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1.5.4.1.1

Regolamento

sulla protezione civile (RPCi)

(del 3 giugno 2008)

 

IL CONSIGLIO DI STATO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

 

vista la legge del 26 febbraio 2007 sulla protezione civile (in seguito LPCi),

decreta:

Capitolo primo

Disposizioni generali

 

Dipartimento competente

(art. 2 cpv. 1 LPCi)

Art. 1        Il Dipartimento delle istituzioni è l’autorità competente per l’applicazione della legge sulla protezione civile e emana le necessarie direttive.

 

Pianificazione cantonale

(art. 2 cpv. 2 LPCi)

Art. 2        1Il Consiglio di Stato approva ogni quattro anni:

a)    la pianificazione delle organizzazioni regionali e dell’istruzione per quanto di competenza cantonale;

b)    la pianificazione per la realizzazione, il rinnovo e l’equipaggiamento di rifugi e impianti.

2Il Dipartimento, considerate le necessità delle Regioni di protezione civile, fissa:

a)    l’organizzazione e il coordinamento di tutti gli enti che si occupano dell’applicazione delle disposizioni in materia di protezione civile;

b)    il programma quadriennale per l’istruzione cantonale e regionale per quanto di competenza del Cantone;

c)    il numero minimo dei militi da istruire;

d)    le esigenze minime per ogni formazione;

e)    le necessità per le attrezzature, l’equipaggiamento e i veicoli di valenza cantonale e ne coordina gli acquisti;

f)     la procedura di chiamata in servizio dei militi e le modalità riguardanti le sanzioni disciplinari nei loro confronti;

g)    le necessità e i requisiti tecnici supplementari per i rifugi e gli impianti da realizzare, da rinnovare e da equipaggiare;

h)    le modalità riguardanti le sanzioni in materia di edilizia di protezione civile.

 

Capitolo secondo

Organizzazione della protezione civile

 

Regioni di protezione civile

a. Comprensorio

Art. 3        1Il Cantone è suddiviso in sei comprensori di protezione civile regionali (Regioni di protezione civile) nelle forme previste dalla legge.

2I comprensori delle Regioni di protezione civile sono i seguenti:

a)    Regione TreValli: Distretti di Riviera, Leventina e Blenio;

b)    Regione Bellinzonese: Distretto di Bellinzona, escluso il Comune di Isone;[1]

c)    Regione Locarno e Vallemaggia: Distretti di Locarno e Vallemaggia;

d)    Regione Lugano-Campagna: Circoli della Magliasina, Sessa, Breno, Capriasca, Taverne e Agno, escluso il Comune di Muzzano, Comuni di Cadempino, Cureglia, Lamone e Isone;[2]

e)    Regione Lugano-Città: Comuni di Lugano e Muzzano, Circoli di Paradiso e Vezia, esclusi i Comuni di Cadempino, Cureglia e Lamone;[3]

f)     Regione Mendrisiotto: Distretto di Mendrisio e Circolo del Ceresio.

3Le Regioni suddividono il loro territorio tenendo conto delle direttive federali e cantonali.

 

b. Compiti

Art. 4        La Regione esercita tutte le attribuzioni che la legge assegna ai Comuni, riservato quanto previsto dall’articolo 7 del presente regolamento, ed in particolare:

a)    promuove la realizzazione degli impianti e dei rifugi, secondo la pianificazione cantonale, in collaborazione con il Dipartimento;

b)    fornisce la consulenza ai Comuni per la realizzazione dei rifugi pubblici;

c)    gestisce gli impianti, le attrezzature speciali e quelle d’allarme della popolazione e, se del caso, i rifugi pubblici, riservate eventuali convenzioni speciali con il singolo Comune;

d)    segue dal profilo tecnico la realizzazione e il rinnovo delle costruzioni di protezione civile, secondo le direttive federali e cantonali;

e)    gestisce il controllo dei dati delle persone tenute a prestare il servizio di protezione civile;

f)     designa e promuove i quadri e gli specialisti secondo le direttive federali e cantonali di protezione civile;

g)    mette a disposizione il personale necessario per l’istruzione sulla base di un’apposita convenzione con il Cantone;

h)    allestisce e pubblica gli avvisi di chiamata per i servizi di istruzione (rapporti, corsi, esercizi);

i)     istituisce, sulla base delle direttive del Dipartimento, le formazioni di intervento;

j)     segnala tempestivamente al Dipartimento ogni infrazione alle prescrizioni federali e cantonali in materia;

k)    effettua il collaudo dei rifugi obbligatori;

l)     fornisce al Dipartimento i dati della pianificazione e attribuzione per la gestione dei rifugi (PIAT);

m)   controlla periodicamente la prontezza operativa e la manutenzione dei rifugi e degli impianti secondo le direttive federali e cantonali.

 

c. Collaborazione con gli altri partner

della protezione della popolazione

Art. 5        A favore degli altri enti, in particolare per i partner della protezione della popolazione, essa esegue i preparativi e svolge anche le seguenti attività:

-      condotta: allestimento posti comando e sale di condotta, messa a disposizione di aiuti alla condotta e addetti stampa;

-      assistenza: collaborazione nella gestione dell’evacuazione, allestimento e gestione di centri d’accoglienza, supporto a strutture socio-sanitarie;

-      protezione beni culturali: collaborazione e supporto tecnico;

-      salvataggio: messa a disposizione di formazioni in base alle richieste dei partner e alla tipologia dell’evento;

-      logistica: messa a disposizione e gestione di materiale, costruzioni protette e infrastrutture di condotta, sussistenza e trasporti in generale;

-      altri compiti: messa a disposizione di militi o formazioni specialistiche per compiti specifici.

 

d. Rapporto annuale

Art. 6        1La Regione presenta al Dipartimento un rapporto annuale sull’attività svolta.

2Il Dipartimento ne fissa le modalità e i contenuti.

 

Comuni: compiti

Art. 7        1Il Comune è competente per:

a)    concordare con la Regione e il Dipartimento il piano delle realizzazioni dei rifugi e curarne l’aggiornamento;

b)    realizzare e gestire i rifugi pubblici;

c)    collaborare con la Regione per la realizzazione degli impianti sulla base delle pianificazioni cantonale e regionale;

d)    collaborare con la Regione e il Cantone nell’allestimento della pianificazione della gestione dei rifugi fornendo i necessari dati e documenti.

2Le attribuzioni di cui al capoverso 1 lettera b possono essere affidate alle Regioni con un accordo tra le parti.

3Al Comune sono inoltre assegnati i compiti seguenti:

a)    allarmare la popolazione in tempo di pace;

b)    comunicare alla Regione le mutazioni del controllo degli abitanti concernenti i militi;

c)    effettuare tempestivamente i controlli richiesti dalla Regione per gli assenti ingiustificati dai servizi;

d)    segnalare al Dipartimento ogni modifica o variante effettuata dal proprietario nella realizzazione del progetto di costruzione per il quale è stata rilasciata la licenza edilizia;

e)    segnalare al Dipartimento tutte le notifiche concernenti gli interventi edili che i proprietari di edifici intendono effettuare;

f)     segnalare al Dipartimento ogni abuso in materia di edilizia di protezione civile.

 

Conferenza dei Presidenti e dei Comandanti

delle Regioni di protezione civile[4]

Art. 8[5]       1Il Dipartimento e le Regioni costituiscono la Conferenza dei Presidenti e dei Comandanti delle Regioni di protezione civile.

2La Conferenza è presieduta dal Direttore del Dipartimento e si riunisce almeno una volta all’anno per discutere temi di portata generale.

 

Commissione cantonale di protezione civile

(CCPCi)[6]

Art. 9[7]       1Il Dipartimento nomina una Commissione cantonale di protezione civile per l’esame di problemi generali e ne definisce compiti e competenze.

2La Commissione cantonale è composta dal Capo sezione del militare e della protezione della popolazione e dai Comandanti delle Regioni di protezione civile.

 

Capitolo terzo

Militi e istruzione

 

Volontari e naturalizzati

Art. 10      1L’incorporazione quale volontario nella protezione civile è di competenza della Regione ed è concessa quando necessaria per completare gli effettivi o per garantire esigenze particolari.

2I naturalizzati a partire dal 26° anno di età sottostanno agli obblighi di protezione civile.

3La decisione d’incorporazione è subordinata all’apprezzamento medico, obbligatorio per tutti i candidati, che si svolge al Centro di reclutamento.

 

Proscioglimento anticipato

(art. 11 LPCi)

Art. 11      Il Dipartimento decide il proscioglimento anticipato dei militi conformemente ai requisiti previsti dalla legislazione federale.

 

Durata dei corsi

(art. 14 LPCi)

Art. 12      Il Dipartimento definisce la durata dei singoli corsi, riservati gli articoli da 33 a 36 della legge federale del 4 ottobre 2002 sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC).

 

Istruzione

(art. 15 LPCi)

Art. 13[8]     1La formazione dei militi incorporati nella protezione civile si compone dei seguenti moduli:

-      istruzione di base;

-      istruzione specialistica;

-      istruzione complementare per specialisti;

-      istruzione quadri.

2Non esiste il diritto ad accedere automaticamente all’istruzione specialistica.

3Il Dipartimento stabilisce i contenuti dell’istruzione e ne sorveglia l’esecuzione.

 

Cambiamenti di funzione e di incorporazione

Art. 14      1La Regione può richiedere all’ufficiale di reclutamento di modificare la funzione iniziale del milite fino al termine dell’istruzione di base.[9]

2Il cambiamento di Regione avviene per decisione delle Regioni interessate, con comunicazione al Dipartimento.

 

Capitolo quarto

Formazioni specialistiche e di intervento

 

In generale

Art. 15      1In ogni Regione vengono istituite delle formazioni di primo e di secondo scaglione. Le formazioni di primo scaglione sono costituite dai primi elementi necessari all’impiego.

2Il Dipartimento può ordinare alla Regione la creazione di ulteriori formazioni specialistiche.

3Il Dipartimento emana le necessarie disposizioni per l’istruzione, l’equipaggiamento e le attrezzature speciali.

 

Costi

Art. 16[10]    1I costi per il finanziamento di quanto previsto dall’art. 48 cpv. 1 LPCi sono ripartiti tra Regioni e Cantone dando priorità alle formazioni di primo intervento.

2I costi per l’impiego ordinato dalla Regione di protezione civile sono a carico di quest’ultima, quelli ordinati dal Cantone o da altre Regioni, al di fuori del comprensorio regionale sono, per principio, a carico di chi ha ordinato l’intervento; in casi eccezionali, il Cantone può assumersi tali oneri.

 

Partecipazioni agli Stati maggiori (SM)

Art. 17      I militi della protezione civile possono essere chiamati, previo accordo con le Regioni, a far parte di stati maggiori di condotta cantonali.

 

Stato maggiore della protezione civile

Art. 18      Se le circostanze operative lo giustificano, il Cantone può far capo allo Stato maggiore di condotta della protezione civile per la gestione dell’evento; questo Stato maggiore può essere completato con elementi dei partner.

 

Capitolo quinto

Costruzioni protette

 

Zone di valutazione

Art. 19      1La raccolta dei dati e la determinazione delle zone di valutazione sono aggiornate di regola ogni cinque anni.[11]

2Le zone di valutazione possono essere in casi eccezionali estese oltre i confini comunali se attraverso questa operazione si ottiene una compensazione ottimale dei posti protetti.

3Il fabbisogno di posti protetti nelle zone di valutazione è coperto quando esiste un posto protetto completo a disposizione di ogni abitante con dimora fissa secondo le normative federali.

 

Proprietari e possessori di immobili.

Sistemazione, equipaggiamento e

infrastrutture dei rifugi

Art. 20      1I proprietari di immobili devono sistemare i rifugi ed equipaggiarli con il materiale indicato nelle prescrizioni tecniche ed organizzative dell’Ufficio federale della protezione della popolazione.

2I proprietari e i possessori di immobili devono tollerare infrastrutture ed attrezzature, in particolare gli impianti tecnici d’allarme.

 

Sopralluoghi

Art. 21      1I proprietari e i possessori di immobili sono tenuti a consentire sopralluoghi effettuati da funzionari cantonali e regionali così come da militi della protezione civile per il controllo dei rifugi e delle sirene d’allarme.

2Le persone che effettuano il controllo devono essere in possesso di un documento di legittimazione.

3Il proprietario e il possessore dell’edificio devono essere preventivamente avvisati e possono presenziare al sopralluogo.

 

Raggruppamento di rifugi

Art. 22      Per assicurare entro un congruo termine la realizzazione di rifugi collettivi, il proprietario è tenuto a fornire una garanzia finanziaria per l’importo pari al costo di realizzazione del rifugio, ritenuto comunque che la garanzia deve ammontare almeno alla somma dei contributi sostitutivi corrispondenti ai posti protetti da realizzare.

 

Collaudo

Art. 23      1Per l’esecuzione del collaudo il Dipartimento fissa una tassa dell’importo massimo di fr. 500.-- da versare alla Regione che effettua il collaudo.

2Se il collaudo deve essere ripetuto poiché la costruzione non ottempera le condizioni tecniche stabilite dalla legislazione e dalle prescrizioni in materia, la tassa è nuovamente dovuta.

3Se il collaudo non può essere eseguito per impedimenti causati dal proprietario, l’ente incaricato fattura le spese.

 

Controlli periodici

Art. 24      Le Regioni controllano periodicamente la prontezza operativa e la manutenzione dei rifugi e degli impianti e la loro conformità con le esigenze tecniche minime stabilite dalla legislazione federale.

 

Rifugi pubblici o impianti di protezione

in edifici privati

Art. 25      1Con il consenso del Dipartimento, i Comuni e le Regioni possono realizzare costruzioni protette, in particolare rifugi pubblici, in edifici privati.

2In tale caso l’ente pubblico sottoscrive con il privato una convenzione che ne regola la proprietà, l’uso in tempo di pace e la manutenzione; la convenzione deve essere approvata dal Dipartimento.

 

Rifugi pubblici per più Comuni

Art. 26      1In zone particolarmente carenti in posti protetti il Dipartimento promuove la collaborazione tra Comuni per la realizzazione congiunta di uno o più rifugi pubblici.

2In tal caso viene sottoscritta una convenzione che ne regola la proprietà, l’uso in tempo di pace e la manutenzione; la convenzione deve essere approvata dal Dipartimento.

 

Soppressione di rifugi

Art. 27      1Gli eventuali sussidi devono essere restituiti se il rifugio adempie ai requisiti minimi richiesti dalle normative federali.

2I proprietari sono tenuti al versamento di un contributo sostitutivo pari ai posti soppressi qualora il rifugio adempie ai requisiti minimi richiesti.

 

Tasse

Art. 28      1La tassa della decisione di esonero e di riesame è dovuta dal titolare del permesso di costruzione e è incassata dal Cantone.

2Il Cantone, per le decisioni riguardanti proprie iniziative edili, è esonerato dal pagamento della tassa di decisione.

3La tassa per ogni collaudo è dovuta dal proprietario dell’immobile alla Regione che ne esegue il collaudo.

 

Capitolo quinto bis[12]

Sistemi di allarme

 

Impianti di allarme combinati

(art. 28a LPCi)

Art. 28a[13]   I costi generati dagli impianti di allarme combinati saranno sopportati metà ciascuno dalla Regione e dal gestore degli impianti di accumulazione.

 

Capitolo sesto

Contributi sostitutivi

 

Ammontare e Incasso

(art. 35 cpv. 1 LPCi)

Art. 29[14]    1Il Dipartimento fissa l’ammontare dei contributi sostitutivi.

2Il Dipartimento fissa all’inizio di ogni anno i contributi sostitutivi a dipendenza del numero dei posti protetti obbligatori dei rifugi e ne dà pubblicazione sul Foglio ufficiale.

3La fatturazione e l’incasso dei contributi sono compito del Cantone.[15]

4[16]

 

Impiego

(art. 36 LPCi)[17]

Art. 30      L’impiego dei contributi sostitutivi deve essere approvato e autorizzato dal Dipartimento, il quale tiene il controllo dei contributi sostitutivi incassati, conservati e spesi.

 

Utilizzo per altri scopi di protezione civile

(art. 36 LPCi)[18]

Art. 31[19]    Il Dipartimento definisce le priorità sull’impiego dei contributi sostitutivi per altri scopi di protezione civile.

 

Utilizzo dei fondi

Art. 31a[20]   1Per i rifugi pubblici e il rinnovo dei rifugi obbligatori, i fondi sono prelevati sussidiariamente:

a)    dal conto contributi sostitutivi della Regione di PCi versati nel Comune dove è ubicato il rifugio;

b)    dal Fondo contributi sostitutivi del Cantone dall’importo disponibile del Comune dove è ubicato il rifugio;

c)    dal conto contributi sostitutivi della Regione di PCi dall’importo disponibile in percentuale di quei Comuni con un grado di copertura superiore al 100%;

d)    dal Fondo contributi sostitutivi del Cantone dall’importo disponibile;

e)    dai mezzi propri del Comune interessato.

2Per gli altri scopi di PCi a favore di una Regione, i fondi sono prelevati sussidiariamente:

a)    dal conto contributi sostitutivi della Regione dall’importo disponibile in percentuale di quei Comuni con un grado di copertura superiore al 100%;

b)    eventualmente dal fondo del Cantone dall’importo disponibile;

c)    dai mezzi propri della Regione interessata.

3Per gli altri scopi di PCi a favore del Cantone, i fondi sono prelevati sussidiariamente:

a)    dal Fondo contributi sostitutivi del Cantone dall’importo disponibile;

b)    dai mezzi propri del Cantone.

 

Modalità di impiego dei contributi sostitutivi

Art. 32      1I contributi sostitutivi sono versati al beneficiario in base all’avanzamento dei lavori o dietro fattura controllata e accettata.

2L’ultima rata è versata di regola al termine della prestazione riconosciuta e dopo l’approvazione della liquidazione finale.

 

Rimedi di diritto

Art. 33[21]    1Contro le decisioni in materia di contributi sostitutivi è data facoltà di reclamo al Dipartimento entro il termine di 30 giorni.

2Contro la decisione su reclamo è data facoltà di ricorso al Consiglio di Stato entro il termine di 30 giorni dalla notifica.

 

Capitolo settimo

Surrogazione

 

Inadempienza del Comune e della Regione

Art. 34      1In caso di inadempienza del Comune o della Regione nell’esecuzione delle misure ordinate o nella preparazione dei mezzi, il Dipartimento ne ordina la realizzazione entro un congruo termine.

2Se tale termine scade infruttuosamente, il Dipartimento adotta le misure necessarie.

3Gli oneri sono a carico dell’ente inadempiente.

 

Inadempienza dei privati

Art. 35      1In caso di inadempienza di un privato nell’esecuzione delle misure ordinate in materia di costruzioni di rifugi, del loro equipaggiamento ed arredamento e della loro manutenzione, il Dipartimento fissa un congruo termine per la realizzazione delle misure correttive.

2Se il termine assegnato scade infruttuosamente, il Dipartimento adotta le misure necessarie.

3Le spese sono a carico del proprietario.

4Se la realizzazione del rifugio non è più possibile, il proprietario è tenuto a versare al Cantone il contributo sostitutivo e l’eventuale multa.[22]

5Rimane riservato il procedimento penale.

 

Capitolo ottavo

Disposizioni finali

 

Abrogazione

Art. 36      Sono abrogati:

-      il regolamento del 1° febbraio 1994 sulla protezione civile;

-      il decreto esecutivo del 23 marzo 2004 sulla protezione civile.

 

Entrata in vigore

Art. 37      Il presente regolamento è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° luglio 2008.

 

 

Pubblicato nel BU 2008, 320.

 

 



[1]  Lett. modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[2]  Lett. modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[3]  Lett. modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[4]  Nota marginale modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[5]  Art. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[6]  Nota marginale modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[7]  Art. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[8]  Art. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[9]  Cpv. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[10]  Art. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[11]  Cpv. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[12]  Capitolo introdotto dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[13]  Art. introdotto dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[14]  Norma transitoria introdotta dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

Norma transitoria dell’articolo 29

Riversamento dei contributi sostitutivi decisi fino al 31 dicembre 2013

1I Comuni riversano alle Regioni, al più tardi entro il 30 giugno 2017, i contributi sostitutivi in giacenza decisi fino al 31 dicembre 2011; il riversamento può avvenire in rate annuali di almeno un quarto dell’importo, con scadenza alla fine di giugno.

2I Comuni riversano alle Regioni i contributi sostitutivi in giacenza decisi tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2013; il riversamento ha luogo entro il 30 giugno 2014. Per gli anni seguenti fino al conguaglio del 2018, il riversamento avrà luogo ogni anno entro il 30 giugno.

3Le Regioni riversano al Cantone i contributi sostitutivi decisi tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2013; il riversamento, di cui al cpv. 2, ha luogo entro ogni 30 luglio.

[15]  Cpv. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[16]  Cpv. abrogato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[17]  Nota marginale modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[18]  Nota marginale modificata dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[19]  Art. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[20]  Art. introdotto dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.

[21]  Art. modificato dal R 18.2.2014; in vigore dal 1.3.2014 - BU 2014, 115.

[22]  Cpv. modificato dal R 17.12.2013; in vigore dal 1.1.2014 - BU 2013, 561.