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La morte del bambino

Perdere il proprio bambino, anche se non ancora nato, è una delle esperienze più drammatiche nella vita di una persona. La sofferenza intensa che provano i genitori li tocca profondamente nella loro identità di uomo e di donna: i sensi di colpa sono spesso molto forti: “se avessi fatto questo, se non avessi fatto quello...”. In realtà la morte del bambino è quasi sempre una fatalità, di cui, nella stragrande maggior parte delle volte non si conosce la causa, per cui inevitabile. Indipendentemente dall'età del bambino, che sia nel primo trimestre di gravidanza, al momento di partorire o nei mesi dopo il parto, non vi è proporzionalità con il dolore che si prova. Ogni morte necessita di un periodo di lutto, con tutte le fasi che ne fanno parte: stordimento, negazione, rabbia, tristezza, depressione, rassegnazione, fasi che per ogni individuo subentrano in tempi e durata diversi. Per il lutto prenatale, ciò che cambia, rispetto al lutto che si manifesta per una persona che ha vissuto, è la condivisione del dolore da parte dei familiari e degli amici: spesso faticano a riconoscere ai genitori questa situazione, tanto più precocemente è avvenuta la perdita.


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