Si riparte… di nuovo

Ultimo aggiornamento: 17.09.2026, 09:39


©Ti-Press / Samuel Golay


Molti dei dati raccolti nel secondo trimestre segnano una chiara ripresa dell’economia svizzera e anche di quella ticinese: i valori delle esportazioni tornano a salire così come i dati relativi alla produzione e alla cifra d’affari. La ripresa si riflette anche nei dati del mercato del lavoro, che indicano pure dei miglioramenti. Però, un po’ come avevamo già visto l’anno scorso, anche in questi primi due trimestri del 2026 l’attività economica sembra avanzare in maniera ciclica. Se l’anno scorso a dettare i ritmi di questi cicli erano i dazi statunitensi, quest’anno ci sono le tensioni in Medio Oriente, iniziate a fine febbraio con i primi attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran. Da diverso tempo ormai, l’incertezza è diventata un fattore che porta molte aziende a fare ordini prima di un prossimo aumento generale dei prezzi o prima che diventi ancora più caro trasportare la merce.

In questi mesi in particolare, sembra che sia le aziende svizzere sia quelle ticinesi si sono fatte trovare pronte a questo nuovo andamento del mercato. Un po’ sottotraccia c’è anche la crescita dettata dal cambiamento tecnologico: molte aziende stanno facendo importanti investimenti nell’intelligenza artificiale (AI), che va a generare una domanda supplementare in prodotti di elettronica, semiconduttori e macchine strumentali.



Cifre in dettaglio

Comunicati nazionali

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Contesto economico internazionale e nazionale

La crescita del PIL in Svizzera nel secondo trimestre ha sorpreso positivamente, con un tasso del 2,1% su base annua [T. 1]. Negli Stati Uniti la crescita si conferma attorno al 2%, mentre nella zona Euro l’accelerazione è stata più moderata, passando tra il primo e il secondo trimestre da 0,5% a 1,0% [F. 1]](#fig01). Secondo gli esperti della Banca centrale europea, che pochi giorni fa hanno diffuso le loro ultime proiezioni, l’evoluzione globale attuale è il risultato tra due tendenze di senso opposto: da una parte la guerra in Medio Oriente, che sta correggendo al rialzo i costi di produzione; dall’altra la domanda legata agli investimenti in intelligenza artificiale a livello globale, che sostiene in particolare la crescita nei paesi maggiormente integrati nella catena di valore tecnologico. Finora l’economia svizzera sembra soffrire relativamente poco, o almeno meno del previsto, degli shock legati alle tensioni in Medio Oriente. Sembra invece plausibile l’ipotesi di una ripresa piuttosto estesa della produzione e delle esportazioni in vari comparti manifatturieri, che ha trovato diversi riscontri durante i confronti con alcuni attori del territorio.

Svizzera
Ticino
T. 1 Dati congiunturali, variazione annua (in %), in Svizzera e in Ticino, nel II trimestre 2026
I 2026 II 2026 I 2026 II 2026
Prodotto interno lordo (SECO)
Crescita reale, al netto dagli eventi sportivi 0,6% 2,1%
Commercio estero (UDSC)
Importazioni -8,3% 5,1% -12,2% -2,1%
Esportazioni -14,3% 1,7% -7,1% -0,3%
Mercato del lavoro (UST)
Impieghi ETP 1,1% 1,9% -1,2% -0,2%
Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO* 5,2% 4,9% 7,6% 6,1%
* Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO = Disoccupati ai sensi dell’ILO / Popolazione attiva di 15 anni o più
Fonti: PIL trimestrale, dati destagionalizzati e corretti dagli effetti di calendario e degli eventi sportivi, SECO; Statistica del commercio estero svizzero, UDSC; Statistica dell’impiego, UST; Statistica delle persone disoccupate ai sensi dell’ILO,UST


I dati delle esportazioni sono la prima conferma della ripresa in corso. Da aprile in avanti i valori delle esportazioni sono progressivamente aumentati, riavvicinando i valori eccezionali misurati a marzo 2025 [F. 2]. Il confronto tra luglio e giugno evidenzia un’ulteriore crescita e, inoltre, evidenzia come la crescita si distribuisca attualmente su molti paesi [F. 3]. Il comparto farmaceutico è sempre centrale, rimanendo quello che determina il ritmo di crescita, ma in questo momento emergono anche alcuni segnali positivi dal comparto dell’elettronica e dalla meccanica strumentale.

La seconda conferma arriva dalla statistica della produzione, delle ordinazioni e della cifra d’affari, che offre ulteriori dettagli sul comparto manifatturiero: il tasso di crescita reale su base annua della cifra d’affari risale a 6,1% [T. 2], riflettendo in parte l’effetto base già segnalato per le esportazioni.

Indice
Variazione su base annua
T. 2 Indice della cifra d’affari reale (media 2021 = 100) e variazione annua (in %), in alcuni comparti, in Svizzera, nel II trimestre 2026
II 2026 III 2025 IV 2025 I 2026 II 2026
Attività manifatturiere (Noga 10-33) 116,4 4,5% 0,9% -7,7% 6,1%
Industria farmaceutica (Noga 21) 147,2 10,3% 2,8% -21,4% 15,5%
Prod. di elettronica; orologi (Noga 26) 110,0 2,9% 1,0% 6,5% 1,1%
Costruzioni (Noga 41-43) 92,2 -2,4% 3,4% 0,6% 2,1%
Commercio (Noga 47) 99,6 1,1% 2,1% 0,7% 2,2%
Dati corretti per il calendario, non destagionalizzati
Fonti: Statistica delle cifre d’affari del settore secondario e terziario, UST


Anche se un po’ meno incisivi, i dati della statistica delle cifre d’affari dell’UST indicano anche il consolidamento della ripresa nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio. Infine, l’indice del clima di fiducia dei consumatori segnala pure un progressivo recupero, anche se i valori restano ancora inferiori a quelli registrati a inizio anno. In particolare, si nota un miglioramento delle attese rispetto all’evoluzione economica nei prossimi mesi, che si riflette anche nell’evoluzione positiva della valutazione della propria situazione finanziaria e in quella della propensione agli acquisti.


Contesto cantonale e comparti economici

Secondo l’Istituto CREA dell’Università di Losanna, negli ultimi trimestri il PIL cantonale ha seguito un’evoluzione simile a quello nazionale: la crescita registrata negli ultimi due trimestri compensa solo in parte la contrazione osservata nella parte centrale del 2025, riportando il tasso di crescita del PIL sui livelli medi degli ultimi anni. Un po’ diverse appaiono invece le stime dell’Istituto BAK dell’Università di Basilea. Secondo le loro proiezioni, la crescita del PIL in Ticino non andrà oltre lo 0,5% nel 2026, tasso chiaramente inferiore all’1,7% del 2025 [F. 7]. I dati degli ultimi mesi sono stati relativamente positivi, anche in Ticino, per cui non è da escludere una correzione delle proiezioni anche da parte del BAK nei prossimi mesi.

Partendo dai comparti del settore secondario, gli ultimi dati rilevati dal KOF in Ticino mostrano un quadro eterogeneo: l’acquisizione di nuovi ordini e la produzione tornano a crescere, un po’ come osservato a livello nazionale, ma il livello complessivo del portafoglio ordini resta debole e nell’ultima rilevazione ha già mostrato dei segni di peggioramento. Gli ultimi dati delle esportazioni segnalano però una ripresa in corso e confermano il quadro piuttosto dinamico e volto al miglioramento emerso anche durante i nostri colloqui esterni [F. 2] e [F. 3]. I dati inerenti al comparto delle costruzioni rimangono relativamente positivi, in particolare nell’edilizia accessoria. Le voci rilevate dal KOF nelle ultime indagini mostrano infatti una situazione degli affari positiva per i lavori di installazione e di completamento, mentre il miglioramento osservato per le imprese del genio civile sembra un po’ rallentare nel mese di agosto. Vi sono poi dei risultati positivi provenienti dai dati inerenti alle domande di costruzione e alle transazioni, che rimangono su dei livelli leggermente superiori alla media.

Passando ai comparti del terziario, si evidenziano pure delle note positive. La situazione degli affari nel commercio al dettaglio è tornata in zona neutra, dopo essere migliorata a inizio estate grazie in particolare al buon andamento dei piccoli negozi. Questa tendenza è stata probabilmente aiutata dal buon andamento del turismo, in particolare del comparto alberghiero, che - durante i mesi di giugno e luglio - ha fatto registrare dei buoni risultati in termini di pernottamenti. Infine, le sensazioni raccolte nel bancario segnalano dei miglioramenti: l’indice inerente alla situazione degli affari è in crescita così come quello inerente all’evoluzione della domanda.


Ass.
Variazione su base annua
T. 3 Domande di costruzione e transazione immobiliari in Ticino, per trimestre
I 2026 II 2025 III 2025 IV 2025 I 2026
Domande di costruzione (in mio di fr) 756,9 -6,7% 30,4% -9,0% 2,4%
Transazioni immobiliari (in mio di fr) 1.131,0 7,0% -1,5% 14,6% -13,3%
Fonti: Statistica della costruzione e della costruzione di abitazioni, Ustat; Statistica delle transazioni immobiliari, Ustat
in migliaia
Variazione su base annua
T. 4 Pernottamenti, in Svizzera e in Ticino
apr 2026 lug 2025 ott 2025 gen 2026 apr 2026
Pernottamenti in Svizzera 4.960,0 4,3% 2,6% -0,6% 0,5%
Pernottamenti in Ticino 375,9 10,3% 5,8% 13,4% -4,7%
Fonte: Statistica della ricettività turistica, HESTA, UST


Mercato del lavoro

I segnali sul mercato del lavoro restano un po’ in chiaroscuro rispetto ai miglioramenti riscontrati in termini di attività. In Svizzera il ritmo di crescita degli impieghi e delle persone occupate indica una timida accelerazione [T. 1]. I due comparti che hanno maggiormente contribuito a questo cambio di passo sono stati quello dei servizi di fornitura del personale (agenzie di collocamento e agenzie interinali) e il comparto sociosanitario [F. 4]. La crescita degli impieghi legata alle attività delle agenzie interinali riflette la situazione attuale che negli ultimi trimestri continua ad alternare fasi di forte crescita e fasi più moderate. Questa ciclicità è in parte condizionata dall’incertezza congiunturale, che rende più difficile, in particolare nelle attività manifatturiere e nelle costruzioni, elaborare dei piani di crescita più strutturati e di lungo termine.

Il mercato del lavoro ticinese si conferma ancora in leggera controtendenza rispetto all’evoluzione nazionale, visto che a fronte di un’occupazione in crescita, permangono le ombre sul dato degli impieghi, che risulta invece ancora in flessione su base annua. I dati della statistica dell’impiego (STATIMP) non permettono un approfondimento settoriale a livello cantonale, ma visti i risultati simili raccolti dal KOF, si potrebbe ipotizzare una situazione abbastanza simile a quella emersa a livello nazionale. Infine, sia a livello nazionale sia a livello cantonale il tasso di disoccupazione ILO rimane relativamente alto, pari al 4,9% in Svizzera e al 6,1% in Ticino. Se nel primo caso si tratta di un dato in aumento, in Ticino il risultato è sostanzialmente stabile (se si prende come riferimento il dato medio degli ultimi quattro trimestri). Tramite i dati raccolti dagli Uffici regionali di collocamento è possibile osservare in quali attività stanno aumentando le frizioni tra domanda e offerta di lavoro: a livello cantonale si nota una crescita relativamente forte nel sociosanitario, nelle attività di ristorazione e nel settore bancario, mentre sono più stabili i valori nei settori più sensibili alla congiuntura, come quello delle attività manifatturiere o delle costruzioni [F. 5].


Previsioni e rischi congiunturali

Le ultime previsioni economiche del Gruppo di esperti della Confederazione correggono al rialzo le previsioni di crescita del PIL per il 2026. Secondo le stime aggiornate il tasso previsto è pari all’1,7% (+0,8 punti rispetto alle previsioni di giugno). A favorire questo miglioramento è l’impatto un po’ meno forte del previsto delle tensioni geopolitiche sui prezzi, la cui crescita generale dovrebbe rimanere attorno allo 0,6% nel 2026. Sempre secondo la Seco, la crescita degli impieghi potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi: infatti sono state corrette anche al rialzo le stime di crescita, portando il tasso da 0,5% a 1,7%, mentre non sono state riviste le stime inerenti alla disoccupazione degli iscritti agli Uffici regionali di collocamento.

A livello cantonale gli ultimi dati del KOF relativi all’andamento degli affari - raccolti in agosto - sembrano prendere un po’ di slancio dall’andamento di questi ultimi mesi e segnano un leggero miglioramento rispetto alle attese espresse a giugno [F. 6]. Questo miglioramento per ora è un po’ in controtendenza rispetto alle stime di giugno del BAK, in particolare rispetto allo 0,5% calcolato per il 2026 [F. 7]. Nonostante i buoni risultati riscontrati in questi ultimi mesi, l’incertezza rimane molto alta. Non si può infatti escludere che nei prossimi mesi tornino a farsi sentire con maggior vigore gli effetti delle tensioni in Medio Oriente oppure che torni a calare la domanda dall’estero, portando un’ulteriore oscillazione.


Figure

PIL e commercio estero

Impieghi e disoccupazione

Previsioni



Altre informazioni

Informazioni (FAQ)

Cosa si intende per analisi congiunturale?
È uno strumento informativo che in modo semplice e conciso offre un quadro attuale e completo dell’andamento congiunturale dell’economia ticinese. L’analisi è elaborata a partire da dati e informazioni provenienti dalle principali fonti ufficiali.

A chi si rivolge?
Tramite la diffusione pubblica, questo prodotto si rivolge alle aziende, ai lavoratori, ai media, alle associazioni, alle istituzioni e all’opinione pubblica in generale quale strumento di attualità statistico-economica sull’andamento congiunturale dell’economia cantonale.

Quali sono gli indicatori scelti?
La selezione dei temi e degli indicatori inclusi in questo prodotto di analisi è avvenuta tenendo conto della necessità di disporre di informazioni su tutti i fenomeni economici rilevanti in ottica congiunturale per i quali sono disponibili dati statistici ufficiali relativi al nostro cantone e con una frequenza di pubblicazione adeguata. Vi trovano posto informazioni sul PIL, sui consumi, sull’import/export, sull’andamento di alcuni settori economici (quelli coperti da rilevamenti statistici) e sul mercato del lavoro. L’analisi prende spunto dal contesto congiunturale internazionale e nazionale, per poi concludersi con un paragrafo dedicato alle previsioni.

Quali sono le fonti dei dati?
I dati provengono esclusivamente da fonti di statistica pubblica (fatta eccezione per il PIL del BAK e le indagini congiunturali del KOF). Alcuni dati sono di carattere qualitativo (le indagini KOF o l’indice del clima di fiducia dei consumatori della Seco) e, come tali, vanno interpretati come informazioni relative al parere di una maggioranza (ad es. prevalenza di pessimisti o di ottimisti).

Quando viene aggiornato?
Questo prodotto di analisi congiunturale è aggiornato trimestralmente.

Altre domande?

Eric Stephani
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 35



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