Il commercio al dettaglio: giugno lancia segnali positivi

Ultimo aggiornamento: 06.07.2026, 14:48

© Ti-Press

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Nel primo semestre 2026, il commercio al dettaglio in Ticino ha registrato valutazioni generalmente positive, superando la flessione di maggio, grazie al recupero di giugno. La media e grande distribuzione traina il settore, mostrando i risultati migliori per situazione degli affari, volumi di vendita e affluenza dei clienti. I dati di giugno segnano un miglioramento anche in termini di scorte che ora sono ritenute adeguate. Più incerta è la situazione dei piccoli negozianti, che se da un lato mostrano segnali di miglioramento per gli indici sugli affari e sui volumi, dall’altro presentano una situazione più incerta. Sul fronte dei prezzi si attenuano le previsioni di aumento, mentre sul lato dell’occupazione il dato di giugno riporta il saldo cantonale in pareggio, chiudendo il semestre all’insegna della stabilità.

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Situazione degli affari

L’andamento degli affari del commercio al dettaglio è giudicato in miglioramento da una relativa maggioranza di imprenditori ticinesi, mostrando – nel mese di giugno – il risultato più positivo dei due anni precedenti [F. 1]. Il primo semestre del 2026 è stato caratterizzato da alti e bassi: il saldo è risultato positivo nei primi due mesi dell’anno, probabilmente grazie ai saldi invernali, e ad aprile, in concomitanza con il periodo pasquale. A maggio si è registrata una contrazione, ma a giugno la situazione ha ripreso un forte slancio. A livello nazionale l’andamento appare più regolare e con valori più negativi. Dopo i primi due mesi positivi dell’anno, il giudizio dei commercianti svizzeri è rimasto negativo fino al mese di giugno, quando il saldo è tornato poco oltre lo zero.

Distinguendo i dati in base alla dimensione dei negozi, la situazione appare più favorevole per la grande e media distribuzione. In Ticino, in particolare, il saldo è rimasto positivo lungo tutto il primo semestre del 2026, solo ad aprile e maggio si è riscontrata un po’ di incertezza con dei saldi sostanzialmente neutri. Come per il dato complessivo, il saldo di giugno risulta il più alto degli ultimi due anni, mostrando una fase favorevole. A livello nazionale, dall’inizio del nuovo anno si riscontra un peggioramento, caratterizzato da saldi leggermente negativi per tutta la primavera. Il dato di giugno, tornato in territorio positivo, potrebbe indicare una ripresa estiva, che andrà verificata con le prossime indagini.

Per i piccoli commercianti ticinesi, si osservano saldi positivi nei mesi di aprile e giugno, mentre maggio è stato caratterizzato da difficoltà anche per questa categoria. La situazione in Ticino è comunque più favorevole rispetto alla Svizzera, dove il saldo – seppure meno irregolare – è rimasto negativo dopo un febbraio timidamente positivo.

Il saldo positivo registrato a giugno in Ticino si mostra coerente con l’ottimismo dei commercianti, che nell’ultima indagine congiunturale di aprile prevedevano un miglioramento degli affari per il semestre successivo [F. 2]. I commercianti di medie e grandi dimensioni mostravano un orientamento positivo già da un anno, ma con l’ultima rilevazione di aprile hanno raggiunto il picco massimo: più della metà degli intervistati in Ticino ha infatti dichiarato che la situazione degli affari nei sei mesi successivi sarebbe migliorata. Anche queste previsioni si sono rivelate in linea con l’andamento degli affari di giugno. I piccoli negozianti riflettono invece l’andamento previsionale del settore nel suo complesso: dopo il saldo negativo di gennaio, le stime espresse ad aprile sono migliorate, tornando in territorio positivo.

Sul fronte delle previsioni, i commercianti a livello nazionale si mostrano tendenzialmente più cauti; solo le piccole aziende al dettaglio mostrano un leggero pessimismo negli ultimi dati.

Volume delle vendite e affluenza dei clienti

Le percezioni relative alla situazione degli affari si allineano a quelle sul volume delle vendite. In Ticino, ad aprile e a giugno, una maggioranza relativa di commercianti ha ritenuto i volumi delle vendite in aumento, mentre il mese di maggio si conferma negativo [F. 3]. Questo allineamento tra andamento degli affari e vendite trova riscontro anche a livello nazionale.

Anche in questo caso, un maggiore ottimismo si riscontra per i negozi di medie e grandi dimensioni. In Ticino il saldo è positivo già dal mese di novembre dell’anno scorso, con un picco a inizio anno seguito da una contrazione del saldo fino a maggio e una nuova ripresa a giugno. A livello nazionale, l’andamento delle vendite nei grandi negozi mostra pareri positivi – anche se generalmente inferiori a quelli ticinesi – lungo tutto il semestre, a eccezione di marzo, quando il saldo è risultato praticamente neutro.

Tra i piccoli negozi si conferma invece una situazione di maggiore difficoltà. Fanno eccezione i mesi di gennaio e aprile (tra saldi e festività) che, rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente, hanno registrato saldi positivi in Ticino; a giugno si osserva un saldo tornato in territorio positivo. A livello nazionale, invece, dopo un mese di gennaio favorevole, il saldo è progressivamente calato, mantenendosi in territorio negativo fino a giugno.

Nonostante il volume delle vendite di giugno sia giudicato in aumentato dalla maggior parte dei commercianti ticinesi, il parere sull’affluenza dei clienti nel settore è di segno opposto e negativo [F. 4]. Ciò indica tuttavia che la minore affluenza è comunque risultata proficua in termini di acquisti. Gennaio e aprile hanno fatto registrare saldi positivi, in linea con i volumi di vendita. In generale, le percezioni sull’affluenza del primo semestre 2026 sono comunque migliorate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, allora caratterizzato da saldi negativi. Appare invece più allineato il saldo tra volumi e affluenza nel commercio al dettaglio svizzero, con un peggioramento nel primo trimestre 2026 e una ripresa nel secondo trimestre.

Ancora una volta, le grandi e medie distribuzioni si distinguono positivamente rispetto ai piccoli esercizi. In Ticino il saldo relativo all’affluenza è decisamente positivo da un anno, con l’unica eccezione di settembre, un mese più incerto che aveva mostrato un andamento simile anche sul fronte dei volumi. A livello nazionale, l’indice sull’affluenza segue un andamento analogo a quello delle vendite a partire da gennaio. I commercianti svizzeri mostrano comunque una maggiore cautela rispetto a quelli ticinesi. Il dato di giugno, in ogni caso, lascia sperare in un miglioramento.

Per contro, si confermano le difficoltà dei piccoli commercianti, che esprimono giudizi negativi sull’affluenza. In Ticino, in particolare, si osserva un peggioramento nelle ultime due indagini, dopo l’unico saldo positivo dell’anno registrato ad aprile. A livello nazionale, il calo dell’affluenza è percepito costantemente ormai da un anno e mezzo.

Scorte e prezzi di vendita

Nonostante il miglioramento di indici chiave come la situazione degli affari e il volume delle vendite, una maggioranza relativa di commercianti, sia ticinesi sia svizzeri, ritiene le giacenze di prodotti ancora troppo elevate [F. 5]. A livello nazionale questo orientamento accomuna grande e piccola distribuzione. A livello cantonale, invece, si distinguono i medio-grandi commercianti, che hanno mostrato dapprima saldi più elevati e, nell’indagine più recente, un netto miglioramento che ha portato il saldo alla neutralità. Tra i piccoli negozi, al contrario, l’indagine di giugno mostra qualche preoccupazione: dopo un temporaneo miglioramento a febbraio e maggio (probabilmente legato all’aumento dei volumi di vendite nei rispettivi mesi precedenti), le merci in magazzino tornano a essere considerate eccessive.

Sul fronte dei prezzi di vendita, le previsioni in Ticino hanno evidenziato un saldo in crescita con l’inizio della primavera, quando una maggioranza relativa dei negozianti prevedeva un aumento dei listini per il trimestre successivo. Tuttavia, l’ultima rilevazione di giugno ha ridimensionato le aspettative di aumento [F. 6]. L’intenzione di rivedere al rialzo i prezzi si riscontra sia tra i medio-grandi sia tra i piccoli commercianti, tanto in Svizzera quanto in Ticino. Nel nostro cantone sono stati in particolare i piccoli dettaglianti a manifestare maggiormente questa tendenza, con un picco nel mese di aprile, durante il quale quasi un quarto degli intervistati ha dichiarato che avrebbe aumentato i prezzi nei tre mesi successivi. Questo orientamento appare in linea con i dati dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) di giugno, che ha segnato un rincaro dello 0,5% su base annua.

Occupazione

Sul versante dell’occupazione, i dati di giugno lanciano qualche segnale positivo. Se nel primo trimestre dell’anno il numero di addetti in Ticino era giudicato corretto, nel corso del secondo trimestre la percezione si è invertita e una maggioranza relativa riteneva eccessivi i livelli attuali. L’ultimo dato di giugno segna tuttavia un ritorno ai risultati precedenti con un saldo leggermente negativo [F. 7]. Tra i negozianti di medie e grandi dimensioni è prevalsa sempre una lettura di correttezza dei livelli d’occupazione, mentre tra i piccoli commercianti si è manifestato il problema di un organico eccessivo nei mesi di aprile e maggio.

L’opinione

A cura di Lorenza Sommaruga, Presidente Federcommercio

I dati di giugno confermano alcuni segnali incoraggianti per il commercio al dettaglio ticinese. Dopo mesi caratterizzati da un andamento altalenante, il recupero registrato nel secondo trimestre dimostra che il settore continua a tenere, pur in un contesto che resta complesso.

Dal mio osservatorio emerge infatti un moderato miglioramento segnalato dalle aziende nel secondo trimestre. È un dato positivo, ma da leggere con prudenza. Restano infatti numerose le sfide, l’aumento dei costi delle materie prime, dei trasporti e della produzione, legati anche ai rincari dell’energia, le incertezze sui dazi e la crescente concorrenza dell’e-commerce sono fattori difficili da contrastare e continuano a comprimere i margini delle imprese.

Guardiamo quindi con fiducia alla stagione estiva, auspicando che il periodo delle vacanze e il buon afflusso turistico possano consolidare i segnali positivi emersi nelle ultime rilevazioni.

Merita infine attenzione un fenomeno che sta diventando strutturale; l’anticipo delle promozioni stagionali, con merci proposte a prezzi scontati già all’inizio della stagione e una continua successione di offerte. Questa pratica penalizza le attività commerciali e rischia di disorientare il consumatore, che fatica sempre più a comprendere quale sia il reale rapporto tra prezzo e qualità dei prodotti.

Fonti

Fonte statistica

Quasi tutte le domande delle indagini KOF sono di carattere qualitativo. Gli operatori esprimono un’opinione relativa all’evoluzione oppure allo stato di una variabile significativa dell’andamento dell’azienda nel proprio mercato, secondo in genere tre modalità di risposta (+, =, -).

Per l’analisi congiunturale è consuetudine utilizzare il saldo di opinione tra le due modalità estreme (+ e -), trascurando la modalità neutra (=).

Il saldo tende a descrivere sinteticamente il senso preponderante di variazione della variabile analizzata. Nel caso di un saldo significativamente positivo (o negativo) alla domanda circa la variazione della cifra d’affari, si potrà concludere che tale variabile nel trimestre di riferimento sia verosimilmente aumentata (o diminuita).

È fondamentale, comunque, considerare che questa conclusione sarà tanto più robusta quanto maggiore risulterà il saldo, in quanto esso e le sue variazioni sono sempre da intendere quali indicatori di tendenza e non quali variabili quantitative discrete.

Commenti e grafici

Ufficio di statistica del Cantone Ticino (Ustat)

Informazioni

Vincenza Giancone
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 48