Tra molti punti in sospeso

Ultimo aggiornamento: 18.06.2026, 09:41


©Ti-Press / Alessandro Crinari


I dati inerenti al primo trimestre 2026 illustrano un’economia svizzera ancora in leggera crescita. Nei primi tre mesi dell’anno si sono registrati diversi risultati positivi: i livelli delle esportazioni di beni erano ancora relativamente buoni e anche la statistica della cifra d’affari e della produzione segnalava dei tassi di crescita in diversi comparti. Da marzo, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, la situazione è però nuovamente cambiata. Da una parte ci sono stati dei primi effetti sui prezzi, in particolare sui prodotti petroliferi, sul gas e su altri prodotti derivati, ma anche sulle catene di approvvigionamento. Anche rimanendo solo sul piano economico-commerciale, il ruolo e gli interessi degli Stati Uniti sono estremamente diversi da quelli dell’Europa e da quelli della Cina. L’incertezza attuale non riguarda più solo le scelte di politica commerciale degli Stati Uniti, ma anche i nuovi equilibri geopolitici che si stanno delineando.

Finora, almeno osservando i primi dati di aprile e maggio, non si riscontrano dei cali particolari né in Svizzera né in Ticino. I dati del KOF, che esprimono le percezioni degli imprenditori, rimangono tendenzialmente stabili. In generale, considerati i molti punti in sospeso, anche secondo le ultime stime della Seco ci sarà un progressivo rallentamento nel corso del 2026.



Cifre in dettaglio

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Contesto economico internazionale e nazionale

Nel primo trimestre 2026 il PIL in Svizzera è cresciuto dello 0,4% su base annua. Si tratta di un tasso relativamente basso sia rispetto allo 0,8% misurato a fine 2025, sia rispetto all’1,4% misurato in media nel 2025 [T. 1]. Bisogna però considerare che il primo trimestre 2025 era stato un periodo eccezionale, in cui molte aziende avevano deciso di accelerare le fasi di produzione in risposta alla forte incertezza legata alle politiche commerciali degli Stati Uniti. Sul fronte internazionale, nei paesi europei, in particolare nella zona euro, emerge anche un rallentamento, mentre la crescita economica appare ancora relativamente moderata e stabile negli Stati Uniti [F. 1]. Secondo le previsioni più recenti degli esperti dell’OCSE, le tensioni in Medio Oriente continueranno a essere un freno per la crescita economica globale nel 2026, con degli effetti anche nel 2027. In prima battuta, questi effetti potrebbero essere più marcati nelle economie asiatiche, relativamente più dipendenti dai paesi del Golfo.

Svizzera
Ticino
T. 1 Dati congiunturali, variazione annua (in %), in Svizzera e in Ticino, nel I trimestre 2026
IV 2025 I 2026 IV 2025 I 2026
Prodotto interno lordo (SECO)
Crescita reale, al netto dagli eventi sportivi 0,8% 0,4%
Commercio estero (UDSC)
Importazioni 5,0% -8,4% 5,9% -11,5%
Esportazioni -7,4% -14,5% -7,0% -6,9%
Mercato del lavoro (UST)
Impieghi ETP 0,3% 0,3% -1,6% -0,8%
Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO* 5,0% 5,2% 6,7% 7,6%
* Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO = Disoccupati ai sensi dell’ILO / Popolazione attiva di 15 anni o più
Fonti: PIL trimestrale, dati destagionalizzati e corretti dagli effetti di calendario e degli eventi sportivi, SECO; Statistica del commercio estero svizzero, UDSC; Statistica dell’impiego, UST; Statistica delle persone disoccupate ai sensi dell’ILO,UST


Tornando all’economia svizzera, sul piano trimestrale si registra una ripresa che consolida il recupero già avviato a fine 2025. I dati del primo trimestre relativi alle esportazioni indicano una flessione su base annua, ma questo paragone è condizionato dai livelli molto alti raggiunti dodici mesi fa, quando i risultati erano fortemente accentuati dalle esportazioni verso gli Stati Uniti [F. 2]. Rispetto al quarto trimestre 2025 si misura invece una moderata crescita, con le esportazioni in aumento verso diversi paesi. I dati di aprile segnalano però un calo su base mensile, che ha toccato i mercati più lontani, probabilmente più esposti alle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente [F. 3]. Come già osservato nel 2025 con i dazi USA, non è da escludere un effetto anticipatorio, questa volta legato ai timori di rincaro delle materie prime: alcune aziende potrebbero aver già effettuato degli acquisti preventivi, anticipando i costi attesi nei prossimi mesi.

La statistica della produzione, delle ordinazioni e della cifra d’affari offre ulteriori dettagli sul comparto manifatturiero: il tasso di crescita reale su base annua della cifra d’affari è sceso a -7,2% [T. 2], riflettendo in parte l’effetto base già segnalato per le esportazioni. Nel confronto trimestrale la contrazione si attenua – da -2,9% a -1,2% – indicando un graduale recupero, anche se il segno rimane negativo.

Indice
Variazione su base annua
T. 2 Indice della cifra d’affari reale (media 2021 = 100) e variazione annua (in %), in alcuni comparti, in Svizzera, nel I trimestre 2026
I 2026 II 2025 III 2025 IV 2025 I 2026
Attività manifatturiere (Noga 10-33) 119,1 3,0% 4,5% 0,9% -7,2%
Industria farmaceutica (Noga 21) 174,1 3,9% 10,3% 2,8% -20,4%
Prod. di elettronica; orologi (Noga 26) 104,5 4,5% 2,9% 1,0% 6,6%
Costruzioni (Noga 41-43) 80,2 -1,0% -2,4% 3,4% 0,8%
Commercio (Noga 47) 95,3 1,7% 1,1% 2,1% 0,6%
Dati corretti per il calendario, non destagionalizzati
Fonti: Statistica delle cifre d’affari del settore secondario e terziario, UST


Anche in questo frangente ha un ruolo centrale il comparto farmaceutico, che più di tutti aveva accelerato nella prima parte del 2025. Nonostante il ridimensionamento in corso, la cifra d’affari reale del comparto segna ancora una crescita del 74,1% rispetto al 2021. In questi mesi è interessante rilevare i segnali di crescita in arrivo dagli altri comparti del manifatturiero, in particolare dal comparto della produzione di elettronica, in cui troviamo anche l’industria orologiera, ma anche dai comparti industriali della fabbricazione di apparecchiature elettriche e dalla fabbricazione di macchine industriali. Questi risultati confermano i segnali di ripresa degli investimenti industriali già emersi tre mesi fa, e si allineano alla crescita della manifattura rilevata anche dall’OCSE a livello globale.

I dati della statistica delle cifre d’affari dell’UST confermano il consolidamento della ripresa nelle costruzioni, in particolare nell’edilizia e nel genio civile. Pure positivi, ma più moderati, i risultati del commercio al dettaglio.

Confrontando l’evoluzione negli ultimi mesi delle percezioni di imprenditori e consumatori emergono annotazioni interessanti. Secondo i dati del KOF la situazione attuale appare relativamente nella norma. Anche il comparto manifatturiero, che era stato l’unico a segnalare un leggero calo dell’indice relativo all’andamento degli affari nel mese di marzo, ha rapidamente recuperato. L’indice sintetico, che aggrega i risultati dei cinque settori, è praticamente rimasto invariato tra gennaio e aprile. Anche l’indice del clima di fiducia dei consumatori riflette un recupero, dopo il forte calo ravvisato a marzo, ma solo parziale: i valori restano di fatto inferiori a quelli registrati a inizio anno. In particolare si nota un peggioramento nella valutazione della propria situazione finanziaria e della propensione agli acquisti, mentre sono sensibilmente migliorate le attese rispetto all’evoluzione economica nei prossimi mesi.


Contesto cantonale e comparti economici

Secondo l’Istituto CREA, dell’Università di Losanna, dopo una crescita sostenuta nel primo trimestre (+1.2%), l’economia cantonale ha attraversato una fase di contrazione nel secondo e terzo trimestre 2025 (-0,1% e -1,0% rispettivamente). Il parziale recupero del quarto trimestre (+0,3%) ha permesso di chiudere l’anno con una crescita complessiva dell’1,6%, in linea con la stima dell’1,7% elaborata a metà marzo dall’Istituto BAK dell’Università di Basilea [F. 7]. Diverse le stime per il 2026 e per il 2027, che indicano invece una crescita dello 0,4% e, rispettivamente, dell’1,0%, valori che potrebbero poi essere rivisti al ribasso nei prossimi mesi.

In Ticino, come in Svizzera, i dati più recenti del KOF mostrano in generale una relativa stabilità. Nel comparto manifatturiero i valori di marzo erano calati in maniera evidente, mentre quelli di aprile e maggio sono in ripresa. A livello cantonale emerge un chiaro miglioramento dell’indice relativo ai volumi degli ordini in portafoglio tra le aziende prevalentemente orientate all’estero, sia in termini di soddisfazione dei volumi raggiunti sia in termini di entrate di nuovi ordini. I dati inerenti al comparto delle costruzioni rimangono positivi, confermati dalle domande di costruzione e dalle transazioni immobiliari [T. 3]. Anche dal settore bancario emergono sensazioni positive: l’indice relativo all’evoluzione della domanda rimane positivo e si conferma nuovamente l’aumento dei crediti ipotecari.

Dal commercio al dettaglio arrivano invece delle indicazioni meno positive: a livello cantonale i dati di maggio indicano un peggioramento della situazione degli affari e delle vendite. Le ragioni di questi andamenti non sono ancora chiare: da una parte potrebbero riflettere una maggiore sensibilità dei consumatori ticinesi di fronte all’incertezza attuale, dall’altra parte non si possono totalmente escludere altri fattori, tra cui la concorrenza degli acquisti oltreconfine o il commercio online. Inoltre, i commercianti sembrano ravvisare poco gli effetti positivi indotti dal turismo, considerata la buona crescita misurata nel comparto alberghiero, sia in aprile sia a maggio, in termini di pernottamenti [T. 4]. La tendenza positiva nel comparto del turismo era già percepibile da qualche trimestre e, anche secondo i dati raccolti dal KOF, il buon inizio di stagione sembra aver dato maggiore fiducia agli albergatori e ai ristoratori. Anche in questo caso non si può escludere che questa dinamica rifletta, almeno in parte, un effetto di riposizionamento delle destinazioni turistiche a favore dell’Europa e della Svizzera, percepite come aree di relativa stabilità in un contesto geopolitico globale segnato da forti incertezze.


Ass.
Variazione su base annua
T. 3 Domande di costruzione e transazione immobiliari in Ticino, per trimestre
I 2026 II 2025 III 2025 IV 2025 I 2026
Domande di costruzione (in mio di fr) 579,8 3,6% -2,5% 30,2% -12,5%
Transazioni immobiliari (in mio di fr) 1.065,3 34,4% 7,0% -1,5% 14,2%
Fonti: Statistica della costruzione e della costruzione di abitazioni, Ustat; Statistica delle transazioni immobiliari, Ustat
in migliaia
Variazione su base annua
T. 4 Pernottamenti, in Svizzera e in Ticino
apr 2026 lug 2025 ott 2025 gen 2026 apr 2026
Pernottamenti in Svizzera 2.890,0 3,3% 4,3% 2,6% -0,6%
Pernottamenti in Ticino 242,6 13,4% 10,3% 5,8% 13,4%
Fonte: Statistica della ricettività turistica, HESTA, UST


Mercato del lavoro

Il mercato del lavoro segnala una fase tendenzialmente un po’ meno positiva, che nasconde dinamiche molto eterogenee tra comparti economici. In Svizzera il numero di impieghi equivalenti al tempo pieno è aumentato dello 0,3% [T. 1]. L’analisi per settore rivela un’estrema eterogeneità: aumenti importanti nei comparti della sanità, delle costruzioni e dell’amministrazione pubblica; dall’altra parte si registrano dei cali nel comparto manifatturiero così come in quello finanziario [F. 4]. La crescita d’impieghi nel settore delle agenzie interinali è un segnale che caratterizza questa fase, nuovamente contraddistinta da una forte incertezza, in cui le aziende tendono a preferire forme contrattuali flessibili che permettono di adattarsi rapidamente all’evoluzione della domanda. Parallelamente continua la crescita della disoccupazione, in Svizzera il tasso ai sensi dell’ILO rimane attorno al 5,0%.

A livello cantonale il quadro è pure contraddistinto da segnali in chiaroscuro (si veda il Notiziario sul mercato del lavoro, I trim. 2026): il numero di posti di lavoro cala per il secondo trimestre consecutivo e il tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO torna a superare la soglia del 7,0%, ma l’occupazione complessiva regge grazie alla componente residente. Risulta invece più stabile il tasso di disoccupazione relativo ai disoccupati iscritti: l’ultimo dato di maggio risulta al 2,8% e appena superiore al 2,6% misurato dodici mesi fa. Tramite questa statistica è possibile fare un’analisi per comparto anche in Ticino [F. 5], per poi confrontarla con l’evoluzione degli impieghi in Svizzera. Tenendo presente che i livelli d’osservazione sono diversi, il loro confronto offre comunque delle letture interessanti. Da una parte aumentano i cercatori di impiego nei comparti che sono in una fase di ridimensionamento degli effettivi, come il manifatturiero e il bancario; oppure, in senso opposto, la diminuzione dei cercatori nei comparti che stanno invece aumentando gli impieghi, come nelle costruzioni. Dall’altra parte continuano però a registrarsi anche dei risultati apparentemente paradossali, come nel sanitario o nella ristorazione: in entrambi i casi si riscontra un aumento degli impieghi – a livello nazionale – ma anche un aumento delle persone iscritte alla disoccupazione. Le ragioni che possono spiegare questi andamenti sono varie, potrebbe trattarsi di un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, oppure di un aumento delle pressioni sul personale.


Previsioni e rischi congiunturali

Secondo le ultime previsioni economiche del Gruppo di esperti della Confederazione, diffuse dalla Seco il 18 giugno, la crescita del PIL svizzero si attesterà poco sotto l’1,0% nel 2026 – correggendo lievemente la stima precedente di marzo, ma con una revisione al rialzo dell’inflazione prevista ora allo 0,6% (da 0,4%), riflesso del rincaro energetico. Rimanendo alle stime formulate dalla Seco, anche le previsioni relative al mercato del lavoro cambiano solo leggermente: la crescita degli impieghi rimarrà bassa e il tasso di disoccupazione degli iscritti rimarrà sui livelli attuali.

A livello cantonale, gli ultimi dati del KOF relativi alle previsioni degli affari nei prossimi sei mesi segnano un peggioramento tra gennaio e aprile [F. 6]. Due elementi temperano lievemente questa lettura: i valori ticinesi rimangono molto vicini a quelli nazionali e, un po’ come avvenuto l’anno scorso, non si può ancora escludere che le cose vadano meglio rispetto alle attese. Secondo il BAK il tasso di crescita del PIL in Ticino si aggirerà nel 2026 attorno allo 0,6%, per poi salire leggermente fino all’1,0% nel 2027 [F. 7]. Anche le ultime stime della Seco di giugno – quelle del BAK a livello cantonale risalgono invece a marzo – mantengono due scenari. In quello di base, relativamente più ottimistico, si ipotizza una stabilizzazione della produzione energetica nei paesi del Golfo in tempi relativamente contenuti, che permetterebbero una minore pressione sui prezzi e, di conseguenza, la crescita potrebbe ritornare poco sopra l’1,5% già nel 2027. In quello più prudente, con le perturbazioni e le incertezze legate al conflitto che persisterebbero più a lungo, l’inflazione potrebbe salire fino allo 0,9% nel 2026 e all’1,4% nel 2027 e, di riflesso, anche la crescita economica per il 2027 rimarrebbe relativamente sottotono, attorno all’1,0%.


Figure

PIL e commercio estero

Impieghi e disoccupazione

Previsioni



Altre informazioni

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Cosa si intende per analisi congiunturale?
È uno strumento informativo che in modo semplice e conciso offre un quadro attuale e completo dell’andamento congiunturale dell’economia ticinese. L’analisi è elaborata a partire da dati e informazioni provenienti dalle principali fonti ufficiali.

A chi si rivolge?
Tramite la diffusione pubblica, questo prodotto si rivolge alle aziende, ai lavoratori, ai media, alle associazioni, alle istituzioni e all’opinione pubblica in generale quale strumento di attualità statistico-economica sull’andamento congiunturale dell’economia cantonale.

Quali sono gli indicatori scelti?
La selezione dei temi e degli indicatori inclusi in questo prodotto di analisi è avvenuta tenendo conto della necessità di disporre di informazioni su tutti i fenomeni economici rilevanti in ottica congiunturale per i quali sono disponibili dati statistici ufficiali relativi al nostro cantone e con una frequenza di pubblicazione adeguata. Vi trovano posto informazioni sul PIL, sui consumi, sull’import/export, sull’andamento di alcuni settori economici (quelli coperti da rilevamenti statistici) e sul mercato del lavoro. L’analisi prende spunto dal contesto congiunturale internazionale e nazionale, per poi concludersi con un paragrafo dedicato alle previsioni.

Quali sono le fonti dei dati?
I dati provengono esclusivamente da fonti di statistica pubblica (fatta eccezione per il PIL del BAK e le indagini congiunturali del KOF). Alcuni dati sono di carattere qualitativo (le indagini KOF o l’indice del clima di fiducia dei consumatori della Seco) e, come tali, vanno interpretati come informazioni relative al parere di una maggioranza (ad es. prevalenza di pessimisti o di ottimisti).

Quando viene aggiornato?
Questo prodotto di analisi congiunturale è aggiornato trimestralmente.

Altre domande?

Eric Stephani
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 35



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