USTAT > News > Notiziario statistico > 09 Costruzioni e abitazioni > Indagine congiunturale costruzioni > Formato digitale
Ultimo aggiornamento: 09.01.2026, 16:56
© Ti-Press
Nell’ultimo semestre la situazione degli affari nel settore delle costruzioni in Ticino registra un miglioramento, allineandosi al quadro nazionale. L’andamento rimane tuttavia diversificato tra i comparti: l’edilizia accessoria continua a evidenziare risultati complessivamente favorevoli, l’edilizia si colloca in una posizione intermedia con una situazione positiva ma anche qualche fragilità, mentre il genio civile, pur mostrando alcuni segnali di ripresa, presenta ancora valori negativi nei principali indicatori. Negli ultimi mesi emergono elementi di incertezza che si ripercuotono sulle prospettive. Queste risultano piuttosto negative, anche in termini d’occupazione, in tutti i comparti e in particolare nel genio civile. Nonostante le difficoltà in termini di domanda, nella seconda parte dell’anno, il livello di riserve di lavoro ha continuato a garantire una base di attività per i mesi successivi.
La situazione attuale degli affari nel settore delle costruzioni è valutata ancora positivamente da una maggioranza relativa di imprenditori. In Ticino, a partire dal mese di maggio, si osserva un graduale miglioramento di questo indicatore, dovuto all’aumento delle valutazioni positive e alla contemporanea diminuzione di quelle negative. Il risultato cantonale del mese di dicembre raggiunge quello nazionale, che solitamente è più favorevole. In Svizzera, il quadro generale appare caratterizzato da una maggiore stabilità, con una situazione complessivamente positiva [F. 1].
Analizzando più nel dettaglio l’edilizia principale, il comparto del genio civile continua a mostrare difficoltà. Dopo il miglioramento osservato sul finale del 2024, il saldo della situazione degli affari è peggiorato nei mesi successivi, toccando un minimo nella primavera del 2025. Negli ultimi mesi si osserva tuttavia un miglioramento, che riporta il saldo su valori meno sfavorevoli, pur rimanendo complessivamente negativo. Nell’edilizia, la chiusura d’anno è marcatamente positiva. Dopo mesi con saldi leggermente positivi e prossimi allo zero, a dicembre si registra un deciso miglioramento, con valori che non si osservavano da quasi un anno e mezzo [F. 2].
Rispetto all’edilizia principale, l’edilizia accessoria presenta risultati complessivamente migliori. Questo andamento si inserisce in un contesto di progressiva riorganizzazione del comparto delle costruzioni, caratterizzato da una diminuzione degli addetti nelle attività di costruzione di edifici e di ingegneria civile e, parallelamente, da una crescita degli addetti nei lavori di costruzione specializzata. Nell’edilizia accessoria, la situazione degli affari è giudicata più positivamente dagli imprenditori attivi nei lavori di installazione rispetto a quelli attivi nei lavori di completamento [F. 3]. Negli ultimi mesi, in entrambi i sottocomparti, il saldo positivo è composto esclusivamente da valutazioni favorevoli e coinvolge, nel mese di dicembre, circa sei imprenditori su dieci nell’installazione e due su dieci nel completamento.
Per quanto riguarda le prospettive, gli impresari costruttori ticinesi lasciano prevalere preoccupazioni e aspettative pessimistiche: per il prossimo semestre è infatti previsto un peggioramento della situazione degli affari. Gli imprenditori svizzeri tendono invece a esprimere maggiore cautela, mantenendo il saldo in area neutra [F. 1].
In Ticino, anche i comparti dell’edilizia principale mantengono un orientamento pessimista per il futuro, soprattutto il genio civile, dove non si registrano giudizi ottimisti dallo scorso agosto [F. 2]. Nei comparti dell’edilizia accessoria, nonostante la situazione attuale sia giudicata positivamente, le aspettative pessimiste restano prevalenti e aumentano nel corso dell’anno [F. 3].
Spostando l’attenzione sulla domanda di prestazioni negli ultimi mesi, emerge nuovamente una marcata distinzione tra l’edilizia principale – che la valuta negativamente, in particolare nel genio civile – e l’edilizia accessoria, che invece la valuta positivamente [F. 4]. In prospettiva, si conferma la lettura relativa alla situazione degli affari: in tutti i comparti ci si aspetta un calo della domanda di servizi nei prossimi tre mesi. Ancora una volta sono particolarmente negativi gli impresari del genio civile, dove sette imprenditori su dieci si attendono un ulteriore calo della domanda, mentre sono circa due su dieci negli altri comparti.
In questo contesto, percepito negativamente, le attività degli ultimi tre mesi del settore delle costruzioni non sono ancora giudicate negativamente. Le aspettative negative in termini di domanda si riflettono invece in modo evidente sulle attività dei prossimi mesi: in tutti i comparti, e in particolare nel genio civile, ci si aspetta un calo della attività nei primi mesi del 2026 [F. 5].
La situazione degli affari, la domanda e le attività del settore si riflettono anche sull’occupazione. Secondo una maggioranza relativa di costruttori ticinesi, il numero di addetti è diminuito nell’ultimo trimestre del 2025 e continuerà a diminuire anche nel primo del 2026 [F. 6].
Questo risultato è presente in tutti i comparti del settore e risulta particolarmente negativo nel genio civile nel quale i saldi risultano fortemente negativi: se nella prima parte dell’anno le previsioni apparivano più ottimiste, nel corso dei mesi esse si sono progressivamente deteriorate. Anche nell’edilizia accessoria, che sotto diversi aspetti si è mostrata più resiliente, emerge una percezione pessimista riguardo all’evoluzione occupazionale. In particolare, con l’ultima indagine le valutazioni sono diventate più negative; anche in questo comparto a inizio anno le previsioni risultavano più favorevoli.
La lettura congiunturale può essere arricchita da un’analisi di due dimensioni complementari: da un lato gli ostacoli alle attività correnti; dall’altro, la riserva di lavoro per le prospettive future.
Domanda insufficiente
In linea con gli indicatori precedentemente analizzati, la domanda insufficiente rappresenta un ostacolo rilevante nel settore delle costruzioni. Nell’edilizia principale emerge una situazione più delicata nel genio civile rispetto all’edilizia: la domanda insufficiente rappresenta un ostacolo per quasi sei aziende su dieci nel genio civile e per circa un quarto nell’edilizia [F. 7]. Nell’edilizia accessoria, questo ostacolo è particolarmente diffuso nei lavori di completamento, dove coinvolge sei aziende su dieci, mentre interessa circa un terzo delle imprese nei lavori di installazione [F. 8].
Scarsità di manodopera
Una tematica sempre più presente nel dibattito riguarda la scarsità di manodopera. Dall’inizio dell’anno questo ostacolo è avvertito in maniera crescente, seppur contenuta, sia dalle aziende dell’edilizia che da quelle del genio civile. Nell’edilizia accessoria, la carenza di manodopera appare piuttosto ininfluente per i lavori di completamento – fatta eccezione di alcuni momenti puntuali – mentre risulta più critica nei lavori di installazione. In questo comparto, la penuria di manodopera rappresenta una caratteristica strutturale, che ha registrato un progressivo rafforzamento tra la tarda primavera e l’estate del 2025 per poi rientrare nei mesi autunnali su valori più contenuti.
Riserva di lavoro
Nel complesso, nonostante la presenza di questi ostacoli, il livello delle riserve degli ordini garantisce una base di attività per diversi mesi. I risultati dell’ultimo trimestre dell’anno, rilevati a ottobre, indicavano infatti una riserva di lavoro di quasi cinque mesi nell’edilizia e di tre mesi nel genio civile. Nell’edilizia accessoria, la riserva di lavoro si attestava a quasi sei mesi per i lavori di installazione e a poco meno di tre mesi per i lavori di completamento.

A cura di Nicola Bagnovini, Direttore della Società svizzera impresari costruttori (SSIC-Ti)
La situazione congiunturale nel settore principale della costruzione in Ticino conferma la tendenza riscontrata negli ultimi anni, che vede il comparto del genio civile più in difficoltà rispetto all’edilizia. Ricordo che le opere del genio civile hanno quali committenti gli enti pubblici e la situazione critica delle loro finanze si riflette sugli investimenti, nonostante la presenza di alcune grandi opere sul nostro territorio. Un altro problema che tocca le imprese di costruzione è correlato ai tempi lunghi richiesti prima di poter aprire i cantieri per le opere infrastrutturali di grande rilevanza. Ricorsi, opposizioni e difficoltà procedurali dilatano i tempi e causano incertezza nella gestione delle riserve di lavoro che, nel genio civile, sono di soli 3 mesi.
Il comparto dell’edilizia sta vivendo un momento un po’ più positivo con riserve mediamente attorno ai 5 mesi e i fattori favorevoli che posso citare riguardano i bassi tassi ipotecari, lo stimolo ad eseguire entro i prossimi due anni lavori di manutenzione o risanamento energetico degli edifici (così da poter ancora beneficiare delle attuali deduzioni fiscali in attesa dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni legate all’abolizione del valore locativo) e la volontà di assicurarsi la possibilità di realizzare i terreni edificabili esistenti onde evitare cattive sorprese a livello pianificatorio.
Un ulteriore elemento, che questa indagine statistica conferma, riguarda la scarsità di manodopera nella costruzione, in particolare di quella qualificata. È infatti sempre più difficile sostituire coloro che escono dal mondo del lavoro in seguito a pensionamento (penso in particolare ad assistenti tecnici, capi cantiere e capi squadra) e in questo ambito la nostra Associazione ha intrapreso da tempo una revisione nazionale del sistema di formazione e di perfezionamento professionali proprio per cercare di attirare maggiormente i giovani verso le belle professioni della costruzione. Anche il nostro mercato di riferimento per le maestranze, quello dei frontalieri, nonostante i salari elevati risulta meno attrattivo a causa del maggior carico fiscale per i nuovi frontalieri, degli oneri assicurativi sulla salute e dell’intasamento delle vie di traffico per raggiungere i posti di lavoro.
Quasi tutte le domande delle indagini KOF sono di carattere qualitativo. Gli operatori esprimono un’opinione relativa all’evoluzione oppure allo stato di una variabile significativa dell’andamento dell’azienda nel proprio mercato, secondo in genere tre modalità di risposta (+, =, -).
Per l’analisi congiunturale è consuetudine utilizzare il saldo di opinione tra le due modalità estreme (+ e -), trascurando la modalità neutra (=).
Il saldo tende a descrivere sinteticamente il senso preponderante di variazione della variabile analizzata. Nel caso di un saldo significativamente positivo (o negativo) alla domanda circa la variazione della cifra d’affari, si potrà concludere che tale variabile nel trimestre di riferimento sia verosimilmente aumentata (o diminuita).
È fondamentale, comunque, considerare che questa conclusione sarà tanto più robusta quanto maggiore risulterà il saldo, in quanto esso e le sue variazioni sono sempre da intendere quali indicatori di tendenza e non quali variabili quantitative discrete.
Ufficio di statistica del Cantone Ticino (Ustat)
Vincenza Giancone
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 48
vincenza.giancone@ti.ch