Quando c’era ancora una moderata crescita

Ultimo aggiornamento: 23.03.2026, 09:07


©Ti-Press / Alessandro Crinari


In generale, l’economia in Svizzera ha chiuso in rallentamento il 2025 ma, complessivamente, è andata meglio rispetto alle attese. Anche i primi dati del 2026 erano in questa scia: segnali positivi del comparto manifatturiero, con una leggera ripresa delle esportazioni e della produzione, e dei contributi positivi dal settore delle costruzioni e dal commercio. In Ticino la figura è simile, anche se si vedono già dei primi effetti negativi sul mercato del lavoro, con una flessione degli impieghi e dell’occupazione.

Dal 28 febbraio gli eventi della guerra in Medio Oriente si stanno ripercuotendo rapidamente sull’economia mondiale. Il blocco dello stretto di Hormuz ha ridotto di almeno un quarto la produzione petrolifera della regione, facendo salire rapidamente i prezzi del Brent a oltre i 100 dollari al barile. Secondo molti analisti, i prezzi dell’energia potrebbero rimanere a lungo su questi livelli, con il possibile innesco di una nuova spirale inflazionistica. Le prime stime del gruppo di esperti della Confederazione, diffuse il 18 marzo, indicano una stima di crescita dell’1,0% nel 2026, anche se, secondo uno scenario più prudente –con un impatto maggiore del conflitto sui prezzi energetici – corregge questo tasso allo 0,8%.



Cifre in dettaglio

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Contesto economico internazionale e nazionale

In Svizzera, guardando i dati del PIL, la crescita economica media nel 2025 si è attesta all’1,4%. Nonostante un parziale recupero, i valori degli ultimi due trimestri sono rimasti molto distanti dai valori di inizio anno [T. 1] e [F. 1]. Fino a gennaio, guardando l’ultimo rapporto congiunturale del Fondo monetario internazionale, la crescita mondiale risultava comunque relativamente stabile, nonostante si notasse già l’accumulo di diversi rischi: le tensioni commerciali, la fragilità dei mercati finanziari, oltre all’incertezza geopolitica.

Svizzera
Ticino
T. 1 Dati congiunturali, variazione annua (in %), in Svizzera e in Ticino, nel IV trimestre 2025
III 2025 IV 2025 III 2025 IV 2025
Prodotto interno lordo (SECO)
Crescita reale, al netto dagli eventi sportivi 1,0% 0,6%
Commercio estero (UDSC)
Importazioni 1,6% 5,1% 1,8% -3,5%
Esportazioni -2,5% -7,4% -3,1% -6,0%
Mercato del lavoro (UST)
Impieghi ETP -0,1% 0,3% -0,1% -1,6%
Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO* 5,1% 5,0% 6,0% 6,7%
* Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO = Disoccupati ai sensi dell’ILO / Popolazione attiva di 15 anni o più
Fonti: PIL trimestrale, dati destagionalizzati e corretti dagli eventi sportivi, SECO; Statistica del commercio estero svizzero, UDSC; Statistica dell’impiego, UST; Statistica delle persone disoccupate ai sensi dell’ILO,UST


A trascinare la crescita economica in Svizzera nella prima parte dell’anno erano state le esportazioni di beni, in particolare dei prodotti farmaceutici verso gli Stati Uniti. Per attenuare l’effetto dei dazi, molte aziende statunitensi hanno importato il più possibile nei primi mesi dell’anno, accelerando la domanda [F. 2]. Gli effetti di queste anticipazioni si erano però già attenuati verso metà anno. Negli ultimi mesi del 2025 sono invece emersi alcuni deboli segnali di diversificazione: i risultati su base trimestrale delle esportazioni segnano una crescita non solo verso Cina e Germania ma anche verso altri paesi meno tradizionali.

La statistica della produzione, delle ordinazioni e della cifra d’affari delle attività manifatturiere mostra pure una chiara flessione, il tasso di crescita reale su base annua della cifra d’affari è sceso dal 10,4% allo 0,5% [T. 2]. Flessione che risulta ancora più chiara usando il confronto tra trimestri: il tasso su base trimestrale è sceso da 7,5% del primo trimestre a 0,1% nel terzo fino a -3,1% nel quarto trimestre.

Indice
Variazione su base annua
T. 2 Indice della cifra d’affari reale (media 2021 = 100) e variazione annua (in %), in alcuni comparti, in Svizzera, nel IV trimestre 2025
IV 2025 I 2025 II 2025 III 2025 IV 2025
Attività manifatturiere (Noga 10-33) 111,5 10,4% 3,0% 4,5% 0,5%
Industria farmaceutica (Noga 21) 129,2 31,6% 3,9% 10,3% 2,7%
Prod. di elettronica; orologi (Noga 26) 108,5 -1,0% 4,5% 2,9% 0,0%
Costruzioni (Noga 41-43) 101,8 3,3% -1,0% -2,4% 2,1%
Commercio (Noga 47) 109,3 2,0% 1,7% 1,1% 2,2%
Dati corretti per il calendario, non destagionalizzati
Fonti: Statistica delle cifre d’affari del settore secondario e terziario, UST


Come già accaduto nei trimestri precedenti ha un ruolo centrale il comparto farmaceutico, anche se un po’ meno incisivo rispetto agli scorsi mesi. Guardando il non-farmaceutico, si nota la flessione − per il secondo trimestre consecutivo − delle aziende attive nella fabbricazione di prodotti di elettronica e nel comparto dell’orologeria. Leggeri segnali positivi arrivano invece dai comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e dalla fabbricazione di macchine industriali. I miglioramenti in questi comparti, seppur minimi, potrebbero essere un segnale indiretto di una ripresa degli investimenti industriali.

Rimanendo sui dati della statistica delle cifre d’affari dell’UST emerge la stabilità della ripresa nelle costruzioni, in particolare nell’edilizia civile e nel genio civile. Pure positivi, ma relativamente più moderati i risultati del commercio al dettaglio.

Interessante scoprire i risultati delle indagini congiunturali del KOF, che, a differenza dei dati mostrati finora, riflettono le percezioni degli imprenditori in merito all’evoluzione del clima economico anche nei primi mesi del 2026 e, quindi, riflettono il clima economico che c’era prima dell’inizio dell’offensiva militare in Iran e in Medio Oriente. I dati del KOF permettono di osservare un miglioramento in tutti i comparti, in particolare nel manifatturiero [F. 3].

Anche l’indice del clima di fiducia dei consumatori rifletteva, fino a febbraio, una leggera tendenza al rialzo. Grazie in particolare al recupero del sottoindice relativo alle attese rispetto all’evoluzione economica nei prossimi mesi.


Contesto cantonale e comparti economici

In Ticino le stime del PIL a disposizione sono piuttosto discordanti. Secondo l’Istituto CREA, dell’Università di Losanna, il PIL cantonale avrebbe già registrato un leggero calo su base annua nel terzo trimestre. Secondo queste stime la crescita media annua a livello cantonale andrebbe a collocarsi tra lo 0,0% e lo 0,3%.

Decisamente diverse e relativamente più positive le stime del BAK, dell’Università di Basilea, che a dicembre ipotizzavano ancora un tasso di crescita del PIL cantonale attorno all’1,5% [F. 7].

In generale, guardando le statistiche disponibili, gli indici cantonali sono quasi sempre inferiori ai valori nazionali, ma tendenzialmente si ritrovano andamenti simili. Anche a livello cantonale si vede una leggera ripresa delle esportazioni rispetto al trimestre precedente [F. 2]. A differenza delle tendenze nazionali, i dati cantonali delle esportazioni degli ultimi mesi segnano un graduale miglioramento dei commerci verso i paesi vicini, in particolare di quelli verso l’Italia. Passando ai dati del KOF raccolti tra i dirigenti d’aziende, anche i dati cantonali mostrano una buona ripresa dell’indice relativo alla situazione degli affari [F. 3]]. E anche in Ticino è notevole il cambiamento dei valori nel comparto manifatturiero. Entrando più nello specifico dell’analisi dei dati KOF, l’indice relativo alla produzione industriale mostra bene l’andamento molto ciclico e, se si considerano i livelli dell’ordinazioni, che continuano a essere reputati come insufficienti, sembra però difficile ipotizzare una stabilizzazione a breve termine.

Anche a livello cantonale il settore delle costruzioni conferma le tendenze positive, avvalorate dall’aumento delle domande di costruzione nel quarto trimestre [T. 3]]. Aspetti positivi che si ritrovano, in maniera più indiretta, anche dall’indagine congiunturale KOF svolta nel settore bancario, dove emerge che la maggioranza degli istituti bancari segnalano un aumento dei crediti ipotecari.

Come in Svizzera, i dati del KOF raccolti in Ticino e inerenti al commercio al dettaglio rimangono relativamente stabili. A livello cantonale nei primi mesi dell’anno emerge un miglioramento dell’indice degli affari tra i piccoli commercianti, forse aiutati dal settore del turismo, che segna anche in Ticino una crescita dei pernottamenti [T. 4]].

Infine, rimangono positivi i dati inerenti al settore delle banche, che come già anticipato segnalano in particolare un aumento dei volumi dei crediti ipotecari. Così come rimangono positivi gli altri due indici inerenti ai volumi: quello della gestione patrimoniale e quello relativo alle transazioni sui mercati finanziari per conto terzi.


Ass.
Variazione su base annua
T. 3 Domande di costruzione e transazione immobiliari in Ticino, per trimestre
IV 2025 I 2025 II 2025 III 2025 IV 2025
Domande di costruzione (in mio di fr) 882,2 11,5% 4,0% -5,5% 21,5%
Transazioni immobiliari (in mio di fr) 997,4 4,0% 34,4% 7,0% -1,5%
Fonti: Statistica della costruzione e della costruzione di abitazioni, Ustat; Statistica delle transazioni immobiliari, Ustat
in migliaia
Variazione su base annua
T. 4 Pernottamenti, in Svizzera e in Ticino
gen 2026 apr 2025 lug 2025 ott 2025 gen 2026
Pernottamenti in Svizzera 3.283,0 4,7% 3,3% 4,3% 2,6%
Pernottamenti in Ticino 65,9 -1,8% 13,4% 10,3% 5,8%
Fonte: Statistica della ricettività turistica, HESTA, UST


Mercato del lavoro

In generale, nonostante il progressivo rallentamento, la crescita economica è rimasta positiva. I dati del mercato del lavoro, in particolare quelli ticinesi, segnano invece delle prime flessioni. Il calo di posti di lavoro a livello cantonale sembra interessare soprattutto il settore secondario e, probabilmente, se si osserva parallelamente la statistica dei disoccupati iscritti è da correlare al comparto manifatturiero. Ciononostante, la disoccupazione rimane relativamente stabile in Ticino: il tasso ai sensi dell’ILO rimane attorno al 6,5% e quello dei disoccupati iscritti è arrivato a una punta del 2,6% in gennaio.

Guardando i dati della Statistica dell’impiego, si vede come la congiuntura abbia degli effetti diversi sui vari comparti [F. 4]]. A livello nazionale, i posti di lavoro sono in crescita nel settore delle costruzioni, in quello dei trasporti e nei ristoranti; mentre stanno diminuendo nel settore delle telecomunicazioni, nel bancario e, come già anticipato, nel manifatturiero. In Svizzera c’è una relativa logica tra evoluzione degli impieghi e l’evoluzione degli iscritti alla disoccupazione. Anche a livello nazionale suona però un timido campanello d’allarme: aumentano gli impieghi tra le aziende che offrono personale interinale, il che potrebbe segnalare come alcuni comparti facciano sempre più fatica a fissare dei livelli d’impiego adeguati e ricorrano con maggior frequenza a del personale avventizio per far fronte ai picchi di produzione inaspettati.

A livello cantonale non esistono i dati degli impieghi per comparto economico, ma i dati della disoccupazione mostrano un aumento di persone iscritte in arrivo dal commercio all’ingrosso e dal comparto manifatturiero, mentre sono in calo quelle in arrivo dalle costruzioni e, in maniera leggera, dal commercio al dettaglio [F. 5]]. Pensando soprattutto al settore del commercio al dettaglio si potrebbe ipotizzare che parte di questa diminuzione non è tanto da attribuire a un riassorbimento nel mercato del lavoro, ma piuttosto all’aumento delle transizioni dirette da occupato a inattivo. L’evoluzione di questi flussi tra occupazione, disoccupazione e inattività, ha probabilmente degli aspetti che vanno oltre la congiuntura. Anche per questo il tema è stato ripreso e approfondito nell’ultimo Notiziario statistico del mercato del lavoro.


Previsioni e rischi congiunturali

Secondo le ultime previsioni economiche del Gruppo di esperti della Confederazione, elaborate il 18 marzo, la crescita del PIL svizzero si attesterà attorno all’1,0% nel 2026 – sostanzialmente confermando la stima di dicembre, ma con una revisione al rialzo dell’inflazione prevista allo 0,4% (da 0,2%), riflesso del rincaro energetico. Sulla scorta di stime simili, la BNS ha mantenuto il tasso guida allo 0%, aumentando però la disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi per contrastare un apprezzamento eccessivo del franco.

Tornando all’ultimo bollettino della SECO, le previsioni relative al mercato del lavoro cambiano poco: la crescita degli impieghi rimarrà minima e il tasso di disoccupazione degli iscritti rimarrà sui livelli attuali.

Infine, a livello cantonale secondo gli ultimi dati raccolti dal KOF riguardo all’evoluzione degli affari nei prossimi sei mesi, le sensazioni raccolte nel mese di febbraio erano praticamente identiche ai risultati nazionali [F. 6]. Più prudenti le stime del BAK di dicembre, che proiettavano un rallentamento più marcato a livello cantonale, il tasso di crescita del PIL scendeva infatti dall’1,5% allo 0,6% nel 2026 [F. 7]. Le previsioni del KOF di inizio febbraio, ma anche le stime della SECO del 18 marzo sono già state tutte superate dagli eventi, basti pensare agli ultimi attacchi diretti ai siti energetici, che hanno determinato un’ulteriore escalation del conflitto, rendendo ancora più instabile il panorama geopolitico. Nei prossimi mesi le previsioni sui prezzi potrebbero essere ancora più incisive e, di conseguenza, anche le stime di crescita potrebbero essere riviste.


Figure

PIL e commercio estero

Situazione degli affari

Impieghi e disoccupazione

Previsioni



Altre informazioni

Informazioni (FAQ)

Cosa si intende per analisi congiunturale?
È uno strumento informativo che in modo semplice e conciso offre un quadro attuale e completo dell’andamento congiunturale dell’economia ticinese. L’analisi è elaborata a partire da dati e informazioni provenienti dalle principali fonti ufficiali.

A chi si rivolge?
Tramite la diffusione pubblica, questo prodotto si rivolge alle aziende, ai lavoratori, ai media, alle associazioni, alle istituzioni e all’opinione pubblica in generale quale strumento di attualità statistico-economica sull’andamento congiunturale dell’economia cantonale.

Quali sono gli indicatori scelti?
La selezione dei temi e degli indicatori inclusi in questo prodotto di analisi è avvenuta tenendo conto della necessità di disporre di informazioni su tutti i fenomeni economici rilevanti in ottica congiunturale per i quali sono disponibili dati statistici ufficiali relativi al nostro cantone e con una frequenza di pubblicazione adeguata. Vi trovano posto informazioni sul PIL, sui consumi, sull’import/export, sull’andamento di alcuni settori economici (quelli coperti da rilevamenti statistici) e sul mercato del lavoro. L’analisi prende spunto dal contesto congiunturale internazionale e nazionale, per poi concludersi con un paragrafo dedicato alle previsioni.

Quali sono le fonti dei dati?
I dati provengono esclusivamente da fonti di statistica pubblica (fatta eccezione per il PIL del BAK e le indagini congiunturali del KOF). Alcuni dati sono di carattere qualitativo (le indagini KOF o l’indice del clima di fiducia dei consumatori della Seco) e, come tali, vanno interpretati come informazioni relative al parere di una maggioranza (ad es. prevalenza di pessimisti o di ottimisti).

Quando viene aggiornato?
Questo prodotto di analisi congiunturale è aggiornato trimestralmente.

Altre domande?

Eric Stephani
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 35



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