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Legge sulla Chiesa cattolica

(del 16 dicembre 2002)

IL GRAN CONSIGLIO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

- visto il messaggio 18 settembre 2001 no. 5159 del Consiglio di Stato;
- visto il rapporto 6 novembre 2002 no. 5159 R della Commissione della legislazione,

decreta:

    • Definizione

      Art. 1 1La Chiesa cattolica apostolica romana nel Cantone Ticino è una corporazione di diritto pubblico nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi.
    • 2Essa comprende la Diocesi, le Parrocchie e altre istituzioni o Enti ecclesiastici eretti dall’Ordinario, Vescovo di Lugano.
    • Appartenenza e uscita

      Art. 2 Le condizioni di appartenenza alle corporazioni ecclesiastiche, cantonale e locali, sono stabilite dallo statuto ecclesiastico, che fissa parimenti le modalità di uscita nei limiti dell’art. 15 della Costituzione federale.
    • Diritto di voto e di eleggibilità

      Art. 3 1Ogni persona appartenente alla Chiesa cattolica apostolica romana residente da almeno 3 mesi in un Comune del Cantone, che abbia i 16 anni compiuti, non abbia dichiarato l’uscita dalla Chiesa cattolica e risulti iscritto nel catalogo parrocchiale, esercita il diritto di voto e di eleggibilità in materia ecclesiastica. Essa esercita tali diritti nella Parrocchia in cui risiede.
    • 2Il Comune mette a disposizione gratuitamente della Parrocchia i dati necessari sulle persone allo scopo di allestire il catalogo parrocchiale.
    • Diocesi

      Art. 4 1La Diocesi ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è retta dall’Ordinario.
    • 2L’Ordinario esercita liberamente il suo ministero spirituale nella Diocesi a livello di culto, di magistero e di giurisdizione.
    • Prerogative dell’Ordinario

      Art. 5 1L’Ordinario esercita la sorveglianza su tutto ciò che attiene alla vita della Chiesa cattolica nel Cantone Ticino, e in particolare vigila sugli enti e sui beni ecclesiastici.
    • 2Gli è riconosciuta la competenza ad erigere, trasformare, unire e sopprimere le Parrocchie. La decisione è presa sentite le Assemblee parrocchiali interessate.
    • Finanziamento della Diocesi

      Art. 6 1La Diocesi provvede al proprio finanziamento mediante:
    • a) il prelievo di tasse per servizi amministrativi;
    • b) i frutti derivanti dall’amministrazione dei beni della Diocesi;
    • c) le elargizioni e donazioni di terzi alla Diocesi;
    • d) le quote di partecipazione delle Parrocchie;
    • e) i sussidi ed i contributi di Enti pubblici.
    • 2Lo statuto ecclesiastico regola la gestione finanziaria della Diocesi ed in particolare la partecipazione delle Parrocchie all’amministrazione finanziaria della stessa tramite la costituzione di una Commissione finanziaria.
    • 3La composizione, le funzioni e le competenze della Commissione finanziaria sono regolate dallo statuto. Almeno metà più uno dei suoi membri viene eletta dai delegati delle Parrocchie, nominati a norma dell’art. 14 lett. a).
    • 4La Diocesi è tenuta a rendere pubblici, ogni anno, i suoi conti.
    • Obbligo di notifica dell’Autorità giudiziaria

      Art. 7[1] Il procuratore pubblico notifica all’Ordinario, al più presto ma al massimo entro tre mesi dall’apertura dell’istruzione, l’esistenza di un procedimento penale a carico di un ecclesiastico, ad eccezione dei casi senza rilevanza per la funzione.
    • Parrocchia
      Definizione

      Art. 8 1La Parrocchia è una corporazione di diritto pubblico dotata di personalità giuridica di diritto pubblico.
    • 2La competenza territoriale corrisponde, di regola, al Comune politico, salvo i casi per i quali l’Ordinario, a norma dell’art. 5 cpv. 2, abbia disposto una diversa estensione.
    • Parroco
      Competenze

      Art. 9 1Il Parroco svolge il proprio ministero nella Parrocchia in cui è nominato, secondo le disposizioni dell’Ordinario.
    • 2Nell’esercizio di queste funzioni il Parroco si avvale della collaborazione degli organi parrocchiali.
    • Nomina del Parroco

      Art. 10 La designazione del Parroco spetta all’Ordinario e la sua nomina compete all’Assemblea parrocchiale.
    • Assenza temporanea del Parroco

      Art. 11 All’ufficio parrocchiale vacante provvede interinalmente l’Ordinario con la designazione di un Amministratore parrocchiale.
    • Retribuzione del Parroco

      Art. 12 Per il sostentamento e la retribuzione del Parroco o dell’Amministratore parrocchiale la Parrocchia tiene conto delle disposizioni dell’Ordinario.
    • Assemblea parrocchiale

      Art. 13 L’Assemblea parrocchiale è composta dalle persone appartenenti alla Chiesa cattolica apostolica romana che ossequiano i requisiti giusta l’art. 3 della presente legge.
    • Competenze
      A. Per voto popolare

      Art. 14 L’Assemblea parrocchiale, per voto popolare:
    • a) nomina, ogni quattro anni nel corso del mese d’aprile, in una data fissata dall’Ordinario, il Consiglio parrocchiale ed i delegati della Parrocchia definiti dallo statuto ecclesiastico;
    • b) nomina il Parroco.
    • B. In seduta pubblica

      Art. 15 L’Assemblea parrocchiale, in seduta pubblica:
    • a) adotta il regolamento parrocchiale;
    • b) approva i conti preventivi e consuntivi e, se prevista, stabilisce il fabbisogno per il prelievo dell’imposta di culto;
    • c) autorizza le spese d’investimento;
    • d) delibera sulle alienazioni, le permute, i diritti di superficie e le commutazioni d’uso dei beni parrocchiali;
    • e) decide sulle modifiche o ristrutturazioni dei luoghi destinati al culto e dei relativi arredi;
    • f) autorizza il Consiglio parrocchiale a stare in giudizio, transigere, compromettere, rinunciare alle liti, riservate le procedure amministrative;
    • g) autorizza il Consiglio parrocchiale a contrarre mutui o altre obbligazioni a carico dei beni parrocchiali;
    • h) nomina la Commissione della gestione;
    • i) esprime il suo parere nel caso dell’art. 5 cpv. 2 della presente legge.
    • Disposizioni procedurali e di funzionamento

      Art. 16 1Le decisioni sono prese a maggioranza dei votanti; non sono computati tra i votanti gli astenuti e, per le votazioni segrete, le schede in bianco.
    • 2Per la validità delle decisioni di cui alle lettere d), e), f) e g) di cui all’art. 15 è necessaria la maggioranza assoluta dei presenti nonché il consenso dell’Ordinario.
    • 3Il regolamento di applicazione disciplina la procedura di convocazione e di tenuta dell’Assemblea parrocchiale.
    • Il Consiglio parrocchiale

      Art. 17 1Il Consiglio parrocchiale è l’organo esecutivo ed amministrativo della Parrocchia.
    • 2Esso si compone da 3 a 7 membri nominati tra gli iscritti nel catalogo parrocchiale.
    • 3Il Parroco o l’Amministratore parrocchiale ne fanno parte di diritto.
    • 4Laddove c’è la consuetudine, rispettivamente quando il Comune versa la congrua o un altro contributo alla Parrocchia, il Municipio può designare un suo rappresentante in seno al Consiglio parrocchiale.
    • Attribuzioni

      Art. 18 Il Consiglio parrocchiale, nell’amministrazione della Parrocchia, esercita in particolare le seguenti funzioni:
    • a) convoca l’Assemblea e ne fissa l’ordine del giorno;
    • b) propone all’Assemblea gli oggetti di sua competenza per decisione e ne cura l’esecuzione;
    • c) presenta annualmente i conti all’Assemblea e stabilisce, se prevista, il tasso dell’imposta di culto;
    • d) allestisce ed aggiorna il catalogo parrocchiale;
    • e) amministra i beni parrocchiali ed i patrimoni dei legati parrocchiali, ad eccezione di quelli con oneri di messe gestiti dalla Diocesi;
    • f) provvede all’organizzazione e alla conservazione dell’archivio parrocchiale;
    • g) provvede al restauro e alla manutenzione dei beni di proprietà della Parrocchia e delibera l’esecuzione dei relativi lavori a terzi;
    • h) rappresenta e tutela gli interessi della Parrocchia verso terzi, comprese le procedure amministrative;
    • i) elegge al suo interno il Presidente ed il vice Presidente;
    • l) nomina, anche al di fuori dei suoi membri, il segretario, il cassiere; sentito il Parroco nomina inoltre il sacrestano e stabilisce il relativo capitolato.
    • Beni parrocchiali

      Art. 19 1Sono beni parrocchiali i beni mobili e immobili attualmente intestati al beneficio o alla prebenda parrocchiali o di appartenenza della chiesa parrocchiale, nonché i proventi da donazioni, lasciti e liberalità pubbliche o private a favore della Parrocchia e delle sue attività.
    • 2I beni sacri (edifici destinati al culto, oratori, suppellettili sacre, arredi sacri), sono posti sotto la sorveglianza dell’Ordinario. Gli stessi non possono essere soppressi, espropriati, alienati, ipotecati o destinati ad altro uso senza il suo consenso.
    • Finanziamento della Parrocchia

      Art. 20 La Parrocchia provvede al proprio finanziamento mediante:
    • a) il prelievo di tasse per servizi amministrativi;
    • b) i sussidi e contributi di Enti pubblici, nonché le partecipazioni del Comune, sotto qualsiasi forma, derivanti da convenzioni, contratti o obblighi consuetudinari;
    • c) i frutti derivanti dall’amministrazione dei propri beni;
    • d) elargizioni e donazioni di terzi;
    • e) l’imposta di culto, se prevista dal regolamento parrocchiale, secondo le modalità del decreto legislativo del 10 novembre 1992.
    • Altri Enti ecclesiastici

      Art. 21 È riconosciuta la personalità giuridica degli Enti ecclesiastici eretti dall’Ordinario con statuti e regolamenti propri.
    • Rimedi di diritto

      Art. 22 1È istituita una Commissione di ricorso indipendente, nominata dal Consiglio di Stato su proposta dell’Ordinario.
    • 2La Commissione è competente a decidere i ricorsi contro le decisioni degli organi parrocchiali. Contro le decisioni della Commissione è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM).
    • 3È applicabile la procedura prevista per i ricorsi al Tribunale cantonale amministrativo secondo la legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013.[2]
    • 4L’organizzazione ed il funzionamento della Commissione sono stabiliti dal Consiglio di Stato. Ai membri della Commissione sono riconosciute le indennità di cui all’art. 3 della Legge sugli onorari dei magistrati.
    • Regolamento e Statuto ecclesiastico

      Art. 23 1Il Consiglio di Stato emana un regolamento di applicazione alla presente legge.
    • 2Esso disciplina in modo particolare la tenuta dei registri parrocchiali e, sentiti gli organi competenti, l’uso degli edifici sacri e delle campane per scopi non liturgici.
    • 3La Diocesi emana lo statuto ecclesiastico, nel quale verranno istituiti anche organi democratici di gestione e controllo, che sottopone per ratifica al Consiglio di Stato.
    • Norme transitorie

      Art. 24 1Entro cinque anni dall’entrata in vigore della presente Legge, la Diocesi emana lo Statuto ecclesiastico ai sensi degli art. 6 e 23. Le Parrocchie procedono all’allestimento di un regolamento e dove esiste all’adeguamento dello stesso in quelle parti che sono in contrasto con la legge.
    • 2Entro lo stesso termine le convenzioni, le consuetudini e ogni altra forma contrattuale esistente fra la Parrocchia e il Comune devono essere adeguate alla presente legge.
    • 3L’amministrazione di tutti i benefici parrocchiali indicati all’art. 19 è conglobata nell’amministrazione della Parrocchia entro cinque anni dall’entrata in vigore della presente legge. Restano riservati:
    • a) i diritti dei Capitoli;
    • b) i diritti dei beni cappellanici o di juspatronato fino a definizione della loro destinazione da parte dei Patroni e dell’Ordinario.
    • Norma abrogativa

      Art. 25 La Legge sulla libertà della Chiesa cattolica e sull’amministrazione dei beni ecclesiastici del 28 gennaio 1886 è abrogata.
    • Entrata in vigore

      Art. 26 1Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, la presente legge è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino.
    • 2Il Consiglio di Stato ne stabilisce la data d’entrata in vigore.[3]

    Pubblicata nel BU 2004, 429.