04 maggio 10

Si sblocca il cantiere LAMal

E' pronta la riforma della medicina ambulatoriale (Intervista Corriere del Ticino, 3 maggio 2010)

La modifica della LAMal sulle cosiddette "Managed Care" potrebbe teoricamente già entrare in vigore nel 2012, se i due rami del Parlamento la adottassero per tempo - La Commissione del Nazionale ha concluso questo capitolo.

Dopo sei anni di dibattito parlamentare la Commissione sanitaria del Nazionale ha concluso l'importante riforma della medicina ambulatoriale, denominata "Managed Care". Questa modifica della LAMal, se approvata dal Parlamento, potrebbe già entrare in vigore il 1 gennaio 2012. Qualcosa sembra muoversi finalmente ?

Si, per anni si è detto che il cantiere LAMal era bloccato. Ma in questo momento si sta muovendo molto. Da un lato fervono i preparativi per la riforma della medicina ospedaliera decisa a fine 2007, che entrerà in vigore il 1.1.2012, dall'altro abbiamo pigiato sull'acceleratore per concludere anche la riforma ambulatoriale, così che l'intero pacchetto potrebbe riformare il nostro sistema sanitario da quella data. Se così sarà, i cambiamenti saranno profondi e orientati al futuro. Il 1 gennaio 2012 assumerebbe una valenza simbolica: il giorno nazionale delle riforme sanitarie!

Che cosa cambia per i fornitori di prestazioni (medici, ospedali, farmacisti, ecc.)?

In ospedale bisognerà ottimizzare i processi di lavoro, migliorare la coordinazione tra i vari specialisti, concentrarsi sulla qualità e l'efficienza. Nel mondo ambulatoriale nasceranno le cosiddette "reti di cure integrate": organizzazioni di medici, dotate di persona giuridica, indipendenti dalle casse malati. I professionisti che vi opereranno (medici di famiglia, ma anche specialisti, farmacisti e personale non medico) saranno contrattualmente legati tra di loro e insieme definiranno il modo migliore di curare. Avranno la responsabilità di "pilotare" il paziente lungo il suo percorso terapeutico, facendo attenzione a evitare tempi morti, errori, doppioni, inefficienze. Queste reti assumeranno parte della responsabilità finanziaria: anche questo è un incentivo per migliorare il rendimento. Sarà più facile per donne medico lavorare a tempo parziale, conciliando lavoro e famiglia. Insomma più autonomia, libertà e responsabilità.

Che cosa cambierà per gli assicurati ?

Noi cittadini siamo esasperati dal continuo aumento dei premi di cassa malati. Ciò è dovuto in parte alle nostre crescenti esigenze, in parte all'architettura di un sistema sanitario non più al passo coi tempi. La riforma ci garantirà di poter continuare a beneficiare di un sistema sanitario moderno e di elevata qualità, che ci è invidiato a livello internazionale, ma in più con la sicurezza che riusciremo ancora a finanziarlo. L'aumento dei premi sarà più modesto, idealmente al passo con il costo della vita o poco di più. Poi avremo sconti sui premi, una minore partecipazione ai costi, accesso a prestazioni oggi non pagate dalle casse malati (p. es. medicina complementare, podologia, prevenzione). Inoltre queste reti avranno orari d'apertura più estesi, per esempio dalle 6 alle 22, quindi una maggior flessibilità per l'utenza. 

Ma tali reti di cura con responsabilità gestionale (managed care) saranno obbligatorie per medici e pazienti ?

No. Chi vorrà potrà continuare col sistema attuale. Per gli assicurati però i premi saranno un po' più elevati e la partecipazione ai costi (in caso di malattia) del 20%, ritenuto comunque un tetto massimo fissato dal Consiglio federale, stimato tra 1'000 e 1'500 franchi all'anno. L'idea è che la differenza di prezzo spinga molti pazienti ad entrare nelle reti di cure integrate, beneficiando così di una miglior qualità ed efficienza.

In Ticino però tali reti ancora non esistono, che succederà dal 1 gennaio 2012?

Abbiamo previsto un tempo d'adeguamento di tre anni per quelle regioni - essenzialmente Romandia (tranne Ginevra) e Ticino - che ancora non dispongono di tali reti. Durante questo periodo varranno le regole attuali per premi, franchigie e partecipazione ai costi.

Si sente spesso dire che in queste reti, particolarmente diffuse sull'altopiano svizzero, i costi sono inferiori perché ci vanno soprattutto persone giovani e sane. Non c'è il rischio che selezionino solo questi pazienti?

Questo è un punto fondamentale. La medicina costa circa il 20% di meno in queste reti. Recenti studi hanno evidenziato che metà di questo risparmio è legato all'accresciuta efficienza delle cure. L'altra metà invece alla selezione dei pazienti meno costosi e ciò va assolutamente evitato. Con questa modifica di legge abbiamo risolto il problema.

Questa soluzione è il risultato della sua proposta di miglioramento della compensazione della struttura dei rischi?

Si. E' un tema un po' complesso, ma sono davvero felice che la mia proposta sia stata accolta dalla Commissione con 17 favorevoli e 8 contrari. E' un bel successo, inimmaginabile soltanto un anno fa: vuol dire che oggi i tempi sono maturi per un tal discorso. Anche santésuisse, tradizionalmente contraria per via della strategia delle "casse buon mercato", ha finalmente cambiato idea. E' un enorme passo avanti, che ci consentirà di lavorare insieme, medici e casse malati, per trovare i migliori modelli di cura. Per i malati cronici (diabetici, insufficienti cardiaci e renali, ecc.) sarà dunque interessante essere curati nelle reti, ma lo sarà anche per medici e assicuratori. Ed era proprio ciò che la LAMal voleva sin dall'inizio.

Quali ostacoli restano da superare?

Pur essendoci un buon livello di consenso anche tra i partiti (la Commissione ha accolto la riforma con 17 favorevoli, 5 contrari e 4 astenuti), rimangono alcune opposizioni, soprattutto nell'ala sindacale del partito socialista, contraria a questo cambiamento, perché - a loro dire - lascerebbe troppa responsabilità e libertà agli attori sul terreno. Loro vorrebbero un sistema statale, regolato in ogni dettaglio. Ma è proprio la via seguita negli ultimi anni, che ha creato sempre più burocrazia, decisioni indigeste per i medici (p.es. tariffe di laboratorio), senza impatto sull'evoluzione dei costi e dei premi. E' un cambio di paradigma: sarà necessario parlarne molto, chiarire i dettagli e smorzare le paure legate ad ogni cambiamento.