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Ordinanza per la protezione delle Bolle di Magadino

(del 30 marzo 1979)

IL CONSIGLIO DI STATO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

visti:
- il Decreto legislativo sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio del 16 gennaio 1940, in particolare gli art. 1, 2, 7 e 8;
- il Regolamento di applicazione del decreto legislativo 16 gennaio 1940 sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio del 22 gennaio 1974, art. 2 lett. e);
- la Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1° luglio 1966, in particolare gli art. 1, 18 e 21;
- l’Ordinanza d’esecuzione della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 27 dicembre 1966, art. 25;
- il Decreto federale del 17 marzo 1972 su alcuni provvedimenti urgenti nell’ambito della pianificazione del territorio, art. 12 cpv. 2;

decreta:

    • Definizione

      Art. 1 1Il comprensorio delle Bolle di Magadino in territorio di Gordola, Locarno, Magadino e Tenero soggiace alle norme di polizia della presente ordinanza, a salvaguardia dei suoi valori ambientali, naturalistici e scientifici.
    • 2I confini del comprensorio delle Bolle di Magadino sono indicati nel piano che è parte integrante della presente ordinanza.
    • 3Il comprensorio è suddiviso in tre zone distinte, contrassegnate con le lettere A, B e C ed è inoltre segnalato nel terreno mediante affissi.
    • 4La seguente ordinanza e il relativo piano possono essere consultati presso le cancellerie dei Comuni interessati e il Dipartimento del territorio.[1]
    • Divieti

      Art. 2 Nella zona protetta sono vietati gli interventi e le attività che potrebbero compromettere l’integrità della flora, della fauna e dei biotopi o alterare il paesaggio. Sono in particolare vietati:
    • a) le costruzioni, le ricostruzioni e gli impianti di ogni genere del genio civile e stradale;
    • b) la posa di recinzioni (ad eccezione di quelle per la custodia del bestiame al pascolo e di quelle per la protezione delle colture intensive nelle zone B e C), di cartelli e di insegne che non siano imposti dalle vigenti leggi;
    • c) le escavazioni, i riporti e i depositi di qualsiasi genere di materiale, come pure i lavori di drenaggio e di bonifica dei terreni idrofitici (lischedi, giunchetti, canneti, ecc.) e l’escavazione di materiale dai corsi d’acqua e dalla corona protetta del lago;
    • d) il traffico motorizzato nella zona A, riservati i bisogni della coltivazione agricola e forestale, della manutenzione e della gestione degli impianti militari esistenti e del territorio protetto in genere;
    • e) la circolazione pedonale nella zona A, all’infuori dei percorsi marcati sul terreno e di quelli inerenti all’esercizio agricolo e forestale;
    • f) nelle zone A e B, il bagno, la navigazione con natanti a motore di ogni genere fino ad una distanza di 150 m dalla riva, come pure la navigazione con barche a remi fino alla distanza di 50 m dalle sponde; è in ogni caso vietato l’approdo. La navigazione lungo il litorale di Magadino e della Verzasca (zona C) è regolata da disposizioni emanate dal Dipartimento del territorio;[2]
    • g) il campeggio, il parcheggio di roulottes e simili, ad eccezione dei settori della zona C per i quali esiste un’autorizzazione cantonale;
    • h) nelle zone A e B, il cogliere, lo sradicare e il danneggiare piante di ogni genere all’infuori dell’utilizzazione dei prati falciati e pascolati e del taglio annuo dei lischedi;
    • i) l’uccisione e la cattura di ogni genere di animali; ad eccezione della pesca con la lenza dalla riva di Magadino e dalla Traversa della Peppa fino al punto 194.8 della carta nazionale 1:25 000 e lungo il Ticino e la Verzasca nelle zone B e C e lungo i canali delle zone B e C fuori dai canneti;
    • l) il cavalcare nella zona A e, entro i canneti delle zone B e C;
    • m) il lasciare i cani in libertà;
    • n) l’introduzione di nuove specie di vegetali e animali estranee al comprensorio, riservate le necessità agricole;
    • o) l’accensione di fuochi all’aperto;
    • p) le immissioni e gli intorbimenti di ogni genere, anche delle acque affluenti da fuori zona.
    • Pesca con reti da posta e tramagli

      Art. 3 1La pesca con barche a remi e a 20 metri dai canneti è ammessa per i pescatori in possesso di patente delle categorie 1 e 2 per reti da posta e tramagli.
    • 2Per quanto concerne gli orari fanno stato le disposizioni che regolano la pesca nelle acque italo-svizzere.
    • 3È vietato l’uso di attrezzi ausiliari come il follone e il sasso con la fune.
    • Agricoltura

      Art. 4 1Le zone agricole sono definite dalla carta dei terreni agricoli e idrofitici.
    • 2La coltivazione agricola è regolata dalle disposizioni emanate dal Dipartimento delle finanze e dell’economia, Sezione agricoltura, d’intesa con il Dipartimento del territorio e tenuto conto delle finalità prottetive della presente ordinanza.[3]
    • 3In particolare l’impiego di erbicidi, pesticidi e fertilizzanti è concordato annualmente dagli agricoltori con l’Ufficio di consulenza agricola.
    • Manutenzione dei terreni e dei canali

      Art. 5[4] 1Nei limiti della presente ordinanza la buona manutenzione dei terreni e dei canali spetta ai proprietari o agli affittuari.
    • 2I lischedi devono essere tagliati una volta all’anno, previa informazione del Dipartimento del territorio, nel periodo dal 15 settembre al 1° dicembre e la lettiera deve essere raccolta e asportata.
    • 3I proprietari o gli affittuari che non potessero provvedere direttamente al taglio dei lischedi sono tenuti a darne comunicazione entro il 1° settembre al Dipartimento del territorio.
    • 4Il Dipartimento del territorio si riserva ogni altro intervento necessario per la conservazione di particolari biotopi. I proprietari o gli affittuari verranno preventivamente informati.
    • Deroghe
      a) del Dipartimento

      Art. 6 Tenuto conto delle finalità protettive della presente ordinanza, il Dipartimento del territorio può rilasciare permessi speciali per le attività seguenti:[5]
    • a) costruzioni e ricostruzioni ritenuto che sia dimostrato un bisogno oggettivamente fondato preminente sull’interesse della protezione;
    • b) taglio di alberi ed arbusti, compresi i boschi di golena;
    • c) livellamento di terreni agricoli;
    • d) uso del fuoco a scopo di manutenzione dei terreni;
    • e) modifica dei comprensori soggetti a utilizzazione agricola o forestale;
    • f) circolazione pedonale in zona A, a scopo scientifico e didattico, all’infuori dei percorsi segnalati;
    • g) navigazione nei canali con barche a remi;
    • h) caccia selettiva e cattura di animali dannosi all’agricoltura.
    • b) del Consiglio di Stato

      Art. 7 1Il Consiglio di Stato può permettere deroghe alle disposizioni della presente ordinanza, quando interessi pubblici, manifestamente prevalenti, lo esigono.
    • 2Le richieste vanno inoltrate tramite il Dipartimento del territorio.[6]
    • Commissione consultiva

      Art. 8[7] 1Il Consiglio di Stato nomina una commissione consultiva nella quale sono anche rappresentate le associazioni interessate.
    • 2Essa ha segnatamente il compito di preavvisare le deroghe di cui all’art. 7 della presente ordinanza, di collaborare con il Dipartimento del territorio e di proporre misure adeguate al conseguimento delle finalità dell’ordinanza.
    • 3La vigilanza compete al Dipartimento del territorio che può avvalersi della collaborazione dei servizi cantonali interessati.
    • Ricorsi

      Art. 9[8] Contro le decisioni del Dipartimento emanate in virtù della presente ordinanza è data facoltà di ricorso al Consiglio di Stato entro il termine di 30 giorni dalla notifica; è applicabile la legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013.
    • Infrazioni e provvedimenti coattivi

      Art. 10[9] 1In caso di infrazione alle disposizioni della presente ordinanza il Dipartimento del territorio può chiedere il ripristino dello stato anteriore e il risarcimento del danno cagionato.
    • 2In caso di inadempienza entro il termine prescritto il Dipartimento del territorio, previa diffida, è autorizzato a far eseguire i provvedimenti necessari a spese del responsabile.
    • Penalità

      Art. 11 1Le infrazioni alle disposizioni della presente ordinanza e alle decisioni emanate in virtù della medesima sono punite conformemente all’art. 9 del decreto legislativo del 16 gennaio 1940 sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio e al relativo regolamento di applicazione, secondo la legge di procedura per le contravvenzioni.[10]
    • 2Sono riservate le sanzioni previste da leggi speciali.
    • Provvedimenti transitori

      Art. 12[11] Il Dipartimento del territorio può ordinare la cessazione della manomissione in corso al momento dell’entrata in vigore della presente ordinanza e chiedere inoltre il ripristino della situazione anteriore.
    • Entrata in vigore

      Art. 13 La presente ordinanza abroga l’ordinanza 28 maggio 1974 ed entra in vigore[12] con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino.

    Pubblicato nel BU 1979, 125. immagine