Cresce l’occupazione, crescono le difficoltà di trovare personale

Ultimo aggiornamento: 03.09.2026, 08:33

©KEYSTONE/Ti-Press/Samuel Golay

Nel secondo trimestre del 2026 il mercato del lavoro ticinese conferma la ripresa dell’occupazione già emersa a inizio anno, trainata dai residenti, mentre la componente frontaliera continua a ridursi. Rispetto ai trimestri precedenti, però, il quadro si fa meno ambiguo per quanto concerne la disoccupazione, che a inizio anno era in aumento e torna ora a calare, mantenendosi su livelli nella media storica per il cantone. Sul fronte delle imprese, invece, i chiaroscuri restano: il numero di impieghi cala leggermente, così come calano i posti vacanti. Le difficoltà di reclutamento continuano invece ad aumentare – un segnale che il rallentamento della domanda non si traduce necessariamente in un mercato del lavoro più semplice da presidiare per le aziende.

Oltre all’analisi complessiva, questo notiziario propone un approfondimento sulla disoccupazione giovanile, un fenomeno che in Ticino si mantiene strutturalmente più elevato rispetto al resto della Svizzera, pur senza mostrare un peggioramento evidente negli ultimi anni. Lo spunto nasce da un recente studio nazionale sui neodiplomati universitari, che segnala difficoltà crescenti nell’ingresso nel mondo del lavoro.

Cifre in dettaglio

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Occupati, disoccupati e inattivi

Il secondo trimestre del 2026 si chiude con una nuova crescita delle persone occupate in Ticino che conferma, come nel primo trimestre, che il rallentamento osservato nella seconda metà del 2025 si è interrotto. Il dato più recente racconta di quasi 246.000 persone occupate (secondo il concetto interno), l’1,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente [T. 1]. Questa crescita è spinta dalla componente residente: i quasi 172.000 occupati sono l’1,7% in più rispetto all’anno precedente, un aumento che compensa la nuova contrazione dei frontalieri, che sono oggi poco più di 79.000, in calo dello 0,6% su base annua.

Ricordiamo che, a partire dal terzo trimestre del 2023 – in concomitanza con l’entrata in vigore dell’accordo fiscale per i nuovi frontalieri –, il numero di lavoratori frontalieri è calato in modo costante: il secondo trimestre del 2026 è il nono consecutivo a indicare una contrazione su base annua. Più a lungo termine invece, i frontalieri restano il gruppo con il maggior incremento: negli ultimi 10 anni sono aumentati del 21,2%, contro lo 0,4% dei residenti [F. 2].

In questo contesto di sostanziale stagnazione dei residenti nel lungo periodo non si registra un’evoluzione particolare dei disoccupati secondo il concetto dell’ILO: gli 11.000 disoccupati conteggiati nel secondo trimestre del 2026 portano il tasso di disoccupazione al 6,1%. Queste cifre sono in calo rispetto all’anno precedente (-7,9% in termini di persone e -0,6 punti percentuali in termini di tasso), ma restano all’interno dei valori medi registrati negli ultimi 10 anni [F. 3].

Infine, anche gli inattivi risultano stabili rispetto all’anno precedente: gli oltre 130.000 inattivi del secondo trimestre del 2026 sono infatti lo 0,1% in più rispetto al 2025. Questo mantiene il tasso d’attività standardizzato attorno al 58,4%, un valore leggermente superiore all’anno precedente (58,2%) e in leggero calo sul lungo periodo. Questo andamento potrebbe essere in parte legato alla diffusione del lavoro a tempo parziale [F. 1].

T. 1 Indicatori chiave* della manodopera sul mercato del lavoro, in Ticino, nel secondo trimestre del 2026
Variazioni assolute
Variazioni %
II trimestre 2026 Trimestrale Annuale Trimestrale Annuale
Occupati secondo il concetto interno 245.978 1.409 3.378 0,6 1,4
Occupati residenti (apprendisti inclusi) 171.815 1.861 2.836 1,1 1,7
Frontalieri 79.121 505 -457 0,6 -0,6
Disoccupati ILO 11.101 -2.906 -949 -20,7 -7,9
Disoccupati iscritti 4.573 -756 311 -14,2 7,3
Persone non attive 130.271 1.471 156 1,1 0,1
Persone non attive di 15-64 anni 51.321 393 878 0,8 1,7
*Le diverse fonti usate in questa tabella hanno definizioni e periodi di riferimento diversi, per questo le somme degli occupati residenti e dei frontalieri non coincidono con gli occupati secondo il concetto interno.
Fonte: SPO, RIFOS e STAF, UST; Seco

Il confronto con la Svizzera mostra evoluzioni simili, ma con intensità diverse: la crescita degli occupati è trainata in entrambi i casi dalla componente residente, ma risulta più marcata in Ticino (+1,4% contro +0,8% a livello nazionale). Per contro il numero di frontalieri continua a crescere a livello svizzero, sebbene si riscontri un rallentamento negli ultimi trimestri. La disoccupazione, invece, segue un andamento opposto nelle due regioni: in calo in Ticino, ma ancora in aumento a livello nazionale (4,9%, +0,3 punti percentuali su base annua).

Gli impieghi

Nel secondo trimestre del 2026 gli impieghi in Ticino si attestano a oltre 255.000 unità, in flessione su base annua (-0,7%) [T. 2]. Si tratta di un risultato controintuitivo rispetto alla crescita degli occupati commentata in apertura, che risulta spiegabile almeno in parte da differenze metodologiche tra le due fonti: la STATIMP rileva la situazione dell’ultimo mese del trimestre, mentre il concetto interno di occupati si basa su una media trimestrale (SPO)1. Il calo si osserva anche negli impieghi equivalenti a tempo pieno (ETP), che scendono a circa 206.000 unità (-0,2% annuo) [F. 4]. Sul fronte della domanda di lavoro, i posti liberi si riducono a 1.700 unità (-18,5% su base annua). In questo contesto si inserisce tuttavia un aumento della difficoltà di reclutamento, salita al 24,1% (+3,3 punti percentuali su base annua), un dato apparentemente contraddittorio rispetto al calo della disoccupazione, ma che riflette probabilmente una crescente difficoltà a coprire i profili ricercati nonostante la minore domanda complessiva.

T. 2 Impieghi, posti liberi e difficoltà di reclutamento (in %), in Ticino, nel secondo trimestre del 2026
Variazioni assolute
Variazioni %
II trimestre 2026 Trimestrale Annuale Trimestrale Annuale
Impieghi 255.581 2.111 -1.717 0,8 -0,7
Impieghi ETP 206.176 2.192 -448 1,1 -0,2
Posti liberi 1.713 -948 -389 -35,6 -18,5
Difficoltà di reclutamento (%) 24,1 3,2 3,3
Fonte: STATIMP, UST
T. 3 Tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO (%), secondo la classe d’età, in Svizzera e in Ticino, medie di periodo
Media di periodo (%)
2010-2014 2015-2019 2020-2025
Svizzera
Totale (15+) 4,6 4,7 4,5
15-24 anni 8,3 8,3 8,1
Ticino
Totale (15+) 6,8 6,6 6,7
15-24 anni 15,4 14,2 14,6
Fonte: RIFOS, UST

La disoccupazione giovanile

La disoccupazione giovanile (definita secondo il concetto dell’ILO sulle persone tra i 15 e i 24 anni) resta in Svizzera un fenomeno relativamente contenuto rispetto ad altre realtà europee. Negli ultimi anni si è osservato un aumento del tasso di disoccupazione, in particolare a partire dal minimo del 2022 (6,8%), fino all’8,8% del 2025 [F. 6]. Questo andamento non riflette tuttavia un cambiamento strutturale: guardando alle medie di periodo, il tasso nazionale è rimasto sostanzialmente stabile nell’ultimo quindicennio (8,3% nel 2010-2014 e nel 2015-2019, 8,1% nel 2020-2025 [T. 3]) e il valore del 2025 si colloca entro la fascia di oscillazione storica, senza segnalare un peggioramento duraturo.

In Ticino il livello di disoccupazione giovanile resta più alto che a livello svizzero, un divario strutturale che persiste per tutto il periodo osservato. L’andamento ticinese non mostra una tendenza evidente: le medie dei tre periodi restano relativamente vicine tra loro e oscillano in una fascia centrale, tra il 14% e il 16% [T. 3, F. 6]. Va inoltre considerato che si tratta di una stima su un campione cantonale ristretto a una sottopopolazione specifica di dimensioni piuttosto ridotte. Una parte della variabilità osservata da un anno all’altro può quindi essere riflesso dell’incertezza campionaria più che di un’effettiva dinamica del mercato del lavoro giovanile.

L’Ufficio federale di statistica ha approfondito la situazione occupazionale di un gruppo specifico di giovani, i neodiplomati delle scuole universitarie svizzere, misurando il loro tasso di disoccupazione a un anno dal conseguimento del titolo2. Ne emerge un aumento tra le coorti 2022 e 2024, in concomitanza con l’aumento osservato dal minimo 2022 appena descritto. Questo parallelismo temporale richiede ulteriori approfondimenti per comprendere se il fenomeno segnalato dall’UST rifletta una dinamica specifica dei neodiplomati o, più semplicemente, la stessa oscillazione generale osservata a livello aggregato. Il comunicato non fornisce un dettaglio cantonale: per il Ticino non sono quindi disponibili risultati specifici su questo fronte, ma sarà importante monitorare l’evoluzione futura per comprendere se emergano dinamiche particolari anche a livello locale.

Definizioni

Glossario

Persone attive:
persone che compongono l’insieme degli occupati e dei disoccupati. Le persone attive costituiscono l’offerta di lavoro.

Persone non attive (o inattive):
persone in età lavorativa (15 e più anni) che non sono né occupate né disoccupate.

Tasso di attività standardizzato:
rapporto tra le persone attive e la popolazione di 15 e più anni.

Tasso d’attività netto:
rapporto tra le persone attive tra i 15 e i 64 anni rispetto al totale della popolazione in questa fascia di età.

Occupati secondo il concetto interno (ai sensi della SPO):
tutte le persone occupate che esercitano un’attività professionale per almeno un’ora alla settimana o che lavorano presso un’azienda familiare senza ricevere una remunerazione. Sono inclusi in questa definizione i dipendenti, gli indipendenti, i familiari coadiuvanti in un’azienda di famiglia, gli apprendisti, le reclute, i sottoufficiali e gli ufficiali che durante la scuola reclute o corso d’avanzamento conservano il posto di lavoro, gli allievi e gli studenti che esercitano un’attività lavorativa parallelamente agli studi e i pensionati che continuano a lavorare. La definizione si fonda sul concetto interno, ossia la popolazione economicamente attiva in Svizzera indipendentemente dal luogo di residenza (somma tra occupati residenti e non residenti che operano nelle aziende localizzate in Svizzera), per cui oltre agli svizzeri e agli stranieri domiciliati e dimoranti, conteggia pure i frontalieri, gli stranieri assunti da un datore di lavoro svizzero per meno di 90 giorni (assunzioni d’impiego) e gli svizzeri residenti all’estero.

Frontalieri di nazionalità straniera (ai sensi della STAF):
stranieri (detentori di un permesso di lavoro G) residenti in uno Stato estero che lavorano in Svizzera e che devono rientrare giornalmente o settimanalmente al proprio luogo di domicilio.

Disoccupati ai sensi dell’ILO:
Persone in età dai 15 ai 74 anni che rispondono contemporaneamente alle seguenti condizioni:
- non erano occupate nel corso della settimana di riferimento,
- hanno cercato attivamente un posto di lavoro nelle quattro settimane precedenti e
- erano disposte a iniziare un’attività.

Tasso di disoccupazione ILO:
rapporto tra le persone disoccupate ai sensi ILO e le persone attive di 15 e più anni.

Disoccupati iscritti (SECO):
persone registrate presso gli uffici regionali di collocamento, senza un impiego e immediatamente collocabili. È irrilevante sapere se esse percepiscono o meno un’indennità di disoccupazione.

Impieghi/Impieghi ETP:
persone impiegate in Svizzera con un reddito, sottoposto ai contributi AVS, di almeno 2.300 franchi annui, in aziende dei settori secondario e terziario.
Gli impieghi equivalenti al tempo pieno – ETP (ai sensi della STATIMP) risultano dalla conversione del volume di lavoro (misurato in termini di impieghi o di ore di lavoro) in impieghi a tempo pieno.

Posti liberi:
numero di posti liberi alla fine del trimestre in esame. Un posto è considerato libero se l’impresa ha già intrapreso o sta per intraprendere le pratiche per il reclutamento di un nuovo addetto.

Informazioni

Maurizio Bigotta
Settore Economia, Ufficio di statistica
Tel: +41 (0)91 814 50 34

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