norme applicabili
      Art. 275 In mancanza di norme particolari sono applicabili per analogia le disposizioni della presente legge in materia di imposte cantonali.

      TITOLO II
      Imposte dirette
      Capitolo I
      Norma generale

      Norma generale
      Art. 276 1L’imposta comunale è prelevata in base alle classificazioni per l’imposta cantonale del medesimo anno.
      2Essa è calcolata applicando il moltiplicatore comunale all’imposta cantonale base. Resta riservato l’articolo 114 capoverso 2.[295]
      3La definizione di moltiplicatore comunale e le modalità di calcolo del medesimo sono stabilite dall’articolo 162 della legge organica comunale.

      Capitolo II
      Assoggettamento all’imposta

      Appartenenza personale e appartenenza economica
      Art. 277[296] 1Le persone fisiche assoggettate nel Cantone a motivo della loro appartenenza personale devono l’imposta nel Comune in cui hanno il domicilio o la dimora fiscali alla fine del periodo fiscale e nei comuni dove sono dati i presupposti per un’appartenenza economica.[297]
      2Le persone giuridiche assoggettate nel Cantone a motivo della loro appartenenza personale devono l’imposta nel Comune dove hanno la sede o l’amministrazione effettiva e nei comuni dove sono dati i presupposti per un’appartenenza economica.
      3Le persone fisiche e giuridiche assoggettate nel Cantone a motivo della loro appartenenza economica devono l’imposta nei comuni dove sono dati i presupposti di assoggettamento.
      3bisI frontalieri assoggettati nel Cantone a motivo della loro appartenenza economica, devono l’imposta al Cantone. Il Cantone assegna una quota dell’imposta ai Comuni, in base a una chiave di riparto intercomunale, stabilita dal Consiglio di Stato.[298]
      4Per le imposte annue intere degli articoli 36 e 38 sono determinanti il domicilio o la dimora fiscali al momento del conseguimento del provento. L’imposta annua intera dell’articolo 308a capoverso 2 è dovuta nel Comune di situazione degli immobili.[299]

      Inizio e fine dell’assoggettamento
      Art. 278[300] 1In caso di appartenenza personale per l’inizio e la fine dell’assoggettamento all’imposta comunale valgono per analogia le disposizioni degli articoli 7 e 63.
      2Nelle relazioni intercomunali gli effetti dovuti all’inizio, alla modifica o alla fine dell’assoggettamento in virtù dell’appartenenza personale sono disciplinati dagli articoli 54 capoverso 1 e 63a capoverso 1 nonché, per le persone fisiche assoggettate all’imposta secondo gli articoli 104 e 113, dall’articolo 122 capoverso 4.[301]
      3In caso di appartenenza economica l’assoggettamento all’imposta comunale comincia con l’inizio del periodo fiscale durante il quale sono stati acquisiti gli elementi imponibili nel Comune e cessa alla fine del periodo fiscale durante il quale tali elementi sono stati estinti. Fanno eccezione gli immobili di persone fisiche con domicilio o dimora fiscali nel Cantone, per i quali l’assoggettamento nel Comune di situazione dell’immobile cessa con l’inizio del periodo fiscale durante il quale sono stati alienati. In quest’ultimo caso il reddito non più ripartibile è assegnato al Comune di domicilio o dimora fiscali alla fine del periodo fiscale. Per i frontalieri l’assoggettamento all’imposta comunale comincia dal primo giorno d’inizio dell’attività lucrativa e cessa con la fine dell’esercizio dell’attività lucrativa nel Cantone.[302]

      Capitolo III
      Riparto intercomunale

      Regola generale
      Art. 279 Se le condizioni di assoggettamento si verificano in più comuni è stabilito un riparto intercomunale, riservate le disposizioni speciali degli articoli seguenti, secondo i principi del diritto federale concernente il divieto di doppia imposizione intercantonale.

      Sostanza immobiliare
      Art. 280 1La sostanza immobiliare e il relativo reddito sono attribuiti al Comune di situazione degli immobili.
      2Al Comune di situazione di immobili utilizzati prevalentemente a scopi di vacanza, non sono accollati interessi passivi, in quanto attribuibili ad altri comuni del Cantone. In presenza di elementi imponibili sufficienti, tali interessi sono interamente assunti dal Comune di domicilio o di dimora fiscali.

      Attività lucrativa indipendente
      Art. 281 1Il reddito da attività lucrativa indipendente delle persone fisiche e la relativa sostanza mobiliare sono attribuiti ad ogni Comune in cui si trova uno stabilimento d’impresa.
      2Al Comune di domicilio o dimora fiscali è assegnato in via preliminare il 50 per cento degli elementi di cui al capoverso 1.

      Persone giuridiche
      Art. 282 1L’utile e la sostanza non immobiliari delle persone giuridiche sono attribuiti ad ogni Comune in cui si trova uno stabilimento d’impresa.
      2Al Comune di sede o amministrazione effettiva è assegnato in via preliminare il 20 per cento degli elementi di cui al capoverso 1.

      Esclusione dal riparto
      Art. 283 1Non si dà luogo al riparto:
      a) quando i requisiti di cui agli articoli 281 e 282 si verificano per meno di tre mesi;
      b) …;[303]
      c) quando la quotaparte d’imposta cantonale base è inferiore a 30.-- franchi;
      d) in difetto di tempestiva rivendicazione.[304]
      2La quotaparte d’imposta non ripartita è attribuita al Comune di domicilio o dimora fiscali, di sede o amministrazione effettiva e, per i contribuenti limitatamente imponibili, al Comune con la maggior frazione d’imposta.

      Aziende speciali
      Art. 284 Il riparto intercomunale per le aziende idroelettriche per la produzione e la distribuzione di energia, le imprese di gas e di acqua potabile, le aziende municipalizzate, consortili, gli enti pubblici e simili, è retto dalla legge speciale.

      Procedura
      1 Esecuzione
      Art. 285 1Il riparto è eseguito su rivendicazione dei comuni interessati. La rivendicazione è tempestiva se viene inoltrata all’autorità di tassazione entro sei mesi dal momento in cui ne sono dati i presupposti oppure prima che la relativa tassazione sia passata in giudicato.
      2Il riparto deve essere eseguito d’ufficio se i requisiti sono desumibili dagli atti in possesso dell’autorità di tassazione.
      3Il riparto è intimato al contribuente e ai comuni interessati.


      2 Reclamo
      Art. 286 1Contro il riparto, il contribuente e i comuni interessati possono inoltrare reclamo all’autorità di tassazione in tante copie quanti sono gli interessati, più una, entro trenta giorni dalla notifica.
      2L’autorità di tassazione trasmette un esemplare del reclamo a ogni interessato, con la fissazione di un termine di 30 giorni per le osservazioni.

      3 Ricorso
      Art. 287 1Contro la decisione su reclamo, gli interessati possono inoltrare ricorso alla Camera di diritto tributario in tante copie quanti sono gli interessati, più una, entro il termine di trenta giorni dalla notifica.
      2La Camera di diritto tributario trasmette un esemplare del ricorso ad ogni interessato, con la fissazione di un termine di 30 giorni per le osservazioni.

      4 Validità del reclamo e del ricorso
      Art. 288 I termini di reclamo e di ricorso di cui agli articoli precedenti sono considerati rispettati se osservati da un interessato; le decisioni valgono in ogni caso nei confronti di tutti gli interessati.

      5 Modifica della tassazione
      Art. 289 Qualora il contribuente, la cui imposta comunale è soggetta a riparto, avesse presentato reclamo o ricorso contro la tassazione, il riparto dell’imposta comunale è modificato in conformità della relativa decisione.

      TITOLO III
      Imposta personale

      Assoggettamento e importo
      Art. 290[305] 1L’imposta personale è dovuta da tutte le persone fisiche che, alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento nel Cantone, sono assoggettate in virtù della loro appartenenza personale e hanno compiuto il 18.mo anno di età.
      2L’imposta personale ammonta a fr. 40.– l’anno.
      3I coniugi devono ciascuno l’intera imposta personale.

      TITOLO IV
      Imposta immobiliare
      Capitolo I
      Assoggettamento all’imposta



      Assoggettamento
      Art. 291 1Le persone fisiche e giuridiche devono pagare un’imposta immobiliare sugli immobili di loro proprietà alla fine dell’anno civile.1)
      2Per i fondi gravati da usufrutto, l’imposta è a carico dell’usufruttuario.

      Esenzioni
      Art. 292 Non soggiacciono all’imposta immobiliare:
      a) gli immobili appartenenti a soggetti dichiarati esenti dalla presente legge ad eccezione di quelli appartenenti alle istituzioni di previdenza professionale (art. 65 lett. d), alle casse malattia (art. 65 lett. e), alle imprese di trasporto concessionarie (art. 65 lett. h) e agli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto di cui all’articolo 65 lettera l);[306]
      b) …[307]

      Capitolo II
      Calcolo dell’imposta

      In generale
      Art. 293[308] L’imposta immobiliare è dell’1 per mille del valore di stima ufficiale alla fine dell’anno civile, esclusa ogni deduzione di debiti.

      Per i terreni agricoli e forestali
      Art. 294[309] 1Per i terreni riconosciuti agricoli o forestali secondo l’articolo 308a e appartenenti a persone fisiche, l’imposta immobiliare è dell’1 per mille del valore di reddito.
      2Le disposizioni dell’articolo 308a capoverso 2 si applicano per analogia all’imposta immobiliare comunale.

      TITOLO V
      Procedura e riscossione
      Capitolo I
      Procedura

      Notifica
      Art. 295 L’intimazione del calcolo dell’imposta comunale avviene per iscritto e deve indicare almeno l’ammontare dell’imposta cantonale, il moltiplicatore comunale, l’ammontare dell’imposta comunale, l’imposta immobiliare e, per le persone fisiche, quella personale.

      Capitolo II
      Riscossione

      Autorità
      Art. 296 1I comuni procedono direttamente alla riscossione dell’imposta comunale in due o più rate.
      2Le rate a titolo di acconto possono essere prelevate in percento dell’ultima tassazione passata in giudicato o della presunta imposta dovuta.
      3I comuni curano pure direttamente l’incasso degli importi di loro competenza a titolo di ricupero dell’imposta o di multe.
      4L’autorità cantonale può rappresentare il Comune nella procedura di riscossione delle imposte comunali. Nelle procedure di riscossione particolarmente complesse il Consiglio di Stato stabilisce la provvigione a favore dell’autorità cantonale.[310]
      5Nelle procedure di riscossione dell’imposta alla fonte, l’autorità cantonale trattiene una quota dell’imposta da riversare ai Comuni. Il Consiglio di Stato fissa la quota dell’imposta da trattenere.[311]

      Scadenza, termini di pagamento
      Art. 297 La scadenza delle singole rate è fissata annualmente dal Municipio e resa nota mediante pubblico avviso. Il termine di pagamento non può essere inferiore a trenta giorni dalle scadenze.


      Facilitazioni di pagamento, condono
      Art. 298 1I municipi sono competenti a decidere sulle facilitazioni di pagamento, attenendosi per analogia all’articolo 245.
      2In materia di condono delle imposte comunali, fa stato la decisione presa dall’autorità cantonale in applicazione dell’articolo 246.

      Rimedi giuridici
      Art. 299 1Contro la decisione di assoggettamento e il calcolo dell’imposta comunale è dato reclamo al Municipio entro trenta giorni dalla notifica.
      2Contro la decisione su reclamo il contribuente può ricorrere alla Camera di diritto tributario, entro trenta giorni dalla notifica.
      3Gli errori di calcolo e di scrittura sono rettificati dal Municipio conformemente all’articolo 235.

      TITOLO VI
      Disposizione speciale

      Risarcimento perdite fiscali
      Art. 300 I comuni dove hanno sede imprese idroelettriche esenti per legge da imposta ai sensi dell’articolo 14 capoverso 1 della Legge federale 22 dicembre 1916 sulla utilizzazione delle forze idriche e relative modificazioni, ricevono dallo Stato a titolo di risarcimento per perdita di diritti fiscali comunali ed altri un compenso annuo pari all’indennità per perdita d’imposta riconosciuta al Cantone dalla Confederazione in base alla predetta Legge federale sulla utilizzazione delle forze idriche, secondo le norme del riparto intercomunale.

      PARTE DECIMA
      DISPOSIZIONI FINALI
      TITOLO I
      Disposizioni transitorie
      Capitolo I
      Imposizione delle persone fisiche

      Deduzione delle perdite
      Art. 301 In deroga all’articolo 30, nel primo periodo fiscale di applicazione della legge sono deducibili unicamente le perdite a partire dai sei anni precedenti l’entrata in vigore della legge, sempreché non siano state considerate nel calcolo del reddito imponibile degli anni precedenti.

      Deduzioni generali
      Art. 302 In deroga all’articolo 32 capoverso 2, e fino al 31 dicembre 2000, la deduzione generale per coniugi con doppio reddito è ammessa anche se un coniuge lavora e l’altro beneficia di una rendita d’invalidità in base alla legislazione federale.

      Adeguamenti urgenti nell’imposizione
      delle imprese; retroattività
      Art. 302a[312] L’articolo 19a capoverso 1 lettera a) si applica anche alla tassazione dei redditi conseguiti negli anni fiscali dal 2003 in poi, rispettivamente negli anni di computo 2001 e 2002, non ancora passate in giudicato.

      Prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza
      Art. 303 Le prestazioni in capitale della previdenza come pure le analoghe prestazioni del datore di lavoro e le somme versate in seguito a decesso o lesione corporale permanente oppure pregiudizio durevole alla salute conseguite nei due anni precedenti l’entrata in vigore della legge che, in virtu del diritto precedente, erano imposte nel periodo fiscale successivo, sono tassate, nel primo anno del periodo fiscale dell’entrata in vigore della legge, con un’imposta annua intera secondo l’articolo 38.

      Redditi da fonti previdenziali
      Art. 304 In deroga all’articolo 21 capoverso 1, e fino al 31 dicembre 2000, i proventi da istituzioni di previdenza professionale sono imponibli nella misura del 90 per cento con un massimo di deduzione di 2’000.- franchi non indicizzabile in base all’articolo 39.

      Versamenti per danni corporali
      o pregiudizio durevole della salute
      Art. 305 In parziale deroga agli articoli 22 lettera b) e 38, e fino al 31 dicembre 2000, le somme uniche o periodiche versate per danno corporale permanente o pregiudizio durevole della salute sono esenti da imposta in quanto non rappresentino reddito di compensazione.

      Prestazioni in capitale provenienti
      dalla previdenza professionale
      Art. 306 In deroga all’articolo 38 capoverso 2, e fino al 31 dicembre 2000, le prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza professionale che sono fondate su un rapporto di previdenza già esistente il 31 dicembre 1986 sono imposte in ragione del:
      1,25 %sui primifr. 25’000.-
      2,00 %sui seguentifr. 25’000.-
      2,50 %sui seguentifr. 50’000.-
      3,25 %sui seguentifr.100’000.-
      3,75 %sugli importi superiori


      Guadagni da commercio professionale di immobili
      Art. 307 1In deroga all’articolo 17 capoverso 3, i guadagni derivanti dal commercio di immobili esercitato a titolo professionale di cui all’articolo 18 capoverso 2 let- tera a) della Legge tributaria del 28 settembre 1976, conseguiti nei due anni precedenti l’entrata in vigore della presente legge, sono imponibili nel primo periodo fiscale dell’entrata in vigore della legge.
      2Quando i guadagni di cui al capoverso 1 non possono essere imposti per l’intero periodo fiscale è applicata un’imposta annua intera secondo l’articolo 57.

      Profitti in capitale e utili di liquidazione immobiliari
      Art. 308 In deroga all’articolo 17 capoverso 3, i profitti in capitale e gli utili di liquidazione immobiliari di cui all’articolo 18 capoverso 2 lettera b) della Legge tributaria del 28 settembre 1976, conseguiti nei due anni precedenti l’entrata in vigore della presente legge che, secondo il diritto precedente, erano imponibili nel periodo fiscale successivo, sono tassati, nel primo anno del periodo fiscale dell’entrata in vigore della legge, con un’imposta annua intera secondo l’articolo 57.

      Immobili agricoli
      Art. 308a[313] 1I proprietari di terreno utilizzato a scopo agricolo o forestale che, nella tassazione del periodo fiscale 2008, beneficiano della possibilità di essere imposti, per l’intera superficie posseduta, secondo il valore di reddito, al massimo di 2.-- fr. il mq. mantengono questa agevolazione anche per i periodi fiscali successivi. I fabbricati sono invece imposti conformemente al capoverso 1 dell’articolo 42.
      2Se il terreno è alienato interamente o in parte e se al momento della sua alienazione il valore di stima ufficiale è superiore a 2.-- fr. il mq. o se cessa la destinazione agricola o forestale, la differenza fino al valore di stima ufficiale è colpita, senza deduzione alcuna di debiti, dall’imposta separata sulla sostanza, distinta da quella ordinaria, che è calcolata per il tempo effettivo intercorso dall’inizio della tassazione secondo il valore di reddito, al massimo però per 20 anni e prelevata a carico del venditore, senza interessi, con l’aliquota dell’1 per mille.
      3La liberalità in acconto della quota ereditaria e la successione ereditaria, non sono considerate come alienazione. In questi casi l’imposta sulla sostanza è riscossa:
      a) a carico degli eredi rinunciatari, al momento della divisione ereditaria;
      b) a carico degli eredi assuntori del fondo, al momento della vendita.
      4Se in sede di divisione ereditaria i fondi sono ceduti a un erede per un prezzo non superiore a 2.-- fr. il mq., il prelevamento posticipato dell’imposta sulla sostanza viene rinviato fino alla prossima alienazione e deve essere sopportato interamente dal futuro venditore.
      5Se la richiesta del contribuente è accolta, prima di concedere lo sgravio, l’autorità di tassazione esegue l’iscrizione nel registro fondiario dell’obbligo di versare, in caso di alienazione o di cessazione della destinazione agricola o forestale, l’imposta separata sulla sostanza di cui al capoverso 2. Rimangono riservate le disposizioni riguardanti l’imposta sugli utili immobiliari.
      6Queste agevolazioni sono revocate:
      a) quando la stima ufficiale del terreno non supera i 2.-- fr. il mq.;
      b) quando per un terreno dato in affitto il prezzo pagato in contrattazione supera i 20.-- fr. il mq.

      Tassazione intermedia
      Art. 309 1Le tassazioni intermedie basate sull’articolo 99 capoverso 1 lettera e) della Legge tributaria del 28 settembre 1976, i cui presupposti si sono verificati nei due anni precedenti l’entrata in vigore della presente legge, continuano ad esplicare i loro effetti anche nel primo periodo fiscale di applicazione della stessa.
      2Se i presupposti per una tassazione intermedia si sono verificati prima dell’entrata in vigore della presente legge, la richiesta deve essere presentata all’autorità fiscale, o la relativa procedura iniziata da quest’ultima, entro 3 anni dalla scadenza del periodo fiscale a cui si riferisce.

      Art. 309a[314] 1L’imposta calcolata applicando le aliquote dell’articolo 35 cpv. 1 e 2 è, limitatamente al periodo fiscale 2004, aumentata del 3.823%.
      2Tale aumento non si applica ai fini del calcolo dell’imposta cantonale base alla quale applicare il moltiplicatore comunale secondo l’articolo 276 cpv. 2.

      Neutralizzazione 2005 delle aliquote dell’art. 35
      Art. 309b[315] 1Per il periodo fiscale 2005, l’imposta calcolata applicando le aliquote dell’articolo 35 capoversi 1 e 2 è aumentata del 2.215%.
      2Tale aumento non si applica ai fini del calcolo dell’imposta cantonale base alla quale applicare il moltiplicatore comunale secondo l’articolo 276 capoverso 2.

      Supplemento d’imposta comunale 2006
      Art. 309c[316] 1Per il periodo fiscale 2006, l’imposta comunale sul reddito delle persone fisiche calcolata in base all’articolo 276 è aumentata di un supplemento del 2.215 %.
      2Il Municipio ha la facoltà di rinunciare all’applicazione del supplemento d’imposta previsto dal capoverso 1. In questo caso la decisione deve essere adottata al più tardi con la decisione che determina il moltiplicatore d’imposta del periodo fiscale 2006.
      3Il supplemento d’imposta non è considerato ai fini:
      - del calcolo del contributo di livellamento degli art. 4, 5 e 6 della LPI;
      - del calcolo dell’indice di forza finanziaria degli articoli 8 e 9 LPI;
      - del calcolo degli aiuti agli investimenti dell’art. 14 LPI.
      4[317]

      Compensazione degli effetti
      alla progressione a freddo
      Art. 309d[318] 1In deroga all’articolo 39 e limitatamente alle deduzioni di cui all’articolo 34 capoverso 1 lettere a), b) e c), non si fa luogo alla compensazione degli effetti della progressione a freddo per il periodo fiscale 2009.
      2Per i periodi fiscali successivi al 2009 l’indice nazionale dei prezzi al consumo che fa stato ai fini dell’adeguamento delle deduzioni di cui al capoverso 1 è di 102.6 punti al 31.12.2007 (scala 2005 = 100 punti).

      Imposizione globale secondo il dispendio
      Art. 309e[319] Per le persone fisiche che al momento dell’entrata in vigore della presente modifica di legge erano tassate secondo il dispendio, l’articolo 13 del diritto anteriore si applica ancora per cinque anni.

      Capitolo II
      Imposizione delle persone giuridiche

      Modificazione delle basi temporali
      Art. 310 1L’imposta sull’utile delle associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche per il primo periodo fiscale dopo l’entrata in vigore della legge è calcolata provvisoriamente secondo il vecchio e il nuovo diritto. Se l’importo secondo il nuovo diritto è maggiore, è dovuta l’imposta calcolata secondo questo diritto, altrimenti quella determinata secondo il vecchio diritto.
      2I redditi straordinari realizzati nel corso degli esercizi chiusi durante i due anni precedenti l’entrata in vigore della legge sono sottoposti a un’imposta speciale calcolata secondo l’articolo 78, purché non siano utilizzati per la copertura delle perdite di cui è autorizzata la deduzione.
      3Per redditi straordinari si intendono gli utili in capitale, le rivalutazioni contabili di elementi patrimoniali, lo scioglimento di accantonamenti e l’omissione di ammortamenti e di accantonamenti giustificati dall’uso commerciale.

      Immobili agricoli
      Art. 311[320] I terreni utilizzati a scopo agricolo o forestale appartenenti ad associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche, che, al momento dell’entrata in vigore della legge, erano tassati per il loro valore di reddito sono, in caso di alienazione o di cessazione della destinazione agricola o forestale, assoggettati al disciplinamento dell’articolo 308a capoverso 2.


      Oneri deducibili
      Art. 312 Non costituiscono oneri giustificati dall’uso commerciale conformemente all’articolo 68 lettera a) le imposte federali, cantonali e comunali concernenti i periodi fiscali antecedenti l’entrata in vigore della legge.

      Deduzione delle perdite
      Art. 313 In deroga all’articolo 75, e nei primi tre periodi fiscali di applicazione della legge sono deducibili unicamente le perdite a partire dai quattro esercizi precedenti l’entrata in vigore della legge sempreché non siano state considerate nel calcolo dell’utile netto imponibile di quegli anni.

      Aliquota aggiuntiva
      Art. 314 In deroga agli articoli 76 e 79, l’aliquota dell’imposta sull’utile delle società di capitali e delle società cooperative, come pure delle persone giuridiche di cui all’articolo 59 capoverso 3 e dei fondi di investimento con possesso fondiario diretto (art. 59 cpv. 2) è aumentata di 1 punto percentuale per i quattro periodi fiscali successivi all’entrata in vigore della presente legge.

      Partecipazioni esistenti al 31.12.1996
      Art. 314a[321] 1Gli utili in capitale su partecipazioni nonché il ricavo dalla vendita dei relativi diritti d’opzione non sono considerati nel calcolo del ricavo netto conformemente all’articolo 77 capoverso 2 se la società di capitali o la società cooperativa deteneva già queste partecipazioni prima del 1. gennaio 1997 e gli utili vengono realizzati prima del 1. gennaio 2007.
      2Per le partecipazioni che la società di capitali o la società cooperativa deteneva già prima del 1. gennaio 1997, valgono, quali costi di investimento (art. 71 cpv. 4 e 77 cpv. 5 lett. a), i valori determinanti per l’imposta sull’utile all’inizio dell’esercizio commerciale che termina nel 1997.
      3Se una società di capitali o una società cooperativa trasferisce a una società estera del medesimo gruppo una partecipazione che deteneva già prima del 1. gennaio 1997 e la cui quota è pari almeno al 20 per cento del capitale azionario o del capitale sociale di un’altra società, la differenza tra il valore determinante per l’imposta sull’utile e il valore venale di tale partecipazione è aggiunta all’utile netto imponibile. In questo caso, le partecipazioni in causa sono considerate come acquisite prima del 1. gennaio 1997. Simultaneamente, la società di capitali o la società cooperativa può costituire una riserva non imposta pari a questa differenza. Questa riserva è sciolta e soggetta a imposizione se la partecipazione è alienata a un terzo estraneo al gruppo o se la società i cui diritti di partecipazione sono stati trasferiti aliena una parte importante dei propri attivi e passivi o è liquidata. La società di capitali o la società cooperativa è tenuta ad allegare alla sua dichiarazione d’imposta un elenco delle partecipazioni oggetto di una riserva non imposta ai sensi del presente articolo. La riserva non imposta è sciolta senza incidenze fiscali il 31 dicembre 2006.
      4Se l’esercizio commerciale termina dopo l’entrata in vigore della modifica della presente legge, l’imposta sull’utile è calcolata secondo il nuovo diritto per detto esercizio commerciale.

      Imposta sull’utile delle persone giuridiche;
      supplemento d’imposta
      Art. 314b[322] 1Per i periodi fiscali 2005, 2006 e 2007 l’aliquota dell’imposta sull’utile delle società di capitali e delle società cooperative, come pure delle persone giuridiche di cui all’articolo 59 capoverso 3 è oggetto di un supplemento d’imposta di 1,0 punti percentuali.
      2I supplementi d’imposta di cui al capoverso 1 sono ridotti del 50 per cento nel caso di autofinanziamento a consuntivo superiore a zero, dopo il calcolo dell’imposta senza considerare il supplemento. Essi decadono interamente se il conto d’esercizio chiude in pareggio a consuntivo dopo il calcolo dell’imposta senza considerare il supplemento. Le imposte nel frattempo eventualmente pagate sono, nella stessa misura, restituite al contribuente. La restituzione avviene senza interessi.
      3I supplementi d’imposta di cui al capoverso 1 non si applicano ai fini del calcolo dell’imposta cantonale base alla quale applicare il moltiplicatore comunale secondo l’articolo 276 capoverso 2.
      4Ai fini dell’applicazione del capoverso 2, sono determinanti l’autofinanziamento ed il risultato del conto d’esercizio dopo il calcolo dell’imposta senza considerare il supplemento, dedotto il valore nominale della quota parte cantonale sui proventi della vendita degli attivi liberi della Banca Nazionale Svizzera.[323]






      Imposta immobiliare cantonale delle persone
      giuridiche; supplemento d’imposta
      Art. 314c[324] 1Per il periodo fiscale 2005, le aliquote dell’imposta immobiliare cantonale delle persone giuridiche previste all’articolo 98 sono oggetto di un supplemento d’imposta calcolato come segue:
      a) del 1 per mille per immobili appartenenti a associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche;
      b) del 2 per mille per immobili appartenenti a società di capitali, società cooperative e a fondi di investimento;
      c) ...
      2Per i periodi fiscali 2006 e 2007, le aliquote dell’imposta immobiliare cantonale delle persone giuridiche previste dall’art. 98 sono oggetto di un supplemento d’imposta calcolato come segue:
      a) del 0,5 per mille per immobili appartenenti a associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche;
      b) del 1 per mille per immobili appartenenti a società di capitali, società cooperative e a fondi di investimento;
      c) …
      2bisPer i periodi fiscali dal 2008 al 2011 compreso, ai fini delle aliquote dell’imposta immobiliare cantonale delle persone giuridiche previste dall’art. 98 si applicano i supplementi d’imposta di cui al cpv. 2.
      2terPer i periodi fiscali dal 2012 al 2015 compreso, ai fini delle aliquote dell’imposta immobiliare cantonale delle persone giuridiche previste dall’art. 98 si applicano i supplementi d’imposta di cui al cpv. 2.
      2quaterPer i periodi fiscali dal 2016 al 2019 compreso, ai fini delle aliquote dell’imposta immobiliare cantonale delle persone giuridiche previste dall’art. 98 si applicano i supplementi d’imposta di cui al cpv. 2.
      3I supplementi d’imposta di cui ai cpv. 1 e 2 sono ridotti del 50% nel caso di autofinanziamento a consuntivo superiore a zero, dopo il calcolo dell’imposta senza considerare il supplemento. I supplementi di cui ai cpv. 1, 2 e 2bis decadono interamente se il conto d’esercizio a consuntivo, dopo il calcolo dell’imposta senza considerare il supplemento, chiude in pareggio o con risultato positivo. Le imposte nel frattempo eventualmente pagate sono, nella stessa misura, restituite al contribuente. La restituzione avviene senza interessi.
      4[325]
      5Ai fini dell’applicazione del capoverso 3, sono determinanti l’autofinanziamento ed il risultato del conto d’esercizio dopo il calcolo dell’imposta senza considerare il supplemento, dedotto il valore nominale della quota parte cantonale sui proventi della vendita degli attivi liberi della Banca Nazionale Svizzera.

      Art. 314d[326]

      Capitolo III
      Imposizione alla fonte

      Cambiamento di regime di tassazione
      Art. 315 1Quando, all’entrata in vigore della legge, la tassazione ordinaria eseguita conformemente al diritto precedente non è più ammessa, i proventi straordinari conseguiti nei due anni precedenti sono tassati, nel primo anno del periodo fiscale dell’entrata in vigore della legge, con un’imposta annua intera, calcolata con le aliquote dell’articolo 35.
      2Il capoverso 1 è applicabile anche nei casi in cui, secondo il nuovo diritto, non sono più date le condizioni per lo svincolo dalla trattenuta d’imposta alla fonte.

      Capitolo IV
      Imposizione degli utili immobiliari

      Utile immobiliare
      Art. 316 Per il calcolo dell’utile e la durata della proprietà dei trasferimenti avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge la cui imposizione non è più oggetto di differimento secondo l’articolo 125 fa stato la situazione dell’ultimo trasferimento imponibile.

      Capitolo V
      Procedura

      Rimedi di diritto
      Art. 317 Contro le tassazioni notificate prima dell’entrata in vigore della presente legge e, per l’imposta sul maggior valore immobiliare, contro quelle emanate in virtu della Legge concernente l’imposta sul maggior valore immobiliare del 17 dicembre 1964 sono applicabili i rimedi di diritto e la procedura del diritto precedente.

      Revisione
      Art. 318 1Alla revisione delle decisioni già cresciute in giudicato al momento dell’entrata in vigore della presente legge si applicano i termini del diritto precedente.
      2Alla revisione delle decisioni emanate in virtu della Legge concernente l’imposta sul maggior valore immobiliare del 17 dicembre 1964 si applicano la procedura e i termini del diritto precedente.

      Ricupero d’imposta
      Art. 319 1Alle procedure di ricupero d’imposta che si riferiscono a anni precedenti l’entrata in vigore della presente legge si applicano le disposizioni del diritto precedente.
      2Per le procedure di ricupero d’imposta apertesi dopo l’entrata in vigore della legge i termini di cui all’articolo 237 non si applicano ai periodi fiscali e alle fattispecie già prescritti in virtu del diritto precedente.

      Disposizione transitoria relativa alla procedura
      semplificata di ricupero d’imposta per gli eredi
      Art. 319a[327] Alle successioni aperte prima dell’entrata in vigore dell’articolo 238a sono applicabili le disposizioni sul ricupero d’imposta del diritto anteriore.

      Capitolo VI
      Disposizioni penali

      Diritto applicabile
      Art. 320 Alle procedure penali che riguardano periodi fiscali e trasferimenti, come pure successioni apertesi e liberalità eseguite prima dell’entrata in vigore della presente legge si applicano le disposizioni del diritto precedente nella misura in cui la presente legge non è più favorevole al contribuente o all’alienante.

      Prescrizione
      Art. 321[328] Il nuovo diritto in materia di prescrizione si applica al giudizio dei reati commessi in un periodo fiscale precedente l’entrata in vigore della presente modifica di legge, per quanto esso sia più favorevole del diritto vigente nel periodo fiscale in cui il reato è stato commesso.

      Capitolo VII[329]
      Disposizioni concernenti il cambiamento delle basi temporali
      per le persone fisiche

      Principio
      Art. 321a[330] Il nuovo diritto concernente la tassazione annuale per le persone fisiche è applicabile per la prima volta al periodo fiscale 2003. La tassazione e la riscossione delle imposte fino all’anno 2002 compreso sono disciplinati dal vecchio diritto.

      Passaggio alla tassazione annuale delle
      persone fisiche
      a) Contribuenti interessati
      Art. 321b[331] Il disciplinamento concernente il passaggio alla tassazione annuale delle persone fisiche è applicabile ai contribuenti che sono assoggettati all’imposta nel Cantone all’inizio dell’anno 2003 e che lo erano anche durante il periodo fiscale 2001/2002.

      b) Imposta sul reddito e sulla sostanza
      Art. 321c[332] Le imposte sul reddito e sulla sostanza del periodo fiscale 2003 sono tassate e riscosse conformemente al nuovo diritto.


      c) Proventi straordinari degli anni 2001 e 2002
      Art. 321d[333] 1I proventi straordinari conseguiti negli anni 2001 e 2002 o in un esercizio che si è concluso in questi anni soggiacciono, per l’anno fiscale in cui sono stati realizzati, a un’imposta annua intera. Sono riservati gli articoli 36, 37 e 38.
      2Sono considerati proventi straordinari in particolare le liquidazioni in capitale per prestazioni ricorrenti o in caso di cessazione del rapporto di lavoro, le componenti straordinarie del salario, i proventi aperiodici della sostanza come il reddito proveniente dall’alienazione o dal rimborso di obbligazioni preponderatamente a interesse unico e da dividendi di sostanza, gli utili in capitale e di rivalutazione, lo scioglimento di accantonamenti e di riserve occulte, l’omissione degli ammortamenti e degli accantonamenti usuali nel rispettivo esercizio, nonché altri utili straordinari derivanti da un’attività lucrativa indipendente.

      Procedura di tassazione dei proventi straordinari
      degli anni 2001 e 2002
      Art. 321e[334] 1I proventi straordinari del medesimo anno sono cumulati e soggiacciono, assieme, ad una sola imposta annua intera.
      2L’imposta è calcolata applicando le aliquote valevoli per il periodo fiscale 2001/2002. La situazione personale è quella determinante all’inizio di quest’ultimo periodo fiscale.
      3Le deduzioni sociali secondo l’articolo 34 non sono accordate. Le spese in relazione diretta con il conseguimento dei proventi straordinari possono essere dedotte.
      4L’imposta scade con la notifica della decisione di tassazione.
      5L’imposta comunale è assegnata al Comune dove sono dati i presupposti per l’assoggettamento secondo l’articolo 277 capoverso 1.

      Spese straordinarie degli anni 2001 e 2002
      Art. 321f[335] 1Dal reddito imponibile tassato nel periodo fiscale 2001/2002 di contribuenti assoggettati nel Cantone il 1° gennaio 2003 possono essere dedotte le spese straordinarie sostenute mediamente negli anni 2001 e 2002.
      2Sono considerate spese straordinarie unicamente:
      a) le spese di manutenzione per immobili (art. 31 cpv. 2 e 3), nella misura in cui superano annualmente la deduzione complessiva prevista dall’articolo 31 capoverso 4;
      b) i contributi dell’assicurato a istituzioni della previdenza professionale per il riscatto di anni contributivi (art. 32 cpv. 1 lett. d);
      c) le spese per malattia, infortunio o invalidità (art. 32 cpv. 1 lett. i), per perfezionamento e riqualificazione professionale (art. 25 cpv. 1 lett. d) nella misura di cui superano mediamente le spese già considerate.
      3Le tassazioni già cresciute in giudicato sono modificate a favore del contribuente. La procedura applicabile è quella dell’articolo 234. La presentazione della dichiarazione d’imposta di cui all’articolo 321h è considerata quale domanda di revisione.

      Modifica dell’assoggettamento nelle relazioni
      intercantonali negli anni 2001 o 2002
      Art. 321g[336] 1In caso di partenza dal Cantone negli anni 2001 o 2002 i proventi straordinari dell’articolo 321d e le spese straordinarie dell’articolo 321f conseguiti o sostenuti fino alla data di partenza sono imponibili, rispettivamente deducibili in Ticino.
      2In caso di arrivo nel Cantone negli anni 2001 o 2002 i proventi straordinari dell’articolo 321d e le spese straordinarie dell’articolo 321f conseguiti o sostenuti dalla data di arrivo nel Cantone fino al 31 dicembre 2002 sono imponibili, rispettivamente deducibili in Ticino.

      Dichiarazione di imposta per gli anni 2001 e 2002
      Art. 321h[337] 1I contribuenti devono presentare, nell’anno 2003, una dichiarazione di imposta completa compilata conformemente alle disposizioni concernenti la tassazione biennale praenumerando. Essa serve a determinare i redditi e le spese straordinari, a chiedere il rimborso dell’imposta preventiva, a procedere alle comunicazioni all’AVS per gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa e a verificare i casi di tassazione intermedia.
      2La dichiarazione di imposta deve essere comprensiva dei redditi straordinari (art. 321d) e delle spese straordinarie di cui si chiede la deduzione (art. 321f).




      Tassazione intermedia per cessazione
      di attività negli anni 2001 o 2002
      Art. 321i[338] In relazione all’articolo 55 lettera b) della Legge tributaria del 21 giugno 1994 la tassazione intermedia è data anche quando la cessazione dell’attività lavorativa ha una durata di almeno sei mesi senza interruzioni apprezzabili negli anni 2001 e 2002.

      TITOLO II
      Disposizioni esecutive

      Applicazione della legge
      Art. 322 1Il Consiglio di Stato emana i Regolamenti e i Decreti esecutivi di applicazione della legge.
      2Esso definisce le autorità competenti previste dalla legge ed è autorizzato a delegare i propri compiti alle autorità amministrative a lui subordinate.

      Collaborazione in materia di imposta federale diretta
      Art. 323[339] 1Quando in materia di imposta federale diretta, di imposta preventiva, di tassa d’esenzione dall’obbligo militare o di convenzioni internazionali di doppia imposizione è prevista la collaborazione delle autorità cantonali, il Consiglio di Stato è autorizzato a designare le autorità competenti e a stabilire, entro i limiti del diritto federale, le necessarie disposizioni esecutive.
      2La Camera di diritto tributario del Tribunale di appello funge da commissione cantonale di ricorso ai sensi della legislazione fiscale federale.[340]

      TITOLO III
      Diritto previgente

      Abrogazioni
      Art. 324 1Con l’entrata in vigore della presente legge sono abrogati la Legge tributaria del 28 settembre 1976, nonché il Decreto legislativo del 13 marzo 1979 che deroga ad alcune norme della Legge tributaria del 28 settembre 1976, come pure la Legge concernente l’imposta sul maggior valore immobiliare del 17 dicembre 1964.
      2Con riserva delle disposizioni transitorie, la Legge tributaria del 28 settembre 1976 e la Legge concernente l’imposta sul maggior valore immobiliare del 17 dicembre 1964 rimangono applicabili alle tassazioni riferite ai periodi fiscali precedenti l’entrata in vigore della presente legge, nonché ai trasferimenti di proprietà iscritti a registro fondiario, rispettivamente alle contrattazioni concluse, come pure alle successioni apertesi e alle liberalità eseguite prima della sua entrata in vigore.

      Modificazioni
      Art. 325
      I.
      La Legge sulla compensazione intercomunale del 18 dicembre 1979 è modificata nel modo seguente:
      Art. 10 cpv. 1 lett. b)[341]

      II.
      La Legge sulla costituzione di riserve di crisi al beneficio di sgravi fiscali del 19 settembre 1988 è modificata nel modo seguente:
      Art. 2; 5; 8[342]

      III.
      La Legge per il riparto in sede comunale dell’imposta delle aziende idroelettriche, delle aziende del gas e dell’acqua potabile, delle imprese ferroviarie, tramvie e funicolari e delle aziende municipalizzate del 13 novembre 1957 è modificata nel modo seguente:
      Ingresso[343]
      Art. 3; 10[344]

      IV.
      La legge sull’imposta di bollo e sugli spettacoli cinematografici del 20 ottobre 1986 è modificata nel modo seguente:
      Art. 7 cpv. 3; 11 cpv. 1, 12 cpv. 1 e 2; 22 cpv. 2 lett. b); 28 cpv. 1 e 2; 30 cpv. 2; 37 cpv. 2; 38; 39; 40; 41; 42 cpv. 1 e 4; 43; 44; 47; 52; 53.[345]

      V.
      La Legge sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie del 28 maggio 1986 è modificata nel seguente modo:
      Art. 16 cpv. 2 lett. a) b) c)[346]

      VI.
      La Legge di sovvenzione cantonale alla costruzione delle ferrovie del 24 gennaio 1902 è modificata nel modo seguente:
      Art. 15 Stralcio.

      VII.
      La Legge sul notariato del 23 febbraio 1983 è modificata nel modo seguente:
      Art. 4[347]

      TITOLO IV
      Entrata in vigore

      Entrata in vigore
      Art. 326 1Decorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum la presente legge è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° gennaio 1995.
      2La presente legge si applica la prima volta all’imposta dovuta per l’anno della sua entrata in vigore, nonché ai trasferimenti di proprietà iscritti a registro fondiario, rispettivamente alle contrattazioni concluse, come pure alle successioni apertesi e alle liberalità eseguite a partire dalla sua entrata in vigore.




      Pubblicata nel BU 1994, 345.