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Ultimo aggiornamento: 03.07.2026, 10:15
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La situazione degli affari nel settore delle costruzioni si conferma complessivamente positiva. A livello nazionale i risultati mostrano una maggiore stabilità, mentre a livello cantonale si registra un lieve peggioramento rispetto a sei mesi fa. Tuttavia, si osservano segnali di ripresa nel comparto del genio civile, dove il saldo è passato da valori negativi a valori più neutrali, sostenuto da un maggiore ottimismo. Diversamente, l’edilizia passa da una zona positiva a una più incerta. Nell’ambito dell’edilizia accessoria, le imprese attive nei lavori di installazione mantengono un orientamento più positivo rispetto a quelle nei lavori di completamento. Le prospettive per i prossimi mesi riflettono un quadro di incertezza: le previsioni di aumento dei prezzi generano qualche preoccupazione, sebbene non si riscontrino segnali di allarme sul fronte occupazionale. A livello nazionale, la maggioranza relativa delle imprese prevede un incremento degli organici; in Ticino prevale un atteggiamento di cautela.
In base alle ultime rilevazioni congiunturali del KOF per il settore delle costruzioni, la situazione degli affari è giudicata positivamente dalla maggioranza relativa degli imprenditori, sia a livello nazionale sia a livello cantonale [F. 1]. In Ticino, dopo il picco registrato a dicembre, i risultati mostrano una fase di assestamento, pur rimanendo generalmente al di sopra dei livelli dell’anno precedente. A livello nazionale si conferma una maggiore stabilità su saldi positivi.
L’analisi di dettaglio dell’edilizia principale evidenzia nuove tendenze: se nei primi mesi dell’anno la crescita sembrava sostenuta principalmente dall’edilizia, l’ultimo trimestre ha visto una buona ripresa del genio civile, il cui saldo è salito in pochi mesi in zona neutra [F. 2]. Questo miglioramento era stato anticipato dagli impresari costruttori già a febbraio, mese in cui si era riscontrato un aumento della quota di ottimisti sulle prospettive a sei mesi. Nonostante la ripresa, le previsioni degli ultimi mesi sono tornate in zona negativa. Nel comparto dell’edilizia si nota un ridimensionamento del positivismo registrato nei mesi invernali; il saldo delle risposte rimane comunque ancorato attorno alla linea di neutralità. Il peggioramento dell’indice attuale riflette lo scetticismo che aveva caratterizzato le aspettative all’inizio dell’anno.
Nell’edilizia accessoria emergono andamenti divergenti tra il settore delle installazioni e quello dei lavori di completamento [F. 3]. Come già si osserva da un anno, le imprese di installazione esprimono giudizi più favorevoli, raggiungendo nell’ultima indagine il saldo positivo più elevato del periodo. Il clima positivo nel settore del completamento ha invece subito un progressivo deterioramento culminato in una maggioranza relativa di valutazioni negative a maggio, per poi registrare un recupero poco oltre la soglia di neutralità nell’ultima rilevazione. Nonostante l’ottimismo di febbraio e marzo, la situazione attuale degli affari ha visto risultati inferiori alle aspettative. Probabilmente, anche per questo motivo, le previsioni sul prossimo semestre si sono progressivamente ridimensionate, sebbene il dato di giugno mostri ancora una prevalenza di aziende ottimiste rispetto a quelle pessimiste. Al contrario, le aspettative più prudenti espresse dalle imprese di installazione tra la fine del 2025 e l’inizio 2026 si sono tradotte in una valutazione dell’andamento attuale ancora positiva.
Nell’edilizia principale, la ripresa del genio civile si riflette anche sui volumi di attività: la maggioranza relativa delle imprese segnala un incremento dei lavori nell’ultimo trimestre [F. 4]. Il saldo, dopo il netto peggioramento di inizio d’anno, è tornato positivo nelle ultime due indagini, superando leggermente i livelli registrati un anno fa. L’edilizia rimane invece confinata in un’area debolmente negativa da diversi mesi.
Nell’edilizia accessoria, l’indice dell’attività fluttua attorno alla parità da diversi mesi, alternando lievi oscillazioni positive e negative.
Nel complesso, l’evoluzione dei dati nazionali ricalca da vicino la tendenza cantonale, in particolare per il comparto genio civile. Il saldo svizzero si mantiene tuttavia su valori mediamente più solidi rispetto a quello ticinese.
Vista la forte incertezza, le previsioni sono sempre meno parlanti. Nell’edilizia principale, il genio civile presenta un’oscillazione maggiore: le aspettative sulle attività per il prossimo semestre avevano registrato un netto balzo in avanti a febbraio rispetto a dicembre 2025 [F. 5]. Una dinamica analoga si è verificata a livello nazionale, dove il picco è stato toccato tra marzo e aprile, prima di una successiva correzione. Questo andamento trova riscontro nell’aumento delle riserve di lavoro del comparto, cresciute sia in Svizzera sia in Ticino secondo la rilevazione di aprile. Da notare che, a livello cantonale, la flessione registrata tra febbraio e maggio, relativa alle attività previste nei prossimi mesi, è stata parzialmente corretta al rialzo a giugno.
Nell’edilizia si osserva una tendenza analoga ma più attenuata: l’indice previsionale è migliorato progressivamente da inizio anno a fine maggio, mentre i dati di giugno segnalano l’insorgere di nuove preoccupazioni sia in Ticino sia in Svizzera. A livello nazionale le aspettative rimangono comunque orientate all’ottimismo, mentre in Ticino il saldo torna in territorio negativo.
Rimangono favorevoli, invece, le previsioni espresse dagli imprenditori dell’edilizia accessoria. In Ticino, il saldo negativo di dicembre 2025 è stato riassorbito nel corso del primo trimestre, stabilizzandosi in territorio neutro nel secondo trimestre. In Svizzera si è passati da un clima di iniziale incertezza a valutazioni più positive nella parte centrale del primo semestre.
Questi risultati potrebbero riflettere le difficoltà degli operatori nel valutare l’effetto del contesto internazionale sui prezzi, che risulta tra i fattori di maggiore preoccupazione per i prossimi mesi (già certificato dall’indice dei prezzi delle costruzioni di aprile). In Svizzera le previsioni degli impresari evidenziano un’accelerazione al rialzo a partire da marzo, in concomitanza con l’inizio della guerra in Medio Oriente [F. 6]. Tale tendenza è particolarmente marcata nel genio civile e nell’edilizia accessoria, dove la spinta sui prezzi era comunque già evidente da prima.
In Ticino la dinamica è un po’ diversa: nel genio civile le aspettative di aumento dei prezzi si sono manifestate con un leggero ritardo (aprile), nell’edilizia principale l’indice è diventato positivo solo a giugno, mentre nell’edilizia accessoria il dato è rimasto stabile attorno alla neutralità. Dietro queste divergenze potrebbe celarsi anche una diversa capacità di adattamento dei mercati: nel genio civile potrebbe esserci una maggiore flessibilità nel trasferire sui commitenti i rincari congiunturali.
Al momento, il rallentamento delle previsioni sull’attività nazionale e il contestuale aumento dei prezzi non hanno prodotto effetti negativi sulle previsioni di impiego: il saldo si mantiene positivo sia nell’edilizia principale sia in quella accessoria [F. 7]. Questa tenuta, al momento, è confermata anche dai dati della Statistica dell’impiego che nel primo trimestre 2026 evidenziano un incremento dei posti di lavoro nel ramo delle costruzioni sia su base trimestrale che annua. In Ticino il saldo si mostra in miglioramento rispetto ai valori negativi dei mesi passati. Le prospettive occupazionali restano anche legate a fattori strutturali del settore, tra tutte la carenza di profili professionali qualificati e le relative difficoltà di reclutamento. Queste ultime sono maggiormente sentite a livello nazionale rispetto a quello cantonale.

A cura di Nicola Bagnovini, Direttore della Società svizzera impresari costruttori (SSIC-Ti)
L’insicurezza geopolitica internazionale creatasi dallo scorso mese di marzo in seguito alla guerra in Medio Oriente ha portato effetti negativi pure al settore della costruzione, in particolare per rapporto agli importanti e continui aumenti dei costi di carburanti (che poi si riflettono con aggravi su tutti i trasporti), materie prime, prodotti derivati dal petrolio, bitume, acciaio d’armatura, ecc. Ancora oggi, sono continue e per certi versi sorprendenti le comunicazioni dei rivenditori di materiali che annunciano, oggi per domani, significativi aumenti percentuali di vari elementi per la costruzione. Aggravi che le imprese sono costrette a subire e che ben difficilmente riescono a ricaricare sui committenti, specialmente quelli privati. Ciò non permette di allestire offerte attendibili e prevedere delle riserve sui prezzi è impensabile, vista la forte concorrenza sul mercato in fase di acquisizione dei lavori.
L’incertezza incide negativamente in particolare sulle previsioni per i prossimi mesi per l’andamento degli affari e dell’attività. Per questi indicatori, i grafici mostrano un’evoluzione parallela tra la situazione nazionale e quella ticinese, nonostante un saldo in Ticino meno favorevole rispetto a quello svizzero. È questa, a parer mio, la prova che l’elemento scatenante che causa una certa involuzione di mercato sia da ricondurre agli avvenimenti internazionali.
A livello più generale, posso confermare che, in Ticino, la situazione degli appalti pubblici nel genio civile è migliorata in questa prima metà del 2026 e le riserve di lavoro sono abbastanza buone, pur considerando possibili differenze tra regioni, tipologia d’impresa o genere d’attività svolta.
Sul piano occupazionale gli effettivi alle dipendenze delle imprese di costruzione sono confermati e le aziende sono sempre alla ricerca di personale qualificato o con esperienza. In Ticino, il bacino dei frontalieri aiuta un po’, anche se non è più così evidente trovare le maestranze necessarie per far fronte ai picchi di lavoro e dunque il ricorso alle agenzie di collocamento ha sempre la sua importanza.
Quasi tutte le domande delle indagini KOF sono di carattere qualitativo. Gli operatori esprimono un’opinione relativa all’evoluzione oppure allo stato di una variabile significativa dell’andamento dell’azienda nel proprio mercato, secondo in genere tre modalità di risposta (+, =, -).
Per l’analisi congiunturale è consuetudine utilizzare il saldo di opinione tra le due modalità estreme (+ e -), trascurando la modalità neutra (=).
Il saldo tende a descrivere sinteticamente il senso preponderante di variazione della variabile analizzata. Nel caso di un saldo significativamente positivo (o negativo) alla domanda circa la variazione della cifra d’affari, si potrà concludere che tale variabile nel trimestre di riferimento sia verosimilmente aumentata (o diminuita).
È fondamentale, comunque, considerare che questa conclusione sarà tanto più robusta quanto maggiore risulterà il saldo, in quanto esso e le sue variazioni sono sempre da intendere quali indicatori di tendenza e non quali variabili quantitative discrete.
Ufficio di statistica del Cantone Ticino (Ustat)
Vincenza Giancone
Settore Economia, Ufficio di statistica
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