Occupazione in calo e riassorbimento più lento

Ultimo aggiornamento: 03.03.2026, 07:53

©Ti-Press/Pablo Gianinazzi

Nel quarto trimestre il mercato del lavoro ticinese mostra segnali di indebolimento: l’occupazione si riduce su base annua e la disoccupazione torna ad aumentare, mentre cresce anche il numero di persone al di fuori della forza lavoro. Il raffreddamento appare più marcato rispetto al contesto nazionale e coinvolge sia i residenti sia i frontalieri. Nel complesso, gli indicatori suggeriscono una fase ciclica meno favorevole, senza evidenze di un deterioramento strutturale.

L’analisi dei flussi tra occupazione, disoccupazione e inattività conferma questa lettura. La stabilità dell’occupazione rimane elevata, ma si riduce la capacità del mercato di riassorbire rapidamente chi perde o cerca un impiego. Aumentano infatti le uscite dalla disoccupazione verso l’inattività, segnalando un contesto in cui il rientro nel mercato del lavoro risulta più complesso. Queste dinamiche contribuiscono a spiegare l’incremento simultaneo di disoccupati e inattivi osservato nel trimestre.

Cifre in dettaglio

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Occupati, disoccupati e inattivi

Nel quarto trimestre del 2025 gli occupati attivi in Ticino si attestano a 242.253 unità, un livello sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente (+0,1%), ma in calo su base annua (-1,6%). La flessione su base annua è riconducibile principalmente alla diminuzione degli occupati residenti (-1,7%), cui si aggiunge un calo più contenuto dei lavoratori frontalieri (-0,2%) [T. 1] e [F. 2].

Per i residenti si tratta del primo arretramento su base annua dopo una fase di recupero avviata nella seconda metà del 2024. Nel caso dei frontalieri, invece, il risultato si inserisce in un possibile cambiamento di tendenza: dopo anni di crescita quasi continua, a partire dal quarto trimestre 2023 si osserva dapprima una lieve flessione e successivamente una sostanziale stabilizzazione. Tale evoluzione potrebbe essere legata anche a fattori istituzionali, tra cui l’entrata in vigore nel terzo trimestre 2023 del nuovo regime di imposizione dei lavoratori frontalieri, già richiamato nei precedenti contributi come elemento potenzialmente in grado di influenzare le scelte di residenza e di lavoro oltreconfine.

Su un orizzonte temporale più ampio, tuttavia, i frontalieri restano la componente che ha registrato l’espansione più marcata dal 2020, mentre la dinamica dei residenti è risultata più moderata [F. 5].

T. 1 Indicatori chiave* della manodopera sul mercato del lavoro, in Ticino, nel quarto trimestre del 2025
Variazioni assolute
Variazioni %
IV trimestre 2025 Trimestrale Annuale Trimestrale Annuale
Occupati secondo il concetto interno 242.253 192 -3.844 0,1 -1,6
Occupati residenti (apprendisti inclusi) 168.438 -893 -2.929 -0,5 -1,7
Frontalieri 78.809 -782 -143 -1,0 -0,2
Disoccupati ILO 12.166 1.353 1.515 12,5 14,2
Disoccupati iscritti 4.950 656 136 15,3 2,8
Persone non attive 131.685 234 2.648 0,2 2,1
Persone non attive di 15-64 anni 53.333 1.013 -578 1,9 -1,1
*Le diverse fonti usate in questa tabella hanno definizioni e periodi di riferimento diversi, per questo le somme degli occupati residenti e dei frontalieri non coincidono con gli occupati secondo il concetto interno.
Fonte: SPO, RIFOS e STAF, UST; Seco

Questa dinamica si discosta da quanto osservato a livello nazionale. In Svizzera l’occupazione secondo il concetto interno continua a crescere, seppur a un ritmo contenuto (+0,1%); per ritrovare una flessione su base annua occorre risalire al periodo pandemico. Anche la lettura per statuto evidenzia differenze: a livello nazionale i frontalieri proseguono la loro crescita (+1,1%) e gli occupati residenti registrano solo recentemente un primo rallentamento (-0,2%). Il raffreddamento osservato in Ticino appare quindi più precoce e marcato, suggerendo una fase congiunturale meno favorevole rispetto al resto del Paese.

L’indebolimento del mercato del lavoro si riflette anche nell’evoluzione della disoccupazione. Nel IV trimestre 2025 i disoccupati tornano ad aumentare, attestandosi a 12.166 unità, pari a 1.515 persone in più rispetto a un anno prima. Nonostante la crescita recente, il tasso di disoccupazione - pari al 6,7% - si mantiene su livelli complessivamente in linea con quelli osservati nell’ultimo decennio [F. 3]. L’aumento della disoccupazione appare coerente con il rallentamento dell’occupazione e suggerisce un indebolimento congiunturale. Allo stato attuale non si evidenziano segnali di un deterioramento strutturale del mercato del lavoro cantonale; sarà tuttavia necessario osservare l’evoluzione dei prossimi trimestri per confermare questa interpretazione.

Anche il numero di inattivi torna a crescere. Nel IV trimestre 2025 si contano 131.685 persone al di fuori della forza lavoro, pari a +2.648 unità su base annua (+2,1%), dopo la flessione osservata nel 2024. L’incremento si inserisce in una dinamica oscillante ma nel complesso orientata al rialzo nel lungo periodo, in parte riconducibile all’aumento della componente in AVS/AI.

Considerati congiuntamente, l’aumento degli inattivi e quello dei disoccupati, unitamente alla diminuzione dell’occupazione, delineano un quadro di indebolimento della partecipazione al mercato del lavoro in un contesto congiunturale meno favorevole [F. 1].

Gli impieghi

Oltre alla dinamica della popolazione attiva, è utile esaminare anche l’evoluzione degli impieghi, che fornisce un’indicazione sul volume dei posti presenti nelle aziende. Nell’ultimo trimestre del 2025 in Ticino si contano 250.785 impieghi, in calo dello 0,9% rispetto a un anno prima [T. 2].

La contrazione è riconducibile in particolare ai posti a tempo pieno, scesi dell’1,4% su base annua, mentre quelli a tempo parziale risultano sostanzialmente stabili (-0,1%). Di conseguenza, i quasi 204.000 posti equivalenti a tempo pieno registrano una diminuzione più marcata rispetto al 2024 (-1,6%) [F. 4].

T. 2 Impieghi, posti liberi e difficoltà di reclutamento (in %), in Ticino, nel quarto trimestre del 2025
Variazioni assolute
Variazioni %
IV trimestre 2025 Trimestrale Annuale Trimestrale Annuale
Impieghi 250.785 -3.344 -2.370 -1,3 -0,9
Impieghi ETP 203.606 -2.536 -3.239 -1,2 -1,6
Posti liberi 1.714 387 333 29,1 24,1
Difficoltà di reclutamento (%) 21,0 4,2 1,7
Fonte: STATIMP, UST

Ai posti di lavoro occupati si aggiungono quelli vacanti, che nel quarto trimestre 2025 si attestano a poco più di 1.700 unità, in aumento del 24,1% su base annua. Pur rappresentando una quota contenuta degli impieghi complessivi (0,7%), il dato segnala che, nonostante il rallentamento dell’occupazione, permane una domanda di lavoro in alcuni segmenti del mercato.

Le difficoltà di reperimento segnalate dalle imprese forniscono un’ulteriore indicazione sul funzionamento del mercato del lavoro. In Ticino il 21,0% delle aziende dichiara di incontrare difficoltà nel trovare il personale necessario. Si tratta di un valore relativamente elevato nel confronto storico, ma inferiore a quello osservato a livello nazionale (36,2%).

Flussi occupazionali in una fase di raffreddamento

Per comprendere meglio le dinamiche sottostanti agli andamenti osservati, è utile affiancare un’analisi dei flussi tra occupazione, disoccupazione e inattività. Le transizioni sono calcolate con la stessa metodologia impiegata in uno studio Ustat del 2021, che stima le probabilità di passaggio tra stati occupazionali per il periodo 2011–2019. Con la pubblicazione dei dati del 2025 è ora possibile aggiornare l’analisi per il quadriennio 2022–2025, escludendo così le transizioni più direttamente influenzate dalla fase pandemica.

Per chi è occupato, le probabilità di passaggio tra i tre stati restano sostanzialmente invariate rispetto al periodo 2011-2019: il 92,3% degli occupati rimane tale a distanza di un anno, il 2,3% transita verso la disoccupazione e il 5,4% verso l’inattività [T. 3] e [F. 6]. La stabilità dell’occupazione rimane dunque elevata e non emergono segnali di maggiore vulnerabilità per chi è già inserito nel mercato del lavoro.

Evolve invece la dinamica per chi si trova in disoccupazione. La probabilità di ritrovare un impiego scende dal 43,6% al 40,2%, così come diminuisce la probabilità di rimanere disoccupato (dal 40,0% al 32,6%). Di conseguenza aumenta in misura marcata la quota di disoccupati che esce dalla forza lavoro (dal 16,4% al 27,2%), risultando inattiva a un anno di distanza.

Parallelamente, le persone inattive appaiono più mobili rispetto al periodo pre-2020, con maggiori transizioni verso l’occupazione (dal 6,7% al 8,5%) e verso la disoccupazione (dal 2,1% al 3,7%).

Nel complesso, il mercato del lavoro mostra una tenuta per chi è occupato, ma un riassorbimento meno efficace della disoccupazione. In una fase di raffreddamento congiunturale, una parte delle persone che perdono o non trovano un impiego tende più frequentemente a uscire dalla forza lavoro anziché a rientrare rapidamente nell’occupazione. L’aumento delle transizioni dalla disoccupazione all’inattività contribuisce così a spiegare il contemporaneo incremento di disoccupati e inattivi osservato nel 2025, coerentemente con l’indebolimento ciclico già evidenziato nell’analisi degli stock.

T.3 Probabilità condizionate di transizione (in %), in Ticino, nel 2011-2019 e nel 2022-2025 (media del periodo)
2011-2019
2022-2025
Occupato Disoccupato Inattivo Occupato Disoccupato Inattivo
Occupato 92,2 2,6 5,2 92,3 2,3 5,4
Disoccupato 43,6 40,0 16,4 40,2 32,6 27,2
Inattivo 6,7 2,1 91,2 8,5 3,7 87,8
Fonte: RIFOS, UST; elaborazione Ustat

Definizioni

Glossario

Persone attive:
persone che compongono l’insieme degli occupati e dei disoccupati. Le persone attive costituiscono l’offerta di lavoro.

Persone non attive (o inattive):
persone in età lavorativa (15 e più anni) che non sono né occupate né disoccupate.

Tasso di attività standardizzato:
rapporto tra le persone attive e la popolazione di 15 e più anni.

Tasso d’attività netto:
rapporto tra le persone attive tra i 15 e i 64 anni rispetto al totale della popolazione in questa fascia di età.

Occupati secondo il concetto interno (ai sensi della SPO):
tutte le persone occupate che esercitano un’attività professionale per almeno un’ora alla settimana o che lavorano presso un’azienda familiare senza ricevere una remunerazione. Sono inclusi in questa definizione i dipendenti, gli indipendenti, i familiari coadiuvanti in un’azienda di famiglia, gli apprendisti, le reclute, i sottoufficiali e gli ufficiali che durante la scuola reclute o corso d’avanzamento conservano il posto di lavoro, gli allievi e gli studenti che esercitano un’attività lavorativa parallelamente agli studi e i pensionati che continuano a lavorare. La definizione si fonda sul concetto interno, ossia la popolazione economicamente attiva in Svizzera indipendentemente dal luogo di residenza (somma tra occupati residenti e non residenti che operano nelle aziende localizzate in Svizzera), per cui oltre agli svizzeri e agli stranieri domiciliati e dimoranti, conteggia pure i frontalieri, gli stranieri assunti da un datore di lavoro svizzero per meno di 90 giorni (assunzioni d’impiego) e gli svizzeri residenti all’estero.

Frontalieri di nazionalità straniera (ai sensi della STAF):
stranieri (detentori di un permesso di lavoro G) residenti in uno Stato estero che lavorano in Svizzera e che devono rientrare giornalmente o settimanalmente al proprio luogo di domicilio.

Disoccupati ai sensi dell’ILO:
Persone in età dai 15 ai 74 anni che rispondono contemporaneamente alle seguenti condizioni:
- non erano occupate nel corso della settimana di riferimento,
- hanno cercato attivamente un posto di lavoro nelle quattro settimane precedenti e
- erano disposte a iniziare un’attività.

Tasso di disoccupazione ILO:
rapporto tra le persone disoccupate ai sensi ILO e le persone attive di 15 e più anni.

Disoccupati iscritti (SECO):
persone registrate presso gli uffici regionali di collocamento, senza un impiego e immediatamente collocabili. È irrilevante sapere se esse percepiscono o meno un’indennità di disoccupazione.

Impieghi/Impieghi ETP:
persone impiegate in Svizzera con un reddito, sottoposto ai contributi AVS, di almeno 2.300 franchi annui, in aziende dei settori secondario e terziario.
Gli impieghi equivalenti al tempo pieno – ETP (ai sensi della STATIMP) risultano dalla conversione del volume di lavoro (misurato in termini di impieghi o di ore di lavoro) in impieghi a tempo pieno.

Posti liberi: numero di posti liberi alla fine del trimestre in esame. Un posto è considerato libero se l’impresa ha già intrapreso o sta per intraprendere le pratiche per il reclutamento di un nuovo addetto.

Informazioni

Maurizio Bigotta
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 34

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